Day 2. Se il primo contatto è stato breve, pochi chilometri su un percorso trafficato e molto lento, oggi riprendiamo posto al volante della nostra Octavia per affrontare un tratto più lungo, quasi prevalentemente autostradale. Ci aspettano tre ore di marcia, sei considerando anche il ritorno, da affrontare a velocità sostenuta. Diciamo 140 orari di tachimetro per rientrare nei limiti del Codice della strada, mantenendo però una buona andatura. A parte la sorprendente souplesse del motore, che tiene il ritmo con grande naturalezza e senza alzare il tono della voce, è subito evidente che a bordo si viaggia bene, in un?atmosfera ovattata, comodamente accolti sui sedili robusti di morbida pelle (optional). E, soprattutto, con tanto spazio a disposizione. Ce n?è in abbondanza per i posti anteriori, ma anche per le gambe (e la testa) di chi siede dietro. L?accoglienza è ottima per quattro, un po? più sacrificata se si aggiunge un quinto passeggero alla compagnia, a causa soprattutto del tunnel centrale molto alto che sborda abbondantemente tra i due sedili anteriori. Tutti godono dell?ottimo lavoro delle sospensioni, efficacissime sulle irregolarità lunghe, un po? più rigide su quelle secche, come per esempio i giunti dei viadotti autostradali. E poi, non si può fare a meno di notare il silenzio che pervade l?abitacolo, indice di un eccellente lavoro di insonorizzazione. Solo quando si è costretti per un breve tratto a spingere un po? di più, magari per togliersi da una situazione difficile, cominciano a manifestarsi piccoli disturbi aerodinamici, che però non provocano alcun tipo di fastidio. Insomma, dopo quasi cinquecento chilometri scendiamo dalla Skoda perfettamente riposati, senza nemmeno aver potuto sfruttare la sosta all?autogrill per il pieno. Del resto, il serbatoio è ancora quasi mezzo pieno quando chiudo la basculante del box. Marco Ghezzi, redazione Prove su strada
Alla grande insomma!