Tante sono le problematiche in gioco.
Nel mondo delle tecnologie di raccolta e trattamento dei rifiuti non esiste una soluzione "perfetta", va adattata su misura alla realta' in cui si opera, alla ricerca dell' equilibrio tra risorse disponibili (non si puo' non prescindere) ed esigenze ambientali. Diverso e' gestire raccolte in piccole realta' urbane rispetto le grandi citta'.
Purtoppo poi tutti i buoni propositi finiscono nelle maglie delle scelte politico-amministrative, perche' non dimentichiamo che in questo settore tante societa' operanti hanno assetti misto pubblico-privato in % variabile coprendo tra l'altro forniture di altri servizi tipo acquedotti, fognature, energia (le famose multiservizi).
Poi non trascuriamo il "nimby": nessuno vuole impianti di trattamento rifiuti sotto casa temendo odori, inquinamenti vari (falde, polveri, emissioni in atmosfera, ecc.), il traffico indotto dei mezzi.
E l'elenco e' ancora lungo, per questo ci vuole volonta' per trovare soluzioni condivise ( e condivisibili) ma anche per cambiare la situazione attuale, caratterizzata come e' noto (soprattutto nelle "solite" citta') dalla gestione sempre in "emergenza", del cui perduare ovvi sono i motivi...
Basti pensare che con i costi della "non soluzione" di spedire i rifiuti all' estero o anche nel nord est italiano, si potrebbero realizzare impianti di trattamento per recupero e smaltimento in loco ( che gia' in parte ci sono, ma poco efficienti chissa' perche').
Ma rischieremmo di spendere bene i soldi...non sia mai


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