Poco fa, rientrando in studio, ho assistito a un incidente. Un'auto ha preso in pieno sul fianco una ragazza in bicicletta. I testimoni hanno affermato che l'auto è passata con il rosso, io non saprei dire, perchè ho visto solo dal momento dell'impatto in poi. Vi assicuro che è stato come vedere il tutto al rallantetatore, dall'impatto con l'auto, fino alla violenta caduta sull'asfalto. Per fortuna la macchina non andava veloce, però la ragazza ha sbattuto violentemente sul cofano e parabrezza della Classe A poi è stata scaraventata a 4/5 metri di distanza con la bicicletta dove ha sbattuto violentemente con il bacino e la testa sull'asfalto.
Avendo assistito sono corso subito in aiuto della ragazza che era ovviamente sotto shock.
Non presentava ferite evidenti con emorragie esterne, dopo un primo momento di smarrimento dovuto allo shock è rientrata in se. Essendo intervento per primo con un altro passante abbiamo "diretto" le operazioni evitando che la facessero alzare in piedi o che le dessero acqua da bere. Mentre ci occupavamo di lei cercando di rassicurarla e farla respirare con calma le abbiamo fatto chiamare il padre per informarlo dell'accaduto. Così abbiamo avuto conferma che pur shoccata era viglie e lucida.
Parallelamente abbiamo detto agli altri passanti di chimare il 118 e i vigili.
Nel giro di 5/7 minuti abbiamo consegnato la ragazza nelle mani dei lettighieri, poi raggiunti dai medici dell'auto medica.
Spero che la ragazza non abbia conseguenze gravi e le faccio tutti i miei auguri di pronta guarigione.
Nell'emergenza ho notato che le varie persone che sono intervenute si sono dimostrate tutte desiderose di dare una mano e di collaborare.
Dal motociclista di passaggio (che si offerto anche di fare il testimone) ai professionisti in giacca e cravatta, alle signore con la spesa.
Il segno di un paese civile.
Avendo assistito sono corso subito in aiuto della ragazza che era ovviamente sotto shock.
Non presentava ferite evidenti con emorragie esterne, dopo un primo momento di smarrimento dovuto allo shock è rientrata in se. Essendo intervento per primo con un altro passante abbiamo "diretto" le operazioni evitando che la facessero alzare in piedi o che le dessero acqua da bere. Mentre ci occupavamo di lei cercando di rassicurarla e farla respirare con calma le abbiamo fatto chiamare il padre per informarlo dell'accaduto. Così abbiamo avuto conferma che pur shoccata era viglie e lucida.
Parallelamente abbiamo detto agli altri passanti di chimare il 118 e i vigili.
Nel giro di 5/7 minuti abbiamo consegnato la ragazza nelle mani dei lettighieri, poi raggiunti dai medici dell'auto medica.
Spero che la ragazza non abbia conseguenze gravi e le faccio tutti i miei auguri di pronta guarigione.
Nell'emergenza ho notato che le varie persone che sono intervenute si sono dimostrate tutte desiderose di dare una mano e di collaborare.
Dal motociclista di passaggio (che si offerto anche di fare il testimone) ai professionisti in giacca e cravatta, alle signore con la spesa.
Il segno di un paese civile.