Sarkozy attacca la Reding a testa bassa:
«I rom accoglili a casa tua»
ROMA (15 settembre) - Il presidente francese Nicolas Sarkozy suggerisce al commissario Ue Viviane Reding di accogliere i Rom nel suo Paese, il Lussemburgo. Il suggerimento di Sarkozy alla Reding, che a Bruxelles è responsabile della Giustizia, nonché vicepresidente dell'esecutivo Ue, è stata riportata da un gruppo di senatori che oggi hanno partecipato a una colazione di lavoro con il presidente francese all'Eliseo.
Anche stamattina era arrivata una replica decisa, seppure in toni più pacati, della presidenza della Repubblica francese: «Non si tratta di fare polemica, né con la Commissione né con il Parlamento tuttavia certe affermazioni sono semplicemente inaccettabili». Questa in un primo momento era stata la risposta alle critiche mosse ieri dal Commissario Ue alla politca francese in merito alla questione Rom.
Ieri la Reding, commissario alla Giustizia, aveva denunciato la circolare di agosto sui Rom messa a punto dal governo di Parigi per procedere alle espulsioni «mirate», affermando fra l'altro di pensare che «l'Europa non era testimone di questo genere di situazioni dalla seconda guerra mondiale».
L'Eliseo, ricordando le precedenti sortite sull'argomento, definite «moderate», del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, e della stessa Reding, ha attribuito «l'inabituale» esternazione della commissaria alla polemica suscitata dalla circolare del ministero degli Interni.
La presidenza ha precisato: «Questa circolare del 5 agosto è stata sostituita da quella del 13 settembre che il ministro degli Interni stesso ha firmato. Ora è tempo di un dialogo pacifico per trattare il fondo degli argomenti. C'è la volontà di trattare le cose sul fondo e non lasciarsi trascinare in sterili polemiche».
Sull'eventualità che il problema dei Rom sia sollevato domani con Sarkozy a Bruxelles, l'Eliseo ha precisato che la questione «non è all'ordine del giorno» del vertice
Anche il ministro francese per gli Affari Esteri, Pierre Lellouche, è intervenuto sulle parole della Reding, definendo le dichiarazioni del Commissario una «inopportuna scivolata».
«Viviane Reding ha parlato per conto della Commissione». Non ci sono spaccature in seno alla Commissione europea sulla dura posizione presa ieri da Viviane Reding nell'annunciare l'avvio di una procedura d'infrazione contro la Francia per la questione dei Rom. Lo ha affermato la portavoce della Commissione di Bruxelles, Pia Ahrenkilde Hansen, durante il briefing quotidiano al palazzo Barleymont.
Quando le è stato chiesto se il presidente Barroso fosse a conoscenza dell'intervento che la vicepresidente avrebbe fatto, la portavoce ha risposto: «Questo lavoro è fatto in coordinamento con il presidente. La Commissione lavora collegialmente». La portavoce ha poi sottolineato che «il rapporto tra Barroso e tutti i commissari è eccellente» ed ha ricordato che sul tema delle discriminazioni etniche il presidente della Commissione «si è pronunciato la scorsa settimana durante il suo discorso sullo Stato dell'Unione» davanti all'assemblea plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo.
In quella occasione, dopo aver affermato che «non c'è spazio per razzismo e xenofobia» in Europa, Barroso aveva preso una posizione meno netta sul caso francese. Ha osservato la portavoce: «La vicepresidente Reding ieri è venuta a spiegare la situazione alla luce dei nuovi elementi emersi. Nello Stato dell'Unione Barroso non ha evocato casi specifici, ma ha parlato dei principi generali che secondo lui ci devono guidare».
Quando è stato chiesto se Barroso sia preoccupato dello scontro con il presidente Sarkozy che ha definito «inaccettabile» la presa di posizione della Commissione, la portavoce ha replicato: «Il presidente è una persona calma ed è determinato come sempre a continuare il suo lavoro».