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Tempi duri x i giornalisti

Io ho scritto la stessa cosa tempo fa' commentando la notizia del giornalista a cui un esponente del clan Spada ha rotto il naso con una testata,e cioè che trovo inutile e pericoloso il giornalismo "d'assalto".

Certo in questo caso,specialmente in uno dei due casi,era difficile prevedere una reazione così violenta da parte dell'intervistato/braccato.

Però in ogni caso secondo me esporre a un rischio di aggressione un giornalista per andare a fare domande a personaggi che se va bene negano tutto e se va male aggrediscono è inutile.

A cosa serve dare il diritto di replica a certi personaggi?
Le informazioni devono essere pubblicate sui giornali e poi gli interessati avranno modo di difendersi e dare la loro versione,magari in tribunale.
Dibattere in mezzo alla strada con persone apparentemente responsabili di gravi comportamenti disonesti secondo me non serve a nulla,se non a provocare reazioni potenzialmente pericolose.
Va bene che fatti simili fanno notizia però non ne vale la pena.
 
Credo di avere " quasi " difeso i molestati qualora reagiscano senza rispondere e cercare di sfuggire ad advances decisamente insistenti oltre ogni ragionevole limite.
Qui invece, vedo il segno sempre piu' evidente che c'e' anche nelle persone
( che dovrebbero essere normali )
una forte latente propensione alla violenza.
Oltre:
Donne uccise sempre piu' con violenza,
infanti che martirizzano i professori,
altri che sparano dagli scooter per le vie di Napoli....
Ma che paese stiamo diventando?
 
Credo di avere " quasi " difeso i molestati qualora reagiscano senza rispondere e cercare di sfuggire ad advances decisamente insistenti oltre ogni ragionevole limite.

Sicuramente finchè non passano alle maniere forti dal mio punto di vista sono dalla parte della ragione gli intervistati,magari pure colpevoli,però a volte veramente presi d'assalto da giornalisti che somigliano più a maratoneti che a cronisti.

Ma che paese stiamo diventando?

Non lo so,siamo sicuro di non essere sempre stati così?
Magari semplicemente ora le notizie viaggiano più veloci e quindi ci arrivano all'orecchio tantissimi casi di cui prima si parlava solo nelle cronache locali.
Un peggioramento c'è stato ma secondo me prima la situazione non era tanto migliore,o almeno io ricordo esempi di violenza e mancanza assoluta di rispetto per gli altri anche risalenti a quando andavo ancora alle elementari.
Forse è semplicemente aumentato il numero di persone così,saranno più prolifiche rispetto a quelle che non si sognerebbero mai di far del male a qualcuno o mancare di rispetto a chi svolge un ruolo importante.
 
Di base c'è un generale malcontento ...una totale insicurezza nel futuro, la cui cuspide è rappresentata dalla mancanza di lavoro, soprattutto nella fascia 18/35 anni ...governi "tecnici" che si si succedono, come ora, ad una totale assenza (o latitanza) di chi abbia ricevuto consensi dagli elettori (questi ultimi sempre più sfiduciati) ...un pianeta terra sempre più inquinato ed alla deriva ...flussi migratori senza sosta e fine, per garantire una "ricettività pagata dalla U.E." ma ben al di sopra delle nostre forze ...potenze mondiali che minacciano (senza remore o mezzi termini) un conflitto mondiale dal quale non ne uscirebbe nessun vincitore ...e si potrebbe andar avanti all'infinito!

La quotidiana violenza alla quale assistiamo inerti è figlia di tali malesseri conclamati ...cerchiamo SOLO di non cader anche noi in tali atteggiamenti/modus vivendi ...godendoci di più le nostre famiglie, nel tentativo di assaporare (appieno) i pochi attimi di felicità che questa nostra breve permanenza potrà offrirci!

n.d.r.

Mi scuso per l'impronta prettamente pessimista di questo mio scritto ...ma sono realista.
 
Io verifico che la violenza è figlia di una certa cultura,persone civili ed educate anche a fronte di difficoltà sociali continuano ad esserlo,chi invece utilizza la violenza adopera soltanto il malcontento generale per giustificare i comportamenti che adotta e che avrebbe anche in una situazione di normalità.
 
La violenza fine a se stessa può anche ricercar scusanti o proselitismi da chi sia mentalmente corruttibile ...ma sono mai tante e ripetute le cd. "nuove facce della violenza", che mi viene difficile pensar che il contesto sociale non possa influenzarle.

Daltronde non siamo tutti uguali, non tutti hanno la certezza di un lavoro, un sostegno economico o la casa di proprietà ...quando poi ci si trovi in difficoltà ed il destino s'accanisca nell'aplificar le problematiche di "sopravvivenza" ...c'è ANCHE chi raggiunge quella fatidica ultima goccia e sbrocca di testa!

Non mi riferisco all'ISIS o a chi pratichi la violenza per tara genetica, ma gli episodi più ecclatanti (da veri fuori di testa) sono spesso compiuti dai cd. "insospettabili" ...questo è ciò che più mi spaventa.

Ma stiamo scherzando?
Infanti contro i profe che vengono ridicolizzati
( e se poi resistono ecco i genitori a supporto ),
adesso violenza pure verso i rappresentanti dell' Informazione, e non da parte di guappi di quartiere.

Tornando al tema precipuo del topic, resta fuori discussione che la base dell'educazione DEBBA provenire in primis dalla famiglia ...ma anche qui ...famiglie allargate, figli spesso e volentieri posteggiati a destra e manca, assenza di dialogo genitori/figli, ecc. ...non aiutano certo una lineare e positiva formazione adolescenziale!
 
Ultima modifica:
Voglio dire che la violenza, ormai, non ha piu' una mamma sola.
Quella tradizionale....
Mentre quelle, degli ultimi 2 che hanno alzato le mani, vedi,
-le spinte del primo link
-il ceffone del secondo....
Non sono certo da personaggi disadattati, anzi....
 
Ultima modifica:
Daltronde non siamo tutti uguali, non tutti hanno la certezza di un lavoro, un sostegno economico o la casa di proprietà ...quando poi ci si trovi in difficoltà ed il destino s'accanisca nell'aplificar le problematiche di "sopravvivenza" ...c'è ANCHE chi raggiunge quella fatidica ultima goccia e sbrocca di testa!

Non mi riferisco all'ISIS o a chi pratichi la violenza per tara genetica, ma gli episodi più ecclatanti (da veri fuori di testa) sono spesso compiuti dai cd. "insospettabili" ...questo è ciò che più mi spaventa.

Siamo sottoposti ad un bombardamento di azioni di prevaricazione nei nostri confronti in tutti gli ambienti in cui ci muoviamo:
- in casa nostra da parte di vicini e lontani (sperando che in famiglia vada tutto bene)
- in strada ... lo vediamo tutti i giorni
- sul lavoro da manager surreali e da colleghi approfittatori.

Ogni volta che ciò che sentiamo nostro territorio viene invaso scatta l'istinto naturale di aggressione che normalmente reprimiamo.
Quando la somma supera la sopportazione o si incontra qualcuno che provoca sfacciatamente il rischio di incidente diventa elevato.
 
Daltronde non siamo tutti uguali, non tutti hanno la certezza di un lavoro, un sostegno economico o la casa di proprietà ...quando poi ci si trovi in difficoltà ed il destino s'accanisca nell'aplificar le problematiche di "sopravvivenza" ...c'è ANCHE chi raggiunge quella fatidica ultima goccia e sbrocca di testa!

ovviamente so che tu non pensi quello che io sto per dire , prendo spunto però dal tuo intervento per sottolineare un approccio che ora si ha a queste questione, che è un approccio quasi di giustificazione per cui in una società in cui il malessere è dilagante certe reazione sono tra virgolette da comprendere come conseguenza del malessere. Ed io su questo ho da ridire, nel senso che appuro che in situazioni di difficoltà persone oneste e non violenti continuano a non esserlo, si rimboccano le maniche e cercano in tutti i modi di migliorare la loro situazione, persone invece meno oneste e più dedite alla violenza si appigliano al malcontento sociale per avere una giustificazione agli atti che compiono. Purtroppo poi c'è tutta una linea di pensiero che porta ad esempio del malcontento sociale non quelli che realmente si sacrificano , ma diventano esempio proprio il secondo tipo di soggetti e si tende quindi a farli diventare i cittadini necessari di aiuto
 
L'avere gravi problemi economici non giustifica l'uso della violenza.
Altrimenti si giustificherebbe anche chi ammazza la moglie perché l'ha lasciato.
C'è tanta gente che ha un mare di problemi e non sa dove sbattere la testa, ma mantiene una dignità e non "sbrocca" facendone fare le spese al primo malcapitato che gli capita a tiro.

anche perchè allora si discrimina in negativo ancora di più chi in maniera dignitosa cerca di risolvere i problemi che ha in maniera civile
 
Magari sbaglio ma molti atteggiamenti aggressivi specie nei giovani vengono anche da una scemata consapevolezza di "quanto ho da perdere facendo il deficiente?".

In contemporanea il concetto di "Autorità" (autorevole) da rispettare è scomparso.

Poi i "ragazzi difficili" son sempre esistiti, anche quelli "figli di papà" che facevano i bulletti sognando i "guerrieri della notte".
Alcuni li ricordo, ridotti malamente per aver "pestato i piedi" alle persone sbagliate.
 
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