Mi spiace, ma ancora una volta non sono tanto d'accordo con te.
A parte il fatto che c'entra poco con il fatto che ha dato il la a questo topic (un "pezzo grosso" che ha aggredito un giornalista che faceva domande scomode... qui che c'entrano fasce deboli e disagi economici?), capisco che volevi fare un discorso in generale sul rapporto tra difficoltà della vita e violenza.
Si ...ma la mia replica era più generallizzata ...il tema precipuo del topic o le persone implicate c'entravano (al limite) marginalmente nel contesto della mia esposizione (anzi, nulla ...il titolo, per me sarebbe stato: "Tempi duri per tutti!").
Bene, io credo che ciò che innesca certi comportamenti violenti non siano tanto le difficoltà economiche e le insicurezze sociali, quanto le istigazioni (aizzare, fomentare l'odio, chiamalo come ti pare) che vengono da più parti, che oggi rispetto al passato sono molto più potenti, visto che siamo tutti connessi e "bombardati" da notizie e da messaggi raramente rilassanti.
E questo, sulla nostre psiche, fa molti più danni che avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Non riesco a farmi capire/non mi capisci tu/ abbiamo, via Zio, idee troppo divergenti

...non sto assolutamente GIUSTIFICANDO chi fomenti o si faccia scudo di determinate situazioni (di malessere diffuso) con il SOLO scopo di dar libero sfogo a recondite e mai sopite violenze (a volte di tara addirittura "genetica") ...ma che i media
soffino sul fuoco, beh, non ci piove ...è sotto gli occhi di tutti!
Un esempio: i miei genitori, dai 10 ai 16 anni (quindi proprio nell'età più delicata per la propria formazione psicologica) hanno vissuto il periodo più duro e difficile del secolo scorso (e forse addirittura dell'intero millennio): la seconda guerra mondiale.
I nostri tempi al confronto sono un eden rispetto a quanto hanno dovuto passare loro in quegli anni. Persino avere qualcosa da mangiare era un'impresa, in certi periodi... e per quanto riguarda paure e incertezze, la maggiore era quella di morire da un momento all'altro (non certo di non trovare un lavoro!)... e non avevano libri di storia che dicevano che quella guerra catastrofica sarebbe finita da lì a pochi anni, quindi per loro il futuro era una materia completamente oscura. A quell'età!
Se è per questo ...la buonanima di mio padre s'è "fatto" 13 (tredici) mesi di
campo di sterminio a Dachau (deportato politico), ritornando a casa con il
solo telaio osseo (36 kg. x 172 cm.!).
Ma questo dilagare di gratuita violenza affonda a mio avviso radici profonde ...ciò che emerge, è solo la punta del cd.
iceberg ...con un sommerso che disconosciamo e che MI FA PAURA ...visto che c'è di mezzo la
tenuta mentale delle nuove generazioni, agli attuali cambiamenti di rotta TROPPO repentini in una totale insicurezza nel futuro prossimo.
Ebbene, nonostante tutto questo (che al confronto, ripeto, i problemi di oggi sono pinzellacchere), i miei genitori sono stati le persone meno violente che abbia conosciuto. Si sono messi sotto con gli studi, si sono laureati entrambi, hanno messo su una famiglia con 4 figli, hanno fatto un sacco di sacrifici e rinunce per questi figli, sono stati insieme per ben 55 anni, finché non è morto mio padre.
E, a parte la guerra nell'età adolescenziale, ne hanno avute parecchie di difficoltà nella vita, anche economiche (ho ricordi da bambino che non arrivavano alla fine del mese, con 4 figli...)
Per tutto questo non sono tanto d'accordo con te, caro KTMBat21.
Io invece faccio mio, come vedi, quanto da te postato riconoscendomi in tutto ciò che hai scritto ...forse in modalità espositive differenti, stiamo dicendo la stessa cosa ...io però con timori che il tutto sfugga di mano e ne derivi un caos socio/istituzionale (guerra civile)!
n.d.r.
Gli argomenti di discussione aventi carattere generale/di ampio respiro, hanno come riscontro risposte che sono poi lo specchio interpretativo di ognuno alle 1.000mila problematiche del cd.
vivere moderno ...
guai se fossimo TUTTI della stessa opinione (sai che palle?!).
Ad ogni buon fine, ringraziandoti per il sereno e costruttivo contraddittorio,
Amici come e più di prima

