Magari sarà la volta buona che gli italiani inizieranno a dare valore a ciò che possiedono: come è possibile che un croato riesca ancora a girare con delle R4 e Kadett di 20 anni fa e da noi una macchina da 100.000km è un ferrovecchio da buttare? E magari si sveglierà anche la Fiat, che, viste le circostanze, potrebbe progettare e immettere sul mercato una vettura economica, concreta, versatile e con nulla più di quanto serve per viaggiare in maniera decorosa e in sicurezza. Una vettura che prima di tutto costi poco. Una vettura che sappia rinunciare alle plastichine morbide, alle costose autoradio integrate (spesso anche di qualità scadente), ai sedili in alcantara belli da nuovi e ingardabili dopo 10 anni (visti su Lancia Kappa e A3), a motori raffinati sulle utilitarie, quando un motore semplice e robusto, anche se consuma di più, contribuisce a contenere il listino, e chi più ne ha più ne metta.