il doping è cosa scorrettissima quando è compiuto dal singolo atleta e dal suo entourage, spesso però travalica questa ristretta cerchia e viene adottato come strategia da una intera nazione e questo diventa inaccettabile.
Purtroppo lo sport diventa un pretesto per dimostrare la superiorità di una nazione sulle altre perchè si vuole veicolare il concetto che il modo di vivere, l'organizzazione dello stato è la migliore e quindi i figli di quel paese eccellono anche in campo sportivo.
Ciò purtroppo è dovuto all'intera organizzazione dello sport ed ai comitati olimpici nazionali che organizzano le partecipazioni ai giochi olimpici.
Se non ci fosse l'ansia dei medaglieri da riempire per nutrire l'orgoglio nazionale forse sarebbe più semplice combattere il doping, ma finchè i laboratori accreditati di alcuni paesi si organizzano per aiutare i propri atleti a falsificare i test si troverà sempre qualche nazione che utilizzerà lo sport per mettersi in mostra con questi sotterfugi.
Il doping "di stato" esisteva ai tempi della DDR e poi della allora Cecoslovacchia, vi furono dubbi sulla URSS e poi della Cina e Spagna, anche gli USA non presero provvedimenti contro atleti beccati ai controlli e non sanzionati.
Meglio a questo punto la nostra bistrattata Italia che arretrerà nelle classifiche mondiali in tante discipline, ma che almeno nel caso Schwazer si è comportata in modo corretto.
Resto della mia idea però che la gestione dei comitati olimpici andrebbe riformata seriamente e dovrebbe essere supervisionata da un organismo mondiale e che, per affratellare maggiormente gli atleti sarebbe il caso di abbandonare il concetto di rappresentative (squadre) della nazione, ma sarebbe più bello se, a sfilare per la cerimonia di apertura fossero i soli atleti partecipanti al limite raggruppati sotto la bandiera della specialità per la quale gareggiano.
Vedremmo sfilare ad esempio i nuotatori tutti assieme oppure i pugili e via dicendo.
Al punto cui siamo arrivati il mio pensiero è pura utopia ed irrealizzabile ed allora l'unica soluzione possibile è la repressione dura del doping e cioè se pesco un sollevatore del peso bulgaro dopato non sospendo solo lui, ma la sua federazione con lui e bandisco dalle competizioni per due anni, ad es., non solo l'atleta dopato ma per un anno e mezzo anche tutti gli atleti bulgari tesserati per quella federazione.
Come si potrebbe altrimenti combattere con punizioni dirette al singolo atleta se è la squadra che lo ha dopato?