<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Vendite in picchiata Alimentari mai cosi' male | Il Forum di Quattroruote

Vendite in picchiata Alimentari mai cosi' male

Non mi stupisco.

Io sono uno di quelli che ha diminuito anche la spesa alimentare, puntando sulle offerte o facendo meno di alcuni prodotti come banane, yogurt, prosciutto crudo, pane, surgelati.

Anche i discount vanno giù... io mi fornisco da anni solo in discount e in effetti ho come detto diminuito.

Vendite in picchiata Alimentari mai cosi' male
Ad aprile vendite al dettaglio segnano -6,8%


ROMA - Ad aprile le vendite al dettaglio segnano un crollo del 6,8% su base annua, la caduta tocca anche il settore alimentare (-6,1%). Lo rileva l'Istat, aggiungendo che un ribasso tendenziale cosi' forte non si registrava almeno dal gennaio del 2001, ovvero dall'inizio della serie storica. Rispetto a marzo il calo e' dell'1,6%.

La caduta del 6,1% registrata dalle vendite al dettaglio del comparto alimentare ad aprile (dati grezzi), rispetto allo stesso mese 2011, è la più forte almeno da gennaio 2001, cioé da quando sono iniziate le serie storiche dell'Istat. Quindi, come per le vendite totali, anche il settore 'food' segna il ribasso più marcato da oltre 11 anni.

Anche il dato congiunturale è così particolarmente negativo, per trovare una flessione più ampia bisogna tornare infatti a maggio del 2004. In particolare, a confronto con marzo 2012, le vendite diminuiscono dell'1,5% sia per i prodotti alimentari sia per quelli non alimentari (dati destagionalizzati). Tuttavia nella media del trimestre febbraio-aprile l'indice resta comunque positivo, con un aumento congiunturale dello 0,2%. Su base tendenziale, se le vendite di prodotti alimentari diminuiscono del 6,1%, quelle del settore non alimentare scendono addirittura del 7,1%. Nella media dei primi quattro mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2011, la diminuzione è invece dell'1,6%, sempre con riferimento a dati tendenziali grezzi. Guardando alle diverse voci del 'non food', ad aprile variazioni tendenziali negative si registrano in tutti i gruppi, con i ribassi più marcati che riguardano: prodotti farmaceutici (-9,2%), abbigliamento e pellicceria (-8,9%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-8,6%).

Piccoli negozi e botteghe di quartiere ad aprile hanno subito una forte contrazione delle vendite, pari all'8,6% su base annua. Lo rileva l'Istat, che misura anche l'andamento del commercio al dettaglio nelle imprese operanti su superfici di dimensione ristretta. Ma è stato un aprile 'nero' pure per la grande distribuzione, che in termini tendenziali ha segnato una flessione del 4,3%. Basti pensare che hanno ceduto perfino i discount alimentari (-3%), che proprio durante la crisi avevano mostrato una buona tenuta.
 
alexmed ha scritto:
Io sono uno di quelli che ha diminuito anche la spesa alimentare, puntando sulle offerte o facendo meno di alcuni prodotti come banane, yogurt, prosciutto crudo, pane, surgelati.

io no, taglio su tutto il resto (abbigliamento in primis) ma sul cibo e sulla qualità dello stesso no...
 
alexmed ha scritto:
Non mi stupisco.

Io sono uno di quelli che ha diminuito anche la spesa alimentare, puntando sulle offerte o facendo meno di alcuni prodotti come banane, yogurt, prosciutto crudo, pane, surgelati.

Anche i discount vanno giù... io mi fornisco da anni solo in discount e in effetti ho come detto diminuito.

Vendite in picchiata Alimentari mai cosi' male
Ad aprile vendite al dettaglio segnano -6,8%


ROMA - Ad aprile le vendite al dettaglio segnano un crollo del 6,8% su base annua, la caduta tocca anche il settore alimentare (-6,1%). Lo rileva l'Istat, aggiungendo che un ribasso tendenziale cosi' forte non si registrava almeno dal gennaio del 2001, ovvero dall'inizio della serie storica. Rispetto a marzo il calo e' dell'1,6%.

La caduta del 6,1% registrata dalle vendite al dettaglio del comparto alimentare ad aprile (dati grezzi), rispetto allo stesso mese 2011, è la più forte almeno da gennaio 2001, cioé da quando sono iniziate le serie storiche dell'Istat. Quindi, come per le vendite totali, anche il settore 'food' segna il ribasso più marcato da oltre 11 anni.

Anche il dato congiunturale è così particolarmente negativo, per trovare una flessione più ampia bisogna tornare infatti a maggio del 2004. In particolare, a confronto con marzo 2012, le vendite diminuiscono dell'1,5% sia per i prodotti alimentari sia per quelli non alimentari (dati destagionalizzati). Tuttavia nella media del trimestre febbraio-aprile l'indice resta comunque positivo, con un aumento congiunturale dello 0,2%. Su base tendenziale, se le vendite di prodotti alimentari diminuiscono del 6,1%, quelle del settore non alimentare scendono addirittura del 7,1%. Nella media dei primi quattro mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2011, la diminuzione è invece dell'1,6%, sempre con riferimento a dati tendenziali grezzi. Guardando alle diverse voci del 'non food', ad aprile variazioni tendenziali negative si registrano in tutti i gruppi, con i ribassi più marcati che riguardano: prodotti farmaceutici (-9,2%), abbigliamento e pellicceria (-8,9%) e calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-8,6%).

Piccoli negozi e botteghe di quartiere ad aprile hanno subito una forte contrazione delle vendite, pari all'8,6% su base annua. Lo rileva l'Istat, che misura anche l'andamento del commercio al dettaglio nelle imprese operanti su superfici di dimensione ristretta. Ma è stato un aprile 'nero' pure per la grande distribuzione, che in termini tendenziali ha segnato una flessione del 4,3%. Basti pensare che hanno ceduto perfino i discount alimentari (-3%), che proprio durante la crisi avevano mostrato una buona tenuta.

Niente rinunce, solo prodotti marchi primari.
Forzo ancora di piu' sulle offerte:
c'e' in offerta il pollo, si mangia pollo
c'e' in offerta il manzo, si mangia il manzo
c'e' in offerta il macinato, verdure ripiene
c'e' in offerta la tal bibita, si beve quella
c'e' in offerta la tal verdura si mangia quella.....ecc
Garantisco risparmi nell' ordine del 25/30%
 
arizona77 ha scritto:
Niente rinunce, solo prodotti marchi primari.
Forzo ancora di piu' sulle offerte:
c'e' in offerta il pollo, si mangia pollo
c'e' in offerta il manzo, si mangia il manzo
c'e' in offerta il macinato, verdure ripiene
c'e' in offerta la tal bibita, si beve quella
c'e' in offerta la tal verdura si mangia quella.....ecc
Garantisco risparmi nell' ordine del 25/30%
Più o meno, mi comporto anch'io così..
Peccato che sul Puligny di LEFLAIVE non ci sia mai il 3x2 :evil:
 
che la crisi morda non ci piove, ma negli ultimi anni eravamo diventati una società che sprecava veramente molto sotto il profilo alimentare.. si buttavano un sacco si alimenti.
Le vendite sono diminuite ma bisogna anche discriminare se per effetto di una migliore organizzazione domestica che evita gli sprechi o perchè non si hanno le risorse per mangiare bene e di qualità
 
marcoleo63 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Niente rinunce, solo prodotti marchi primari.
Forzo ancora di piu' sulle offerte:
c'e' in offerta il pollo, si mangia pollo
c'e' in offerta il manzo, si mangia il manzo
c'e' in offerta il macinato, verdure ripiene
c'e' in offerta la tal bibita, si beve quella
c'e' in offerta la tal verdura si mangia quella.....ecc
Garantisco risparmi nell' ordine del 25/30%
Più o meno, mi comporto anch'io così..
Peccato che sul Puligny di LEFLAIVE non ci sia mai il 3x2 :evil:

puoi ripiegare su vini piu' " umani ", almeno ogni tanto :D
 
moogpsycho ha scritto:
che la crisi morda non ci piove, ma negli ultimi anni eravamo diventati una società che sprecava veramente molto sotto il profilo alimentare.. si buttavano un sacco si alimenti.
Le vendite sono diminuite ma bisogna anche discriminare se per effetto di una migliore organizzazione domestica che evita gli sprechi o perchè non si hanno le risorse per mangiare bene e di qualità

anche,
premesso che io lo fcevo pure prima.
avanzi, ghiacciaia con etichetta.
Raggiunto il tot desiderato
cannelloni
poltette con aggiunta di uovo e salsiccia fresca ;)
 
matteomatte1 ha scritto:
alexmed ha scritto:
Io sono uno di quelli che ha diminuito anche la spesa alimentare, puntando sulle offerte o facendo meno di alcuni prodotti come banane, yogurt, prosciutto crudo, pane, surgelati.

io no, taglio su tutto il resto (abbigliamento in primis) ma sul cibo e sulla qualità dello stesso no...
nemmeno io, non vado sul cibo di lusso, ma sulla qualità non derogo, pur sfruttando offerte e promozioni, ad esempio magari non prendo più il parmigiano reggiano bio delle vacche rosse reggiane di montagna da 60 mesi... ma il normale 24 mesi, ora quello delle zone terremotate. magari rinuncio al culatello ma non al prma o al san daniele, idema la pasta di gragnano o il riso carnaroli lodigiano, la carne di fassone piemontese, l'extravergine italiano (il garda solo per laprincipessa però)il pesce di qualità, etcetcetc
 
arizona77 ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
che la crisi morda non ci piove, ma negli ultimi anni eravamo diventati una società che sprecava veramente molto sotto il profilo alimentare.. si buttavano un sacco si alimenti.
Le vendite sono diminuite ma bisogna anche discriminare se per effetto di una migliore organizzazione domestica che evita gli sprechi o perchè non si hanno le risorse per mangiare bene e di qualità

anche,
premesso che io lo fcevo pure prima.
avanzi, ghiacciaia con etichetta.
Raggiunto il tot desiderato
cannelloni
poltette con aggiunta di uovo e salsiccia fresca ;)
posto che anoi avanza assai poco, anche io surgelo e riciclo
 
arizona77 ha scritto:
marcoleo63 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Niente rinunce, solo prodotti marchi primari.
Forzo ancora di piu' sulle offerte:
c'e' in offerta il pollo, si mangia pollo
c'e' in offerta il manzo, si mangia il manzo
c'e' in offerta il macinato, verdure ripiene
c'e' in offerta la tal bibita, si beve quella
c'e' in offerta la tal verdura si mangia quella.....ecc
Garantisco risparmi nell' ordine del 25/30%
Più o meno, mi comporto anch'io così..
Peccato che sul Puligny di LEFLAIVE non ci sia mai il 3x2 :evil:

puoi ripiegare su vini piu' " umani ", almeno ogni tanto :D
ci sono ottimi vini, anche docg con prezzi umani e qualità organolettiche più che adeguate, non capisco il ricorso per forza al vino di lusso, non reputo concepibile spendere in ristoranti di gran pregio e molto cari il 90% del conto in bottiglie super speciali, io credo che un buon vinon deve avere un costo commisurato al pasto che deve accompagnare, da un minimo di 25% del totale per pasti ordinari, ad un massimo del 75% per rare occasioni speciali
 
pi_greco ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
alexmed ha scritto:
Io sono uno di quelli che ha diminuito anche la spesa alimentare, puntando sulle offerte o facendo meno di alcuni prodotti come banane, yogurt, prosciutto crudo, pane, surgelati.

io no, taglio su tutto il resto (abbigliamento in primis) ma sul cibo e sulla qualità dello stesso no...
nemmeno io, non vado sul cibo di lusso, ma sulla qualità non derogo, pur sfruttando offerte e promozioni, ad esempio magari non prendo più il parmigiano reggiano bio delle vacche rosse reggiane di montagna da 60 mesi... ma il normale 24 mesi, ora quello delle zone terremotate. magari rinuncio al culatello ma non al prma o al san daniele, idema la pasta di gragnano o il riso carnaroli lodigiano, la carne di fassone piemontese, l'extravergine italiano (il garda solo per laprincipessa però)il pesce di qualità, etcetcetc

Anche io cerco di fare così: prodotti di qualità cercando di sfruttare le offerte.

Sui non deteriorabili, tipo caffè o pasta etc., quando c'è l'offerta faccio un minimo di scorta. Non più tanto, in realtà, poi le offerte si ripetono.

In realtà, al calo ho contribuito: da settembre sono sceso da 80 kg a 73 kg. ;)
 
renatom ha scritto:
pi_greco ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
alexmed ha scritto:
Io sono uno di quelli che ha diminuito anche la spesa alimentare, puntando sulle offerte o facendo meno di alcuni prodotti come banane, yogurt, prosciutto crudo, pane, surgelati.

io no, taglio su tutto il resto (abbigliamento in primis) ma sul cibo e sulla qualità dello stesso no...
nemmeno io, non vado sul cibo di lusso, ma sulla qualità non derogo, pur sfruttando offerte e promozioni, ad esempio magari non prendo più il parmigiano reggiano bio delle vacche rosse reggiane di montagna da 60 mesi... ma il normale 24 mesi, ora quello delle zone terremotate. magari rinuncio al culatello ma non al prma o al san daniele, idema la pasta di gragnano o il riso carnaroli lodigiano, la carne di fassone piemontese, l'extravergine italiano (il garda solo per laprincipessa però)il pesce di qualità, etcetcetc

Anche io cerco di fare così: prodotti di qualità cercando di sfruttare le offerte.

Sui non deteriorabili, tipo caffè o pasta etc., quando c'è l'offerta faccio un minimo di scorta. Non più tanto, in realtà, poi le offerte si ripetono.

In realtà, al calo ho contribuito: da settembre sono sceso da 80 kg a 73 kg. ;)
complimenti per il peso forma!

per la scorta anche io vado sul caffè (attualmente ne ho 3/4 kilogrammi che durano un paio di mesi), la pasta di meno, tanto noi pranziamo solo 2 gg a settimana e la sera solo primi in brodo o minestroni
 
Back
Alto