jo74bg ha scritto:l unica cosa che invidio dei nostri nonni,
e' che non hanno avuto lo stress e la vita movimentata di oggi.
oggi non ci manca nulla,abbiamo troppo,per questo non siamo mai contenti. :?
belpietro ha scritto:mah, molto dipende da cosa consideri "stress"
il mio nonno materno ha fatto due guerre: una in Adamello, l'altra con annesso internamento in Germania dopo l'armistizio.
era medico, ha vissuto la frustrazione della mancanza di mezzi per salvare le persone. ha perso una figlia piccola, per una malattia che oggi curerebbero senza nemmeno il ricovero, vivendo contemporaneamente il dolore di padre e l'impotenza di medico.
preferisco il mio stress.
GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
stefano_68 ha scritto:GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
Miiiiii!!! Passatele 2 guerre, poi mi dici qualcosa!!!!
La discesa successiva è servita semplicemente x riprendersi dai patimenti. :?
stefano_68 ha scritto:GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
Miiiiii!!! Passatele 2 guerre, poi mi dici qualcosa!!!!
La discesa successiva è servita semplicemente x riprendersi dai patimenti. :?
belpietro ha scritto:quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
belpietro ha scritto:pensi che la vicedirezione INAIL gliela abbiano regalata le fate, o che se la sia dovuta sudare?
l'INAIL c'è anche oggi, ci sono anche oggi le vicedirezioni, e oggi come ieri qualcuno se le deve sudare.
belpietro ha scritto:in compenso, patimenti a parte, i nostri nonni conoscevano il mondo molto meno di noi, difficilmente avevano occasione di confrontarsi con culture diverse in situazione di pari confronto e reciproca comprensione, spesso molti di loro dovevano sudarsi non il superfluo ma lo stretto indispensabile.
Io lascerei da parte i nostri nonni e mi concentrerei sui nostri genitori. Mio padre(figlio di un ferroviere), ha trovato lavoro in poche settimane e senza nessun aiuto. Dopo un colloquio è stato assunto da un istituto di credito e nel momento in cui ha firmato il suo contratto a tempo indeterminato sapeva benissimo che quell'impiego gli avrebbe consentito di mantenere serenamente una famiglia. Nella stessa banca è riuscito a diventare dirigente. Oggi è sicuramente tutto più difficile.belpietro ha scritto:stefano_68 ha scritto:GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
Miiiiii!!! Passatele 2 guerre, poi mi dici qualcosa!!!!
La discesa successiva è servita semplicemente x riprendersi dai patimenti. :?
quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
pensi che la vicedirezione INAIL gliela abbiano regalata le fate, o che se la sia dovuta sudare?
l'INAIL c'è anche oggi, ci sono anche oggi le vicedirezioni, e oggi come ieri qualcuno se le deve sudare.
in compenso, patimenti a parte, i nostri nonni conoscevano il mondo molto meno di noi, difficilmente avevano occasione di confrontarsi con culture diverse in situazione di pari confronto e reciproca comprensione, spesso molti di loro dovevano sudarsi non il superfluo ma lo stretto indispensabile.
GattoToscano ha scritto:belpietro ha scritto:quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
Mi immagino che tu conosca esattamente la situazione e che quindi parli a ragion veduta.![]()
Lo stesso mio padre, che lavora ancora, se ne rende perfettamente conto di quanto le cose siano cambiate...DareAvere(exTDI89) ha scritto:Io lascerei da parte i nostri nonni e mi concentrerei sui nostri genitori. Mio padre(figlio di un ferroviere), ha trovato lavoro in poche settimane e senza nessun aiuto. Dopo un colloquio è stato assunto da un istituto di credito e nel momento in cui ha firmato il suo contratto a tempo indeterminato sapeva benissimo che quell'impiego gli avrebbe consentito di mantenere serenamente una famiglia. Nella stessa banca è riuscito a diventare dirigente. Oggi è sicuramente tutto più difficile.belpietro ha scritto:stefano_68 ha scritto:GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
Miiiiii!!! Passatele 2 guerre, poi mi dici qualcosa!!!!
La discesa successiva è servita semplicemente x riprendersi dai patimenti. :?
quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
pensi che la vicedirezione INAIL gliela abbiano regalata le fate, o che se la sia dovuta sudare?
l'INAIL c'è anche oggi, ci sono anche oggi le vicedirezioni, e oggi come ieri qualcuno se le deve sudare.
in compenso, patimenti a parte, i nostri nonni conoscevano il mondo molto meno di noi, difficilmente avevano occasione di confrontarsi con culture diverse in situazione di pari confronto e reciproca comprensione, spesso molti di loro dovevano sudarsi non il superfluo ma lo stretto indispensabile.
Io per mantenere un tenore di vita decente e sperare di fare una buona carriera devo lavorare il doppio rispetto a quello che lavorava mio padre. In più non ho le stesse garanzie sul futuro, non avrò una pensione apprezzabile, non avrò il TFR ecc.
Non è colpa di nessuno, per carità, ma sono cambiate tante cose rispetto a qualche decennio fa da questo punto di vista...
Saluti
Ma che avatar hai messo Giovanni?bumper-morgan ha scritto:oh, meno male qualcuno che la vede come mematteomatte1 ha scritto:no, ridatemi gli anni '60...
PS: e poi in quegli anni non c'erano neppure gli beeeeep...
belpietro ha scritto:GattoToscano ha scritto:belpietro ha scritto:quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
Mi immagino che tu conosca esattamente la situazione e che quindi parli a ragion veduta.![]()
chiaramente, ho molto più rispetto per le fatiche di tuo nonno (e, come ho scritto, di "uomini come lui") di quanta ne hai tu.
chissà perché, la cosa non mi sorprende.
Hai colto il problema., che non sono le condizioni di vita ma quanto "meglio" stiamo rispetto alla generazione precedente.DareAvere(exTDI89) ha scritto:Io lascerei da parte i nostri nonni e mi concentrerei sui nostri genitori. Mio padre(figlio di un ferroviere), ha trovato lavoro in poche settimane e senza nessun aiuto. Dopo un colloquio è stato assunto da un istituto di credito e nel momento in cui ha firmato il suo contratto a tempo indeterminato sapeva benissimo che quell'impiego gli avrebbe consentito di mantenere serenamente una famiglia. Nella stessa banca è riuscito a diventare dirigente. Oggi è sicuramente tutto più difficile.belpietro ha scritto:stefano_68 ha scritto:GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
Miiiiii!!! Passatele 2 guerre, poi mi dici qualcosa!!!!
La discesa successiva è servita semplicemente x riprendersi dai patimenti. :?
quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
pensi che la vicedirezione INAIL gliela abbiano regalata le fate, o che se la sia dovuta sudare?
l'INAIL c'è anche oggi, ci sono anche oggi le vicedirezioni, e oggi come ieri qualcuno se le deve sudare.
in compenso, patimenti a parte, i nostri nonni conoscevano il mondo molto meno di noi, difficilmente avevano occasione di confrontarsi con culture diverse in situazione di pari confronto e reciproca comprensione, spesso molti di loro dovevano sudarsi non il superfluo ma lo stretto indispensabile.
Io per mantenere un tenore di vita decente e sperare di fare una buona carriera devo lavorare il doppio rispetto a quello che lavorava mio padre. In più non ho le stesse garanzie sul futuro, non avrò una pensione apprezzabile, non avrò il TFR ecc.
Non è colpa di nessuno, per carità, ma sono cambiate tante cose rispetto a qualche decennio fa da questo punto di vista...
Saluti
DareAvere(exTDI89) ha scritto:Io lascerei da parte i nostri nonni e mi concentrerei sui nostri genitori. Mio padre(figlio di un ferroviere), ha trovato lavoro in poche settimane e senza nessun aiuto. Dopo un colloquio è stato assunto da un istituto di credito e nel momento in cui ha firmato il suo contratto a tempo indeterminato sapeva benissimo che quell'impiego gli avrebbe consentito di mantenere serenamente una famiglia. Nella stessa banca è riuscito a diventare dirigente. Oggi è sicuramente tutto più difficile.
Io per mantenere un tenore di vita decente e sperare di fare una buona carriera devo lavorare il doppio rispetto a quello che lavorava mio padre. In più non ho le stesse garanzie sul futuro, non avrò una pensione apprezzabile, non avrò il TFR ecc.
Non è colpa di nessuno, per carità, ma sono cambiate tante cose rispetto a qualche decennio fa da questo punto di vista...
Saluti
Tra l'altro, a parte la mancanza delle cose che hai citato e qualche tensione politica, non penso che vivere in Italia nel '70 con un buon lavoro fosse così brutto. L'Italia era un Paese che guardava al futuro, oggi lasciamo perdere... Chi sta meglio pensa a divertirsi oggi perchè nessuno sa dire cosa accadrà tra dieci anni, chi sta peggio non può fare manco quello...jaccos ha scritto:Hai colto il problema., che non sono le condizioni di vita ma quanto "meglio" stiamo rispetto alla generazione precedente.DareAvere(exTDI89) ha scritto:Io lascerei da parte i nostri nonni e mi concentrerei sui nostri genitori. Mio padre(figlio di un ferroviere), ha trovato lavoro in poche settimane e senza nessun aiuto. Dopo un colloquio è stato assunto da un istituto di credito e nel momento in cui ha firmato il suo contratto a tempo indeterminato sapeva benissimo che quell'impiego gli avrebbe consentito di mantenere serenamente una famiglia. Nella stessa banca è riuscito a diventare dirigente. Oggi è sicuramente tutto più difficile.belpietro ha scritto:stefano_68 ha scritto:GattoToscano ha scritto:Anche entrambi i miei nonni hanno "subìto" 2 guerre in cui se la sono vista brutta, ma una volta passata la guerra hanno avuto la vita praticamente in discesa.
O meglio, molto meno in salita di quanto ce l'abbia un giovane oggi. (leggi il post precedente).
Miiiiii!!! Passatele 2 guerre, poi mi dici qualcosa!!!!
La discesa successiva è servita semplicemente x riprendersi dai patimenti. :?
quella che sembra una discesa, vista da lontano, è la lunga e faticosa ma fruttuosa salita che uomini come suo nonno hanno fatto, e che lui si aspetta di fare in ascensore.
pensi che la vicedirezione INAIL gliela abbiano regalata le fate, o che se la sia dovuta sudare?
l'INAIL c'è anche oggi, ci sono anche oggi le vicedirezioni, e oggi come ieri qualcuno se le deve sudare.
in compenso, patimenti a parte, i nostri nonni conoscevano il mondo molto meno di noi, difficilmente avevano occasione di confrontarsi con culture diverse in situazione di pari confronto e reciproca comprensione, spesso molti di loro dovevano sudarsi non il superfluo ma lo stretto indispensabile.
Io per mantenere un tenore di vita decente e sperare di fare una buona carriera devo lavorare il doppio rispetto a quello che lavorava mio padre. In più non ho le stesse garanzie sul futuro, non avrò una pensione apprezzabile, non avrò il TFR ecc.
Non è colpa di nessuno, per carità, ma sono cambiate tante cose rispetto a qualche decennio fa da questo punto di vista...
Saluti
Certo, ora abbiamo il telefonino, internet a banda larga, abbondanza di cibo da tutto il mondo, abbiamo auto che inquinano poco... ma vivere, anzi, sopravvivere, è per la prima volta dal dopoguerra più difficile della precedente generazione... minori tutele, minori stipendi, minori servizi, più tasse ecc. la lista è lunga...![]()
cocis - 19 minuti fa
Carloantonio70 - 2 giorni fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa