<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Qual'è il decennio che preferite? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Qual'è il decennio che preferite?

Sono del 1976. Il periodo più significativo per me sono stati sicuramente gli anni '90: sono stati gli anni della mia adolescenza, dei miei cambiamenti e dei quali conservo la spensieratezza e i ricordi più belli ... :)
Tuttavia, ogni decennio ha il suo fascino e il suo perché, anche l'attuale. Il periodo che non ho vissuto e sarei stato curioso di vivere, probabilmente sono gli anni 70: puro rock 'n roll! ;)
 
bumper morgan ha scritto:
gli anni '60
dai Beatles ai figli dei fiori a woodstock

Indubbiamente anche gli anni '60 sono stati belli, li metterei al 2° posto. I Beatles un mito, e poi c'erano le Giulia berlina e GT, altri miti (per me). Le canzoni erano spensierate e romantiche. Si, grandi anni anche quelli.
 
ch4 ha scritto:
Io sono del 1951 e debbo dire che anche a me piacerebbe riassaporare quel clima. Debbo dire che la sensazione che provo, ripensando alla mia infanzia (a Bologna, non in un paesino sperduto) era di assoluta consapevolezza che le cose stessero andando sempre meglio e anche che la povertà di quei tempi era sopportabilissima perchè condivisa e perchè unita alla consapevolezza dei miglioramenti che si facevano.
Il ricordo più bello è legato all'estate, allora nessuno aveva ancora il frigorifero e passava il carretto a vendere il ghiaccio e qualche volta ci si poteva permettere da bambini la gioia di una scheggia regalata o comprata con una o due lire.
Cose che, a ripensarle ora mi paiono irreali, come se accadute ad un altro,

Beh, siamo quasi coetanei perché io sono nato ad aprile del '54. Io sono nato in una famiglia per fortuna abbastanza benestante. Mio padre già a 32 anni era funzionario di banca, quindi non ricordo una casa senza frigorifero e TV, che avevamo entrambi già quando avevo 3 anni (data minima che ricordo).
Si, comunque ci si accontentava di poco: una bicicletta con cui scorrazzare in giardino o in cortile, un'automobilina a pedali, un pallone da prendere a calci con gli amici.
 
arizona77 ha scritto:
Sono del 52.....
Inutile dire che gli anni piu' belli per me sono stati dal 70
( prima auto ) al 78....
( anno in cui e' nato mio figlio, anche se parzialmente rovinato perche' ho cominciato a lavorare :D ).
Scherzo, fino al 97,
anche lavorare mi ha dato grandi soddisfazioni ;)

Anche per me gli anni più belli sono stati i '70, quelli di studente e poi fidanzato. Gli anni di Gloria Gaynor, di "Long train running", della "Febbre del sabato sera", della trilogia mondiale automobilistica del 1975 (Ferrari, Lancia, Alfa Romeo), Parlo ovviamente del "vissuto".

Però adoro gli anni '50 per i motivi anzidetti.

A ben pensarci però ogni stagione della vita ha i propri lati positivi. Ora che sono in pensione ho più tempo e voglia per i viaggi, le gite, le passeggiate a piedi, le uscite la sera e............internet. ;) :D E poi c'è la nipotina.........
 
Indubbiamente i 70! Ero piccolo ma non troppo.
Secondo me gli ultimi anni umani prima dell'arrivo della tecnologia.
Le telefonate con il gettone, le notizie dal giornale, giocare per la strada, tutti si conoscevano, si poteva girare di notte per i paesi e per i boschi senza temere nulla, c'erano ancora le lucciole (gli insetti intendo), gli Stones alla radio...
Non c'era la globalizzazione; al massimo si lavorava a 10 km da casa. La lingua straniera era il francese, e solo pochi la conoscevano.
Le vacanze al mare erano al massimo in Liguria, altro che aereo e all-inclusive.
Mi è capitato di recente di rivedere in TV una corsa ciclistica degli anni 70, cui rischio di aver assistito seduto lungo la strada ad attendere il lancio dei biscotti dello sponsor: pubblico in canottiera, niente transenne, auto e moto al seguito che parevano prestate dal cugino. E i campioni, come i ragazzi del paese: Moser, Saronni, Gavazzi... facce da bravi ragazzi, fisici normali, parlata genuina. Addirittura dispiaciuti l'un con l'altro per aver vinto.
Altri tempi davvero. Forse idealizzo io, ma davvero era un altro mondo.
Con gli 80, gli yuppies, la Milano da bere, ecc. è cominciata la disumanizzazione.
 
Però si, devo ammettere che per me che amo viaggiare la cosa più bella degli anni 2.0 è il calo dei prezzi dei viaggi in aereo.
Al secondo posto forse metterei lo smartphone.
 
pilota54 ha scritto:
Però si, devo ammettere che per me che amo viaggiare la cosa più bella degli anni 2.0 è il calo dei prezzi dei viaggi in aereo.
Al secondo posto forse metterei lo smartphone.

Pero' c'e' una differenza bestiale.
Quando viaggiavamo noi non c' era il caos di oggi.
Nel 77 andai alle Canarie.....sul Boeing eravamo noi, 2 di TS, 2 di VI.....
Poi l' apocalisse di connazionali.....voli diretti da BO di soli compatriotti :D
 
pilota54 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Io sono del 1951 e debbo dire che anche a me piacerebbe riassaporare quel clima. Debbo dire che la sensazione che provo, ripensando alla mia infanzia (a Bologna, non in un paesino sperduto) era di assoluta consapevolezza che le cose stessero andando sempre meglio e anche che la povertà di quei tempi era sopportabilissima perchè condivisa e perchè unita alla consapevolezza dei miglioramenti che si facevano.
Il ricordo più bello è legato all'estate, allora nessuno aveva ancora il frigorifero e passava il carretto a vendere il ghiaccio e qualche volta ci si poteva permettere da bambini la gioia di una scheggia regalata o comprata con una o due lire.
Cose che, a ripensarle ora mi paiono irreali, come se accadute ad un altro,

Beh, siamo quasi coetanei perché io sono nato ad aprile del '54. Io sono nato in una famiglia per fortuna abbastanza benestante. Mio padre già a 32 anni era funzionario di banca, quindi non ricordo una casa senza frigorifero e TV, che avevamo entrambi già quando avevo 3 anni (data minima che ricordo).
Si, comunque ci si accontentava di poco: una bicicletta con cui scorrazzare in giardino o in cortile, un'automobilina a pedali, un pallone da prendere a calci con gli amici.
Probabilmente quei tre anni di differenza ti impediscono di ricordare gli anni immediatamente prima del boom economico.
Io abitavo in una zona impiegatizia (allora vi era parecchia differenza salariale tra impiegati ed operai) e vi erano anche medici, ingegneri ed altri professionisti, ma prima del 1955 (all'incirca, vado a memoria) il frigorifero in casa non c'era praticamente in nessuna casa, il televisore nel nostro condominio lo comprò un signore che poi invitava a vedere i quiz di Mike.
A proposito di Mike ricordo anche che tanti cinematografi erano costretti ad avere anche un televisore per mostrare Mike altrimenti avrebbero avuto le sale vuote.
Anche nel 1960 (olimpiadi di Roma) tra tutti i miei compagni di classe solamente uno aveva la TV ed anche in cortile c'erano solo due vespe ed un furgone di un fioraio con l'avviamento a manovella per 24 famiglie.
Insomma, nei miei ricordi il benessere diffuso iniziò in sordina sul finire degli anni 50 per scoppiare poi nei 60.
 
Mah, chiederò a mia madre, che ha 84 anni, quando sono arrivati a casa frigorifero e TV. La televisione comunque ha esattamente la mia età: è arrivata in Italia nel 1954 e credo che noi siamo stati tra i primi ad averla.

Una delle prime cose che ricordo della TV è la mitica Milva che canta "Milord", una bella canzone del 1959 che poi ho scoperto essere una cover dell'omonima canzone cantata da Edith Piaf. Poi "Il Musichiere" condotto da Mario Riva (in onda dal 1957 al 1960), del quale non mi perdevo una puntata, e "Lascia o raddoppia" del leggendario Mike Bongiorno, oltre ovviamente ai primi Festival di Sanremo. Quando Mario Riva nel settembre 1960 morì cadendo banalmente in uno spazio vuoto all'arena di Verona piansi per diversi giorni perchè era un mio beniamino.

Mitica anche la vittoria di Berruti a Roma 1960, che vidi in diretta TV! :D
 
ch4 ha scritto:
pilota54 ha scritto:
ch4 ha scritto:
Io sono del 1951 e debbo dire che anche a me piacerebbe riassaporare quel clima. Debbo dire che la sensazione che provo, ripensando alla mia infanzia (a Bologna, non in un paesino sperduto) era di assoluta consapevolezza che le cose stessero andando sempre meglio e anche che la povertà di quei tempi era sopportabilissima perchè condivisa e perchè unita alla consapevolezza dei miglioramenti che si facevano.
Il ricordo più bello è legato all'estate, allora nessuno aveva ancora il frigorifero e passava il carretto a vendere il ghiaccio e qualche volta ci si poteva permettere da bambini la gioia di una scheggia regalata o comprata con una o due lire.
Cose che, a ripensarle ora mi paiono irreali, come se accadute ad un altro,

Beh, siamo quasi coetanei perché io sono nato ad aprile del '54. Io sono nato in una famiglia per fortuna abbastanza benestante. Mio padre già a 32 anni era funzionario di banca, quindi non ricordo una casa senza frigorifero e TV, che avevamo entrambi già quando avevo 3 anni (data minima che ricordo).
Si, comunque ci si accontentava di poco: una bicicletta con cui scorrazzare in giardino o in cortile, un'automobilina a pedali, un pallone da prendere a calci con gli amici.
Probabilmente quei tre anni di differenza ti impediscono di ricordare gli anni immediatamente prima del boom economico.
Io abitavo in una zona impiegatizia (allora vi era parecchia differenza salariale tra impiegati ed operai) e vi erano anche medici, ingegneri ed altri professionisti, ma prima del 1955 (all'incirca, vado a memoria) il frigorifero in casa non c'era praticamente in nessuna casa, il televisore nel nostro condominio lo comprò un signore che poi invitava a vedere i quiz di Mike.
A proposito di Mike ricordo anche che tanti cinematografi erano costretti ad avere anche un televisore per mostrare Mike altrimenti avrebbero avuto le sale vuote.
Anche nel 1960 (olimpiadi di Roma) tra tutti i miei compagni di classe solamente uno aveva la TV ed anche in cortile c'erano solo due vespe ed un furgone di un fioraio con l'avviamento a manovella per 24 famiglie.
Insomma, nei miei ricordi il benessere diffuso iniziò in sordina sul finire degli anni 50 per scoppiare poi nei 60.

per la precisione:
Mike andava il Sabato, poi a rivolta dei cinematografari
( causa impianti semivuoti ),
fu spostato al giovedi....
Che poi resto' il giorno sacro al quitz.
 
arizona77 ha scritto:
pilota54 ha scritto:
Però si, devo ammettere che per me che amo viaggiare la cosa più bella degli anni 2.0 è il calo dei prezzi dei viaggi in aereo.
Al secondo posto forse metterei lo smartphone.

Pero' c'e' una differenza bestiale.
Quando viaggiavamo noi non c' era il caos di oggi.
Nel 77 andai alle Canarie.....sul Boeing eravamo noi, 2 di TS, 2 di VI.....
Poi l' apocalisse di connazionali.....voli diretti da BO di soli compatriotti :D

concordo sui viaggi, ma gli italiani sono sempre stati un popolo di viaggiatori, ed ora con le possibilità che si hanno lo siamo ancora di più.Ovviamente le mete tra virgolette più a portata di mano, sia come distanza che come costi sono diventate più affollate, ma se ci si indirizza verso destinazioni meno ricercate ,ma spesso altrettanto interessanti, si ritrova un poco quel clima che dicevate voi.
Per lo smartphone caro pilota invece vado un poco controcorrente e come espresso in un altro post secondo me è diventato più una schiavitù che un opportunità
 
Sono nato a metà anni 80, e quel poco che mi ricordo lo ricordo con piacere.

Ho vissuto poi gli anni 90.

Non saprei quale preferire tra questi decenni che ho conosciuto.

Forse i primi 80/90, perchè la vita era meno "semplice" e i contatti umani veri e diretti.

Sinceramente, a parte tutti voi del forum, il resto dei social network (e il loro condizionamento obbligatorio della nostra vita) li eviterei volentieri, perchè mi hanno stancato.
 
Il mio decennio preferito é il prossimo venturo.
Subito dopo, in ordine di gradimento, preferisco quello seguente. ;)

Mi piacciono le cose nuove, ben più di quelle vecchie. :D
 
Musicalmente, anni '70 e '80.
Economicamente, splendidi gli '80 ma non male nemmeno i '90 fino al 2005/2006. L'ultimo decennio fa schifo.
I rapporti umani "veri" prescindono dalle epoche, al limite si rafforzano quelli genuini nell'era dei rapporti falsamente facilitati dalla rete.
Ho un certo ottimismo per il prossimo decennio.
 
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