Speravi di risolvere tutto scrivendo quà?
:thumbup:
Io sono sicuro che anche aspettando "la prossima stirata del gruppo" non cambierà niente.
Io sono sicuro che anche aspettando "la prossima stirata del gruppo" non cambierà niente.
MotoriFumanti ha scritto:Speravi di risolvere tutto scrivendo quà?:thumbup:
Io sono sicuro che anche aspettando "la prossima stirata del gruppo" non cambierà niente.
uselindelacomare ha scritto:MotoriFumanti ha scritto:Speravi di risolvere tutto scrivendo quà?:thumbup:
Io sono sicuro che anche aspettando "la prossima stirata del gruppo" non cambierà niente.
finchè i politici in generale saranno tutti una manica di cialtroni
non cambierà mai un cazzo in sto paese di merda. :twisted:
Il discorso non cambia di molto, anzi. Il fatto di tenersi con la macchina a debita distanza dal ciclista, infatti, vale in ogni caso, sia che io passi vicino a un ciclista che procede nel mio stesso senso di marcia (sorpassandolo) sia che io sorpassi qualcuno mentre un ciclista proviene in senso contrario.BelliCapelli3 ha scritto:...questi ciclisti non sono stati investiti da chi li seguiva, ma da uno che ha invaso la loro carreggiata provenendo dal senso opposto...
Dipende da come lo intendi. Se lo vediamo come argomento a difesa dell'automobilista è debole senz'altro, anzi debolissimo, perché non riduce in alcun modo la gravità della manovra ma riguarda soltanto l'entità delle conseguenze. Se entro in un bar non deserto e sparo una raffica di mitra compiendo una piroetta completa potrò ammazzare o ferire un numero variabile di persone, ma la gravità della mia azione rimane la stessa; poi bisogna vedere, a livello di giustizia penale, se riteniamo giusto castigare in base ai danni potenziali o a quelli effettivi, il che ci porterebbe a un discorso molto più ampio e complesso, che metterebbe in luce ulteriori vistose incoerenze dell'odierno andazzo....se fossero proceduti in fila indiana forse si sarebbero salvati. Il che secondo me è un argomento debole...
marimasse ha scritto:Il discorso non cambia di molto, anzi. Il fatto di tenersi con la macchina a debita distanza dal ciclista, infatti, vale in ogni caso, sia che io passi vicino a un ciclista che procede nel mio stesso senso di marcia (sorpassandolo) sia che io sorpassi qualcuno mentre un ciclista proviene in senso contrario.
Dipende da come lo intendi. Se lo vediamo come argomento a difesa dell'automobilista è debole senz'altro, anzi debolissimo, perché non riduce in alcun modo la gravità della manovra ma riguarda soltanto l'entità delle conseguenze. Se entro in un bar non deserto e sparo una raffica di mitra compiendo una piroetta completa potrò ammazzare o ferire un numero variabile di persone, ma la gravità della mia azione rimane la stessa; poi bisogna vedere, a livello di giustizia penale, se riteniamo giusto castigare in base ai danni potenziali o a quelli effettivi, il che ci porterebbe a un discorso molto più ampio e complesso, che metterebbe in luce ulteriori vistose incoerenze dell'odierno andazzo.
Se invece lo vediamo nel senso da me inteso, ovvero come semplice constatazione oggettiva, allora la questione è diversa. Se i ciclisti avessero proceduto in fila indiana più di qualcuno degli investiti non sarebbe stato investito, semplicemente perché non si sarebbe trovato sulla traiettoria dell'auto e quindi l'irresponsabile manovra avrebbe avuto conseguenze meno pesanti; mi sembra indiscutibile.
Quanto all'idea di andare in fila indiana in mezzo alla carreggiata, non mi sembra particolarmente prudente. Alla fine si tratta sempre della stessa cosa, ovvero quell'elementare buon senso che, se non fosse ormai quasi estinto, dovrebbe indurci ad una sana allergia nei confronti di qualsivoglia posizione estremista (negazione totale della ragionevolezza) come quelle, tipiche delle questioni di natura stradale, che pretendono di stabilire a priori le colpe e le responsabilità non in base all'effettivo comportamento delle persone valutato in relazione alle reali circostanze ma in base al tipo di veicolo che esse stavano conducendo (auto, moto, bicicletta, camion, suv ...).
BelliCapelli3 ha scritto:marimasse ha scritto:Dipende da come lo intendi. Se lo vediamo come argomento a difesa dell'automobilista è debole senz'altro, anzi debolissimo, perché non riduce in alcun modo la gravità della manovra ma riguarda soltanto l'entità delle conseguenze. Se entro in un bar non deserto e sparo una raffica di mitra compiendo una piroetta completa potrò ammazzare o ferire un numero variabile di persone, ma la gravità della mia azione rimane la stessa; poi bisogna vedere, a livello di giustizia penale, se riteniamo giusto castigare in base ai danni potenziali o a quelli effettivi, il che ci porterebbe a un discorso molto più ampio e complesso, che metterebbe in luce ulteriori vistose incoerenze dell'odierno andazzo.
Se invece lo vediamo nel senso da me inteso, ovvero come semplice constatazione oggettiva, allora la questione è diversa. Se i ciclisti avessero proceduto in fila indiana più di qualcuno degli investiti non sarebbe stato investito, semplicemente perché non si sarebbe trovato sulla traiettoria dell'auto e quindi l'irresponsabile manovra avrebbe avuto conseguenze meno pesanti; mi sembra indiscutibile.
Quanto all'idea di andare in fila indiana in mezzo alla carreggiata, non mi sembra particolarmente prudente. Alla fine si tratta sempre della stessa cosa, ovvero quell'elementare buon senso che, se non fosse ormai quasi estinto, dovrebbe indurci ad una sana allergia nei confronti di qualsivoglia posizione estremista (negazione totale della ragionevolezza) come quelle, tipiche delle questioni di natura stradale, che pretendono di stabilire a priori le colpe e le responsabilità non in base all'effettivo comportamento delle persone valutato in relazione alle reali circostanze ma in base al tipo di veicolo che esse stavano conducendo (auto, moto, bicicletta, camion, suv ...).
Mi interessa come andrebbe a finire la storiella del pazzo che entra col mitra e comincia a sparare nel bar. La tesi della difesa quale sarebbe, che se gli ospiti si fossero subito debitamente sdraiati in terra, senza distrarsi con il loro caffè, il pazzo avrebbe fatto molte meno vittime, e quindi ha diritto ad uno sconto di pena? Mi incuriosisce assai, perchè sarebbe l'apoteosi del distinguo, confesso che la cosa mi pare comica.
Circa al viaggiare in mezzo alla carreggiata da parte di un ciclista, ti garantisco che quando io scendo dalla montagna a 40kmh, ho bisogno di usare tutta la mia carreggiata, esattamente come se andassi in motocicletta, altrimenti vado fuori strada alla prima curva. Chiaramente se sopraggiunge un'auto più veloce di me, o se vedo un idiota che accenna il sorpasso in senso opposto, accosto e faccio passare: primum vivere. Ma se per qualche motivo non li posso vedere, ovviamente non posso pensare di farmi 40 km viaggiando sul cordolo della strada
Epme ha scritto:"Colpa" magari no. Ma bisogna anche saper scegliere le strade su cui circolare e come farlo.
Ho visto una serie di interviste con tutti a lamentarsi di quanto la strada sia pericolosa con "gente che corre come dei pazzi"
Se invece che con dei ciclisti "in branco" il baldo giovane finiva contro una betoniera, le cose andavano diversamente.
Se stavano in fila indiana forse non ne prendeva nessuno ...
aiutati che Dio ti atiuta, dicevano i saggi .....
BelliCapelli3 ha scritto:Temo che qui caschi l'asino ... ... tenuto anche conto ... della presenza di utenti che sopraggiungono dalla direzione contraria...
Appunto....Se tenti il sorpasso mentre sopraggiunge CHIUNQUE, ciclista compreso, che sia troppo vicino ... commetti un errore sanzionabile...
Sarà anche comica, ma costituisce uno dei principi basilari della giustizia degli uomini, non solo in tribunale: si paga in relazione ai danni che si fanno, non a quelli che si sarebbero potuti fare. Si tratta di un discorso molto delicato. La valutazione delle effettive colpe e delle giuste sanzioni è materia estremamente complessa, che non si può certo affrontare in base agli istinti (anche quando comprensibili e sacrosanti). É più giusto fare il processo alle effettive azioni commesse o alle intenzioni, alle conseguenze reali o a quelle potenziali? Se io vengo beccato mentre ti striscio la portiera della macchina col chiodo tu cosa ti aspetti da me come risarcimento? Che io paghi la completa riparazione della portiera oppure che ti paghi una macchina nuova dal momento che se non fossi stato beccato avrei con ogni probabilità strisciato tutta la carrozzeria e magari anche preso a sprangate i vetri e poi l'interno e poi il motore?...se gli ospiti si fossero subito debitamente sdraiati in terra, senza distrarsi con il loro caffè, il pazzo avrebbe fatto molte meno vittime, e quindi ha diritto ad uno sconto di pena? ... la cosa mi pare comica...
Beh, allora parli di curve davvero strette, per lo meno stando ai miei non così remoti ricordi di ciclista e motociclista....quando io scendo dalla montagna a 40kmh, ho bisogno di usare tutta la mia carreggiata, esattamente come se andassi in motocicletta, altrimenti vado fuori strada alla prima curva...
Qui si tocca un argomento delicato, affrontando il quale è molto difficile trovare un atteggiamento equilibrato ed equo.stratoszero ha scritto:...sarebbe come entrare nel thread dei nostri amici che stanno combattendo contro il cancro e dire ?beh, ma forse se la sono cercata: magari mangiavano molta carne rossa, oppure fumavano??.
Ovviamente era solo un modo di dire. Invece, secondo le mie limitate capacità di analisi, penso proprio che il sorpasso sia vietato. Il fatto che tu debba "tenere conto" del sopraggiungere di eventuali utenti in senso opposto in realtà è solo una subordinata alla prescrizione principale - ed imperativa - secondo cui devi sincerarti che la strada sia LIBERA. Ergo: arriva qualcuno dall'altra parte = la strada NON è libera = sorpasso automaticamente vietato. A meno che tu non sia sicuro di concludere il sorpasso PRIMA di incrociare chi sopraggiunge. "Ci passo lo stesso" non è contemplato.marimasse ha scritto:Non vedo pericoli per l'equilibrio dell'asino.
Io ho parlato di sorpasso fatto in sicurezza, tenendo conto di tutto, compresa appunto, come dice il codice, la presenza di utenti che arrivano in direzione opposta (oltre tutto "tenere conto" non significa automaticamente "non sorpassare").
Secondo me questa è una tua costruzione, che per il codice invece rientra nel categoricamente vietato. Tu ti devi sincerare che la strada sia LIBERA, non che "ci passi lo stesso".Se la strada non è larga a sufficienza (e la visibilità è buona ecc. ecc.) da permettere il sorpasso senza passare troppo vicino (tenendo conto dell'ingombro "allargato" di cui si parlava) al ciclista che proviene in senso contrario, allora il sorpasso non s'ha da fare.
Il mio "vicino" della frase sopra era inteso nel senso di marcia, non rispetto alla larghezza della carreggiata. Vedo che continui imperterrito a voler fare il geometra ad ogni sorpasso, coinvolgendo i passanti in calcoli statici e dinamici rischiosi ed aleatori, soprattutto perchè non dipendono interamente da te. Il ciclista, durante il tuo sorpasso "supercalcolato" starnutisce e - pur rimanendo nella sua carreggiata - si sposta di 5 cm. Il tuo calcolo va a monte, il ciclista si spappola. Che fai, invochi suo concorso di colpa perchè lui "sapeva che stavi sorpassando ma non è stato fermo"? Credi che davvero il CdS possa ammettere quest'alea per ogni sorpasso che ha luogo sulle strade? Prova a chiederti seriamente se questo giochino non sia espressamente vietato nelle parole del Cds poco sopra, come ti suggerivo io. Ricorda: "STRADA LIBERA", non "ci passo lo stesso". Per il resto non scendiamo nel benaltrismo.marimasse ha scritto:Appunto.Bellicapelli3 ha scritto:...Se tenti il sorpasso mentre sopraggiunge CHIUNQUE, ciclista compreso, che sia troppo vicino ... commetti un errore sanzionabile...
Comunque, molto più dell'errore sanzionabile (magari venissero sanzionate le manovre veramente pericolose!) dovrebbe preoccupare il fatto di commettere una manovra che ha elevate probabilità di tramutarsi in una tragedia.
Sarà anche comica, ma costituisce uno dei principi basilari della giustizia degli uomini, non solo in tribunale: si paga in relazione ai danni che si fanno, non a quelli che si sarebbero potuti fare. Si tratta di un discorso molto delicato. La valutazione delle effettive colpe e delle giuste sanzioni è materia estremamente complessa, che non si può certo affrontare in base agli istinti (anche quando comprensibili e sacrosanti). É più giusto fare il processo alle effettive azioni commesse o alle intenzioni, alle conseguenze reali o a quelle potenziali? Se io vengo beccato mentre ti striscio la portiera della macchina col chiodo tu cosa ti aspetti da me come risarcimento? Che io paghi la completa riparazione della portiera oppure che ti paghi una macchina nuova dal momento che se non fossi stato beccato avrei con ogni probabilità strisciato tutta la carrozzeria e magari anche preso a sprangate i vetri e poi l'interno e poi il motore?
Nel secondo caso, prova a pensare a cosa accadrebbe se pretendessimo di applicare alla lettera tale principio in tutti i contesti, a cominciare da quelli familiari e lavorativi. Credi otterremmo una situazione complessivamente migliore e più serena?
Comunque la pratica di scendere dalle strade di montagna tagliando più o meno disinvoltamente le curve, tanto diffusa tra i guidatori di mezzi a due ruote,
Epme ha scritto:uselindelacomare ha scritto:MotoriFumanti ha scritto:Speravi di risolvere tutto scrivendo quà?:thumbup:
Io sono sicuro che anche aspettando "la prossima stirata del gruppo" non cambierà niente.
finchè i politici in generale saranno tutti una manica di cialtroni
non cambierà mai un cazzo in sto paese di merda. :twisted:
Oddio, considerato che vediamo le stesse facce da almeno 16 anni ... questo ci meritiamo
marimasse ha scritto:Qui si tocca un argomento delicato, affrontando il quale è molto difficile trovare un atteggiamento equilibrato ed equo.stratoszero ha scritto:...sarebbe come entrare nel thread dei nostri amici che stanno combattendo contro il cancro e dire ?beh, ma forse se la sono cercata: magari mangiavano molta carne rossa, oppure fumavano??.
Dimmi la verità: se vieni a sapere che una persona si ammalata di cancro ai polmoni dopo aver fumato due pacchetti di sigarette al giorno per 30 anni, nonostante gli innumerevoli avvisi e consigli ricevuti circa il pericolo, davvero nemmeno ti sfiora un pensiero del tipo "poteva fumare di meno"? Davvero pensi che quella persona sia stata colpita da una disgrazia totalmente imprevedibile e, soprattutto, totalmente indipendente dalle sue azioni? Davvero pensi, insomma, che quella persona nulla abbia a che fare, in quanto a responsabilità, con la malattia che l'ha colpita?
Se io, nonostante frequenti e dettagliate informazioni sanitarie, mangassi per anni e anni dolciumi di ogni sorta e mai mi lavassi i denti e poi, nel momento in cui il dentista mi dice che devo spendere 10mila euro per rifarmi la bocca, chiedessi a te un aiuto economico per affrontare la grande malasorte che mi è capitata, tu davvero neanche per un attimo penseresti "altro che sfortuna, adesso ti arrangi"?
Ovviamente di fronte a chi soffre è giusto e umano preoccuparsi, in primo luogo, di aiutare e confortare, specie quando si tratta di persone conosciute o care.
Se uno sale volontariamente in cima a un tetto bagnato senza alcuna protezione e poi cade e si fa molto male, è ovvio che si debba aiutarlo e cercare di curarlo nel migliore dei modi, dimostrandogli solidarietà per le sue sofferenze; ciò non toglie, però, che ci sia un legame ben preciso di causa/effetto tra il suo comportamento e il suo infortunio. Legame che rende la situazione assai diversa, per lo meno da questo punto di vista, dal caso ad esempio di uno che si fa male perché mentre cammina sul marciapiede è stato colpito da un vaso di fiori caduto da un davanzale del quarto piano.
Se io merito la qualifica di geometra, tu meriti quella di scrittore di novelle.BelliCapelli3 ha scritto:...continui imperterrito a voler fare il geometra ad ogni sorpasso ... sorpasso "supercalcolato" starnutisce e ... si sposta di 5 cm ... il ciclista si spappola...
Nessun equivoco. Avevo fatto un esempio pratico perché speravo potesse chiarire il mio discorso. Il punto è che se volessimo stabilire l'entità delle colpe e delle relative punizioni non in base alle conseguenze effettive di un atto ma in base a quelle potenziali massime (praticamente impossibili da valutare con oggettività) allora cadremmo in una situazione allucinata e allucinante....Attenzione a non cadermi nell'equivoco comune che il processo penale debba risarcire qualcuno di qualcosa...
Quello del tumore era solo un esempio, so benissimo che tale schifosa malattia in molti casi è già... prenotata fin dalla nascita.tanocaimano ha scritto:...Ciò che penso, è che effettivamente se la sono aiutata ... più che cercata...
Questo paragone mi sembra un po' stiracchiato. Non mi risulta che i suddetti personaggi famosi fossero stati obbligati ad intraprendere le attività che li hanno portati a morte prematura. Comunque, mi pare innegabile che se uno non corre in pista a 300all'ora ha molte meno probabilità di morire in quel modo.Taricone, Senna... se uno pensa "se la sono cercata" abbia la stessa empatia e sensibilità di un congolese che recluti bimbi di 8 anni per sparare addosso ad altri bimbi di 8 anni...
Per quanto mi riguarda, mai ho parlato di "andarsela a cercare". Resta il fatto, però, che non andare in fila indiana in una strada non rettilinea aumenta oggettivamente i rischi. Come dicevo, una cosa è la colpa e un'altra è la causa....Dire che un ciclista "se l'è andata a cercare" solo perché andava per strada (anche contravvenendo il codice e andando "in fila per 2")...
Il che ti rende diverso da molte altre persone che invece sembrano pensarla proprio così....non voglio dire che i ciclisti ed eventuali pedoni abbiano sempre ragione in quanto tali e più vulnerabili degli automobilisti...
Su questo non piove una goccia....hanno lo stesso diritto al rispetto che l'automobilista può avere nei confronti del camion che lo schiaccia come e quando vuole...
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