<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Elezioni inglesi | Il Forum di Quattroruote

Elezioni inglesi

Mi aspettavo che qualcuno commentasse il risultato elettorale in UK, visto che non inizia nessuno lo faccio io per dire che la May si è rivelata una ingenua a richiedere elezioni anticipate con la speranza di aumentare la sua maggioranza ed anche un'incapace nel rifiutare i confronti faccia a faccia con Corbyn e, se anche riuscirà a formare un governo, questo avrà vita breve e, non appena i tory avranno trovato un nuovo leader più credibile la May salterà in un batter di ciglia.
Più in generale comunque mi sembra che le elezioni in quasi tutti i paesi occidentali siano divenute sempre più un terno al lotto, soggette a mutamenti improvvisi legati ad umori, emozioni, ma soprattutto voglia di testimoniare il malcontento.
Mi pare che anche là come da noi vi sia una crisi dei partiti tradizionali e che solo la percezione di Corbyn come distante dal laburista alla Brown abbia consentito ai giovani di ritrovare in lui una speranza e di tornare a votare.
Io ricordo tante elezioni in Italia in cui gli spostamenti di voti tra partiti si misuravano in frazioni percentuali mentre ora nascono movimenti ed in poco tempo arrivano al primo o secondo posto, i partiti tradizionali si scindono all'infinito e comunque gli iscritti calano sempre.
È solo una mia impressione o anche in Gran Bretagna la politica è in crisi profonda e si sta "italianizzando"?
Di più, queste votazioni voi le interpretate come un ripensamento sulla Brexit da parte di un elettorato che si è sentito imbrogliato?
 
Non capisco come sia comparsa la parola anello nel titolo, un moderatore potrebbe gentilmente toglierla.
Grazie
 
modificato
sappi pero' che anche la politica estera e' off limit
si sa mai che poi uno si prenda pure il braccio
 
Quello che non capisco è che avendo già la maggioranza assoluta è andata ad impegolarsi in elezioni anticipate, per che cosa?
Ci sono anche in GB i "franchi tiratori"?
 
È solo una mia impressione o anche in Gran Bretagna la politica è in crisi profonda e si sta "italianizzando"?
Quando era di moda parlare di "modelli" (in politica, in economia) c'era quello tedesco, quello giapponese, quello sovietico, quello nostrano del nord-est, e così via.
Nel bene e nel male, ma sempre nel nome di un obbiettivo (politico, economico) condiviso, in alcuni casi imposto, in altri sognato.
Che sia giunta l'ora del modello italiano?
Il "non modello" per eccellenza, taglia unica, usa e getta, da consumarsi preferibilmente entro la giornata, perchè domani è un altro giorno, e se oggi ci conviene essere alleati, pensare e far credere le stesse cose, domani magari no.
Un modello "da campo" basato su tattiche di "movimento", colpi di mano, imboscate, in cui è assente una visione strategica che abbia chiari gli obbiettivi, e che trova la sua ragione d'essere nell' improvvisazione, nella convenienza già citata, nella spendibilità immediata ( in termini di consenso popolare) delle vittorie conseguite in scaramucce fintamente (e abilmente) guerreggiate, nei leader col vestitino da "uomo della provvidenza" preso a nolo come i costumi carnascialeschi, che gli va o troppo largo o troppo stretto.
Non si può qui, e neanche voglio, parlare di politica; di certo che oramai essa si è mutata (non evoluta) in "politica del parlare" e se ne abbiamo fatto un modello esportazione, me ne rammarico.

Edit delle 14.00
Anzi, il fatto che magari un certo modo di far politica potrebbe all'estero venire associato al termine "all'italiana" è proprio quel "made in Italy" che personalmente mi infastidisce, e offende quei milioni di italiani che tutti i giorni il loro dovere lo fanno.
Eventuali prediche esterne non è che provengano da chissà quali pulpiti...
 
Ultima modifica:
modificato
sappi pero' che anche la politica estera e' off limit
si sa mai che poi uno si prenda pure il braccio
Capisco e se possibile vorrei focalizzare l'intervento su come si sono modificate nel tempo le motivazioni del voto e come questo fino ad una trentina di anni fa fosse ampiamente prevedibile mentre ora assistiamo, perfino in UK dove si vota secondo meccanismi di un secolo o più a spostamenti di voti fino ad un 15% in più o in meno.
Ormai mi sembra che l'elettorato nei paesi democratici sia oltremodo disorientato e poco convinto delle sue scelte e pronto a rinnegarle dopo pochi mesi sull'onda emotiva di una gaffe o di una mossa impopolare di un candidato.
Mi domando che valore abbiano i sondaggi che sicuramente la May avrà chiesto e che la davano in testa di un 22% in un ipotetico confronto con Corbyn e come sia stata possibile una tale rimonta.
Ma soprattutto riprendendo l'esito del referendum sulla Brexit condotto anche in un clima di menzogne smentite a posteriori anche dai fautori della Brexit mi domando come sia possibile procedere con tale uscita dalla UE dopo che:
1) non si sono fatti votare i cittadini inglesi residenti all'estero in modo stabile e che avrebbero potuto sovvertirne l'esito.
2) dopo l'esito di queste elezioni che hanno visto la linea May per una hard Brexit perdere così tanti consensi.

Ma ancor di più mi domando se non sia nella natura umana quella di attribuire meno valore a diritti che ci sembrano già acquisiti ed inalienabili, ma che tali non sono.
E qui torno in Italia in cui siamo passati da percentuali sopra il 90% di elettori ansiosi di esercitare finalmente i diritti conquistati di scegliere tra monarchia e repubblica ed i primi parlamenti mentre ora si raggiunge a malapena il 65%.
La risposta che mi do allora è che un popolo che ha visto certi orrori e che, con l'aiuto del mondo libero, ne è uscito fuori ha molto più a cuore l'esercizio dei diritti appena conquistati in ciò aiutati anche dal fatto che i politici del dopoguerra venivano da anni al confino o dalle patrie galere per crimini contro il fascismo o comunque erano stati messi a tacere.
Dopo tanti anni di pace invece, e dopo aver dato per scontato il diritto di voto, mi pare di cogliere poco interesse e superficialità negli elettori che trattano certe tornate elettorali come se votassero per X Factor o simili.
Insomma con quale superficialità si affrontano scelte decisive per un paese se in nemmeno un mese si spostano milioni di voti? E su cosa si basano i sondaggi che hanno sbagliato in pochi mesi l'esito della Brexit e delle elezioni statunitensi ed inglesi?
 
Capisco e se possibile vorrei focalizzare l'intervento su come si sono modificate nel tempo le motivazioni del voto e come questo fino ad una trentina di anni fa fosse ampiamente prevedibile mentre ora assistiamo, perfino in UK dove si vota secondo meccanismi di un secolo o più a spostamenti di voti fino ad un 15% in più o in meno.
Ormai mi sembra che l'elettorato nei paesi democratici sia oltremodo disorientato e poco convinto delle sue scelte e pronto a rinnegarle dopo pochi mesi sull'onda emotiva di una gaffe o di una mossa impopolare di un candidato.
Mi domando che valore abbiano i sondaggi che sicuramente la May avrà chiesto e che la davano in testa di un 22% in un ipotetico confronto con Corbyn e come sia stata possibile una tale rimonta.
Ma soprattutto riprendendo l'esito del referendum sulla Brexit condotto anche in un clima di menzogne smentite a posteriori anche dai fautori della Brexit mi domando come sia possibile procedere con tale uscita dalla UE dopo che:
1) non si sono fatti votare i cittadini inglesi residenti all'estero in modo stabile e che avrebbero potuto sovvertirne l'esito.
2) dopo l'esito di queste elezioni che hanno visto la linea May per una hard Brexit perdere così tanti consensi.

Ma ancor di più mi
E qui torno in Italia in cui siamo passati da percentuali sopra il 90% di elettori ansiosi di esercitare finalmente i diritti conquistati di scegliere tra monarchia e repubblica ed i primi parlamenti mentre ora si raggiunge a malapena il 65%.
La risposta che mi do allora è che un popolo che ha visto certi orrori e che, con l'aiuto del mondo libero, ne è uscito fuori ha molto più a cuore l'esercizio dei diritti appena conquistati in ciò aiutati anche dal fatto che i politici del dopoguerra venivano da anni al confino o dalle patrie galere per crimini contro il fascismo o comunque erano stati messi a tacere.
Dopo tanti anni di pace invece, e dopo aver dato per scontato il diritto di voto, mi pare di cogliere poco interesse e superficialità negli elettori che trattano certe tornate elettorali come se votassero per X Factor o simili.
Insomma con quale superficialità si affrontano scelte decisive per un paese se in nemmeno un mese si spostano milioni di voti? E su cosa si basano i sondaggi che hanno sbagliato in pochi mesi l'esito della Brexit e delle elezioni statunitensi ed inglesi?
Poni un sacco di questioni molto complesse ed interessanti, politiche e sociologiche.
Ad una provo a risponderti, quando Ti domandi "se non sia nella natura umana quella di attribuire meno valore a diritti che ci sembrano già acquisiti ed inalienabili, ma che tali non sono".
Credo, sulla base della mia esperienza, e non per semplificare la questione, che sia insito nella natura umana il dimenticare (o dare per scontato, o disdegnare) col tempo ciò di cui dispone, ed anelare a quello che non ha.
E chi in passato ha lottato per arrivare a possederlo e poi ce l'ha lasciato in eredità (anzi si è pure sacrificato per noi) nella nostra mente svanisce giorno dopo giorno.
Al massimo, se l' evento passato è festa nazionale, speriamo di poter fare ponte.
A questo ci siamo (ci hanno?) ridotti.
 
la May ha toppato nel voler anticipare le elezioni, pensava di vincere alla grande invece ha fatto i conti senza l'oste.
Che sono coloro che sotto sotto tramano contro di lei e contro la brexit.
Secondo me c'é il ballo persino la brexit stessa viste le premesse. E se pensiamo che neppure chi le ha volute fortemente ( johnson e farage) si fa sentire, anzi, tendono a nascondersi.

roba da....repubblica del centro america.
 
E qui torno in Italia in cui siamo passati da percentuali sopra il 90% di elettori ansiosi di esercitare finalmente i diritti conquistati di scegliere tra monarchia e repubblica ed i primi parlamenti mentre ora si raggiunge a malapena il 65%.
Per le amministrative italiane, che dovrebbero interessare direttamente i votanti, FORSE si raggiungerà il 50%, alle 19 erano il 43%.
Gli italiani più che ansiosi di votare mi pare che siano nauseati dalla politica!
 
non entrando nel merito specifico delle elezioni Inglesi perchè si rischia di entrare in argomento off limitis personalmente credo che l'affluenza alle urne sia l'ultimo dei problemi di un paese, anzi la storia dimostra che nei paesi ad alto tasso di libertà e di eguaglianze sociali l'affluenza non è mai alta mentre al contrario dove mancano queste prerogative l'andare alle urne coinvolge molti più cittadini. Purtroppo negli ultimi anni si è data molta importanza al voto scollegandolo ad altri elementi che sono legati a questo e senza cui anche il voto perde di significato, mi riferisco ad esempio al diritto ad una informazione sana e sincera ed al contraddittorio tra le idee, senza questi punti l'andare alle urne resta un semplice esercizio di presunta libertà civile che porta a poco.
 
Tornando alle percentuali così ballerine ed ai recuperi di quasi 20% di distacco in un mese la mia opinione è che sia spiegabile solo con una scarsa convinzione degli elettori che scelgono normalmente il non voto o scheda bianca e che saltuariamente invece trovano in un candidato o un movimento un modo di esprimere un malcontento.
Così le percentuali alte di affluenza (almeno rispetto al solito) possono premiare outsider trascurati dai sondaggisti ed al contrario basse percentuali possano penalizzare quegli stessi outsider votati le volte precedenti che hanno disatteso le aspettative.
 
Sulla Brexit la pensano piu o meno allo stesso modo, entrambi per un'hard brexit e Corbyn durante il voto in parlamento ha steso un tappeto rosso alla May pero' e' stato comunque votato nelle zone multietcniche
La May paga anche la crisi senza fine dell'NHS e soprattutto la perdita di circa 20mila poliziotti
 
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