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Mondiale F.1 - GP del Bahrein

Se non ricordo male in passato c'era stato un giovane pilota che in pratica pagava per correre avendo dovuto portare,credo attraverso degli sponsor e forse anche attraverso la sua famiglia,molto più denaro al Team di quanto guadagnasse per avere il posto.

No vabbè lasciamo stare questi discorsi, ragioniamo solo su quello che viene dichiarato. Anche nel calcio, non in serie A ma in alcune squadre di B e in tutte quelle di LegaPro, ci sono alcuni tra i giocatori che di fatto giocano gratis perchè portano gli sponsor. Nel ciclismo poi è la norma, in pratica vengono pagati (profumatamente) i campioni (10-15 corridori) e i loro gregari fidati, che però prendono molto meno, un onesto gregario con qualche vittoria di tappa o in corse minori nel palmares non prende più di 4-5000 euro al mese, e quelli si che rischiano non dico la vita ma infortuni seri a ogni uscita si..

Se stiamo al dichiarato, per me è assurdo che un pilota di F1 prenda uno stipendio paragonabile a un calciatore "medio" (poi che un top player prenda come un top driver mi sta bene). Un pilota di F1 "medio" è comunque uno dei migliori 30 piloti del mondo (sto considerando che in Indy, WEC e WRC ci possano essere piloti migliori della media in F1), un calciatore medio in serie A è solo uno che ha trovato spazio in una rosa di 14-15 giocatori (considero 11 titolari più le riserve più utilizzate) su 20 squadre...e solo a livello italiano, non mondiale.
 
Beh, su Alonso se ne sono dette e secondo me se ne diranno forever ... è uno totalmente fuori (dal coro!) e per mille sfaccettature, tutte sue personali.
Rosberg: come tutti, anch'io ho osservato i mesi che passavano e la situazione pazzesca che montava nel Team MB ... i due piloti che manco si parlavano e facevano dichiarazioni ai Media tenendosi a debita distanza uno dall'altro. Di fatto - al di là del siparietto voluto e tenuto su da Wolff / Lauda - era una situazione insana, sbagliata e rasente, per certi versi, ad un mobbing o quantomeno alla costante umiliazione o ridicolizzazione del compagno di squadra.
Poi - e non poteva fare altro - Nico ha fatto un gesto, forse anche di puro istinto, ma che cmq da una parte lo ha reso grande , mentre dall'altra gli ha evitato "il morso" dell'incazzatissimo Hamilton ... perchè secondo me prima o poi questi sarebbero arrivati al contatto.
Ecco, detto quello che penso sull'annata MB del 2016 e su come ha voluto impostare e gestire le 2 guide il buon TotoW, eccoci al 2017 con un nuovo pilota in scuderia, con una macchina che non è più quel mostro imprendibile (qualche passo falso in sede di R&S ...) e con la mai sopita smania di Ham di non solo liberarsi dell'onta di aver perso il Mondiale, ma anche di riprendere con questa sua "inclinazione caratteriale" alla costrizione, alla subalternità cui deve - da subito - sottomettersi il nuovo entrato e, da questo, anche tutto il Team.

IMHO è proprio su questo che Ferrari deve far leva: l'evidente imperfezione di impostazione della condotta da tenere in gara da parte dei piloti e soprattutto di uno, nonchè delle inevitabili spaccature che automaticamente avverranno in seno al Team stesso, meccanici inclusi (cosa peraltro già vista).
Finchè le due frecce partivano in pole, ancora ancora poteva essere considerato come "gestibile" , ma adesso Toto dovrà per forza di cose ridimensionare Ginetto ... e sarà dura!
Questo è il tallone d'Achille di MB, altro che telaio lungo o surriscaldamenti che sono solo aspetti fisici e quindi migliorabili: è la pressione psicologica dell'ometto che deve far pensare ...
:emoji_expressionless::emoji_expressionless::emoji_expressionless:

A me Hamilton ha un po deluso. E' vero è un pilota fortissimo in grado spingere forte mettendo pressione a qualsiasi avversario ma ha anche tanti difetti di guida e limiti caratteriali, per cui lo ritengo un gradino sotto ad Alonso, Vettel e forse anche Verstappen per non parlare poi di Senna e Schumacher che erano proprio un altro pianeta.
 
Un pilota di F1 "medio" è comunque uno dei migliori 30 piloti del mondo (sto considerando che in Indy, WEC e WRC ci possano essere piloti migliori della media in F1), un calciatore medio in serie A è solo uno che ha trovato spazio in una rosa di 14-15 giocatori (considero 11 titolari più le riserve più utilizzate) su 20 squadre...e solo a livello italiano, non mondiale.

Verissimo,e dato che si parla di livello italiano trovo altrettanto assurdo che un atleta italiano che pratica un'altra disciplina in cui magari è il numero uno nazionale,o europeo,o addirittura mondiale o olimpico debba preoccuparsi seriamente di come campare dopo essersi ritirato dalle competizioni solo perchè nella sua disciplina non si prende a calci un pallone.

ci sono alcuni tra i giocatori che di fatto giocano gratis perchè portano gli sponsor

Io ricordavo un caso diverso,ma potrei sbagliarmi,in cui un pilota aveva di tasca propria investito nel Team di fatto comprandosi il diritto di correre,pagando invece di essere pagato per rischiare la vita.
Mi pare che nel film Rush viene raccontato qualcosa di simile anche su Lauda.
 
difetti di guida e limiti caratteriali, per cui lo ritengo un gradino sotto ad Alonso, Vettel e forse anche Verstappen

Secondo me il difetto è sempre lo stesso,la rabbiosità sia nella guida,che si traduce in maltrattamento delle gomme e contatti (anche se ultimamente di contatti ne ha avuti pochi ricordo una stagione in cui dominava ancora la Red Bull in cui praticamente a ogni gara cozzava con qualcuno) che nei rapporti con il compagno di box.
Sotto Alonso di sicuro,Vettel pure ma Verstappen ha ben altri problemi caratteriali,sono un limite anche per lui secondo me,anche se è velocissimo.
 
Mi stupisco dello stupore sollevato, passatemi il gioco di parole, dal confronto tra gli ingaggi dei piloti di F1 rispetto ai giocatori di calcio.
Sono confronti improponibili e non dovrebbero nemmeno venir fatti per un motivo semplicissimo, non esiste una retribuzione equa nel settore dello sport nè mai potrà esistere!
Gli ingaggi rispondono ad una semplice equazione in cui da una parte vi sono diritti televisivi, incassi diretti, sponsorizzazioni e dall'altra i costi per gli atleti necessari ad allestire il teatrino.
Qualunque sportivo agonista cercherà di monetizzare al massimo il suo talento, non il sacrificio in termini di impegni od il rischio. Vi sono miriadi di sport minori che richiedono impegni anche superiori al calcio e che possono vivere solo grazie a gruppi sportivi di carabinieri, esercito o finanza di cui ci si ricorda solo per olimpiadi o mondiali, ma se continuiamo a d andare a vedere le partite di calcio o a comprarne i pacchetti TV siamo noi ( io personalmente no, ma sono uno dei pochi) a pagare gli stipendi esagerati dei calciatori, se calassero gli incassi gli ingaggi verrebbero sforbiciati in misura anche maggiore.
Non cadiamo poi nell'errore di trascurare ingaggi anche molto consistenti dei tecnici delle varie squadre che spesso prendono ben più di un pilota medio ed a ragione in quanto molto più determinanti nel raggiungimento del risultato.
Poi vi è anche da considerare come molto incidano le capacità dei manager di strappare buone condizioni contrattuali e spesso piloti dal valore paragonabile riescono a strappare condizioni molto diverse.
Mi pare leggermente più equo il mondo del tennis o del golf in cui, escludendo le sponsorizzazioni, ti assicuri i premi in palio in base ai risultati nei tornei, ma per poter garantire qualcosa di analogo in F1 occorrerebbe trasformarla in un campionato monomarca.
Ed arrivato a quest'ultima considerazione mi ritrovo ad apprezzare ancor di più la scelta di Alonso che si prende tutti i suoi rischi su un tracciato ostico, pericolosissimo con strategie completamente diverse, ma in un campionato che da sempre ha cercato di livellare le prestazioni dei vari team ed in cui potrà combattere ad armi pari con gli avversari.
 
ma se continuiamo a d andare a vedere le partite di calcio o a comprarne i pacchetti TV siamo noi ( io personalmente no, ma sono uno dei pochi) a pagare gli stipendi esagerati dei calciatori, se calassero gli incassi gli ingaggi verrebbero sforbiciati in misura anche maggiore.

Siamo in due.

Mi pare leggermente più equo il mondo del tennis o del golf in cui, escludendo le sponsorizzazioni, ti assicuri i premi in palio in base ai risultati nei tornei

Però c'è stata qualche tempo fa' un po' di polemica anche li sull'ammontare dei premi minori (soprattutto sull'ammontare dei premi nei tornei minori ritenuti troppo bassi per giustificare la partecipazione da parte degli atleti).
 
Verissimo,e dato che si parla di livello italiano trovo altrettanto assurdo che un atleta italiano che pratica un'altra disciplina in cui magari è il numero uno nazionale,o europeo,o addirittura mondiale o olimpico debba preoccuparsi seriamente di come campare dopo essersi ritirato dalle competizioni solo perchè nella sua disciplina non si prende a calci un pallone.



Io ricordavo un caso diverso,ma potrei sbagliarmi,in cui un pilota aveva di tasca propria investito nel Team di fatto comprandosi il diritto di correre,pagando invece di essere pagato per rischiare la vita.
Mi pare che nel film Rush viene raccontato qualcosa di simile anche su Lauda.

Non ti sbagli :D si tratta del buon Marcus Ericsson che si è comprato tre quarti di Sauber - la scuderia ha tenuto per ragioni credo affettive il nome, ma Peter Sauber non c'entra più nulla anche se la licenza è rimasta svizzera (ma questo è normale, pure la Toro Rosso ha tenuto la licenza italiana e la sede a Faenza della Minardi, anche se i soldi sono austriaci).

La questione dei piloti paganti, è diversa, non si tratta di gente che si compra il team..il caso di Ericsson è più unico che raro, al massimo ci sono stati piloti che hanno fondato team in cui poi hanno anche corso ma erano altri tempi...Fittipaldi con la Copersucar, Bruce McLaren con..la McLaren :D, Jack Brabham con la Brabham - appunto - e non molti altri...altri come Surtees, Prost e Stewart hanno fondato dei loro team ma dopo essersi ritirati come piloti (a proposito quant'era bella la livrea della Surtees-Ford?).

Il pilota pagante è colui che viene assunto dalla squadra perchè porta in dote cospicue sponsorizzazioni, spesso necessarie per la sopravvivenza del team. A volte si tratta di piloti che non si dimostrano proprio dei fenomeni come Karthykeyan, Gutierrez, Haryanto, Yoong, ci metto per ora Stroll ma tre GP sono troppo pochi per giudicare...
Altre volte, si rivelano essere dei buoni piloti (Perez, Nasr) oppure dei fenomeni (Lauda, Senna - ricordiamoci che il padre Milton da Silva era un ricco uomo d'affari), che pur cominciando in team minori (BRM, Toleman) poi si guadagnano sul campo squadre migliori (Ferrari, Lotus e poi McLaren).

Poi ci sono casi tipo M.Schumacher, Hamilton o andando indietro Jim Clark che vengono dal nulla ma si guadagnano sin da subito il supporto di una casa importante (Mercedes per i primi due, Lotus per il secondo) e hanno la possibilità di esordire subito in team competitivi.
 
E ci sono anche piloti come Arnoux non ricchi di famiglia ma dalla passione smisurata che iniziarono come meccanici pur di riuscire a correre.
Un pilota esemplare, oltre alla simpatia ed alle doti velocistiche unì anche una correttezza esemplare sia fuori che dentro le piste.
 
E ci sono anche piloti come Arnoux non ricchi di famiglia ma dalla passione smisurata che iniziarono come meccanici pur di riuscire a correre.
Un pilota esemplare, oltre alla simpatia ed alle doti velocistiche unì anche una correttezza esemplare sia fuori che dentro le piste.

Si certo, un altro è stato il povero Lorenzo Bandini...ma nella F1 moderna storie del genere sono quasi impossibili, se non hai gli sponsor non vai lontano anche se i numeri li hai, chiedere a Pantano o Valsecchi...lo stesso Giovinazzi ha avuto la fortuna di conoscere e diventare amico di Sean Gealel (supportato da mr. KFC)..
 
Il pilota pagante è colui che viene assunto dalla squadra perchè porta in dote cospicue sponsorizzazioni, spesso necessarie per la sopravvivenza del team. A volte si tratta di piloti che non si dimostrano proprio dei fenomeni come Karthykeyan, Gutierrez, Haryanto, Yoong, ci metto per ora Stroll ma tre GP sono troppo pochi per giudicare...
Altre volte, si rivelano essere dei buoni piloti (Perez, Nasr) oppure dei fenomeni (Lauda, Senna - ricordiamoci che il padre Milton da Silva era un ricco uomo d'affari), che pur cominciando in team minori (BRM, Toleman) poi si guadagnano sul campo squadre migliori (Ferrari, Lotus e poi McLaren).

Si potrebbe dire che tali piloti più che portare degli sponsor diventano sponsor del team in cambio della possibilità di correre.
Ricordavo nel film Rush che Lauda chiese un prestito personale e investì in un piccolo Team per avere la possibilità di correre,mettendo in mostra il proprio potenziale e poi venendo notato dalle scuderie maggiori.
Mentre qualche pilota dal talento più sfavillante ha la fortuna di avere gli occhi di qualche Top Team puntati da subito su di lui,tipo i due esempi che hai riportato.
 
Si certo, un altro è stato il povero Lorenzo Bandini...ma nella F1 moderna storie del genere sono quasi impossibili, se non hai gli sponsor non vai lontano anche se i numeri li hai, chiedere a Pantano o Valsecchi...lo stesso Giovinazzi ha avuto la fortuna di conoscere e diventare amico di Sean Gealel (supportato da mr. KFC)..
Giustissimo e, tutto sommato, può essere un punto a favore degli emolumenti dei calciatori. Loro almeno per emergere hanno dovuto sgomitare con milioni di altri ragazzi.
 
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