<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Risparmi famiglie KO | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Risparmi famiglie KO

DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se stiamo parlando di risparmi, parliamo di qualcosa che per definizione avanza. La persona che non riesce, pur volendo, a garantire la possibilità di studiare ai figli, una vita relativamente buona prima della fase lavorativa e non riesce a lasciare loro nulla, non ha colpe e non rientra in questo discorso.

Per il resto ripeto, io trovo che i genitori che ne hanno la possibilità, hanno il dovere di garantire ai figli una buona formazione e il mantenimento nella fase che precede il lavoro. E i figli che ne hanno beneficiato devono ringraziare, come ho sempre fatto io. Vivere di stenti per lasciare in eredità patrimoni ai figli non rientra nei doveri dei genitori. Poi ognuno si regola di conseguenza, io non lo farei.

Sul punto che riguarda me, i miei genitori lavorano da 40 anni e sono a fine carriera. Mio padre è figlio di un ferroviere e ha iniziato facendo l'impiegato. E comunque adesso non è certo ricco, come non lo sono io.

chi vive di stenti ed e' ricco
lo fa perche' gli piace morbosamente il pensiero,
il concetto del mucchio....
Spesso questo genere i di risparmaitori ha i soldi
in contanti e/o in preziosi che puo' guardare toccare....rigirarsi tra le mani
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non ho capito il nesso.
te lo spiego io, senza i sacrifici dei miei io non avrei potuto studiare all'università e fuori sede, e non un corso impegnativo come fisica, ma di certo posso offire di più a mia figlia come loro hanno offerto a me di più di quanto sia stato dato a loro. Un conto è fare studiare il figlio da dirigenti ed un conto da operai...
 
Grattaballe ha scritto:
pi_greco ha scritto:
...la scuola è una via, l'insegnante una guida più o meno capace di aiutarti o addirittura ostacolarti (purtroppo) ma se non hai voglia di camminare e a casa non ti hanno neppure insegnato ad allacciarti le scarpe per camminare meglio...

Amen.
nel senso che è così e così sia o?....
 
Grattaballe ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non ho capito il nesso. I miei due nonni facevano l'uno l'operaio della Fiat e l'altro il ferroviere, i miei genitori fanno l'uno il dirigente di un istituto di credito e l'altra il funzionario, io faccio il quadro. Il dovere dei miei genitori era quello di farmi studiare e darmi gli strumenti per giocarmela nella società e non farmi mancare nulla quando non lavoravo, non certo quello di rinunciare totalmente alla loro vita per poter lasciare a me qualcosa in più.

Questo sarebbe il dovere di tutti i genitori. Fare anche tutto il resto che hai citato ma senza essere dirigenti di un istituto di credito, permettimi, non è così semplice. Ci credo che non afferri il nesso, parti dal presupposto che ce ne sia sempre d'avanzo. Invece, parrà strano ma non possiamo essere tutti direttori di qualcosa nè tutti figli dei direttori medesimi nè tantomeno sicuri a priori di riuscire a superare le imprese dei nostri genitori. Queste persone normali, (anche) per il bene della loro discendenza hanno dovuto rinunciare a parti più o meno estese della loro vita. La vita gli stava dando poco e oggettivamente non c'era altro da fare. Togliessimo anche questo, certi baldi giovanotti di oggi cosa potrebbero sperperare? :rolleyes:
ah, allora era chiaro non solo a me il nesso, grazie grattaballe...
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se stiamo parlando di risparmi, parliamo di qualcosa che per definizione avanza.
è questo che ti sfugge, c'è chi per avere il necessario per i periodi più dispendiosi (istruzione superiore ed accademica dei figli e/o vecchiaia) accantonano PRIMA una frazione costante del proprio reddito, e POI pensano a come poter viver con quanto rimane,se strettistretti o più agiati...
 
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se stiamo parlando di risparmi, parliamo di qualcosa che per definizione avanza. La persona che non riesce, pur volendo, a garantire la possibilità di studiare ai figli, una vita relativamente buona prima della fase lavorativa e non riesce a lasciare loro nulla, non ha colpe e non rientra in questo discorso.

Per il resto ripeto, io trovo che i genitori che ne hanno la possibilità, hanno il dovere di garantire ai figli una buona formazione e il mantenimento nella fase che precede il lavoro. E i figli che ne hanno beneficiato devono ringraziare, come ho sempre fatto io. Vivere di stenti per lasciare in eredità patrimoni ai figli non rientra nei doveri dei genitori. Poi ognuno si regola di conseguenza, io non lo farei.

Sul punto che riguarda me, i miei genitori lavorano da 40 anni e sono a fine carriera. Mio padre è figlio di un ferroviere e ha iniziato facendo l'impiegato. E comunque adesso non è certo ricco, come non lo sono io.

chi vive di stenti ed e' ricco
lo fa perche' gli piace morbosamente il pensiero,
il concetto del mucchio....
Spesso questo genere i di risparmaitori ha i soldi
in contanti e/o in preziosi che puo' guardare toccare....rigirarsi tra le mani
ma non li investe nè nel fururo dei figli, nè in altro...
 
pi_greco ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non ho capito il nesso.
te lo spiego io, senza i sacrifici dei miei io non avrei potuto studiare all'università e fuori sede, e non un corso impegnativo come fisica, ma di certo posso offire di più a mia figlia come loro hanno offerto a me di più di quanto sia stato dato a loro. Un conto è fare studiare il figlio da dirigenti ed un conto da operai...
Ti invito a leggere il mio ultimo post, perché misà che non ci siamo capiti. Penso però di aver spiegato bene il mio punto di vista.
Saluti.
 
pi_greco ha scritto:
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se stiamo parlando di risparmi, parliamo di qualcosa che per definizione avanza. La persona che non riesce, pur volendo, a garantire la possibilità di studiare ai figli, una vita relativamente buona prima della fase lavorativa e non riesce a lasciare loro nulla, non ha colpe e non rientra in questo discorso.

Per il resto ripeto, io trovo che i genitori che ne hanno la possibilità, hanno il dovere di garantire ai figli una buona formazione e il mantenimento nella fase che precede il lavoro. E i figli che ne hanno beneficiato devono ringraziare, come ho sempre fatto io. Vivere di stenti per lasciare in eredità patrimoni ai figli non rientra nei doveri dei genitori. Poi ognuno si regola di conseguenza, io non lo farei.

Sul punto che riguarda me, i miei genitori lavorano da 40 anni e sono a fine carriera. Mio padre è figlio di un ferroviere e ha iniziato facendo l'impiegato. E comunque adesso non è certo ricco, come non lo sono io.

chi vive di stenti ed e' ricco
lo fa perche' gli piace morbosamente il pensiero,
il concetto del mucchio....
Spesso questo genere i di risparmaitori ha i soldi
in contanti e/o in preziosi che puo' guardare toccare....rigirarsi tra le mani
ma non li investe nè nel fururo dei figli, nè in altro...
Io sono il primo a dire che è un DOVERE dei genitori che possono permetterselo investire nel futuro dei figli. Trattasi di un comportamento che approvo in pieno, e da perseguire anche facendo sacrifici immani.

Molto semplicemente, io non vivrei di stenti per potere lasciare in EREDITA' a mio figlio un appartamento in più. Mi pare chiaro. Una volta che lo hai fatto studiare e mantenuto i doveri dei genitori si esauriscono, il resto è tutto in più.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Premesso che trovo assurdo rinunciare a soddisfare bisogni primari come l'alimentazione, la salute e l'educazione dei figli per altro, va anche detto che la vita di una persona non può ridursi al solo studiare, lavorare, fare dei figli e mantenerli e morire. Se uno non può nemmeno prendersi un caffè al bar, fumare qualche sigaretta e bere un aperitivo...
Io ho conosciuto gente con l'OSSESSIONE del risparmio. Persone che hanno vissuto e vivono privandosi di tutto per poter lasciare qualche soldo in più ai figli.

Diciamo che ognuno di noi trova la propria gioia in cose differenti.

Par dire io non prendo mai un caffè al bar, non so quanti anni sono passati dall'ultima volta. Non amo fare aperitivi, non amo viaggiare, odio le sigarette, non mi piace andare al cinema o a dei concerti. Per me la mancanza di queste cose non fa né caldo né freddo. Come del resto me ne frego altamente dei capi firmati, dell'orologio, del cellulare, del tv a led (il mio a tubo va benissimo). Siamo diversi e io dico per fortuna! Alcuni vorrebbero fossimo tutte pecore, uguali, facilmente condizionabili. Per fortuna non è così o almeno non è ancora così.

Ogni tanto mi capita di dire.. questo è benessere, siamo fortunati. Mi capita in momenti tipo quando passeggio sul lago e vedo un tramonto con la mia compagna. Quando guardo le stelle sdraiato su un prato. Trovo gioia quando sudo sulla mia vecchia bici da corsa... quanto amo pedalare, pura gioia!
Mi rallegro e gioisco quando vedo il mio giardino fiorito, oppure quando raccolgo come ieri le mie zucchine nell'orto e vedo i pomodori che crescono mentre l'insalatina spunta. Gioisco quando i miei bonsai seguono la mia educazione e sono sani e forti. Anche la mia auto, visto che siamo su un sito di auto, mi dà gioie ma non perché è nuova o premium o non so che... la mia spider mi dà gioia perché è romantica. Ecco forse sono troppo romantico è un mio difetto che mi fa rimanere fregato rispetto ai pragmatici.
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
pi_greco ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Non ho capito il nesso.
te lo spiego io, senza i sacrifici dei miei io non avrei potuto studiare all'università e fuori sede, e non un corso impegnativo come fisica, ma di certo posso offire di più a mia figlia come loro hanno offerto a me di più di quanto sia stato dato a loro. Un conto è fare studiare il figlio da dirigenti ed un conto da operai...
Ti invito a leggere il mio ultimo post, perché misà che non ci siamo capiti. Penso però di aver spiegato bene il mio punto di vista.
Saluti.
l'ho letto, quello che contesto non è la finalità ma il metodo, talvolta non basta un po' di rigore per garantire un futuro ai figli ma vere e proprie privazioni, poi se i tuoi ci sono riusciti con relativo agio, tantomeglio, io come equiparato al 9 livello, in proporzione guadagno meno (come potere d'acquisto di quanto guadagnava 30/40 anniaddietro mio padre 5 livello
 
alexmed ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Premesso che trovo assurdo rinunciare a soddisfare bisogni primari come l'alimentazione, la salute e l'educazione dei figli per altro, va anche detto che la vita di una persona non può ridursi al solo studiare, lavorare, fare dei figli e mantenerli e morire. Se uno non può nemmeno prendersi un caffè al bar, fumare qualche sigaretta e bere un aperitivo...
Io ho conosciuto gente con l'OSSESSIONE del risparmio. Persone che hanno vissuto e vivono privandosi di tutto per poter lasciare qualche soldo in più ai figli.

Diciamo che ognuno di noi trova la propria gioia in cose differenti.

Par dire io non prendo mai un caffè al bar, non so quanti anni sono passati dall'ultima volta. Non amo fare aperitivi, non amo viaggiare, odio le sigarette, non mi piace andare al cinema o a dei concerti. Per me la mancanza di queste cose non fa né caldo né freddo. Come del resto me ne frego altamente dei capi firmati, dell'orologio, del cellulare, del tv a led (il mio a tubo va benissimo). Siamo diversi e io dico per fortuna! Alcuni vorrebbero fossimo tutte pecore, uguali, facilmente condizionabili. Per fortuna non è così o almeno non è ancora così.

Ogni tanto mi capita di dire.. questo è benessere, siamo fortunati. Mi capita in momenti tipo quando passeggio sul lago e vedo un tramonto con la mia compagna. Quando guardo le stelle sdraiato su un prato. Trovo gioia quando sudo sulla mia vecchia bici da corsa... quanto amo pedalare, pura gioia!
Mi rallegro e gioisco quando vedo il mio giardino fiorito, oppure quando raccolgo come ieri le mie zucchine nell'orto e vedo i pomodori che crescono mentre l'insalatina spunta. Gioisco quando i miei bonsai seguono la mia educazione e sono sani e forti. Anche la mia auto, visto che siamo su un sito di auto, mi dà gioie ma non perché è nuova o premium o non so che... la mia spider mi dà gioia perché è romantica. Ecco forse sono troppo romantico è un mio difetto che mi fa rimanere fregato rispetto ai pragmatici.
io sono un pragmatico, ma trovo assolutamente specchiabile la tua esperienza nella mia
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
manuel46 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
dipende molto dallo stile di vita...

...molti non sanno cosa voglia dire rinunciare...

...vedo persone che fanno lavori umili e poco pagati, eppure sono sempre attaccati al cellulare e con apparecchi nuovi...

...persone che non sanno cosa mettere nel frigo o nel serbatoio o come pagare i libri di scuola dell'obbligo ai figli, o le scarpe da ginnastica, ma hanno sempre le sigarette, i caffè in capsule della pubblicità, la colazione al bar e spesso aperitivi e pasti fuori casa (occhio e croce abitudini da oltre 10? al giorno in media, ovvero 3650 almeno all'anno 3660 per i bisestili)

poi mi prendono in giro perchè io non voglio mai andare fuori, o fare lo spritz, etcetc...

Quotone galattico e almeno 20 stelle!!!
Premesso che trovo assurdo rinunciare a soddisfare bisogni primari come l'alimentazione, la salute e l'educazione dei figli per altro, va anche detto che la vita di una persona non può ridursi al solo studiare, lavorare, fare dei figli e mantenerli e morire. Se uno non può nemmeno prendersi un caffè al bar, fumare qualche sigaretta e bere un aperitivo...
Io ho conosciuto gente con l'OSSESSIONE del risparmio. Persone che hanno vissuto e vivono privandosi di tutto per poter lasciare qualche soldo in più ai figli. Roba che quando li vedi per strada pensi siano dei barboni per come vanno in giro, ma magari hanno patrimoni notevoli. I figli probabilmente avranno qualche soldo in più, ma loro hanno vissuto una vita decisamente poco piacevole.

Mi sembra che tu stia un po' estremizzando, pure io ho avuto degli avi che hanno accumulato e hanno fatto nello stesso tempo la vita di persone normali per l'epoca, ovvero povere, non c'era nemmeno la possibilità di spendere, perchè non c'era di cui comprare e la mentalità contadina, faceva si che non si dovesse avere bisogno di nulla,
quando i miei prozii, lasciarono la pianura per andare in montagna, vendettero tutto per una cifra nel '68 di 300 milioni di lire,
eppure non si sono affatto seduti all'ombra di un albero, ma hanno fatto una nuova cascina in montagna, comprando terreni, bestie ecc ecc,
In quegli anni lo sballo era andare a fare la partita di carte alla domenica e bere un mezzo litro di vino, eppure si sarebbero potuti permettere molto di più,
ora le cose si sono ribaltate,
ci sono persone che non hanno i soldi per arrivare a fine mese (cioè per campare, non parliamo di mettere da parte qualcosa per varie ed eventuali) eppure fanno tutte quelle cose che descriveva pi-greco......
Noi siamo 4 fratelli, siamo partiti da una situazione molto modesta, figli di un operaio e una casalinga, con una casa però di proprietà,
nel corso degli anni, abbiamo continuato a migliorare i nostri averi, la casa l'orto ecc, poi abbiamo avuto occasione di comprare una proprietà vicina alla nostra, nel 1980 25 milioni di lire erano una bella cifra, ma non era da farsela scappare, ci siamo guardati in faccia e abbiamo detto, ok......ognuno si svuota le tasche e vediamo se raggiungiamo la cifra, fu un esborso che ci lasciò praticamente senza una lira, poi nel corso degli anni con mutui ecc, quel rudere e quel terreno lo abbiamo rifatto da capo, ora abbiamo tutti e 4 una casa + che dignitosa, il risultato non di chissà che rinunce, ma il risultato di non aver buttato via i soldi in cose che non ti portano da qui a la, come si dice dalle mie parti,
ho sotto gli occhi due fratelli che abitano abbastanza vicino, ormai hanno 30 anni, ma sia loro che il padre, sono rimasti a come aveva lasciato il nonno,
gli piace avere la moto, la cabrio....andare al lago ecc, ma poi hanno il tetto della casa che ancora un po' gli viene in testa, però se la sera passi davanti al bar, stai certo che sono li, tra una sigaretta e un cocktail e magari fanno il w.e al mare, ok contenti loro contenti tutti, fanno girare l'economia, ma poi non si lamentino che non riescono a risparmiare almeno!
 
pi_greco ha scritto:
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se stiamo parlando di risparmi, parliamo di qualcosa che per definizione avanza. La persona che non riesce, pur volendo, a garantire la possibilità di studiare ai figli, una vita relativamente buona prima della fase lavorativa e non riesce a lasciare loro nulla, non ha colpe e non rientra in questo discorso.

Per il resto ripeto, io trovo che i genitori che ne hanno la possibilità, hanno il dovere di garantire ai figli una buona formazione e il mantenimento nella fase che precede il lavoro. E i figli che ne hanno beneficiato devono ringraziare, come ho sempre fatto io. Vivere di stenti per lasciare in eredità patrimoni ai figli non rientra nei doveri dei genitori. Poi ognuno si regola di conseguenza, io non lo farei.

Sul punto che riguarda me, i miei genitori lavorano da 40 anni e sono a fine carriera. Mio padre è figlio di un ferroviere e ha iniziato facendo l'impiegato. E comunque adesso non è certo ricco, come non lo sono io.

chi vive di stenti ed e' ricco
lo fa perche' gli piace morbosamente il pensiero,
il concetto del mucchio....
Spesso questo genere i di risparmaitori ha i soldi
in contanti e/o in preziosi che puo' guardare toccare....rigirarsi tra le mani
ma non li investe nè nel fururo dei figli, nè in altro...

cosi' scendiamo nel " Molieresco " :D
 
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
pi_greco ha scritto:
arizona77 ha scritto:
DareAvere(exTDI89) ha scritto:
Se stiamo parlando di risparmi, parliamo di qualcosa che per definizione avanza. La persona che non riesce, pur volendo, a garantire la possibilità di studiare ai figli, una vita relativamente buona prima della fase lavorativa e non riesce a lasciare loro nulla, non ha colpe e non rientra in questo discorso.

Per il resto ripeto, io trovo che i genitori che ne hanno la possibilità, hanno il dovere di garantire ai figli una buona formazione e il mantenimento nella fase che precede il lavoro. E i figli che ne hanno beneficiato devono ringraziare, come ho sempre fatto io. Vivere di stenti per lasciare in eredità patrimoni ai figli non rientra nei doveri dei genitori. Poi ognuno si regola di conseguenza, io non lo farei.

Sul punto che riguarda me, i miei genitori lavorano da 40 anni e sono a fine carriera. Mio padre è figlio di un ferroviere e ha iniziato facendo l'impiegato. E comunque adesso non è certo ricco, come non lo sono io.

chi vive di stenti ed e' ricco
lo fa perche' gli piace morbosamente il pensiero,
il concetto del mucchio....
Spesso questo genere i di risparmaitori ha i soldi
in contanti e/o in preziosi che puo' guardare toccare....rigirarsi tra le mani
ma non li investe nè nel fururo dei figli, nè in altro...
Io sono il primo a dire che è un DOVERE dei genitori che possono permetterselo investire nel futuro dei figli. Trattasi di un comportamento che approvo in pieno, e da perseguire anche facendo sacrifici immani.

Molto semplicemente, io non vivrei di stenti per potere lasciare in EREDITA' a mio figlio un appartamento in più. Mi pare chiaro. Una volta che lo hai fatto studiare e mantenuto i doveri dei genitori si esauriscono, il resto è tutto in più.

ma e' questo che non esiste....
il personaggio da te descritto non pensa assolutamente di lasciare di piu' agli altri, si gode a suo modo il presente.
Pensa solo disperatamente a quando dovra' separarsi dai suoi amati beni
 
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