<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tragico sbarco | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

Tragico sbarco

a_gricolo ha scritto:
vagabond0 ha scritto:
di aiutarli nel paese loro con viveri e beni di prima necessità.

Lo stiamo già facendo e non basta. Se non si mettono nell'ordine di idee di cavarsela da soli non ne usciranno (e non ne usciremo) MAI.
Non si mettono da soli o non ci conviene che ci si mettano sul serio? Conviene davvero a "noi" che siano autonomi, autosufficienti ed auto determinati?
 
pi_greco ha scritto:
Non si mettono da soli o non ci conviene che ci si mettano sul serio? Conviene davvero a "noi" che siano autonomi, autosufficienti ed auto determinati?

Infatti, io che sono il solito razzista parlo contro l'interesse dell'Occidente..... ma credimi, io vorrei DAVVERO vedere un'Africa che sta bene.
 
bumper morgan ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Sai cosa significa essere un' estranea?
Sai come ci si sente in una classe dove tutti sono biondi e tu invece hai i capelli neri?
Sai cosa vuol dire quando l'insegnante chiede ?Chi non è nato qui, alzi la mano!? e tu sei l'unica a farlo?
E poi, quando l'hai alzata, vedi che gli altri ti guardano e ridono?
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai cosa significa quando l'insegnante ti tratta come se anche tu fossi stata lì per tutta la tua vita?
Quando parla così veloce che non riesci a capire niente e gli chiedi per favore di andare più piano?
E quando lo chiedi, gli altri ti dicono ?Se non riesci a capire, è meglio per te se provi in una classe più bassa?.
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai cosa significa stare dall'altra parte?
Quando indossi gli abiti che portavi nel tuo paese e tu li trovi carini, mentre gli altri pensano che tu sia pazza?
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Cosa significa essere una sfigata.
Cosa vuol dire quando qualcuno di da' noia, senza che tu gli abbia fatto niente?
Quando gli dici di smetterla e lui risponde che non ti ha fatto niente.
E poi, visto che non la smette, ti alzi e lo dici all'insegnante.
E lui nega.
E l'insegnante domanda al tuo vicino di banco.
E lui risponde ?E' vero, non gli stava facendo niente?.
Così ti prendono per bugiarda anche i professori.
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai com'è quando provi a parlare e non pronunci bene le parole?
Quando dicono di non capirti.
E ti ridono dietro, ma siccome non capisci, ti metti a ridere con loro.
E allora ti chiedono ?Ma sei scema a prenderti per i fondelli da sola??
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai cosa significa camminare per strada e avere gli occhi di tutti puntati addosso, solo che non te ne accorgi?
E quando lo capisci provi a nasconderti, ma non sai dove perché gli altri sono dappertutto?
Devi vivere in un paese che non è il tuo per capirlo.

Poesia pubblicata nel 1986 dalla Anti-Defamation League per il progetto "A World of Difference"

Questa poesia è stata scritta nel 1984 da Noy Chou.
A quel tempo, Noy si era trasferita dalla Cambogia a Boston e frequentava il liceo.
Con questi versi ha voluto far capire le sue difficoltà di giovane immigrata, sperando che tutti provassero ad essere più aperti verso gli altri, a prescindere dalla loro razza, cultura, identità e religione.
impossibile ! prova a leggere l libro di Stella-Rizzo "negri, froci, giudei & co" e vedrai che il multiculturalismo é una chimera. Bisogna andare oltre le belle parole.
non mi pare di aver citato o trattato il tema del multiculturalismo, semplicemente è una poesia sulle difficoltà che si incontrano da immigrati come lo fù per gli immigrati dal meidione d'Italia mezzo secolo addietro e prima dal nordest verso il nordovest della pianura padana, non mettimao tutto in caciare per cortesia
 
a_gricolo ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Non si mettono da soli o non ci conviene che ci si mettano sul serio? Conviene davvero a "noi" che siano autonomi, autosufficienti ed auto determinati?

Infatti, io che sono il solito razzista parlo contro l'interesse dell'Occidente..... ma credimi, io vorrei DAVVERO vedere un'Africa che sta bene.
non stento a crederti caro agri, ma non decidiamo nè tu nè io, come non decide il piccolo tedesco, e talora non decide neanche la grande angela o il grande barack e tantomeno il grande "francesco" bergoglio. le decisioni sono prese dove neppure sai immaginare, ovvero dove si concentrano i poteri economici e finanziari del mondo. no illudiamoci di cambiare il mondo ma possiamo essere i testimoni con la nostra vita vissuta del cambiamento che auspischiamo per il mondo
 
pi_greco ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Sai cosa significa essere un' estranea?
Sai come ci si sente in una classe dove tutti sono biondi e tu invece hai i capelli neri?
Sai cosa vuol dire quando l'insegnante chiede ?Chi non è nato qui, alzi la mano!? e tu sei l'unica a farlo?
E poi, quando l'hai alzata, vedi che gli altri ti guardano e ridono?
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai cosa significa quando l'insegnante ti tratta come se anche tu fossi stata lì per tutta la tua vita?
Quando parla così veloce che non riesci a capire niente e gli chiedi per favore di andare più piano?
E quando lo chiedi, gli altri ti dicono ?Se non riesci a capire, è meglio per te se provi in una classe più bassa?.
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai cosa significa stare dall'altra parte?
Quando indossi gli abiti che portavi nel tuo paese e tu li trovi carini, mentre gli altri pensano che tu sia pazza?
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Cosa significa essere una sfigata.
Cosa vuol dire quando qualcuno di da' noia, senza che tu gli abbia fatto niente?
Quando gli dici di smetterla e lui risponde che non ti ha fatto niente.
E poi, visto che non la smette, ti alzi e lo dici all'insegnante.
E lui nega.
E l'insegnante domanda al tuo vicino di banco.
E lui risponde ?E' vero, non gli stava facendo niente?.
Così ti prendono per bugiarda anche i professori.
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai com'è quando provi a parlare e non pronunci bene le parole?
Quando dicono di non capirti.
E ti ridono dietro, ma siccome non capisci, ti metti a ridere con loro.
E allora ti chiedono ?Ma sei scema a prenderti per i fondelli da sola??
Devi vivere in un paese che non è il tuo, per capirlo.
Sai cosa significa camminare per strada e avere gli occhi di tutti puntati addosso, solo che non te ne accorgi?
E quando lo capisci provi a nasconderti, ma non sai dove perché gli altri sono dappertutto?
Devi vivere in un paese che non è il tuo per capirlo.

Poesia pubblicata nel 1986 dalla Anti-Defamation League per il progetto "A World of Difference"

Questa poesia è stata scritta nel 1984 da Noy Chou.
A quel tempo, Noy si era trasferita dalla Cambogia a Boston e frequentava il liceo.
Con questi versi ha voluto far capire le sue difficoltà di giovane immigrata, sperando che tutti provassero ad essere più aperti verso gli altri, a prescindere dalla loro razza, cultura, identità e religione.
impossibile ! prova a leggere l libro di Stella-Rizzo "negri, froci, giudei & co" e vedrai che il multiculturalismo é una chimera. Bisogna andare oltre le belle parole.
non mi pare di aver citato o trattato il tema del multiculturalismo, semplicemente è una poesia sulle difficoltà che si incontrano da immigrati come lo fù per gli immigrati dal meidione d'Italia mezzo secolo addietro e prima dal nordest verso il nordovest della pianura padana, non mettimao tutto in caciare per cortesia

" negri......"
ammazza che titolo :shock: :shock: :shock: :shock: :!:
comunque non per fomentare, ma qualche problema lo devono avere.....
Come era messa la Cina ;) :?:
 
bumper morgan ha scritto:
noi chi? italiani oppure americani tedeschi russi francesiecc ecc ? perché in un modo o nell 'altro ci si rifornisce sempre.Ma anche se non gli dessimo armi, si ammazzerebbero con frecce perché il problema lí é dovrebbero smetterla di farsi guerra tra clan, tribú, fazioni politiche e religiose.
calma, io lo avevo capito da 40anni, ma le parole di bergoglio me lo confermano, le guerre sono "stimolate" da chi ne ha profitto, ovvero i venditori e produttori di armi...
 
a_gricolo ha scritto:
Lo stiamo già facendo e non basta. Se non si mettono nell'ordine di idee di cavarsela da soli non ne usciranno (e non ne usciremo) MAI.
Ma la gente comune in quello ha troppo le mani legate.
Per fare un esempio, volontari con cui parlavo mi dicono che il Sud Sudan, grande 7 volte l'Italia, ha 300 km di strade asfaltate.
TRECENTO. Come puoi organizzare una qualsivoglia attività commerciale in quelle situazioni?
I soldi arrivati in beneficenza se va bene vanno alle missioni, che aiutano il popolo non a vivere, ma a sopravvivere. Se va male ovviamente vanno in armi.

CI vorranno ancora un paio di generazioni, se bastano, perchè cambi la mentalità.
 
pi_greco ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
noi chi? italiani oppure americani tedeschi russi francesiecc ecc ? perché in un modo o nell 'altro ci si rifornisce sempre.Ma anche se non gli dessimo armi, si ammazzerebbero con frecce perché il problema lí é dovrebbero smetterla di farsi guerra tra clan, tribú, fazioni politiche e religiose.
calma, io lo avevo capito da 40anni, ma le parole di bergoglio me lo confermano, le guerre sono "stimolate" da chi ne ha profitto, ovvero i venditori e produttori di armi...
vero....da che mondo è mondo, soldi e sesso muovono il mondo. Inutile far finta che non sia cosi, questa cosa nkn ambierá mai.Purtroppo.

per il resto, se non cambiano loro, possiamo fare ben poco. Abbiamo visto altrove che la democrazia non puoi esportarla dove non la vogliono....
 
stefano_68 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Lo stiamo già facendo e non basta. Se non si mettono nell'ordine di idee di cavarsela da soli non ne usciranno (e non ne usciremo) MAI.
Ma la gente comune in quello ha troppo le mani legate.
Per fare un esempio, volontari con cui parlavo mi dicono che il Sud Sudan, grande 7 volte l'Italia, ha 300 km di strade asfaltate.
TRECENTO. Come puoi organizzare una qualsivoglia attività commerciale in quelle situazioni?
I soldi arrivati in beneficenza se va bene vanno alle missioni, che aiutano il popolo non a vivere, ma a sopravvivere. Se va male ovviamente vanno in armi.

CI vorranno ancora un paio di generazioni, se bastano, perchè cambi la mentalità.

Non succcedra' mai la guerra civile,
o meglio 2 il tutti contro tutti ", va avanti da sempre in certe regioni....
Cose da far impallidire pure il caso Afghanistan
 
arizona77 ha scritto:
stefano_68 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Lo stiamo già facendo e non basta. Se non si mettono nell'ordine di idee di cavarsela da soli non ne usciranno (e non ne usciremo) MAI.
Ma la gente comune in quello ha troppo le mani legate.
Per fare un esempio, volontari con cui parlavo mi dicono che il Sud Sudan, grande 7 volte l'Italia, ha 300 km di strade asfaltate.
TRECENTO. Come puoi organizzare una qualsivoglia attività commerciale in quelle situazioni?
I soldi arrivati in beneficenza se va bene vanno alle missioni, che aiutano il popolo non a vivere, ma a sopravvivere. Se va male ovviamente vanno in armi.

CI vorranno ancora un paio di generazioni, se bastano, perchè cambi la mentalità.

Non succcedra' mai la guerra civile,
o meglio 2 il tutti contro tutti ", va avanti da sempre in certe regioni....
Cose da far impallidire pure il caso Afghanistan
ma non avete capito che ora i paesi "civili" le guerre le combattono finanziariamente? metti ini ginocchio un paese economicamente e te lo compri a prezzi scontati senza neppure doverlo occupare o peggio governare, semplicemente lo spremi, come fa la mafia con le aziende che taglieggia e poi assorbe per rivendere e ritaglieggiare, come avviene in EU anche e dove noi non siamo messi bene...
 
Signori, su questo pianeta siamo tanti. Troppi.

E molti mantengono un tenore di vita di molte lunghezze più alto degli altri, che sono MOLTI di più, a loro spese.

I primi, di cui facciamo parte insieme alle altre nazioni del "nord" del mondo, con la bocca si indignano delle tragedie come quella di ieri, ma con le mani e il cervello lavorano alacremente perché lo status quo non cambi, se non ancora in peggio per gli altri.

Versiamo lacrime per lo schizzo di sangue che ci ha bagnato i piedi, ma non guardiamo il grosso coltello nel cuore del nostro vicino che lo ha provocato, nè la mano che lo impugna (la nostra) e tantomeno l'altra mano (sempre nostra) che sta spogliando dei propri averi il corpo ancora sussultante.

Non dobbiamo vederlo, non possiamo vederlo, forse nemmeno vogliamo davvero vederlo, in fondo. Perché cambiare le cose non vorrebbe dire abbassare di qualche punto percentuale il potere di acquisto delle famiglie e stop, ma rivedere profondamente ogni singolo aspetto della nostra vita come la conosciamo da parecchi decenni, se non addirittura la nostra stessa sopravvivenza come popoli e nazioni. E non ce lo possiamo permettere.

Su questo pianeta siamo tanti. Troppi.

Mors tua, vita mea.

Imho, naturalmente.
 
PanDemonio ha scritto:
Signori, su questo pianeta siamo tanti. Troppi.

E molti mantengono un tenore di vita di molte lunghezze più alto degli altri, che sono MOLTI di più, a loro spese.

I primi, di cui facciamo parte insieme alle altre nazioni del "nord" del mondo, con la bocca si indignano delle tragedie come quella di ieri, ma con le mani e il cervello lavorano alacremente perché lo status quo non cambi, se non ancora in peggio per gli altri.

Versiamo lacrime per lo schizzo di sangue che ci ha bagnato i piedi, ma non guardiamo il grosso coltello nel cuore del nostro vicino che lo ha provocato, nè la mano che lo impugna (la nostra) e tantomeno l'altra mano (sempre nostra) che sta spogliando dei propri averi il corpo ancora sussultante.

Non dobbiamo vederlo, non possiamo vederlo, forse nemmeno vogliamo davvero vederlo, in fondo. Perché cambiare le cose non vorrebbe dire abbassare di qualche punto percentuale il potere di acquisto delle famiglie e stop, ma rivedere profondamente ogni singolo aspetto della nostra vita come la conosciamo da parecchi decenni, se non addirittura la nostra stessa sopravvivenza come popoli e nazioni. E non ce lo possiamo permettere.

Su questo pianeta siamo tanti. Troppi.

Mors tua, vita mea.

Imho, naturalmente.
purtropp è tragicamente vero, siamo troppi e troppo lungo sopravviventi per le risorse planetarie
 
pi_greco ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
noi chi? italiani oppure americani tedeschi russi francesiecc ecc ? perché in un modo o nell 'altro ci si rifornisce sempre.Ma anche se non gli dessimo armi, si ammazzerebbero con frecce perché il problema lí é dovrebbero smetterla di farsi guerra tra clan, tribú, fazioni politiche e religiose.
calma, io lo avevo capito da 40anni, ma le parole di bergoglio me lo confermano, le guerre sono "stimolate" da chi ne ha profitto, ovvero i venditori e produttori di armi...

capita che il primo compratore internazionale di armi sia l'India, che non è in guerra con nessuno.
il secondo la Corea del Sud (che non è in guerra), il terzo il Pakistan, il quarto la Cina (che comunque produce parecchio da sé), il quinto Singapore.
tutti Paesi che non sono in guerra.

credete che i kala degli shebab somali siano determinanti sul mercato internazionale?

basterebbe guardare la realtà, invece che ascoltare le prediche, per capire che il mercato di qualsiasi cosa, armi comprese, per prosperare ha bisogno di Paesi ricchi, non di Paesi miseri

del resto l'Impero Romano è stato in guerra permanente per oltre mille anni, e l'industria delle armi non esisteva.
 
belpietro ha scritto:
pi_greco ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
noi chi? italiani oppure americani tedeschi russi francesiecc ecc ? perché in un modo o nell 'altro ci si rifornisce sempre.Ma anche se non gli dessimo armi, si ammazzerebbero con frecce perché il problema lí é dovrebbero smetterla di farsi guerra tra clan, tribú, fazioni politiche e religiose.
calma, io lo avevo capito da 40anni, ma le parole di bergoglio me lo confermano, le guerre sono "stimolate" da chi ne ha profitto, ovvero i venditori e produttori di armi...

capita che il primo compratore internazionale di armi sia l'India, che non è in guerra con nessuno.
il secondo la Corea del Sud (che non è in guerra), il terzo il Pakistan, il quarto la Cina (che comunque produce parecchio da sé), il quinto Singapore.
tutti Paesi che non sono in guerra.

credete che i kala degli shebab somali siano determinanti sul mercato internazionale?

basterebbe guardare la realtà, invece che ascoltare le prediche, per capire che il mercato di qualsiasi cosa, armi comprese, per prosperare ha bisogno di Paesi ricchi, non di Paesi miseri

del resto l'Impero Romano è stato in guerra permanente per oltre mille anni, e l'industria delle armi non esisteva.
mercati ufficiali, chi mi dice che non siano rivendute ad altri eserciti regolari o meno?

non parlo solo di guerriglieri, con vecchi kalashnikov, e poi le guerre sono mosse e finanziate per millemila altri interessi che non sono il motivo ufficiale
 

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