agricolo
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... e questo non lo contesta nessuno.In conclusione. L'immigrazione regolare fornisce al nostro Paese un gran numero di giovani lavoratori che paga tasse e contributi con cui il nostro Pil cresce e l'Inps paga le pensioni.
... e questo non lo contesta nessuno.In conclusione. L'immigrazione regolare fornisce al nostro Paese un gran numero di giovani lavoratori che paga tasse e contributi con cui il nostro Pil cresce e l'Inps paga le pensioni.
... se raggiungono i venti anni di contribuzione, il che non è detto
certo, hai assolutamente ragione, volevo porre l'esempio di un immigrato quarantenne che lavora per 10-15 anni e poi torna nel suo Paese; ha contribuito più di quanto non abbia ricevutole regole sono identiche a quelle di un italiano......lo stesso vale per la pensione di vecchiaia.
una parte (e sono tanti) perde quei contributi perché magari si sposta in un altro paese europeo o torna a casa
Il problema posto è molto interessante e vi propongo quello che ho letto e capito io. Anzitutto, è assolutamente vero che l'immigrazione (quella regolare, beninteso) è un fenomeno positivo per la nostra economia ben più di quanto si pensi.
Primo aspetto. La popolazione italiana è ormai in calo costante, i dati dei giorni scorsi hanno confermato l'ulteriore record negativo delle nascite. Una popolazione giorno dopo giorno più vecchia, visto che abbiamo sempre meno bambini e sempre più ultrasettantenni. Quali le conseguenze? In primo luogo, il rapporto tra popolazione attiva (quelli che lavorano, creano Pil e pagano contributi) e popolazione passiva (quelli che ricevono) tende a decrescere, quindi sono sempre meno i lavoratori che devono farsi carico di un numero sempre maggiore di anziani. Insomma, senza giovani in età da lavoro non ci può essere crescita economica: l'immigrazione ci consente di restare a galla ancora per poco, ma se il trend prosegue il declino sarà inevitabile. Gli immigrati che hanno un lavoro regolare, quindi, contribuiscono a produrre ricchezza e pagano contributi pensionistici.
Secondo aspetto: le pensioni. Il sistema pensionistico è a ripartizione, cioè i lavoratori di oggi, con i loro contributi, versano allo Stato i soldi necessari per pagare le pensioni dei lavoratori di ieri. Ora, se il numero dei pensionati è in continuo aumento e il numero dei giovani (e quindi dei lavoratori) in continua riduzione, avremo una spesa pensionistica crescente e una contribuzione da parte dei lavoratori in decrescita. Siccome in Italia si fanno pochi figli, come d'altra parte accade un po' dappertutto, bisogna compensare con l'immigrazione.
In conclusione. L'immigrazione regolare fornisce al nostro Paese un gran numero di giovani lavoratori che paga tasse e contributi con cui il nostro Pil cresce e l'Inps paga le pensioni. Ovviamente, gli immigrati hanno anche un costo, derivante dai servizi offerti loro (scuola, sanità, etc.). Essendo gli immigrati per lo più giovani, essi contribuiscono in misura maggiore rispetto a quanto lo Stato dia loro: lavorano, pagano le tasse e i contributi, sono meno esposti a problemi sanitari (in quanto giovani), non ricevono pensioni. Se aggiungiamo il fatto che molti di questi, un domani, torneranno nel Paese di origine, ecco che avranno pagato tasse e contributi per molti anni ma non graveranno sulla spesa pubblica sul versante sanitario e previdenziale.
Ovviamente, sono analisi generali e come tali vanno lette
Anche un italiano che dopo dieci anni si trasferisce all'estero, se non sbaglio....certo, hai assolutamente ragione, volevo porre l'esempio di un immigrato quarantenne che lavora per 10-15 anni e poi torna nel suo Paese; ha contribuito più di quanto non abbia ricevuto
... e questo non lo contesta nessuno.
Approcciamoci al problema in termini più generali ed ampi, non guardiamo solo quanto avviene al nostro vicino di casa. L'immigrazione è, dati alla mano, un fattore che contribuisce alla crescita economica, in un Paese che invecchia come il nostro rischiamo di ritrovarci a breve senza giovani e senza lavoratori. Altro che stipendi più alti
Quelli che raccolgono i pomodori al massimo aumentano il pil dei caporali.anche una buona parte degli irregolari aumenta i Pil, quando comperate i pomodori a 6 euro al chilo dovete pensare a chi li ha raccolti a due euro all'ora. Quelli hanno aumentato la ricchezza della filiera (e non la loro), lo stesso vale per il latte e per le bistecche (quando le mucche sono guardate da indiani, pachistani o marocchini)
divertente che si dia la colpa all'immigrato e non a quelli che hanno delocalizzato ad esempio in Polonia (dove lo stipendio di un metalmeccanico è metà di quello del suo collega italiano)....poi sono gli stessi che usano auto (visto dove siamo ospitati) straniere e altre cosucce
Peraltro, anche molti italiani perdono contributi, basta vedere la tragedia dei ricongiungimenti onerosi tra gestioni previdenziali diverse, costa talmente cara che tanti ci hanno rinunciato.
anche una buona parte degli irregolari aumenta i Pil, quando comperate i pomodori a 6 euro al chilo dovete pensare a chi li ha raccolti a due euro all'ora. Quelli hanno aumentato la ricchezza della filiera (e non la loro), lo stesso vale per il latte e per le bistecche (quando le mucche sono guardate da indiani, pachistani o marocchini)
cocis - 1 ora fa
GuidoP - 12 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 9 mesi fa