<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sergio Marchionne | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Sergio Marchionne

piu' che altro preparare i nuovi modelli in anonimi capannoni non mi sembra sinonimo di qualita'.....

tre mesi per presentarli quando non esiste una foto una della loro esistenza....
:shock: :?: :shock: :?: :shock: :?:

metti che non piacciano... ;)
 
"Pulire il sistema" sarebbe bellissimo e porterebbe benessere e stabilità , peccato però che faccia parte , pur sembrando di pratica concretezza , di una delle principali utopie della storia . L'economia non si pulisce e non porta a "magnifiche sorti e progressive " , bensì , come hanno osservato i principali storici ed economisti , è soggetta , come ho già detto, a crisi cicliche difficilmente controllabili da stati - men che meno oggi con la cosiddetta globalizzazione- governi o organismi vari , le cosiddette e volgarmente vacche grasse e vacche magre...

Non mi sembra un concetto utopico...la crisi del 1921, la bolla immobiliare in Svezia nei primissimi anni 90, anche quello che sta succedendo in Islanda....gli esempi ci sono...provvedendo ammortizzatori sociali e protezione dove ce ne e' veramente bisogno non per salvare le chiappe ad azionisti, obbligazionisti e management.

Abbiamo visto quello che e' successo in Giappone negli ultimi 20 anni e passa..e stiamo ripetendo esattamente lo stesso errore, pure peggio......ora il Sol Levante ha intrapreso l'ultima fase suicida con l'Abenomics.

La responsabilita' principale dei cicli economici o comunque la loro ampiezza significativa e' causata quasi sempre da eccessiva erogazione di credito ed il sistema bancario a riserva frazionaria.

Durante il periodo dello standard aurifero classico (praticamente quasi tutto il diciannovesimo secolo fino al 1914) l'economica mondiale fu caratterizzata da una deflazione benigna costante (con l'aumento della produttivita' e' la condizione normale, i prezzi dovrebbero scendere con il tempo e non salire)
Fu un'era di notevole progresso teconologico ed innalzamento notevole dello standard di vita.
Durante quel periodo ci fu pure la prima ondata della globalizzazione che non e' certo un concetto nuovo.

Le crisi erano molto brevi (si "puliva" appunto) anche se magari pronunciate e sempre comunque dovute ad emissione troppo allegra di credito (comunque viggeva ovunque il sistema a riserva frazionaria) .

Il periodo successivo agli accordi di Bretton Woods (1944) che fini' con lo sgancio definitivo dall'oro con lo "shock" di Nixon nel 1971 fu anch;esso caratterizzato da crisi brevi e di lieve entita...insomma grande stabilita' e progresso economico e tecnologico.

Krugman francamente lo leggo quando mi fa di farmi quattro risate, spesso non si rende nemmeno conto neanche lui di quello che dice, basti sentire le ultime che sta sparando..."abbiamo bisogno di bolle continue per far girare l'economia"....nel 2003 scrisse che Greenspan avrebbe dovuto creare una bolla del mercato immobiliare per riprendersi dalle recessione dell'era dotcom.....messo alle strette quando gli e' stato chiesto conto e ragione di tale affermazione dopo lo scoppio della crisi attuale disse che "scherzava"....ovvero quando spara panzane che si rivelano stupidaggini il buon Paul "scherza"....
 
saturno_v ha scritto:
"Pulire il sistema" sarebbe bellissimo e porterebbe benessere e stabilità , peccato però che faccia parte , pur sembrando di pratica concretezza , di una delle principali utopie della storia . L'economia non si pulisce e non porta a "magnifiche sorti e progressive " , bensì , come hanno osservato i principali storici ed economisti , è soggetta , come ho già detto, a crisi cicliche difficilmente controllabili da stati - men che meno oggi con la cosiddetta globalizzazione- governi o organismi vari , le cosiddette e volgarmente vacche grasse e vacche magre...

Non mi sembra un concetto utopico...la crisi del 1921, la bolla immobiliare in Svezia nei primissimi anni 90, anche quello che sta succedendo in Islanda....gli esempi ci sono...provvedendo ammortizzatori sociali e protezione dove ce ne e' veramente bisogno non per salvare le chiappe ad azionisti, obbligazionisti e management.

Abbiamo visto quello che e' successo in Giappone negli ultimi 20 anni e passa..e stiamo ripetendo esattamente lo stesso errore, pure peggio......ora il Sol Levante ha intrapreso l'ultima fase suicida con l'Abenomics.

La responsabilita' principale dei cicli economici o comunque la loro ampiezza significativa e' causata quasi sempre da eccessiva erogazione di credito ed il sistema bancario a riserva frazionaria.

Durante il periodo dello standard aurifero classico (praticamente quasi tutto il diciannovesimo secolo fino al 1914) l'economica mondiale fu caratterizzata da una deflazione benigna costante (con l'aumento della produttivita' e' la condizione normale, i prezzi dovrebbero scendere con il tempo e non salire)
Fu un'era di notevole progresso teconologico ed innalzamento notevole dello standard di vita.
Durante quel periodo ci fu pure la prima ondata della globalizzazione che non e' certo un concetto nuovo.

Le crisi erano molto brevi (si "puliva" appunto) anche se magari pronunciate e sempre comunque dovute ad emissione troppo allegra di credito (comunque viggeva ovunque il sistema a riserva frazionaria) .

Il periodo successivo agli accordi di Bretton Woods (1944) che fini' con lo sgancio definitivo dall'oro con lo "shock" di Nixon nel 1971 fu anch;esso caratterizzato da crisi brevi e di lieve entita...insomma grande stabilita' e progresso economico e tecnologico.

Krugman francamente lo leggo quando mi fa di farmi quattro risate, spesso non si rende nemmeno conto neanche lui di quello che dice, basti sentire le ultime che sta sparando..."abbiamo bisogno di bolle continue per far girare l'economia"....nel 2003 scrisse che Greenspan avrebbe dovuto creare una bolla del mercato immobiliare per riprendersi dalle recessione dell'era dotcom.....messo alle strette quando gli e' stato chiesto conto e ragione di tale affermazione dopo lo scoppio della crisi attuale disse che "scherzava"....ovvero quando spara panzane che si rivelano stupidaggini il buon Paul "scherza"....

Temo che l'età dell'oro da te descritta nella quale , salvo brevi crisi nelle quali appunto "si puliva" il mercato dagli eccessi , aumentava in maniera esponenziale produzione e ricchezza , siano da ascrivere alla fase ascendente del sistema economico moderno , quando i mercati erano sterminati e l'industrializzazione presente solo in una porzione minima del mondo.
Giustamente citi il 1914 , come giro di boa della rivoluzione industriale . Da quel momento ideale in poi le economie si fanno mature e incominciano a battersi duramente per ottenere la supremazia sui mercati e l'influenza sulle aree geografiche . Si entra -appunto- nella fase matura nella quale le crisi si fanno appunto più lunghe e pronunciate e soprattutto provocano notevoli e duraturi effetti negativi : disoccupazione , impoverimento di fasce della popolazione , concentrazione della ricchezza in poche mani , monopoli , cartelli e finanziarizzazione sempre più spinta dell'economia , guerre e distruzioni globali e mondiali.
Che poi a qualcuno piaccia questa situazione e pensi di sguazzarci dentro , se è vero che Krugmam auspica un' accelerazione delle crisi cicliche per rinforzare il sistema americano , non cambia di molto il concetto che sia molto difficile governare l'economia di oggi , la quale funziona su criteri di estrema competizione internazionale .
 
key-one ha scritto:
Temo che l'età dell'oro da te descritta nella quale , salvo brevi crisi nelle quali appunto "si puliva" il mercato dagli eccessi , aumentava in maniera esponenziale produzione e ricchezza , siano da ascrivere alla fase ascendente del sistema economico moderno , quando i mercati erano sterminati e l'industrializzazione presente solo in una porzione minima del mondo.
Giustamente citi il 1914 , come giro di boa della rivoluzione industriale . Da quel momento ideale in poi le economie si fanno mature e incominciano a battersi duramente per ottenere la supremazia sui mercati e l'influenza sulle aree geografiche . Si entra -appunto- nella fase matura nella quale le crisi si fanno appunto più lunghe e pronunciate e soprattutto provocano notevoli e duraturi effetti negativi : disoccupazione , impoverimento di fasce della popolazione , concentrazione della ricchezza in poche mani , monopoli , cartelli e finanziarizzazione sempre più spinta dell'economia , guerre e distruzioni globali e mondiali.
Che poi a qualcuno piaccia questa situazione e pensi di sguazzarci dentro , se è vero che Krugmam auspica un' accelerazione delle crisi cicliche per rinforzare il sistema americano , non cambia di molto il concetto che sia molto difficile governare l'economia di oggi , la quale funziona su criteri di estrema competizione internazionale .

Sicuramente i problemi da trattare in sede di strategie economiche sono tanti una tra le piu' gravi ad es. la permanente esplulsione dal processo produttivo di vaste sacche di manodopera a cause del progresso tecnologico.
Pero' bisogna iniziare dalle fondamenta, la "rimodulazione" e ristrutturazione del sistema finanziario che fa capo alle banche centrali, all'architettura bancaria e l'emissione di credito...e di li che iniziano gran parte dei problemi incluso le continue manipolazioni valutarie (Asia docet) che parecchi paesi adottano (in periodo di magra come adesso diventano vere e proprie guerre monetarie) che sono alla base degli enormi squilibri commerciali che si sono susseguiti sin dagli anni 70.
 
saturno_v ha scritto:
key-one ha scritto:
Temo che l'età dell'oro da te descritta nella quale , salvo brevi crisi nelle quali appunto "si puliva" il mercato dagli eccessi , aumentava in maniera esponenziale produzione e ricchezza , siano da ascrivere alla fase ascendente del sistema economico moderno , quando i mercati erano sterminati e l'industrializzazione presente solo in una porzione minima del mondo.
Giustamente citi il 1914 , come giro di boa della rivoluzione industriale . Da quel momento ideale in poi le economie si fanno mature e incominciano a battersi duramente per ottenere la supremazia sui mercati e l'influenza sulle aree geografiche . Si entra -appunto- nella fase matura nella quale le crisi si fanno appunto più lunghe e pronunciate e soprattutto provocano notevoli e duraturi effetti negativi : disoccupazione , impoverimento di fasce della popolazione , concentrazione della ricchezza in poche mani , monopoli , cartelli e finanziarizzazione sempre più spinta dell'economia , guerre e distruzioni globali e mondiali.
Che poi a qualcuno piaccia questa situazione e pensi di sguazzarci dentro , se è vero che Krugmam auspica un' accelerazione delle crisi cicliche per rinforzare il sistema americano , non cambia di molto il concetto che sia molto difficile governare l'economia di oggi , la quale funziona su criteri di estrema competizione internazionale .

Sicuramente i problemi da trattare in sede di strategie economiche sono tanti una tra le piu' gravi ad es. la permanente esplulsione dal processo produttivo di vaste sacche di manodopera a cause del progresso tecnologico.
Pero' bisogna iniziare dalle fondamenta, la "rimodulazione" e ristrutturazione del sistema finanziario che fa capo alle banche centrali, all'architettura bancaria e l'emissione di credito...e di li che iniziano gran parte dei problemi incluso le continue manipolazioni valutarie (Asia docet) che parecchi paesi adottano (in periodo di magra come adesso diventano vere e proprie guerre monetarie) che sono alla base degli enormi squilibri commerciali che si sono susseguiti sin dagli anni 70.

Vedo che la discussione su Marchionne si è completamente spostata non solo sulle condizioni del capitalismo mondiale , ma anche sulle prospettive per il futuro dell'economia globale . Questo , a mio modesto parere , non è segno di off-topic , ma sintomo che sulla figura dell'AD Fiat e sulla sua riuscita operazione internazionele si addensano significati che vanno al di là della sorte del gruppo italoamericano e delle automobili in Italia .
Citi giustamente "l'espulsione dal processo produttivo di vaste sacche di mano d'opera causa il progresso tecnologico " Questa non è una novità , perchè è avvenuta da sempre nella storia dell'industria , sin dall'introduzione del motore a vapore . Sicuramente oggi però , se non altro viste le centinaia di milioni di persone in gioco , sparse per tutto il globo terracqueo , assume aspetti più drammatici e potenzialmente distruttivi . Vi è da aggiungere inoltre che il fenomeno non riguarda solo la mano d'opera , ma anche ,principalmente per l'avvento del PC , i settori impiegatizi ed oggi , per il diffondersi del Web , anche vari settori del commercio e dei servizi : agenzie di viaggio , di assicurazione , fotografi , rappresentanti di commercio e venditori di molte merci , negozi e botteghe di vari tipi ecc. ecc. e le piccole medie aziende vittime della concentrazione dei capitali.
La "rimodulazione del sistema finanziario" è quindi abbastanza complessa , anche perchè sinora il potere politico , lungi dal porsi i problemi di difesa delle condizioni di vita delle popolazioni , svolge principalmente la funzione di facilitatore dei processi di concentrazione e ottimizzazione dei capitali di cui sopra .
 
Citi giustamente "l'espulsione dal processo produttivo di vaste sacche di mano d'opera causa il progresso tecnologico " Questa non è una novità , perchè è avvenuta da sempre nella storia dell'industria , sin dall'introduzione del motore a vapore . Sicuramente oggi però , se non altro viste le centinaia di milioni di persone in gioco , sparse per tutto il globo terracqueo , assume aspetti più drammatici e potenzialmente distruttivi . Vi è da aggiungere inoltre che il fenomeno non riguarda solo la mano d'opera , ma anche ,principalmente per l'avvento del PC , i settori impiegatizi ed oggi , per il diffondersi del Web , anche vari settori del commercio e dei servizi : agenzie di viaggio , di assicurazione , fotografi , rappresentanti di commercio e venditori di molte merci , negozi e botteghe di vari tipi ecc. ecc. e le piccole medie aziende vittime della concentrazione dei capitali.
La "rimodulazione del sistema finanziario" è quindi abbastanza complessa , anche perchè sinora il potere politico , lungi dal porsi i problemi di difesa delle condizioni di vita delle popolazioni , svolge principalmente la funzione di facilitatore dei processi di concentrazione e ottimizzazione dei capitali di cui sopra .

Si vero pero' il progesso tecnologico storicamente ha sempre finito col creare nuova occupazione nel lungo periodo dopo un periodo iniziale di turbolenza, la cosiddetta "distruzione creativa" di Joseph Schumpeter.
Ma le distrosioni create dalle manipolazioni valutarie e dalla sconsiderata allocazione del credito fanno diventare tali oscillazioni naturali del progresso economico molto piu' violente e ravvicinate.
I politici ed i policy makers che ci stanno dietro sono solo delle marionette del sistema banco-finanziario e cio' e' diventato tristemende evidente e sotto gli occhi di tutti in questa crisi.
 

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