Mi sembra vi sia , nei media in generale , una sorta di rimozione del soggetto , vale a dire una politica dello struzzo nel non voler vedere in questi attentati un preciso disegno eversivo o parlare di generico ed indifferenziato "terorismo" , facendo pure un minestrone fra terrorismo italiano degli anni '70 , terrorismi nazionalisti o neonazionalisti come Eta ed Ira e terrorismo islamista. Storicamente , a parte i casi delle bombe nere e delle Br italiane , inseriti nelle dinamiche dei copli di coda della guerra fredda, detta in soldoni , un terrorismo nasceva per rivendicare unità nazionali impedite da atlre potenze o represse e a volta ha preceduto
la formazione di nazioni vere e proprie , oggi semmai , nell'era del mondialismo e della globalizzazione, potrebbe rivendicare la formazione di un iperstato a forte connotazione autoritaria e fondamentalista Occorrerebbero quindi analisi storiche , politiche e militari profonde. E noi ( europei) a parlare di generici disturbati mentali e sociopatici, a ridurre tutta la questione fondamentalismo a facile e già vista sociologia e pseudo-psichiatria. Mentre il terrorismo, pur servendosi spesso di psicotici sociopatici, ha sempre degli obiettivi e delle rivendicazioni i di tipo politico ed economico che andrebbero analizzate.