belpietro ha scritto:
U2511 ha scritto:
La realtà salariale germanica è ben diversa ed i livelli retributivi di base sono significativamente inferiori ai nostri.
e con questo?
Hai colto nel segno.
Qui ci si dibatte in dialettiche infinite sulla necessità di "garantire" i lavoratori con contratti a tempo indeterminato e non si capisce, o si fa finta di non capire, che:
1) il confine tra "precarietà" e "stabilità" non è dato tanto dalla forma contrattuale, quanto dalla salute economica del contesto in cui il lavoratore presta la propria opera
2) si è verificato nel corso di un non breve periodo un eccessivo appiattimento salariale verso l'alto, che tende a premiare i lavori meno qualificati a danno degli altri.
Tanto per essere chiari, non è accettabile, a mio modo di vedere, che una cassiera di supermercato abbia sostanzialmente uno stipendio superiore al collaboratore dell'impresa artigiana che ti ripristina gli impianti tecnologici di casa. Senza nessun dileggio verso la "cassiera da supermercato" (ho fatto uno dei tanti possibili esempi), mi pare che le competenze per collegare correttamente un impianto elettrico evitando che un elettrodomestico salti o peggio che qualcuno ci rimanga stecchito, siano leggermente superiori a quelle necessarie per passare gli articoli allo scanner ed incassare il prezzo.
Ora, o si aumenta lo stipendio al dipendente artigiano, o si riduce quello della cassiera. A quanto pare, una decina d'anni fa la scelta tedesca di ridurre quello della cassiera ha pagato e sta pagando piuttosto bene. Qui, grazie alle nostre rigidità e a dogmi insuperabili, gli imprenditori sono costretti ad inventarsi mille storie per tagliare lo stipendio della cassiera, innescando ovviamente contenziosi infiniti. Perfino il sistema di voucher, che poteva essere una risposta interessante per alcune fattispecie, è stato prontamente depotenziato dai mandarini dell'Ispettorato, che si permettono elucubrazioni soggettive sulla frequenza delle chiamate (beninteso chiamate assolutamente entro i limiti di legge)
Immagino che verrò "sparato a vista", però rimango dell'idea che vi sono tutta una serie di occupazioni, pubbliche e private, ampiamente sovrapagate e su cui bisogna tagliare. Inotre, come diceva Einaudi (ma qui apriamo un altro vaso di Pandora), si lavora 12 mesi all'anno e non 13 o 14; e che una festività ricadente la domenica venga pagata due volte, mi pare vagamente aberrante.
I vincoli monetari di Francoforte e la perdita di sovranità monetaria ci impediscono di incrementare selettivamente certe fattispecie di remunerazione (quand'anche fosse socialmente possibile), mi pare di conseguenza che non abbiamo molte altre scelte se non formalizzare e "legalizzare" ciò che sta già verificandosi a mezzi di strumenti non del tutto consoni