Padova. Ahmed, 15 anni, arrivato da
solo dalla Tunisia per cercare un lavoro
Non conosce l'italiano, non sapeva dove andare, un altro
profugo lo ha abbandonato dopo l'arrivo a Lampedusa
di Matteo Bernardini
PADOVA - Essere immigrato a quindici anni, arrivare in un paese straniero senza amici e punti di riferimento, dopo essere scappato dal proprio, la Tunisia, in rivolta. Non conoscere la lingua, né la destinazione finale del viaggio. Prendere un treno per Padova solo perché lì, come ti ha spiegato qualche compagno che con te ha diviso la stessa carretta del mare, avrai più possibilità di trovare una sistemazione e magari un lavoro.
È il destino di Ahmed (il nome è di fantasia) arrivato in città venerdì direttamente da Lampedusa, dov'era sbarcato qualche giorno prima. E da dove è riuscito a fuggire, sino alla terraferma. Poi il viaggio in treno fino alla stazione in cui sembra dovesse attenderlo un amico, forse un ex compagno di traversata. Che però non si è fatto vedere. E allora in soccorso ad Ahmed, che l'italiano non lo conosce, sono arrivati altri suoi connazionali, quelli che bazzicano la zona attorno al Borgomagno, indirizzandolo verso la casetta comunale di via Frà Eremitano. La presenza di Ahmed è quindi stata immediatamente segnalata alla Questura, che ha avvertito i Servizi sociali del Comune. Ora il giovane tunisino si trova in una comunità, perché nonostante il suo status di clandestino, la minore età gli dà diritto di essere accolto e curato con tutte le attenzioni che merita il caso.
Ma se quello di Ahmed, dati i suoi 15 anni può essere considerato un caso limite e isolato, stanno invece diventando quasi routine gli arrivi di altri suoi connazionali maggiorenni. Come conferma anche suor Lia, l'elisabettina che gestisce le Cucine economiche popolari di via Tommaseo. «I nuovi arrivati sono tanti - dice la religiosa - anche oggi ne abbiamo ricevuti diversi. Vengono senz'altro dalla Tunisia, però è complicato capire se arrivano direttamente da Lampedusa anche perché qualcuno parla l'italiano già molto bene, altri invece no. Comunque il dato certo - termina suor Lia - sono i numeri dei pasti, in forte aumento, che abbiamo servito anche oggi. Ci vorrà qualche giorno prima di poter capire bene il flusso di questi nuovi migranti. Tra l'altro sono incrementati pure gli arrivi delle donne dell'est Europa».