<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> riflessioni sulla mobilità | Il Forum di Quattroruote

riflessioni sulla mobilità

Ieri ho guardato su un canale youtube un intervista ad Andrea Pontremoli, AD della Dallara. Mi è piaciuta tanto che l'ho guardato e riguardato più volte, da diversi spunti di riflessione anche a chi non si occupa del settore automotive, come me. Ad un certo punto si parla di mobilità e micro mobilità, si parla di città a 2 piani, sopra zona pedonale e sociale sotto solo mobilità privata e pubblica. Si parla pure di micro mobilità, la bicicletta, il monopattino....ecco secondo me anche qui c'è da riflettere e dividere una volta per tutte la mobilità in funzione della distanza. Lui dice, peso 80kg e per spostarmi uso una cosa che ne pesa 1600, occupo 30cm quadrati e ne occupo 15 metri quadri, una follia! Specie se tutto poi si traduce a ritrovarsi incolonnati alle 7,30 del mattino in tangenziale, da soli in macchina per andare a lavorare in un luogo in cui non gliene frega a nessuno che sei lì (si riferisce allo smart working forzato che adesso in tanti stanno provando). Non so se posso citare il canale youtube in cui c'è questa intervista (dovrebbe essere una testata concorrente) ma cercatela, è molto interessante.
A mio parere ha ragione quando parla di micro mobilità, l'incentivare il trasporto a breve raggio su monopattino e bicicletta, l'unico modo per snellire le città e ridurre sia traffico che inquinamento.
 
Tutte le persone che non devono per forza lavorare su un oggetto in una sede aziendale dovrebbero fare smart working da subito con aggiornamenti mensili in azienda uno o due giorni al mese. La didattica a distanza invece va un attimo pensata meglio, ma solo dalle medie in poi. In questo modo si risolverebbe una marea di problemi legati direttamente o indirettamente al consumo di combustibili senza causarne di nuovi.
 
Ma andate in ufficio in 200 per editare documenti nemmeno riservati, è stupido..
ovvio tutti i lavori non sono uguali ma adesso stiamo cominciando a capire che forse forse qualcosa si può fare a casa senza necessariamente spostarsi in ufficio, o magari non farlo tutti i giorni. Poi è chiaro il manettiere non può fare smartworking ne tantomeno il negozio d'abbigliamento
 
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ovvio tutti i lavori non sono uguali ma adesso stiamo cominciando a capire che forse forse qualcosa si può fare a casa senza necessariamente spostarsi in ufficio, o magari non farlo tutti i giorni. Poi è chiaro il manettiere non può fare smartworking ne tantomeno il negozio d'abbigliamento

I negozi d'abbigliamento lavorano moltissimo online, ce n'è uno molto fashion (con prezzi non popolari) di Firenze per esempio che è nato come negozio fisico negli anni '80, ma ora credo fatturi enormemente di più online.
Ci sono pro e contro, i contro sono dati dal fatto che viene a mancare il rapporto (anche di fiducia, disponibilità, il miglior servizio) col negozio fisico specie se piccolo; ma credo che anche i piccoli negozi (forse incluso anche il panettiere...) dovranno attrezzarsi per vendere online e consegnare a domicilio. Anche per i ristoranti la tendenza è la stessa. Un po' per tutto il commercio. Il negozio o il locale fisico sta diventando qualcosa dove si può provare e toccare, che assomiglia più a uno showroom, per poi ordinare e acquistare comodamente su internet.
Certo i lavoratori non faranno smartworking (ma lo potrebbe fare chi si occupa degli ordini online, della piattaforma. e del servizio clienti) questo sì, ma lavoreranno in modo diverso
 
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fin quando i responsabili concepiscono il lavoro come quantitativo e non qualitativo, preferiranno monitorare fisicamente la presenza della persona per "controllare" che lavori.
La qualità a volte conta come la quantità. Bisogna capire che si deve lavorare per obiettivi: entro la data X devi fare questo, quando e come ti pare, ma fallo e bene. Dove applicabile.
 
Ieri ho guardato su un canale youtube un intervista ad Andrea Pontremoli, AD della Dallara. Mi è piaciuta tanto che l'ho guardato e riguardato più volte, da diversi spunti di riflessione anche a chi non si occupa del settore automotive, come me. Ad un certo punto si parla di mobilità e micro mobilità, si parla di città a 2 piani, sopra zona pedonale e sociale sotto solo mobilità privata e pubblica. Si parla pure di micro mobilità, la bicicletta, il monopattino....ecco secondo me anche qui c'è da riflettere e dividere una volta per tutte la mobilità in funzione della distanza. Lui dice, peso 80kg e per spostarmi uso una cosa che ne pesa 1600, occupo 30cm quadrati e ne occupo 15 metri quadri, una follia! Specie se tutto poi si traduce a ritrovarsi incolonnati alle 7,30 del mattino in tangenziale, da soli in macchina per andare a lavorare in un luogo in cui non gliene frega a nessuno che sei lì (si riferisce allo smart working forzato che adesso in tanti stanno provando). Non so se posso citare il canale youtube in cui c'è questa intervista (dovrebbe essere una testata concorrente) ma cercatela, è molto interessante.
A mio parere ha ragione quando parla di micro mobilità, l'incentivare il trasporto a breve raggio su monopattino e bicicletta, l'unico modo per snellire le città e ridurre sia traffico che inquinamento.
Se mi parli di mobilità, io mi arrabbio: In una delle aziende che ho sotto casa ci avevo una volta fatto il colloquio e mi avevano chiesto se avevano l'auto! Sotto Casa!
 
Guarda, io mi sono mangiato il lavoro dicendogli in modo arrabbiato " Ma a voi che cosa interessa se ho la macchina quando abito qua vicino e posso venire a lavorare a piedi?". Neanche ti davano (ti danno) la possibilità di farti prendere l'auto con il tuo sudore. :emoji_angry:

Eh, hai peccato di ingenuità e di inesperienza.
Se ci tenevi veramente a quel lavoro, dovevi fare buon viso e dirgli che ce l'avevi sì la macchina... anche più di una! (contando tutte quelle che avete in famiglia).
 
Eh, hai peccato di ingenuità e di inesperienza.
Se ci tenevi veramente a quel lavoro, dovevi fare buon viso e dirgli che ce l'avevi sì la macchina... anche più di una! (contando tutte quelle che avete in famiglia).
Si ma che cosa pretendono tutti quando sei fresco di diploma? Che tu abbia già l'auto sotto il sedere? Poi aggiungici che abbiamo dei politicanti, comici e quant'altro che pensano che abbiamo tutto a portata di mano e l'auto sia solo qualcosa di cui farne a meno. :emoji_angry:
 
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