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solo per studiati che han fatto le scuole alte

sul breve periodo il calo della domanda porta ad un abbassamento dei prezzi, ma questo dipende dall'elasticità della domanda. Ci sono dei beni la cui domanda non è sensibile al prezzo (sempre entro certi limiti) e altri per i quali piccole variazioni di prezzi hanno effetti enormi sulla domanda.

L'esempio tipico è quello della benzina, il cui prezzo è aumentato, ma la domanda non è mai scesa significativamente, fino a a quando è stata superata una certa soglia di prezzo oltre la quale si è assistito a una contrazione decisa della domanda. A quel punto i leader del mercato hanno dato una sforbiciata ai prezzi, seguiti da alcuni operatori con minore market share, ma cmq sempre forti. Se questa politica dovesse durare a lungo, l'effetto sarà quello che molte pompe (se non marchi) chiuderanno, poichè non possono sostenere le guerre di prezzo, e alla fine il mercato sarà ancora più concentrato, vale a dire gli operatori avranno ancora più potere, perché meno numerosi, dunque più facilmente coordinabili.

quanto ai beni durevoli, al diminuire della domanda, alcuni costi restano invariati (ammortamenti, salari) per cui il costo unitario è destinato a salire, con conseguente erosione dei profitti dell'azienda. Nel caso dell'auto, stiamo assistendo a una progressiva fusione di gruppi (leggi anche qui maggiore concentrazione, minore concorrenza) nella speranza di ottimizzare la capacità produttiva e abbattere il costo unitario di produzione...sul lato del prezzo, bweh deve scendere per forza, pena aumento pericoloso delle scorte e rischio obsolescenza (che costa e parecchio)...
 
zero c. ha scritto:
problema: il mercato di un bene durevole vede calare la domanda con conseguente calo dei prezzi e della produzione.
la tecnica del produttore è quello di aumentare l'appetibilità dei beni offerti e/o ridurre i prezzi o quella di peggiorare l'offerta a costi invariati col rischio di vedere calare i propri ricavi ulteriormente innescando il c.d. circolo vizioso?

lo vuoi capì che il maglione nazionale, non ne capisce di ste cose, che ne sa lui di investimenti e programmazione, proprio ora che dovrebbe tra l'altro.
 
giuliogiulio ha scritto:
sul breve periodo il calo della domanda porta ad un abbassamento dei prezzi, ma questo dipende dall'elasticità della domanda. Ci sono dei beni la cui domanda non è sensibile al prezzo (sempre entro certi limiti) e altri per i quali piccole variazioni di prezzi hanno effetti enormi sulla domanda.

L'esempio tipico è quello della benzina, il cui prezzo è aumentato, ma la domanda non è mai scesa significativamente, fino a a quando è stata superata una certa soglia di prezzo oltre la quale si è assistito a una contrazione decisa della domanda. A quel punto i leader del mercato hanno dato una sforbiciata ai prezzi, seguiti da alcuni operatori con minore market share, ma cmq sempre forti. Se questa politica dovesse durare a lungo, l'effetto sarà quello che molte pompe (se non marchi) chiuderanno, poichè non possono sostenere le guerre di prezzo, e alla fine il mercato sarà ancora più concentrato, vale a dire gli operatori avranno ancora più potere, perché meno numerosi, dunque più facilmente coordinabili.

quanto ai beni durevoli, al diminuire della domanda, alcuni costi restano invariati (ammortamenti, salari) per cui il costo unitario è destinato a salire, con conseguente erosione dei profitti dell'azienda. Nel caso dell'auto, stiamo assistendo a una progressiva fusione di gruppi (leggi anche qui maggiore concentrazione, minore concorrenza) nella speranza di ottimizzare la capacità produttiva e abbattere il costo unitario di produzione...sul lato del prezzo, bweh deve scendere per forza, pena aumento pericoloso delle scorte e rischio obsolescenza (che costa e parecchio)...

analisi classica direi, e lucida.
Ma mercati come qurllo dei carburanti in Italia si possono definire mercati poi? Mmmhh forti dubbi. Oligopolisti con posizione di predominanza leonina di fatto e foraggiati e di proprietà dal ministero dell'economia e 3 o 4 oligopolisti collusivi e distorcenti su un prodotto fatto per 3/4 di tasse...neanche Lenin avrebbe previsto un simile indecoroso paesaggio...
 
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