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Trieste: giù il palco del concerto: un morto

Aggiornamenti dalla stampa locale:

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COOPERATIVA ONSTAGE: PINNA IN REGOLA
Francesco Pinna lavorava per 6,50 euro all'ora, in regola sia dal punto di vista della sicurezza che da quello del contratto di lavoro. E' quanto dice il presidente della Cooperativa sociale OnStage, Paolo Rizzi, per cui Pinna lavorava - ha ricordato - "con grande entusiasmo". "Non è vero - ha aggiunto Rizzi - che lavorava in nero. Ieri Francesco aveva, come tutti, il caschetto e le scarpe antinfortunistiche. Francesco sarebbe venuto a lavorare anche gratis, perchè gli piaceva, ma era tutto in regola".
JOVANOTTI: FRANCESCO ERA ASSUNTO, 'PRETENDO CHE LAVORATORI SIANO TUTELATI'
Francesco Pinna "era un lavoratore a giornata ed era assunto con contratto regolare. Io personalmente pretendo sempre che tutti quelli coinvolti anche indirettamente in un lavoro che riguardi la mia musica siano sempre tutelati in ogni forma e anche in questo caso era così". Lo scrive su Facebook Jovanotti. "I ragazzi come lui - prosegue Jovanotti - non sono in tour con la squadra itinerante (composta di tecnici specializzati) ma lavorano localmente agli allestimenti che passano nella loro città. Aspettano l'arrivo dei camion e fanno la loro parte. Si tratta di lavori di supporto alla squadra itinerante".
 
A questo punto, segue il racconto del presunto preludio ?spirituale? della tragedia. Jovanotti, infatti, aveva osato difendere in tv l?uso del preservativo, in polemica contro la decisione della Rai di non nominarlo nella giornata contro l?Aids: ?Ricorderete che una settimana fa ? prosegue Volpe -, Fiorello si esibì con il suo penoso ?salva-la-vita Beghelli? , alludendo e facendosi apostolo del profilattico, dunque incoraggiando via etere il libertinaggio sessuale, quindi il peccato mortale? Bene, in quella circostanza, Fiorello ebbe come partner proprio Jovanotti, colui il quale avrebbe dovuto esibirsi a Trieste. Dio non manda certamente il male che non vuole. Dio non chiede sofferenze agli umani, ma si ribella e acconsente acché Satana ci metta alla prova?.
 
ieri non ho sentito i tg, ho letto della morte dal monitor del bus, oggi la sento per radio, la sento stasera al tg e la leggo sui quotidiani online.

Beh a me fa rodere il culo e girare le palle e anche tanto che alla morte di un ragazzo di 19 anni che stava lavorando per pagarsi gli studi (quando tanti suoi coetani studenti tutto fanno tranne che studiare) nessuno parla della sua vita stroncata, dei suoi sogni infranti, della famiglia che non ha piu un caro, ma ci vengono a dire che lavorava per 5 euro l'ora (ieri) oggi per 6.50 nette. Non so quanto prende un giornalista, ma la mia paga di novembre da autoferrotranviere è stata al netto di 9.93 euro l'ora quindni appena 3.43 in piu di quel ragazzo. Qualcuno mi spiega dove sta lo scandalo? Un operario prende piu di 7/8 euro l'ora? credo di no.
 
Sull'articolo sul corriere dice che il tipo di palco non era adatto al locale scelto per il concerto, e pertanto l'hanno dovuto "modificare". Quanto questo abbia potuto influire sulla cosa non si sa, ma e' si' vero che - almeno nella mia esperienza di "spettatore" di almeno 12/20 concerti all'anno (ogni anno!), spesso la scelta dei posti sembra essere fatta con criteri che non c'entrano niente con la logica, l'acustica, la sicurezza, e quant'altro - eccetto il prezzo dell'affitto, forse.

Anche le casse "sospese", pur essendo qualcosa in voga da anni, e' un concetto che a me non e' mai piaciuto ... datemi una "pila" di Marshall con volume '11' come dev'essere, e sono a posto! ;)
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/eb/MarshallStack_Slayer.jpg
 
crusader79 ha scritto:
...ci vengono a dire che lavorava per 5 euro l'ora (ieri) oggi per 6.50 nette. Non so quanto prende un giornalista, ma la mia paga di novembre da autoferrotranviere è stata al netto di 9.93 euro l'ora quindni appena 3.43 in piu di quel ragazzo. Qualcuno mi spiega dove sta lo scandalo? Un operario prende piu di 7/8 euro l'ora? credo di no.

Io prendo circa 7 euro e mezzo netti all'ora con contratto da metalmeccanico.
 
io sto tra i 13 ed i 15 effettivi all'ora (netto annuale diviso ore lavorate effettive)

ma sono dirigente sanitario, ho dovuto pagarmi dieci anni di tasse universitarie (laurea e specializzazione) e relative spese in libri e mancati guadagni, oltre ad anni di lavoro oltre ogni orario sottopagato o non pagato del tutto

inoltre ho la responsabilità morale e legale di trattamenti oncologici anche pediatrici

non mi lamento ma non è conveniente come scelta di vita

ma non è questo il punto, io ho un contratto a tempo determinato e sono protetto con mutua e ogni forma previdenziale (spero). tutto ciò chi fa lavori occasionali non ce l'ha, pertanto dev'essere pagato congruamente di più
 
pi_greco ha scritto:
ma non è questo il punto, io ho un contratto a tempo determinato e sono protetto con mutua e ogni forma previdenziale (spero). tutto ciò chi fa lavori occasionali non ce l'ha, pertanto dev'essere pagato congruamente di più
Solo per precisione, il povero ragazzo non era "occasionale" nel senso che dici te: ovvero, di fatto sono lavori saltuari "a chiamata", ma, per le giornate di chiamata, hai tutte le coperture previdenziali ed assicurative, nonché i ratei ferie, T.F.R. e 13*. (la differenza tra i 6,50 netti ed i 13,50 lordi)
Non conta nulla, dato che non c'è più :cry:
 
Il racconto di un superstite:
http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2011/12/14/news/tragedia-al-palatrieste-le-testimonianze-salvato-dalla-chiamata-di-mia-madre-1.2854427

di Laura Tonero

TRIESTE

«Sono salvo per miracolo. Ho avuto fortuna, trenta secondi prima del crollo mia madre mi ha chiamato al cellulare e così mi sono allontanato di una decina di metri dal palco». Latta Batic, 36 anni, l?ha scampata bella. «Abbiamo sentito un rumore, un sibilo simile a quello di un tubo che dall?alto cade a terra. Poi l?inferno: gente agonizzante schiacciata dai tubi, urla e tanta paura».

Lunedì mattina alle 8 Batic aveva iniziato a lavorare accanto a Francesco Pinna. Tutti e due facchini ingaggiati per una giornata di lavoro dalla cooperativa On Stage, tutti e due alle prime esperienze nel settore del montaggio palchi.

«Ci hanno fatto scaricare dai camion tubi, cavi, casse ? racconta ? poi ci hanno diviso in squadre, sei per gruppo e ci hanno affidato ad un coordinatore. Malgrado l?inesperienza ci hanno fatto anche montare la parte del palco più bassa, quella calpestabile». Tra i ragazzi reclutati c?erano giovani triestini, udinesi, stranieri, tutti bisognosi di recuperare euro. Il contratto prevedeva il supporto nel montaggio e nello smontaggio del palco. «Ci hanno offerto esattamente 65 euro al giorno ? sostiene Batic ? per un numero di ore imprecisato. Ci hanno chiesto se abbiamo le scarpe antinfortunistiche e poi ci hanno dato appuntamento alle 8 al PalaTrieste».

Batic ricostruisce così quei momenti drammatici. «Poco prima siamo stati tutti chiamati per spingere la parte del palco calpestabile, quella sulla quale si sarebbero dovuti esibire Jovanotti e la sua band ? spiega - sotto alla struttura sospesa. Ed è alla fine di quel lavoro, di quella sistemazione che è avvenuto il crollo».

E? in quell?istante che chi ha potuto è scappato. «Tutti si sono messi a correre ? spiega - verso la parte centrale del PalaTrieste. Chi non ha avuto i riflessi pronti o chi era proprio sotto al palco è rimasto travolto». L?immagine che Batic usa per descrive quello che ha visto dopo il cedimento sono i bastoncini dello Shanghai quando vengono gettati all?inizio di una partita. Gli operai hanno portato i primi soccorsi alle persone incastrate sotto il groviglio di tubi: «Chi come Francesco era finito sotto alla parte più imponente della struttura non era nemmeno visibile ? ricorda l?operaio ? noi abbiamo sollevato alcune parti in acciaio e fatto uscire cinque persone rimaste incastrate. Ho tenuto per cinque minuti la mano di un ragazzo che, in attesa dell?arrivo dei soccorsi, mi implorava di non lasciarlo solo». Batic, infastidito dal fatto che nei minuti successivi alla tragedia qualcuno dell?organizzazione si preoccupasse che tutti indossassero le scarpe antinfortunistiche, ricorda che dieci minuti dopo il crollo una ragazza dell?organizzazione ha iniziato a fare un appello. «Ci ha chiamati uno ad uno per capire chi non rispondeva ? spiega Batic ? gli agenti di polizia ci hanno ascoltato mentre i pompieri mettevano in sicurezza la struttura. Il resto purtroppo è noto».
 
leolito ha scritto:
Sull'articolo sul corriere dice che il tipo di palco non era adatto al locale scelto per il concerto, e pertanto l'hanno dovuto "modificare". Quanto questo abbia potuto influire sulla cosa non si sa, ma e' si' vero che - almeno nella mia esperienza di "spettatore" di almeno 12/20 concerti all'anno (ogni anno!), spesso la scelta dei posti sembra essere fatta con criteri che non c'entrano niente con la logica, l'acustica, la sicurezza, e quant'altro - eccetto il prezzo dell'affitto, forse.

Anche le casse "sospese", pur essendo qualcosa in voga da anni, e' un concetto che a me non e' mai piaciuto ... datemi una "pila" di Marshall con volume '11' come dev'essere, e sono a posto! ;)
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/eb/MarshallStack_Slayer.jpg

Sono off topic, però, ti darei 10.000 stelle, potessi. Spessissimo la scelta dei luoghi per un concerto viene effettuata in base al miglior rapporto affitto/persone da stipare dentro. Ecco che si fanno concerti in luoghi assolutamente inadatti, in barba anche alla sicurezza. Ho parecchi amici che si sono fatti anche male ai concerti, una mia amica,addirittura, ha avuto un malore e soccorrerla è stata un'impresa, troppa gente, troppo caos. E anche la qualità del concerto stesso cala indubbiamete: come giustamente dici, si tende a prendere posti inadeguati come acustica e caricare amplificatori su amplificatori. Un buon concerto deve essere come una macchina, ci deve essere la potenza, ma anche un telaio adeguato, altrimenti viene fuori una porcheria che non sta in strada. Uno dei più bei concerti a cui io abbia mai assistito è stato quello di Elio e le Storie Tese in teatro ad Udine, seduto sulla mia bella e comoda poltrona e con un'acustica perfetta. Al contrario, quello di Ligabue allo stadio Friuli, sempre a Udine, più che musica mi sembrava un brusio di fondo.
 
EdoMC ha scritto:
leolito ha scritto:
Sull'articolo sul corriere dice che il tipo di palco non era adatto al locale scelto per il concerto, e pertanto l'hanno dovuto "modificare". Quanto questo abbia potuto influire sulla cosa non si sa, ma e' si' vero che - almeno nella mia esperienza di "spettatore" di almeno 12/20 concerti all'anno (ogni anno!), spesso la scelta dei posti sembra essere fatta con criteri che non c'entrano niente con la logica, l'acustica, la sicurezza, e quant'altro - eccetto il prezzo dell'affitto, forse.

Anche le casse "sospese", pur essendo qualcosa in voga da anni, e' un concetto che a me non e' mai piaciuto ... datemi una "pila" di Marshall con volume '11' come dev'essere, e sono a posto! ;)
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/eb/MarshallStack_Slayer.jpg

Sono off topic, però, ti darei 10.000 stelle, potessi. Spessissimo la scelta dei luoghi per un concerto viene effettuata in base al miglior rapporto affitto/persone da stipare dentro. Ecco che si fanno concerti in luoghi assolutamente inadatti, in barba anche alla sicurezza. Ho parecchi amici che si sono fatti anche male ai concerti, una mia amica,addirittura, ha avuto un malore e soccorrerla è stata un'impresa, troppa gente, troppo caos. E anche la qualità del concerto stesso cala indubbiamete: come giustamente dici, si tende a prendere posti inadeguati come acustica e caricare amplificatori su amplificatori. Un buon concerto deve essere come una macchina, ci deve essere la potenza, ma anche un telaio adeguato, altrimenti viene fuori una porcheria che non sta in strada. Uno dei più bei concerti a cui io abbia mai assistito è stato quello di Elio e le Storie Tese in teatro ad Udine, seduto sulla mia bella e comoda poltrona e con un'acustica perfetta. Al contrario, quello di Ligabue allo stadio Friuli, sempre a Udine, più che musica mi sembrava un brusio di fondo.

Al Friuli ho sentito Bon Jovi e anche a me ha fatto la stessa impressione. Inoltre il volume mi sembrava troppo basso.
 
leolito ha scritto:
Sull'articolo sul corriere dice che il tipo di palco non era adatto al locale scelto per il concerto, e pertanto l'hanno dovuto "modificare". Quanto questo abbia potuto influire sulla cosa non si sa, ma e' si' vero che - almeno nella mia esperienza di "spettatore" di almeno 12/20 concerti all'anno (ogni anno!), spesso la scelta dei posti sembra essere fatta con criteri che non c'entrano niente con la logica, l'acustica, la sicurezza, e quant'altro - eccetto il prezzo dell'affitto, forse.

Anche le casse "sospese", pur essendo qualcosa in voga da anni, e' un concetto che a me non e' mai piaciuto ... datemi una "pila" di Marshall con volume '11' come dev'essere, e sono a posto! ;)
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/eb/MarshallStack_Slayer.jpg

Quotissimo.

PS: di quella "pila di Marshall" però ne vanno solo uno o due, che sono microfonati e che vanno nell'impianto, il resto è scena/tamarraggine/sboronaggine :D
 
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