Se da un lato mi sembra discutibile e difficilmente condivisibile la difesa a spada tratta, a mo' di dogma religioso, di una situazione decisamente anomala e distorta (atteggiamento che peraltro si riscontra in molti altri contesti, in questo periodo), dall'altro mi sembra anche inaccettabile e assai poco condivisibile l'atteggiamento di coloro che pretendono di liquidare con un "beh, si adatterà" la questione di chi dopo aver comprato una cosa del tutto legalmente pagandola 150mila euro (magari indebitandosi per anni) e contando su una futura rivendita con recupero del capitale si ritrova di fronte alla richiesta/imposizione di... accettare di buon grado il fatto che quella cosa perda repentinamente gran parte (o addirittura la totalità) del suo valore, diventando in pratica invendibile.
Cosa succederebbe se un meccanismo del genere venisse applicato, ad esempio, agli immobili sedi di attività artigianali e industriali o addirittura a case e appartamenti?
Gli intestatari (magari con tanto di anni di mutuo ancora da pagare) accetterebbero di buon grado con un pacato "pazienza!" oppure si arrabbierebbero un pochino?
In particolare, come reagirebbero quegli intestatari di immobili che oggi, di fronte alla protesta dei tassisti, reagiscono nel modo di cui sopra?
Cosa succederebbe se un meccanismo del genere venisse applicato, ad esempio, agli immobili sedi di attività artigianali e industriali o addirittura a case e appartamenti?
Gli intestatari (magari con tanto di anni di mutuo ancora da pagare) accetterebbero di buon grado con un pacato "pazienza!" oppure si arrabbierebbero un pochino?
In particolare, come reagirebbero quegli intestatari di immobili che oggi, di fronte alla protesta dei tassisti, reagiscono nel modo di cui sopra?