<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Voi pensate che ci sara' questa ripresa? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Voi pensate che ci sara' questa ripresa?

Mah, non so: si parla di una ripresina dovuta a una piccola crescita del PIL che, secondo i ben pensanti, ha toccato il minimo e quindi dovrebbe risalire...boh!
Personalmente, non bado più alle analisi finanziarie, ma credo che si potrà parlare di ripresa solo e quando si troverà un modo per mettere in circolo più denaro ridistribuendolo al ceto medio e basso cosi da favorire i consumi: solo cosi, la giostra può riprendere a girare, altrimenti si parla del nulla...
Le ricette sono diverse: abbassare le tasse, tagliare la spesa pubblica, riforme, infrastrutture...e chi più ne ha più ne metta, l'importante è il risultato! Il problema, è che a oggi non si sta facendo niente! Questo, mi rende pessimista... :rolleyes:
 
hewie ha scritto:
Mah, non so: si parla di una ripresina dovuta a una piccola crescita del PIL che, secondo i ben pensanti, ha toccato il minimo e quindi dovrebbe risalire...boh!
Personalmente, non bado più alle analisi finanziarie, ma credo che si potrà parlare di ripresa solo e quando si troverà un modo per mettere in circolo più denaro ridistribuendolo al ceto medio e basso cosi da favorire i consumi: solo cosi, la giostra può riprendere a girare, altrimenti si parla del nulla...
Le ricette sono diverse: abbassare le tasse, tagliare la spesa pubblica, riforme, infrastrutture...e chi più ne ha più ne metta, l'importante è il risultato! Il problema, è che a oggi non si sta facendo niente! Questo, mi rende pessimista... :rolleyes:
permettimi, i minimi dati che poi non sono così positivi (meglio del mese precedente, ma peggio del mese corrispondente nello scorso anno) non dicono nulla.

al massimo sono piccoli cicli, ma la crisi che stiamo attraversando non è ciclica, è strutturale.
e il problema della crisi attuale non è quello della distribuzione (che è un problema storico che andrebbe affrontato indipendentemente); il problema è la mancanza di produzione di ricchezza, che coinvolge chi più chi meno tutto l'occidente

la domanda dei nostri prodotti e servizi non possiamo aspettarcela dal terzo mondo;
se e quando ripartono gli USA (ripeto: "se e quando") poi ripartirà l'Europa in generale, a iniziare dalla Germania.
allora potremo ripartire anche noi, se ci saremo ancora. e quando si produce ricchezza, si può discutere di come distribuirla.
ma finché c'è da distribuire solo sacrifici...
 
belpietro ha scritto:
hewie ha scritto:
Mah, non so: si parla di una ripresina dovuta a una piccola crescita del PIL che, secondo i ben pensanti, ha toccato il minimo e quindi dovrebbe risalire...boh!
Personalmente, non bado più alle analisi finanziarie, ma credo che si potrà parlare di ripresa solo e quando si troverà un modo per mettere in circolo più denaro ridistribuendolo al ceto medio e basso cosi da favorire i consumi: solo cosi, la giostra può riprendere a girare, altrimenti si parla del nulla...
Le ricette sono diverse: abbassare le tasse, tagliare la spesa pubblica, riforme, infrastrutture...e chi più ne ha più ne metta, l'importante è il risultato! Il problema, è che a oggi non si sta facendo niente! Questo, mi rende pessimista... :rolleyes:
permettimi, i minimi dati che poi non sono così positivi (meglio del mese precedente, ma peggio del mese corrispondente nello scorso anno) non dicono nulla.

al massimo sono piccoli cicli, ma la crisi che stiamo attraversando non è ciclica, è strutturale.
e il problema della crisi attuale non è quello della distribuzione (che è un problema storico che andrebbe affrontato indipendentemente); il problema è la mancanza di produzione di ricchezza, che coinvolge chi più chi meno tutto l'occidente

la domanda dei nostri prodotti e servizi non possiamo aspettarcela dal terzo mondo;
se e quando ripartono gli USA (ripeto: "se e quando") poi ripartirà l'Europa in generale, a iniziare dalla Germania.
allora potremo ripartire anche noi, se ci saremo ancora. e quando si produce ricchezza, si può discutere di come distribuirla.
ma finché c'è da distribuire solo sacrifici...

Perfettamente d'accordo: che 'sto paese non produce ricchezza è un fatto! Tuttavia, la poca che c'è, è mal distribuita ed è risaputo! Non c'è equità nell'imposizione fiscale, ne tanto meno progressività (Monti maledetto) e il carico maggiore è finito tutto addosso al ceto medio! Non a caso, in Italia, il 50% della ricchezza è in mano al 10% della popolazione...quelli che fanno speculazioni finanziarie e non rimettono, invece, denaro nel circolo dell'economia reale! Come può esserci sviluppo e ripresa cosi?
Se tartassiamo l'artigiano e il dipendente, ma scudiamo i capitali esteri, non tassiamo adeguatamente (come in altri paesi) le transazioni finanziarie ecc...ecc... qualcosa da rivedere ci sarà!
Io, ho sempre saputo che l'unico modo per incentivare la produzione è l'aumento della domanda: se il 90% della popolazione spende meno, o non spende, non vedo come possa succedere! Questo intendevo...
Poi, è chiaro che bisogna produrre più ricchezza, tagliare gli sprechi, fare infrastrutture, limitare la burocrazia ecc...ecc...ma cominciamo a RIPARTIRE! Se no, andiamo a fondo nonostante i buoni propositi...
 
skid32 ha scritto:
belpietro ha scritto:
Rugo ha scritto:
...giusto per fare 2 chiacchiere.
Personalmente,credo che ci sarà....prima o poi. Ma non sicuramente nell'immediato come dicono in tv.

pare che comincino segnali di ripresa industriale negli USA.

se partono loro, con un po' di ritardo andiamo a seguito.
nulla che i nostri tiranni non possano rovinare con le loro meschinità, però è solo su quello che possiamo contare.

io la vedo in modo diverso....
credo che ci siamo giocati in 5/6 anni parecchie aziende che non torneranno piu'

dobbiamo pensare che in questi anni è sopratutto cambiato il paradigma dell'economia mondiale e noi non ci siamo adeguati.......
per stare in tema il mercato auto italiano si è dimezzato e ai livelli del 2007 chissa' mai se ci tornera'......
è cambiato il modo di lavorare....molte figure a bassa specializzazione scolarita' non esisteranno piu' in Italia....
per fare un es...il gruppo italiano non ha una fabbrica italiana che giri neanche a meta' regime....
boh spero di sbagliarmi
E' vero che molte aziende in questi anni hanno chiuso, ma trattasi prevalentemente delle imprese più deboli. E quindi non internazionalizzate, poco produttive, scarsamente innovative e troppo poco capitalizzate. Non a caso l'arretramento più imponente dell'industria italiana si è verificato nel mezzogiorno, dove le aziende sono indietro rispetto a quelle del nord. Le imprese che stanno superando la crisi sono le più forti e quelle con il maggior potenziale di crescita. Ecco perché non faccio fatica a pensare che la ripresa sia possibile.
Nonostante la crisi pesantissima il nostro tessuto economico non ha ceduto. Il tasso di disoccupazione del 12% è elevato ma assolutamente sostenibile per un Paese come l'Italia, e non è lontano da quello della Francia. I tassi di interesse sul debito sono tornati ai livelli di 5 anni fa, il deficit pubblico è sotto controllo, la produzione industriale, seppur di poco, sta salendo da tre mesi.
Saluti
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
E' vero che molte aziende in questi anni hanno chiuso, ma trattasi prevalentemente delle imprese più deboli. E quindi non internazionalizzate, poco produttive, scarsamente innovative e troppo poco capitalizzate. Non a caso l'arretramento più imponente dell'industria italiana si è verificato nel mezzogiorno, dove le aziende sono indietro rispetto a quelle del nord. Le imprese che stanno superando la crisi sono le più forti e quelle con il maggior potenziale di crescita. Ecco perché non faccio fatica a pensare che la ripresa sia possibile.
Nonostante la crisi pesantissima il nostro tessuto economico non ha ceduto. Il tasso di disoccupazione del 12% è elevato ma assolutamente sostenibile per un Paese come l'Italia, e non è lontano da quello della Francia. I tassi di interesse sul debito sono tornati ai livelli di 5 anni fa, il deficit pubblico è sotto controllo, la produzione industriale, seppur di poco, sta salendo da tre mesi.
Saluti

Non metto in dubbio quello che scrivi, ma tutto è vanificato vai "vertici" che prendono decisioni sconclusionate, tanto per tirare a campà.

Non mi è sembrato di sentire, tra le tante chiacchere, un progetto a lungo termine, con riforme per snellire burocrazia e diminuire tasse.
Anche solo la legge elettorale, che dovrebbe avere la priorità, per un futuro governo stabile ed "efficiente" langue, a proposito i 35 saggi che fine hanno fatto?
 
53AR ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
E' vero che molte aziende in questi anni hanno chiuso, ma trattasi prevalentemente delle imprese più deboli. E quindi non internazionalizzate, poco produttive, scarsamente innovative e troppo poco capitalizzate. Non a caso l'arretramento più imponente dell'industria italiana si è verificato nel mezzogiorno, dove le aziende sono indietro rispetto a quelle del nord. Le imprese che stanno superando la crisi sono le più forti e quelle con il maggior potenziale di crescita. Ecco perché non faccio fatica a pensare che la ripresa sia possibile.
Nonostante la crisi pesantissima il nostro tessuto economico non ha ceduto. Il tasso di disoccupazione del 12% è elevato ma assolutamente sostenibile per un Paese come l'Italia, e non è lontano da quello della Francia. I tassi di interesse sul debito sono tornati ai livelli di 5 anni fa, il deficit pubblico è sotto controllo, la produzione industriale, seppur di poco, sta salendo da tre mesi.
Saluti

Non metto in dubbio quello che scrivi, ma tutto è vanificato vai "vertici" che prendono decisioni sconclusionate, tanto per tirare a campà.

Non mi è sembrato di sentire, tra le tante chiacchere, un progetto a lungo termine, con riforme per snellire burocrazia e diminuire tasse.
Anche solo la legge elettorale, che dovrebbe avere la priorità, per un futuro governo stabile ed "efficiente" langue, a proposito i 35 saggi che fine hanno fatto?

avete ragione entrambi....
Se ne veniamo fuori non e' certo per la " fattiva " collaborazione
dei capataz Romani
 
belpietro ha scritto:
hewie ha scritto:
Mah, non so: si parla di una ripresina dovuta a una piccola crescita del PIL che, secondo i ben pensanti, ha toccato il minimo e quindi dovrebbe risalire...boh!
Personalmente, non bado più alle analisi finanziarie, ma credo che si potrà parlare di ripresa solo e quando si troverà un modo per mettere in circolo più denaro ridistribuendolo al ceto medio e basso cosi da favorire i consumi: solo cosi, la giostra può riprendere a girare, altrimenti si parla del nulla...
Le ricette sono diverse: abbassare le tasse, tagliare la spesa pubblica, riforme, infrastrutture...e chi più ne ha più ne metta, l'importante è il risultato! Il problema, è che a oggi non si sta facendo niente! Questo, mi rende pessimista... :rolleyes:
permettimi, i minimi dati che poi non sono così positivi (meglio del mese precedente, ma peggio del mese corrispondente nello scorso anno) non dicono nulla.

al massimo sono piccoli cicli, ma la crisi che stiamo attraversando non è ciclica, è strutturale.
e il problema della crisi attuale non è quello della distribuzione (che è un problema storico che andrebbe affrontato indipendentemente); il problema è la mancanza di produzione di ricchezza, che coinvolge chi più chi meno tutto l'occidente

la domanda dei nostri prodotti e servizi non possiamo aspettarcela dal terzo mondo;
se e quando ripartono gli USA (ripeto: "se e quando") poi ripartirà l'Europa in generale, a iniziare dalla Germania.
allora potremo ripartire anche noi, se ci saremo ancora. e quando si produce ricchezza, si può discutere di come distribuirla.
ma finché c'è da distribuire solo sacrifici...
è vero che la crisi è strutturale (per noi) e che il problema è che oggi la ricchezza viene prodotta perlopiù in Cina & company...ma la redistribuzione della ricchezza avrebbe aiutato a perequare gli "sforzi" per uscirne. Pressare il ceto medio come si fa attualmente può creare un pericoloso circolo vizioso per cui se non si spende non si investe, non si assume e la ruota non gira. In Italia abbiamo una enorme ricchezza dei privati (e di alcune famiglie in particolare) e uno Stato indebitato fino al collo...la soluzione più giusta sia economicamente che MORALMENTE sarebbe una bella patrimoniale ad hoc e non certo l'aumento dell'iva, imu, tares e via dicendo...il nostro problema è politico: non si hanno gli attributi per tassare chi ha di più alleggerendo il carico sul ceto medio. Ma, d'altronde, i politici sono lo specchio del paese...loro difendono le loro posizioni ed il popolino continua a votarli :rolleyes: se la maggior parte degli italiani (che soffrono la crisi) si imponessero (più o meno civilmente) su chi della crisi non si preoccupa allora cambierebbero le cose IN MEGLIO
 
Si uscirà dalla crisi sola mente quando la maggioranza degli italiani non voteranno più i partiti responsabili dello sfascio . Ma siccome continuo leggere di patrimoniali o quant altro che sono palliativi (sempre proposte che arrivano dalla classe politica corrotta) fra 1anno saremo qui a fare sempre gli stessi discorsi.
 
Secondo me c'è una crisi di fiducia, e lo stato di polizia fiscale non aiuta affatto.
Se c'è una 12% di disoccupazione, il restante 88% che un lavoro ce l'ha perchè non spende? Semplice, perchè vede nero.
 
capperi ha scritto:
Si uscirà dalla crisi sola mente quando la maggioranza degli italiani non voteranno più i partiti responsabili dello sfascio . Ma siccome continuo leggere di patrimoniali o quant altro che sono palliativi (sempre proposte che arrivano dalla classe politica corrotta) fra 1anno saremo qui a fare sempre gli stessi discorsi.

E quali sarebbero i partiti "giusti" da votare? A me sembra che il problema sia proprio il fatto che non ci sono! L'unica scelta che hanno gli Italiani, oggi, è tra il non voto o il "meno peggio secondo me"...capirai che roba!
Purtroppo siamo in ostaggio di una mandria di papponi (dx,sx,cx) che non molla il cadreghino! Spero non si debba fare una presa della bastiglia Italiana, ma pare che non ci sia altro modo... ;)
 
53AR ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
E' vero che molte aziende in questi anni hanno chiuso, ma trattasi prevalentemente delle imprese più deboli. E quindi non internazionalizzate, poco produttive, scarsamente innovative e troppo poco capitalizzate. Non a caso l'arretramento più imponente dell'industria italiana si è verificato nel mezzogiorno, dove le aziende sono indietro rispetto a quelle del nord. Le imprese che stanno superando la crisi sono le più forti e quelle con il maggior potenziale di crescita. Ecco perché non faccio fatica a pensare che la ripresa sia possibile.
Nonostante la crisi pesantissima il nostro tessuto economico non ha ceduto. Il tasso di disoccupazione del 12% è elevato ma assolutamente sostenibile per un Paese come l'Italia, e non è lontano da quello della Francia. I tassi di interesse sul debito sono tornati ai livelli di 5 anni fa, il deficit pubblico è sotto controllo, la produzione industriale, seppur di poco, sta salendo da tre mesi.
Saluti

Non metto in dubbio quello che scrivi, ma tutto è vanificato vai "vertici" che prendono decisioni sconclusionate, tanto per tirare a campà.

Non mi è sembrato di sentire, tra le tante chiacchere, un progetto a lungo termine, con riforme per snellire burocrazia e diminuire tasse.
Anche solo la legge elettorale, che dovrebbe avere la priorità, per un futuro governo stabile ed "efficiente" langue, a proposito i 35 saggi che fine hanno fatto?

mi pare che non faccia una piega ciò che dite, le aziende "robuste" cercano di consolidare mentre i politici distruggono. Mi auguro che le aziende come quella nella quale lavoro ne escano ancora più rafforzate.
 
capnord ha scritto:
Secondo me c'è una crisi di fiducia, e lo stato di polizia fiscale non aiuta affatto.
Se c'è una 12% di disoccupazione, il restante 88% che un lavoro ce l'ha perchè non spende? Semplice, perchè vede nero.

Condivido in pieno!!
 
Non sarà nulla come prima.
Il mercato e i consumi si attesteranno su numeri bassi.

Il vero dilemma e la gravità dei conti pubblici, sarà sempre più una voragine perchè la macchina statale costerà sempre più.

L'unica cosa da fare purtroppo -dura ed antidemocratica ma necessaria- sarà quella di ridurre i costi statali.

Bisognerà chiamare i sindacati, le associaizoni di categoria e tutto il resto e dirgli : piuttosto che continuare a tassare, dobbiamo ridurre i costi (stipendi) statali, comunali e di tutti quell che (non per colpa) non producono nulla.

Un dipendente statale produce solo burocrazia, quindi nulla, eccetto le FFOO che producono sicurezza.

Anni fa erano 10 artigiani e 2 statali. Oggi ci sono 10 statali e 2 artigiani (ipotizzo) che dovrebbero farli vivere...impossibile dai numeri!
Minori entrate maggiori uscite...non possiamo farcela!

Non si agiti nessuno, noi siamo solo in agonìa...ma questa è l'unica cosa da fare...ridurre di 100-200 euro lo stipendio degli impiegati statatli e parastatali...ne va della loro sopravvivenza.
Annullare e ridurre megastipendi a funzionari inetti...e così via.

Moltiplica per il numero dei dipendenti...e ce la possiamo fare.

Oggi non c'è più flusso di denaro...è inutle che ci ipnotizzano con la storiella degli evasori, devono solo dare conto dei soldi incassati, non di quelli che si potrebbero incassare.

E' falso parlare solo degli evasori....!

Poi...c'è stata una grande crisi abbinata ad una grande deindustrializzazione...anzi il tutto c'è ancora, e tra poco se ne va pure FIAT...e nessuno se ne accorto, anzi hanno fatto finta,...nulla di nuovo..solo tasse...tasse...tasse....chiunque venga, cambia solo la fantasia di come e cosa fare, non il fine.

Ecco perchè l'italiano è un popolo d'oro...sta soffrendo senza reagire.
Come sempre...siamo i migliori.
 
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