MOHAMMED MERAH - Si tratta di un 24enne con legami con Al Qaeda che in epoca recente si è recato nella regione al confine tra Pakistan e Afghanistan, zona appunto densa di campi jihadisti, dove si sarebbe avvicinato al terrorismo. Tra l?altro l?uomo era evaso alcuni anni fa dalla prigione di Kandahar dove doveva scontare una condanna a 3 anni per una serie di attentati. Successivamente aveva anche chiesto di entrare nella legione straniera, ma era stato respinto. Il giovane era sotto osservazione della Direzione centrale delle Informazioni interne (Dcri) da dopo gli attacchi ai tre militari (l?11 marzo e lo scorso giovedì), ma veniva seguito da anni dall?antiterrorismo, secondo il ministero dell?Interno. Nel 2010 aveva tentato di entrare sia nella Legione Straniera sia nell?esercito, ma era stato scartato per i suoi precedenti penali da piccolo criminale. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha espressamente chiesto di «prendere vivo» l?uomo, aggiungendo che il «terrorismo» non riuscirà a «fratturare la comunità nazionale». «Siamo certi che l?uomo barricato sia l?autore delle stragi di Montauban e Tolosa. È pronto ad arrendersi questo pomeriggio», ha assicurato il ministro dell?Interno Claude Guéant a un?emittente locale.
LA SCREMATURA - Il ministro della Difesa Gérard Longuet ha spiegato ai giornalisti che dopo l'attentato di Montauban in cui sono stati uccisi due soldati e un terzo è rimasto gravemente ferito, le forze dell'ordine hanno esaminato quasi 20.000 dossier: «La prima idea è stata quella di una possibile vendetta o un possibile rancore verso l'esercito. Poi sono state allo stesso modo passate al setaccio anche le informazioni legate alla jihad. L'incrocio di questi dati unito allo studio delle conversazioni via internet con la prima vittima ci ha permesso di avvicinarci all'identificazione. Guéant ha però precisato che l'identificazione «è arrivata solo lunedì pomeriggio», quindi dopo la strage alla scuola ebraica.
ESPLOSIONE - L'auto di Merah è stata messa in sicurezza con un'esplosione controllata verso le 9: era piena di armi. Intanto, si apprende che l'uomo era sicuramente in possesso di un revolver calibro 11.43 (misura europea, noto anche come .45 secondo gli standard americani), barattato con un telefonino fornito dalla polizia, di un kalashnikov da assalto, di un mitragliatore israeliano uzi e probabilmente di numerose altre armi.
ESPLOSIVO A CASA DEL FRATELLO - Un fratello del sospetto, a sua volta ritenuto affiliato ad associazioni islamiste, è stato interrogato ed è in stato d'arresto. Secondo quanto riporta Europe1, nel suo appartamento sarebbe stata trovata polvere esplosiva. Insieme a lui sono sotto custodia «a scopo cautelare» la madre e la fidanzata, oltre a due sorelle. Perquisizioni sono ancora in corso in altre abitazioni, la polizia non precisa se a Tolosa o in altre città. Un altro fratello di Merah si è presentato spontaneamente alla polizia.
PER I BIMBI PALESTINESI - L?uomo abita a meno di 3 km dal liceo ebraico dove, secondo l?accusa, lunedì mattina ha ucciso a sangue freddo un rabbino di 30 anni, Jonathan Sandler, e tre bambini di 4, 5 e 7 anni, ferendo anche gravemente un 17enne. Merah rivendica questo l?attacco al liceo sostenendo di aver agito perché voleva «vendicare i bambini palestinesi». A caso, invece, sono stati scelti i quattro soldati colpiti - uno è ancora ricoverato in ospedale - e solo per coincidenza sono tutti di origine straniera.
«È SOLO L'INIZIO» - Il sospetto avrebbe telefonato poco prima del raid a France 24 annunciando che le stragi nel Sudovest francese «sono solo l'inizio», che è contro «la legge sul velo», entrata in vigore lo scorso aprile e che ha aggiunto: «I giudei hanno ammazzato i nostri fratelli e le nostre sorelle in Palestina». L'uomo, all'apparenza molto calmo, ha anche spiegato di aver «filmato tutti i delitti, i video saranno presto messi online».