<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Sarà stato pure un artista incommensurabile...... | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Sarà stato pure un artista incommensurabile......

Credo che ognuno abbia il diritto di indignarsi,o anche solo dispiacersi,per quello che vuole.
E dispiacersi per la distruzione di molte chitarre non implica fregarsene di avvenimenti ben più gravi,l'argomento del topic è questo e pertanto si parlava di questo.
Certe sparate si potrebbero tranquillamente evitare,come si potrebbe evitare di dire agli altri con un tono sgradevole di manifesta superiorità cosa dovrebbero pensare,su cosa dovrebbero riflettere e se debbano o meno andare a farsi una passeggiata.
Grazie dei consigli ma pensa per te.
 
Siete mitici, fate la morale oggi per un gesto avvenuto 50 anni fa in un contesto completamente diverso, fatto da un artista (assolutamente geniale e unico nella storia della musica) morto 47 anni fa.
Ma indignatevi per altre cose, avvenute allora, come la guerra in Vietnam... oltre alle vite spezzate, quante cose distruggeva una singola bomba? Quante chitarre si potevano costruire con i soldi del solo carburante che usava un aereo o un elicottero miltare in qualche ora di volo? Quanta gente ci si poteva sfamare? E magari andate a farvi pure una passeggiata visto che è una bella giornata (così come farà il sottoscritto)
Domanda: da dove vieni? Risposta: vendo cipolle. Come direbbe Di pietro. Che ci azzecca?[/QUOTE]
 
Per streamliner


Infatti mi sto trastullando in giardino, visto che par che arrivi pioggia
Ma ogni tanto mi fermo e riposo la mia malandatissima schiena davanti, 'ndovinanpo'?
 
Dovrei andare a riprendere la biografia di Jimi, che ho letto ormai diversi anni fa, ma non mi risulta fosse solito distruggere le chitarre che suonava. Quell'incendio della chitarra - come si diceva sopra la sua prima chitarra - è stato il culmine di una sorta di delirio musicale collettivo (cosa che accadeva spesso nei suoi concerti), una sorta di rito. Il suo rapporto di amore-odio con le sue chitarre (odio soprattutto perché, sottoposte a modi di suonare "estremi" non tenevano l'accordatura e questo lo frustrava) nulla c'entra con questo incendio. Anzi, ricordo che con Hendrix collaboravano diverse persone che l'hanno aiutato creando apparecchiature adatte per creare i suoni che lui immaginava.

P.S. La scena di suonare coi denti, per quanto suggestiva, non causava nessun problema dentario perché nella realtà non usava i denti per suonare :emoji_grin:

Sicuramente era per loro motivo di vanto il fatto che usasse le chitarre che avevano creato con le loro mani,però forse un po' di tristezza gli veniva pensando alla fine prematura che facevano.
A me sarebbe dispiaciuto.
Io penso che se per vivere costruissi strumenti musicali preferirei vederli tenuti con cura in mano a musicisti mediocri,piuttosto che suonati e poi fatti a pezzi dai migliori.
Non è un modo di pensare da imprenditore di successo me ne rendo conto,però nella mia immaginazione il liutaio è un artista di pari livello rispetto a coloro che suonano i suoi strumenti,e non un imprenditore che è felice vedendo i suoi prodotti distrutti perchè sa che gliene commissioneranno altri.
Ovviamente mi riferisco ai piccoli liutai che producono poche chitarre all'anno,non a chi lavora per marchi notissimi e produce chitarre in serie,che pur essendo di ottima qualità non sono pezzi unici.
 
Penso che il gesto non possa essere valutato e giudicato (perché poi giudicare un artista?) senza inquadrarlo in un contesto che comprende altri non trascurabili elementi. I primi che mi vengono in mente sono:
- Per molti artisti (veri, quelli che a volte si tolgono la vita perché vinti dalla loro stessa sensibilità artistica) il rapporto con l'oggetto della loro arte spesso è un incubo (tele distrutte, sculture ammaccate, ecc.). E' un rapporto anche di odio verso uno strumento che a volte ti tormenta perché non credi ti dia quello che tu cerchi, o perché in un certo senso "ti possiede" e vuoi liberartene. Se non erro Syd Barret (altro esempio di alienazione anche artistica) passava intere giornate suonando gli stessi pochi accordi.
- Era un periodo storico in cui la distruzione di uno strumento su un palco aveva la valenza di ribellione contro un intera società e un intero sistema. Giusto o sbagliato non so, potremmo parlarne fino a domattina, ma il gesto va interpretato anche in quest'ottica.
- Sempre relativamente al periodo, si pensava che le droghe fossero di aiuto alla creatività (e lo erano, con i terribili effetti collaterali però). Questi gesti venivano in un contesto, diciamo, alterato.

Dunque simili gesti di sicuro non erano forme di disprezzo per lo strumento, per il pubblico, o per chi l'aveva costruito. Cosa fossero poi è difficile da dire in generale, e occorrerebbe conoscere la storia di ogni artista e concerto per poter dir qualcosa.

PS.: quanto ai The Who, quello che si vedeva sul palco era solo una piccola parte della distruzione che portavano. Se non erro una volta stavano per prendere un aereo lasciando la tappa di un tour e Keith Moon tornò di corsa in albergo dicendo agli altri di essersi dimenticato una cosa. Si era dienticato di sfasciare la stanza d'albergo, come faceva solitamente.
 
La valutazione del gesto di un artista non è funzione di un'inquadratura nel tempo, periodo storico, o vita dell'artista medesimo, ma è solo appannaggio di chi lo giudica. Pur riconoscendo a hendrix la sua bravura, ritengo il suo gesto altamente da denigrare e me l'ha fatto diventare antipatico e odioso. Del resto e delle varie motivazione non m'importa un fico secco.

Gli who sono accomunati in questo mio giudizio.

Tutti questi demolitori e distruttori, però non hanno mai distrutto gli assegni dei loro compensi. E questo me li rende ancora più esecrabili.
 
Per Palmere....


Gli artisti sono fatti cosi'
I maestri di musica coi capelli lunghi
i Pittori con quelle palandrane e il berretto col fiocco
i Registi con sciarpe, foulard e occhiali neri

Con gli estremi
di Maurizio che si taglio un dito sul palco
al costruttore della

http://www.girandolina.it/la-wieskirche-la-piu-bella-chiesa-barocca-della-
germania/

Che una volta finitala si compro casa' li' davanti per potersela rimirare fino alla dipartita da questa valle di lacrime.
Chiamalo fesso: guarda che posto:emoji_slight_smile:
 
La valutazione del gesto di un artista non è funzione di un'inquadratura nel tempo, periodo storico, o vita dell'artista medesimo, ma è solo appannaggio di chi lo giudica.

Secondo me ci sono due piani differenti; uno è emotivo, ed è ciò che l'opera in sé ti trasmette. Io mi sono commosso (sì, ho pianto) due volte in vita mia davanti a due quadri, ed in un caso non sapevo nulla dell'opera e dell'autore.

Il secondo piano è invece legato alla vita e al momento storico dell'autore e dell'opera. Personalmente vedere in un affresco volti di persone di mille anni fa cristallizzati nel tempo e con quell'espressione che l'autore vide in quei giorni mi da i brividi, mi emoziona. Come il pensare a cosa provassero i contemporanei dell'autore vedendo la sua opera, persone che forse mai avevano visto una immagine.
Beh, anche questa è arte, a mio parere, ma su un secondo piano.

E a me interessano entrambi; non mi paiono esclusivi.
 
Per Palmere....


Gli artisti sono fatti cosi'
I maestri di musica coi capelli lunghi
i Pittori con quelle palandrane e il berretto col fiocco
i Registi con sciarpe, foulard e occhiali neri

Con gli estremi
di Maurizio che si taglio un dito sul palco
al costruttore della

http://www.girandolina.it/la-wieskirche-la-piu-bella-chiesa-barocca-della-
germania/

Che una volta finitala si compro casa' li' davanti per potersela rimirare fino alla dipartita da questa valle di lacrime.
Chiamalo fesso: guarda che posto:emoji_slight_smile:

Grazie Arizona, non conoscevo. La prossima volta che sarò in zona ci andrò.
Il passaggio "La statua del Gesù pieno di sangue e ferite era stata fatta così bene e in modo così realistico, che la sua visione destò sconcerto e traumatizzò la popolazione, e si decise di nascondere la statua nel solaio del convento" va nel senso di quanto scrivevo sopra: il momento storico e la cultura del tempo in cui l'opera si inserisce per me sono fondamentali per apprezzarla (sul secondo dei due piani cui accennavo).
 
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