L'avvento del marchio Dacia sta spingendo la clientela a ripensare agli anni 90 del marchio Skoda.
Senza andare a citare la lunghissima storia del marchio (che noi ben conosciamo), dagli albori (e la gloria), al periodo buio (e rosso), è facile capire che il periodo di Favorit, Forman e Felicia (non includo la prima Octavia '96 e la prima Fabia '99) pesa ancora sull'immagine del marchio, e inevitabilmente le persone si ricordano quei veicoli, quegli importi, quelle peculiarità.
Dal periodo low cost, il marchio ha vissuto in sunto due nuovi periodi: la rinascita e lo splendore.
La rinascita giunse a dire il vero già con la Felicia, sorellina della Polo dei tempi, che mostrò che l'influsso della Volkswagen dava gustosi frutti. Tuttavia la prima Octavia e la Fabia segnarono il vero cambiamento. Ma qualcosa mancava rispetto alle Volkswagen Polo IV (giunta due anni dopo la Fabia) e Golf IV. Non nella sostanza, certo, nel design però le differenze erano più che evidenti.
Lo splendore ha luogo dal 2001 in poi, con la rinascita della Superb. Poi la seconda serie dell'Octavia nel 2004, la nuova Fabia nel 2007, la nuova Superb e il restyling Octavia nel 2008 e chiaramente l'ampliamento della gamma con la multispazio Roomster e la Yeti. Skoda nell'ultimo decennio ha visto il suo prodotto avvicinarsi incredibilmente al pari segmento Volkswagen.
Skoda è una Volkswagen sotto mentite spoglie, a tutti gli effetti. Volkswagen paga, Volkswagen beneficia dei frutti, Volkswagen decide, Volkswagen concede o taglia a seconda delle esigenze. Il Gruppo Volkswagen è una grande famiglia che funziona.
Da sempre parlo di Skoda e Seat in questi termini: Skoda ha avuto la qualità degli interni, la sostanza a tutti gli effetti e un buon design dentro tralasciando purtroppo a volte quello fuori; Seat invece ha ricevuto l'impronta sportiva dei design ma solo esternamente, perché internamente pecca e anche purtroppo nei materiali e negli assemblaggi. Questo punto di vista è oggettivo e rispecchia esattamente la situazione degli ultimi 15 anni delle due controllate di Volkwagen AG.
Ultimamente, soprattutto con l'arrivo della Superb station wagon e con il restyling dell'Octavia (e perché no, con la Yeti), Skoda ha dimostrato di volersi mostrare con un design valido e sempre sobrio. Dal canto suo, la Seat con la Exeo (la precedente Audi A4) mostra ovvi miglioramenti nel design degli interni, nelle finiture e nei materiali. Forse, quindi, si sta facendo un po' di confusione all'interno del gruppone. Confusione che tende a mescolare le carte in tavola, che rischia di far sovrapporre i marchi.
Questo è chiaro, ancora più chiaro, se pensiamo al perché Volkswagen possa ora ripensare ad una Skoda più essenziale.
Se ci si pensa è palese: quando una Skoda abbia prezzi non lontani dalla Volkswagen, una qualità del tutto paragonabile, e vendite in continuo aumento (a dispetto di stagnamento o cali delle cifre Volkswagen), è naturale immaginare una misura più o meno drastica da parte di Volkswagen per tarpare ulteriormente le ali alla freccia Skoda.
Perché mai? Perché sempre più clienti Skoda in Europa scelgono la loro auto dopo essere stati clienti Volkswagen. E se i clienti della Golf scelgono un'Octavia, se i clienti della Passat scelgono una Superb, se addirittura la Yeti porta via clienti alla Tiguan, il gruppone forzatamente dovrà ristabilire i valori in campo, e relegare Skoda nuovamente alla concorrenza di Renault, Citroën, Peugeot, Fiat, Ford, Toyota e Honda di turno (etc.). Perché siamo seri (e oggettivi), quando si paragona Skoda alle altre generaliste non c'è storia che tenga. L'Octavia è la migliore del segmento C, e la Superb è la migliore del segmento D (seppur seguita dalla C5). E la differenza dagli altri marchi è talmente marcata che è naturale pensare ad un paragone solo con la Volkswagen.
Calando la qualità (e se vogliamo, i fronzoli tecnologici e non), la Volkswagen avrà nuovamente lo scettro che ne giustifica gli importi d'acquisto.
Ma per cortesia, non prendete come esempio il mercato italiano. Non è un riferimento attendibile. Ora la divisione italiana del gruppo guarda con piacere ai circa 60 milioni di abitanti e fa molta pubblicità, ma il gradimento delle auto del marchio Skoda è valutabile all'estero e non certo in Italia. Il parere sulle politiche del gruppo non risulta chiaro fino a quando non si guarda fuori dai confini nazionali. Si guardi un telegiornale e in Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Grecia, ovunque si voglia guardare una Skoda nelle inquadrature difficilmente manca. Il primo mercato continentale è scandinavo. Per un italiano l'idea di fermarsi al semaforo e vedere 10 Skoda su 20 auto è possibile unicamente vedendo passare le flotte del Giro d'Italia.
E non illudiamoci, conoscono bene il cliente italiano poiché la Volkswagen ha una bella fetta di mercato nel Bel Paese! Infatti probabilmente è l'Italia l'unico paese nel quale Volkswagen non deve temere l'avvento di Skoda. Altrove, dove la percentuale di cittadini semplicemente intelligenti è notevolmente superiore, Skoda rosicchia sempre di più quote di mercato alla mammona.
Che fare? Eppure come ho già scritto Skoda mantiene volutamente un marchio esteticamente poco attraente (per molti orrendo, me incluso). Eppure non c'è una segmento C a due volumi che disturbi la Golf (volutamente, direi). Eppure una Fabia 3 porte non esiste, e non solo perché la 3 porte sarebbe poco intelligente per una berlinetta come la Fabia, perché manca anche nella variante RS. Eppure il posteriore della Fabia berlina, wagon e della Superb berlina è volutamente imbruttito. Eppure eppure eppure, le ali della freccia Skoda sono tarpate da sempre, eppure Skoda vende, e disturba!
Skoda è un pianeta, Volkswagen è una stella. Mi sta bene, ma che Skoda resti pianeta e non torni ad essere un satellite, perché il sottoscritto (e non solo) cambierebbe rapidamente marchio. All'estero Skoda è scelta per la qualità, la praticità e anche il design. Solo in Italia viene considerata secondo le sue peculiarità degli anni 90.
La qualità si paga. Per pagare di meno comprate una Focus o una Mondeo. Io non lo farei! Se dovrò provare e toccare con mano una Skoda Octavia in futuro che avrà le limitazioni di una Focus, o una Superb con le limitazioni di una Mondeo, comprerò Volkswagen, o forse addirittura Audi. O magari cederò alla mia Stefania e sceglieremo una C5, se sarà all'altezza di quella attuale.
C'è quindi il rischio che il decennio attuale sia segnato da un nuovo corso del marchio Skoda, la semplicità. Non verrà meno il cambio DSG, non mancheranno il clima bi o tri zona, o la trazione integrale Haldex. Mancheranno la RS, la Scout, gli interni in pelle, le cromature, il design raffinato (del quale l'attuale Superb è eccelsa portatrice)...
Il mercato guarda alle vendite, e Dacia nei mercati dell'est ha chiaramente preso piede. Ed è normale che venda più di Skoda visto che Dacia costa poco (e da poco) e Skoda costa come le generaliste (e da più delle generaliste). Ad est guardano unicamente alla pecunia che manca, e fanno bene se la loro situazione è questa. Ma perché rovinare la crescita (già più che contenuta dalla Volkswagen) di Skoda invece di acquisire e controllare un marchio e renderlo appositamente concorrente della Dacia? Forse perché in giro non ce ne sono, o forse perché tarpando ulteriormente le ali a Skoda prendi due piccioni con una fava, visto che ora come ora sembra fare più paura alla Volkswagen stessa che alla concorrenza diretta (in termini di prezzo, quindi Fiat, Ford etc.).
Scusate la lunghezza ma gli argomenti sono molti ed è bene che si tengano tutti in considerazione.
Senza andare a citare la lunghissima storia del marchio (che noi ben conosciamo), dagli albori (e la gloria), al periodo buio (e rosso), è facile capire che il periodo di Favorit, Forman e Felicia (non includo la prima Octavia '96 e la prima Fabia '99) pesa ancora sull'immagine del marchio, e inevitabilmente le persone si ricordano quei veicoli, quegli importi, quelle peculiarità.
Dal periodo low cost, il marchio ha vissuto in sunto due nuovi periodi: la rinascita e lo splendore.
La rinascita giunse a dire il vero già con la Felicia, sorellina della Polo dei tempi, che mostrò che l'influsso della Volkswagen dava gustosi frutti. Tuttavia la prima Octavia e la Fabia segnarono il vero cambiamento. Ma qualcosa mancava rispetto alle Volkswagen Polo IV (giunta due anni dopo la Fabia) e Golf IV. Non nella sostanza, certo, nel design però le differenze erano più che evidenti.
Lo splendore ha luogo dal 2001 in poi, con la rinascita della Superb. Poi la seconda serie dell'Octavia nel 2004, la nuova Fabia nel 2007, la nuova Superb e il restyling Octavia nel 2008 e chiaramente l'ampliamento della gamma con la multispazio Roomster e la Yeti. Skoda nell'ultimo decennio ha visto il suo prodotto avvicinarsi incredibilmente al pari segmento Volkswagen.
Skoda è una Volkswagen sotto mentite spoglie, a tutti gli effetti. Volkswagen paga, Volkswagen beneficia dei frutti, Volkswagen decide, Volkswagen concede o taglia a seconda delle esigenze. Il Gruppo Volkswagen è una grande famiglia che funziona.
Da sempre parlo di Skoda e Seat in questi termini: Skoda ha avuto la qualità degli interni, la sostanza a tutti gli effetti e un buon design dentro tralasciando purtroppo a volte quello fuori; Seat invece ha ricevuto l'impronta sportiva dei design ma solo esternamente, perché internamente pecca e anche purtroppo nei materiali e negli assemblaggi. Questo punto di vista è oggettivo e rispecchia esattamente la situazione degli ultimi 15 anni delle due controllate di Volkwagen AG.
Ultimamente, soprattutto con l'arrivo della Superb station wagon e con il restyling dell'Octavia (e perché no, con la Yeti), Skoda ha dimostrato di volersi mostrare con un design valido e sempre sobrio. Dal canto suo, la Seat con la Exeo (la precedente Audi A4) mostra ovvi miglioramenti nel design degli interni, nelle finiture e nei materiali. Forse, quindi, si sta facendo un po' di confusione all'interno del gruppone. Confusione che tende a mescolare le carte in tavola, che rischia di far sovrapporre i marchi.
Questo è chiaro, ancora più chiaro, se pensiamo al perché Volkswagen possa ora ripensare ad una Skoda più essenziale.
Se ci si pensa è palese: quando una Skoda abbia prezzi non lontani dalla Volkswagen, una qualità del tutto paragonabile, e vendite in continuo aumento (a dispetto di stagnamento o cali delle cifre Volkswagen), è naturale immaginare una misura più o meno drastica da parte di Volkswagen per tarpare ulteriormente le ali alla freccia Skoda.
Perché mai? Perché sempre più clienti Skoda in Europa scelgono la loro auto dopo essere stati clienti Volkswagen. E se i clienti della Golf scelgono un'Octavia, se i clienti della Passat scelgono una Superb, se addirittura la Yeti porta via clienti alla Tiguan, il gruppone forzatamente dovrà ristabilire i valori in campo, e relegare Skoda nuovamente alla concorrenza di Renault, Citroën, Peugeot, Fiat, Ford, Toyota e Honda di turno (etc.). Perché siamo seri (e oggettivi), quando si paragona Skoda alle altre generaliste non c'è storia che tenga. L'Octavia è la migliore del segmento C, e la Superb è la migliore del segmento D (seppur seguita dalla C5). E la differenza dagli altri marchi è talmente marcata che è naturale pensare ad un paragone solo con la Volkswagen.
Calando la qualità (e se vogliamo, i fronzoli tecnologici e non), la Volkswagen avrà nuovamente lo scettro che ne giustifica gli importi d'acquisto.
Ma per cortesia, non prendete come esempio il mercato italiano. Non è un riferimento attendibile. Ora la divisione italiana del gruppo guarda con piacere ai circa 60 milioni di abitanti e fa molta pubblicità, ma il gradimento delle auto del marchio Skoda è valutabile all'estero e non certo in Italia. Il parere sulle politiche del gruppo non risulta chiaro fino a quando non si guarda fuori dai confini nazionali. Si guardi un telegiornale e in Germania, Austria, Svizzera, Spagna, Grecia, ovunque si voglia guardare una Skoda nelle inquadrature difficilmente manca. Il primo mercato continentale è scandinavo. Per un italiano l'idea di fermarsi al semaforo e vedere 10 Skoda su 20 auto è possibile unicamente vedendo passare le flotte del Giro d'Italia.
E non illudiamoci, conoscono bene il cliente italiano poiché la Volkswagen ha una bella fetta di mercato nel Bel Paese! Infatti probabilmente è l'Italia l'unico paese nel quale Volkswagen non deve temere l'avvento di Skoda. Altrove, dove la percentuale di cittadini semplicemente intelligenti è notevolmente superiore, Skoda rosicchia sempre di più quote di mercato alla mammona.
Che fare? Eppure come ho già scritto Skoda mantiene volutamente un marchio esteticamente poco attraente (per molti orrendo, me incluso). Eppure non c'è una segmento C a due volumi che disturbi la Golf (volutamente, direi). Eppure una Fabia 3 porte non esiste, e non solo perché la 3 porte sarebbe poco intelligente per una berlinetta come la Fabia, perché manca anche nella variante RS. Eppure il posteriore della Fabia berlina, wagon e della Superb berlina è volutamente imbruttito. Eppure eppure eppure, le ali della freccia Skoda sono tarpate da sempre, eppure Skoda vende, e disturba!
Skoda è un pianeta, Volkswagen è una stella. Mi sta bene, ma che Skoda resti pianeta e non torni ad essere un satellite, perché il sottoscritto (e non solo) cambierebbe rapidamente marchio. All'estero Skoda è scelta per la qualità, la praticità e anche il design. Solo in Italia viene considerata secondo le sue peculiarità degli anni 90.
La qualità si paga. Per pagare di meno comprate una Focus o una Mondeo. Io non lo farei! Se dovrò provare e toccare con mano una Skoda Octavia in futuro che avrà le limitazioni di una Focus, o una Superb con le limitazioni di una Mondeo, comprerò Volkswagen, o forse addirittura Audi. O magari cederò alla mia Stefania e sceglieremo una C5, se sarà all'altezza di quella attuale.
C'è quindi il rischio che il decennio attuale sia segnato da un nuovo corso del marchio Skoda, la semplicità. Non verrà meno il cambio DSG, non mancheranno il clima bi o tri zona, o la trazione integrale Haldex. Mancheranno la RS, la Scout, gli interni in pelle, le cromature, il design raffinato (del quale l'attuale Superb è eccelsa portatrice)...
Il mercato guarda alle vendite, e Dacia nei mercati dell'est ha chiaramente preso piede. Ed è normale che venda più di Skoda visto che Dacia costa poco (e da poco) e Skoda costa come le generaliste (e da più delle generaliste). Ad est guardano unicamente alla pecunia che manca, e fanno bene se la loro situazione è questa. Ma perché rovinare la crescita (già più che contenuta dalla Volkswagen) di Skoda invece di acquisire e controllare un marchio e renderlo appositamente concorrente della Dacia? Forse perché in giro non ce ne sono, o forse perché tarpando ulteriormente le ali a Skoda prendi due piccioni con una fava, visto che ora come ora sembra fare più paura alla Volkswagen stessa che alla concorrenza diretta (in termini di prezzo, quindi Fiat, Ford etc.).
Scusate la lunghezza ma gli argomenti sono molti ed è bene che si tengano tutti in considerazione.