sul breve periodo il calo della domanda porta ad un abbassamento dei prezzi, ma questo dipende dall'elasticità della domanda. Ci sono dei beni la cui domanda non è sensibile al prezzo (sempre entro certi limiti) e altri per i quali piccole variazioni di prezzi hanno effetti enormi sulla domanda.
L'esempio tipico è quello della benzina, il cui prezzo è aumentato, ma la domanda non è mai scesa significativamente, fino a a quando è stata superata una certa soglia di prezzo oltre la quale si è assistito a una contrazione decisa della domanda. A quel punto i leader del mercato hanno dato una sforbiciata ai prezzi, seguiti da alcuni operatori con minore market share, ma cmq sempre forti. Se questa politica dovesse durare a lungo, l'effetto sarà quello che molte pompe (se non marchi) chiuderanno, poichè non possono sostenere le guerre di prezzo, e alla fine il mercato sarà ancora più concentrato, vale a dire gli operatori avranno ancora più potere, perché meno numerosi, dunque più facilmente coordinabili.
quanto ai beni durevoli, al diminuire della domanda, alcuni costi restano invariati (ammortamenti, salari) per cui il costo unitario è destinato a salire, con conseguente erosione dei profitti dell'azienda. Nel caso dell'auto, stiamo assistendo a una progressiva fusione di gruppi (leggi anche qui maggiore concentrazione, minore concorrenza) nella speranza di ottimizzare la capacità produttiva e abbattere il costo unitario di produzione...sul lato del prezzo, bweh deve scendere per forza, pena aumento pericoloso delle scorte e rischio obsolescenza (che costa e parecchio)...
L'esempio tipico è quello della benzina, il cui prezzo è aumentato, ma la domanda non è mai scesa significativamente, fino a a quando è stata superata una certa soglia di prezzo oltre la quale si è assistito a una contrazione decisa della domanda. A quel punto i leader del mercato hanno dato una sforbiciata ai prezzi, seguiti da alcuni operatori con minore market share, ma cmq sempre forti. Se questa politica dovesse durare a lungo, l'effetto sarà quello che molte pompe (se non marchi) chiuderanno, poichè non possono sostenere le guerre di prezzo, e alla fine il mercato sarà ancora più concentrato, vale a dire gli operatori avranno ancora più potere, perché meno numerosi, dunque più facilmente coordinabili.
quanto ai beni durevoli, al diminuire della domanda, alcuni costi restano invariati (ammortamenti, salari) per cui il costo unitario è destinato a salire, con conseguente erosione dei profitti dell'azienda. Nel caso dell'auto, stiamo assistendo a una progressiva fusione di gruppi (leggi anche qui maggiore concentrazione, minore concorrenza) nella speranza di ottimizzare la capacità produttiva e abbattere il costo unitario di produzione...sul lato del prezzo, bweh deve scendere per forza, pena aumento pericoloso delle scorte e rischio obsolescenza (che costa e parecchio)...