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Referendum in quel di Bologna....il risultato

Cometa Rossa ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
belpietro ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
il costo sostenuto dalla collettività sono convinto che sia molto più alto di quel che si dice, pertanto, chiamarla privata è solo fumo negli occhi.

ah, se sei convinto tu, sarà certamente così.

Te l'ho dimostrato, se sai leggere.

Dove? Nel discorso detrazioni? Quelle le prende qualsiasi edificio "privato" (io ho rifatto il tetto al capannone l'anno scorso, che non è un capannone pubblico). E quindi dove starebbe il maggior costo per lo stato? Il costo per lo stato sono le sovvenzioni pubbliche, altri non ce ne sono.

Si parla di strutture che hanno molteplici livelli di interazione sia con i cittadini che con il pubblico. Secondo me, ogni forma di aiuto che serva a far muovere la macchina è indebito. (ho parlato anche dei contratti particolari per l'insegnamento).
 
nafnlaus ha scritto:
Si parla di strutture che hanno molteplici livelli di interazione sia con i cittadini che con il pubblico. Secondo me, ogni forma di aiuto che serva a far muovere la macchina è indebito. (ho parlato anche dei contratti particolari per l'insegnamento).

Sinceramente, dal mio punto di vista, che tu cambi gli infissi o che una scuola rifaccia il tetto non cambia nulla, sempre soldi dello stato, sotto forma di detrazioni, sono.
Sui contratti sinceramente non sono aggiornato
 
Esperienza personale: figlio in asilo parrocchiale, peraltro molto buono, a Cinisello B. La scuola riceve 20.000 euro di contributo dal comune, per circa 120 bambini, che in un asilo comunale costano oltre 500.000 euro. Facciamo i conti della serva, non è difficile calcolare il risparmio. Se lo stato e il contribuente ha addirittura un risparmio in questi servizi, credo che il dettato costituzionale sia sostanzialmente rispettato.
Possiamo poi tener presenti molti altri fatti, forse non oggettivi come i conti con gli euri, ma altrettanto veri. Ne cito un paio che mi vengono in mente: Assicuro che la gestione dei soldi nell'asilo "privato" è assai attenta: chiunque entra non ha la sensazione di "luogo di nessuno" di molte scuole statali, in cui ti accolgono sin dall'ingresso tavoli o materiale abbandonato, cianfrusaglie, incuria, e altro. Il tutto costa al privato almeno il 30% in meno.
Il personale deve avere le qualifiche necessarie, e i controlli, almeno qui da noi, sono presenti e attenti. Per le scuole statali non è richiesto di adempiere a normative alle quali il privato non può sgarrare. Mi piacerebbe che un ente indipendente controllasse strutture statali e non.
 
Cometa Rossa ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
Si parla di strutture che hanno molteplici livelli di interazione sia con i cittadini che con il pubblico. Secondo me, ogni forma di aiuto che serva a far muovere la macchina è indebito. (ho parlato anche dei contratti particolari per l'insegnamento).

Sinceramente, dal mio punto di vista, che tu cambi gli infissi o che una scuola rifaccia il tetto non cambia nulla, sempre soldi dello stato, sotto forma di detrazioni, sono.

permettimi, è una ricostruzione piuttosto farraginosa.

primo punto: se un asilo privato ricostruisce un tetto, non ha sgravi né vantaggi. il costo è 100% del privato.
se lo ricostruisce l'asilo pubblico (cosa che purtroppo succede molto meno di frequente di quanto sarebbe cosa buona) il costo è 100% del Comune.

secondo punto: se si sostituiscono i serramenti e l'asilo è pubblico, il costo è 100% del Comune
se l'asilo è privato, il costo per il Comune è comunque Zero.
eventualmente (ma solo eventualmente) lo Stato concede una agevolazione fiscale del 56% (quindi comunque Pantalone ha risparmiato il 44%, e lo fa nei confronti di chiunque per ragioni che non riguardano le scuole/asili)
dico "eventualmente" perché l'agevolazione non è un contributo ma una detrazione; e per avere detrazione bisogna avere un utile, e gli asili privati religiosi usualmente lavorano per uno stretto pareggio di bilancio o con una piccola perdita, quindi l'agevolazione non la fruiscono

che economicamente gli asili religiosi siano un risparmio per la fiscalità generale è nella natura stessa delle cose, visto che ci sono:
- un ente che si accolla una parte dei costi, cominciando dagli ammortamenti degli immobili;
- contribuzioni volontarie private che in altri Paesi vengono ricevute dalla scuole pubbliche (e uno potrebbe chiedersi il perché)
- le famiglie che si accollano una retta che è sempre superiore a quelle degli asili comunali

poi si può essere contrari per principio alla istruzione privata, e soprattutto a che la istruzione / formazione sia erogata da enti religiosi o comunque caratterizzati da una impostazione educativa e culturale non laica; che è la reale motivazione di questa iniziativa referendaria.
 
Siamo sicuri che i soldi alle private siano solo quelli del Comune e che non vi siano anche fondi dallo Stato?
Riporto un paragrafo di un articolo che ho appena trovato in rete:
"Le cifre sono ingenti: ?L?iniziale finanziamento del Comune di Bologna di £ 463.500.000 alle scuole private paritarie, in 15 anni si è quadruplicato, arrivando ad ? 1.055.000. Tutti sommati, i contributi pubblici per sezione privata passano da £ 16.295.000 ad ? 28.183, ovvero sono più che triplicati. Anche il contributo del Ministero della Pubblica Istruzione, in 10 anni, presenta un aumento del 650%. Sono questi aumenti in linea con l?aumento del costo della vita? Nient?affatto, come si può facilmente verificare dalla serie storica dei dati statistici, quando, tra il 1995 e il 2010, il costo della vita è aumentato del 44,4%?. (fonte: Comitato Articolo 33)."
http://www.leggioggi.it/2013/05/25/bologna-un-referendum-ideologico-ed-impegnativo-scuola-statale-vs-scuola-paritaria/

Ora mi chiedo, se si prendono in esame i costi per il Comune non sarebbe corretto defalcare i contributi del Ministero della pubblica istruzione? Siete così certi del fatto che le scuole pubbliche a Bologna costassero di più?
Ricordo ancora che l'ultimo centro di formazione professionale pubblico a Bologna (il CFP San Petronio) fu fatto chiudere perchè troppo efficiente ed era in grado di organizzare i corsi a prezzi troppo bassi rispetto ai privati che dovevano perciò adeguarsi. Una volta eliminato lo scomodo riferimento pubblico ecco l'assalto ai fondi europei.
E la stessa cosa succede anche nell'ambito della sanità in ambito nazionale.
Bisogna smettere di aggirare la Costituzione, lo Stato deve garantire a tutti i cittadini poche cose fondamentali, scuola, sanità, ordine pubblico e difesa, ma lo deve fare in proprio; se qualcuno per i primi due punti vuole provvedere autonomamente deve essere libero di farlo, ma a proprie spese mi pare persino ovvio.
 
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