Ieri ho guardato su un canale youtube un intervista ad Andrea Pontremoli, AD della Dallara. Mi è piaciuta tanto che l'ho guardato e riguardato più volte, da diversi spunti di riflessione anche a chi non si occupa del settore automotive, come me. Ad un certo punto si parla di mobilità e micro mobilità, si parla di città a 2 piani, sopra zona pedonale e sociale sotto solo mobilità privata e pubblica. Si parla pure di micro mobilità, la bicicletta, il monopattino....ecco secondo me anche qui c'è da riflettere e dividere una volta per tutte la mobilità in funzione della distanza. Lui dice, peso 80kg e per spostarmi uso una cosa che ne pesa 1600, occupo 30cm quadrati e ne occupo 15 metri quadri, una follia! Specie se tutto poi si traduce a ritrovarsi incolonnati alle 7,30 del mattino in tangenziale, da soli in macchina per andare a lavorare in un luogo in cui non gliene frega a nessuno che sei lì (si riferisce allo smart working forzato che adesso in tanti stanno provando). Non so se posso citare il canale youtube in cui c'è questa intervista (dovrebbe essere una testata concorrente) ma cercatela, è molto interessante.
A mio parere ha ragione quando parla di micro mobilità, l'incentivare il trasporto a breve raggio su monopattino e bicicletta, l'unico modo per snellire le città e ridurre sia traffico che inquinamento.
A mio parere ha ragione quando parla di micro mobilità, l'incentivare il trasporto a breve raggio su monopattino e bicicletta, l'unico modo per snellire le città e ridurre sia traffico che inquinamento.