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sentite Sallusti

La lectio magistralis di Sallusti ai giovani aspiranti giornalisti: dall'editoriale in cui ogni parola deve essere pesata attentamente ai titoli in prima pagina. Che "non devono piacere alla gente, ma a chi ci paga".
al momento sono sobbalzato a poi mi son chiesto se ha veramente torto; quanti sono i direttori veramente liberi?
 
Così quando non ci saranno più i soldi nemmeno per le sovvenzioni ai giornali (parecchi sopravvivono solo con quelli, compreso quello di Sallusti, oltretutto sono sempre soldi di chi i giornali li legge, non certo di chi li possiede) vedremo proprio con quali soldi verrà pagato. Sarà anche vero quello che dice (magari non per tutti, il fatto quotidiano ad esempio dice di camminare sulle sue gambe, e nessuno finora ha dimostrato il contrario), ma spiattellarlo così ai quattro venti mi sa che avrà solo l'effetto di affossare ancora di più la vendita dei giornali in Italia. A me sembra tanto l'affermazione del disperato che vende quel poco di credibilità che gli è rimasta solo per portare il pane a tavola. Il problema è che quando quella credibilità sarà finita sarà piuttosto difficile continuare a mangiare.......
Magari giornalisti completamente liberi non sono mai esistiti (dopotutto chi lo è davvero?), però credo che potrei accontentarmi già di qualcuno con quel tanto di amor proprio da non andare a spiattellare in pubblico di essere una prostituta. L'importante è porsi un limite decoroso oltre il quale per nessun motivo andare. Sallusti non sembra averlo.......
 
bumper morgan ha scritto:
La lectio magistralis di Sallusti ai giovani aspiranti giornalisti: dall'editoriale in cui ogni parola deve essere pesata attentamente ai titoli in prima pagina. Che "non devono piacere alla gente, ma a chi ci paga".
al momento sono sobbalzato a poi mi son chiesto se ha veramente torto; quanti sono i direttori veramente liberi?

ma come :?: lo citi sempre :?:
 
arizona77 ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
La lectio magistralis di Sallusti ai giovani aspiranti giornalisti: dall'editoriale in cui ogni parola deve essere pesata attentamente ai titoli in prima pagina. Che "non devono piacere alla gente, ma a chi ci paga".
al momento sono sobbalzato a poi mi son chiesto se ha veramente torto; quanti sono i direttori veramente liberi?

ma come :?: lo citi sempre :?:
lo cito sempre? non lo sapevo, piuttosto dì la tua
 
bumper morgan ha scritto:
La lectio magistralis di Sallusti ai giovani aspiranti giornalisti: dall'editoriale in cui ogni parola deve essere pesata attentamente ai titoli in prima pagina. Che "non devono piacere alla gente, ma a chi ci paga".
al momento sono sobbalzato a poi mi son chiesto se ha veramente torto; quanti sono i direttori veramente liberi?

De minimis ...
 
Matteo__ ha scritto:
.... A me sembra tanto l'affermazione del disperato che vende quel poco di credibilità che gli è rimasta solo per portare il pane a tavola. .....

Quale credibilità?

Non si stava parlando di Sallusti?
 
bumper morgan ha scritto:
La lectio magistralis di Sallusti ai giovani aspiranti giornalisti: dall'editoriale in cui ogni parola deve essere pesata attentamente ai titoli in prima pagina. Che "non devono piacere alla gente, ma a chi ci paga".
al momento sono sobbalzato a poi mi son chiesto se ha veramente torto; quanti sono i direttori veramente liberi?

perché, secondo te su Repubblica fanno i titoli senza chiedersi se daranno fastidio al loro azionista di riferimento?
 
ma i giornali non dovrebbero stare alle regole del mercato? Se vendono bene altrimenti chiudono e pensare che sallusti si riempie sempre la bocca della parola "libero mercato", ma come al solito vale sempre per gli altri in italia :evil:
 
Non mi capacito come alcuni giornalisti riescano a scrivere con l'ingombro della lingua che penzola... è complicato!
 
renatom ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
.... A me sembra tanto l'affermazione del disperato che vende quel poco di credibilità che gli è rimasta solo per portare il pane a tavola. .....

Quale credibilità?

Non si stava parlando di Sallusti?

Partivo dal presupposto che se c'è ancora qualche platea che lo ascolti e che se c'è ancora qualcuno che lo inviti in TV, evidentemente per qualcuno un minimo di credibilità l'avrà ancora (anche se personalmente non capisco come sia possibile).

Rispondendo a Belpietro, è chiaro che qualunque giornalista prima di pubblicare qualcosa si faccia due conti, però ammetterai che c'è molta differenza tra il cercare la quadra tra le esigenze dell'editore e quelle dei lettori e il difendere a spada tratta la tesi secondo cui Ruby fosse la nipote di Mubarak e soprattutto il fatto che in relazione a ciò il Presidente del consiglio facendola uscire di prigione stesse svolgendo un ruolo istituzionale, evitando una crisi internazionale........ :shock: :shock:

Come dicevo, l'importante è che a tutto ci sia un limite ben preciso, anche perchè un cervello ce l'abbiamo tutti, usandolo siamo perfettamente in grado di capire la differenza tra una notizia rispondente alla realtà e una annacquata o sensazionalizzata. A mio avviso stiamo parlando prima di tutto di una questione di dignità, che Sallusti semplicemente non sa cosa sia. Probabilmente, poi, il motivo per cui sia stato messo in certi posti è proprio questa sua mancanza.
 
Matteo__ ha scritto:
Come dicevo, l'importante è che a tutto ci sia un limite ben preciso, anche perchè un cervello ce l'abbiamo tutti, usandolo siamo perfettamente in grado di capire la differenza tra una notizia rispondente alla realtà e una annacquata o sensazionalizzata.
basta aprire i quotidiani di massima tiratura nazionale, su una notizia a caso di cui personalmente si conosce la realtà, per capire che questa è una banale illusione.
 
Beh, io trovo che quasi sempre le notizie pubblicate oggigiorno siano molto sensazionalizzate, e in alcuni passi si raccontino delle vere e proprie bugie, per rendersi conto di ciò che dico basta tornare con la memoria alla puntata che Vespa fece in prima serata sulla concordia, dove era perfettamente chiaro come, anche con l'aiuto di alcuni passeggeri che evidentemente erano stati in parte pilotati, cercasse di dare addosso a tutti i costi al personale della nave (cosa che alla fine non gli è riuscita), ignorando ripetutamente il fatto che gli avessero spiegato che in caso di emergenza un medico cessasse di essere medico, un cuoco cessasse di essere cuoco e che soprattutto non ci fosse più differenza tra personale in libertà e in servizio, ma che tutti dovessero diventare o piloti di scialuppa o indirizzatori del flusso dei naufraghi, per cui non fosse assolutamente detto che a bordo di ogni scialuppa ci dovesse essere un uomo in divisa. Beh, sarebbe bastato a chiunque vedere anche solo una ventina di minuti di trasmissione per sentire puzza di bruciato, soprattutto in relazione alle notizie che erano state date anche solo qualche ora prima.
Come dicevo però, un conto è addolcire o sensazionalizzare (dopodichè Vespa è Vespa e sciacalli della sua risma per fortuna se ne contano sulle dita di una mano), altra cosa è partire da un presupposto evidentemente falso e snocciolarti poi tutta una serie di cospirazioni solo per cercare di aizzare, goffamente tra l'altro, i propri lettori. Questo è fantagiornalismo di bassa lega, se non proprio propaganda, che tra l'altro denota totale disprezzo per l'intelligenza di chi legge.
 
belpietro ha scritto:
perché, secondo te su Repubblica fanno i titoli senza chiedersi se daranno fastidio al loro azionista di riferimento?

Il compromesso c'è, è inevitabile (e non è certo il massimo della vita). Ma c'è un po' di differenza tra "non dare fastidio" e fare propaganda.
 
Matteo__ ha scritto:
Come dicevo però, un conto è addolcire o sensazionalizzare
ribadisco, e ti faccio un esempio concreto: il titolo (e parlo proprio del titolo, perché è esattamente di quello che stiamo parlando) del corriere e quelli di repubblica e messaggero, sul "taglio" alla indennità dei parlamentari.
repubblica e il messaggero mettono nel titolo che più che un taglio è una non-aumento. il Corriere no.
secondo te, questo accade perché al corriere non sono in grado di accorgersene? oppure perché desiderano dare maggiore enfasi all'aspetto "positivo" escludendo dal titolo l'aspetto che potrebbe essere percepito come negativo?
 
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