"Pulire il sistema" sarebbe bellissimo e porterebbe benessere e stabilità , peccato però che faccia parte , pur sembrando di pratica concretezza , di una delle principali utopie della storia . L'economia non si pulisce e non porta a "magnifiche sorti e progressive " , bensì , come hanno osservato i principali storici ed economisti , è soggetta , come ho già detto, a crisi cicliche difficilmente controllabili da stati - men che meno oggi con la cosiddetta globalizzazione- governi o organismi vari , le cosiddette e volgarmente vacche grasse e vacche magre...
Non mi sembra un concetto utopico...la crisi del 1921, la bolla immobiliare in Svezia nei primissimi anni 90, anche quello che sta succedendo in Islanda....gli esempi ci sono...provvedendo ammortizzatori sociali e protezione dove ce ne e' veramente bisogno non per salvare le chiappe ad azionisti, obbligazionisti e management.
Abbiamo visto quello che e' successo in Giappone negli ultimi 20 anni e passa..e stiamo ripetendo esattamente lo stesso errore, pure peggio......ora il Sol Levante ha intrapreso l'ultima fase suicida con l'Abenomics.
La responsabilita' principale dei cicli economici o comunque la loro ampiezza significativa e' causata quasi sempre da eccessiva erogazione di credito ed il sistema bancario a riserva frazionaria.
Durante il periodo dello standard aurifero classico (praticamente quasi tutto il diciannovesimo secolo fino al 1914) l'economica mondiale fu caratterizzata da una deflazione benigna costante (con l'aumento della produttivita' e' la condizione normale, i prezzi dovrebbero scendere con il tempo e non salire)
Fu un'era di notevole progresso teconologico ed innalzamento notevole dello standard di vita.
Durante quel periodo ci fu pure la prima ondata della globalizzazione che non e' certo un concetto nuovo.
Le crisi erano molto brevi (si "puliva" appunto) anche se magari pronunciate e sempre comunque dovute ad emissione troppo allegra di credito (comunque viggeva ovunque il sistema a riserva frazionaria) .
Il periodo successivo agli accordi di Bretton Woods (1944) che fini' con lo sgancio definitivo dall'oro con lo "shock" di Nixon nel 1971 fu anch;esso caratterizzato da crisi brevi e di lieve entita...insomma grande stabilita' e progresso economico e tecnologico.
Krugman francamente lo leggo quando mi fa di farmi quattro risate, spesso non si rende nemmeno conto neanche lui di quello che dice, basti sentire le ultime che sta sparando..."abbiamo bisogno di bolle continue per far girare l'economia"....nel 2003 scrisse che Greenspan avrebbe dovuto creare una bolla del mercato immobiliare per riprendersi dalle recessione dell'era dotcom.....messo alle strette quando gli e' stato chiesto conto e ragione di tale affermazione dopo lo scoppio della crisi attuale disse che "scherzava"....ovvero quando spara panzane che si rivelano stupidaggini il buon Paul "scherza"....