Nama68 ha scritto:Salve a tutti,
tra il serio ed il faceto (stavolta meno faceto) capita a volte che uno si fermi a riflettere sui massimi sistemi e sulle cose importanti nella vita.
Complice forse il caldo o maggiormente le esperienze di vita dovute ai recenti accadimenti personali (ho perso da poco un amico), mi è venuta voglia di condividere con voi un pensiero.
Premettendo che terrei fuori ogni fede religiosa perchè fermo assertore che ognuno la propria fede se la gestisce come vuole ed è qualcosa che uno sente nel proprio intimo, interiormente, volevo chiedervi:
perchè (o per cosa) ci si addanna tutti i giorni, si lavora, si fatica, si corre, ci si stressa, si paga il mutuo.... ???
Io una risposta me la sono data in questo momento di riflessione, ma vorrei sentire la vostra per un confronto di pensieri.
(lo so che starete pensando "...uhm... a Roma deve fare VERAMENTE TROPPO CALDO in questi giorni..." ma un po' di cibo per la mente a volte serve no?)
Ciao 8)
La riporto cosi' mentre scrivo rileggo il tuo " spunto ".
E non leggo i commenti precedenti per non farmi condizionare.
Terro' fuori la Fede ma a fatica in quanto, sebbene sia un sentimento intimo, puo' comunque costituire un elemento determinante.
Per cosa si va avanti nonostante le negativita' della vita ?
La speranza che possano arrivare cose migliori, gli hobby che catturano la nostra attenzione e ci fa dimenticare il resto, l'amore o meglio l'innamoramento che, secondo me, e' pazzescamente rivoluzionario per la nostra mente.
Parlo di innamoramento, cosa ben differente dai sentimenti che si provano dopo anni di fidanzamento o matrimonio.
E poi la famiglia.
E qui la cosa comincia a pesare.
C'e' chi adora tutto della piccola comunita' e non vede l'ora di stare con i figli ma poi crescono e molto cambia, troppo cambia.
Le poche gioie si barattano con pensieri e preoccupazioni.
Certo, fino a che i bimbi sono cuccioli si ha la sensazione che di avere un ruolo determinante ma quando crescono e cambiano e, talvolta, sembra ti odino senza un motivo e si vede transitare per casa un uomo o una donna quasi sconosciuti allora ti domandi se era proprio quello che desideravi.
Ho conosciuto molte persone, colleghi soprattutto ed ho avuto modo di esaminare diversi punti di vista ma alla fine quasi tutti si lamentano, difficilmente sorridono felici parlando della famiglia.
Complice l'adolescenza che " sballa " i ragazzi e mina la tranquillita' dei genitori.
Perche' allora fare dei figli o desiderarli ?
La chimica biologica ci porta comunque a delle tappe obbligate che condizionano le scelte e la procreazione e' qualcosa che esiste da sempre, chi ci ha creati sapeva bene come convincerci a proseguire la specie.
Lo so, stare a letto la notte con le dita incrociate dietro la nuca a fissare il soffitto e sentire che manca qualcosa e' terribile.
Si ha l'idea che le mani siano state create per cingere un bimbo, sollevarlo ed abbracciarlo.
In realta' tutto cio' appaga noi stessi, loro non se lo ricorderanno piu' di tanto.
Perche' ci si addanna ?
Perche' se hai famiglia non puoi fare diversamente, sei obbligato a mantenerla e le scelte sono dettate dalle loro necessita'.
Sto sperimentando sulla mia pelle cosa significhi avere le gioie di un figlio di otto anni, un cucciolo con i suoi problemini ma con qualcosa di magico ed un'altro di diciassette inoltrati che ha creato notevoli danni alla mia persona.
Che poi sia io troppo sensibile e' un'altra storia.
Se non hai famiglia allora devi avere interessi come i viaggi, gli amici, la Fede, il volontariato, gli animali ecc.
Qui hai il vantaggio di non dover rispondere a nessuno delle tue scelte.
E non e' cosa da poco.
Forse ho " sconfinato " caro Marcello ma tu sai il perche'