key-one ha scritto:
...coniugare il risanamento pubblico e la lotta agli sprechi senza deprimere l'economia...
Io parto dal presupposto che sia semplicemente irrazionale, dopo che una persona si è assuefatta ad una qualche forma di dipendenza (droga, alcool, gioco d'azzardo, doping...), pensare che quella persona possa recuperare una decente condizione di salute fisica e mentale
senza passare attraverso un periodo di
"depressione", ovvero più o meno profondo malessere.
Promettere all'atleta intossicato che potrà liberarsi dal suo problema senza alcun calo delle prestazioni agonistiche e senza particolari difficoltà e sofferenze mi sembrerebbe assai disonesto; certo potrei in tal modo risultargli più simpatico di chi invece gli parlasse di inevitabili dure crisi di astinenza, lunga o lunghissima assenza dal podio, forte calo di popolarità ecc. e potrei quindi piacergli di più (magari "voterebbe" per me come suo consulente), ma di certo
non sarei
onesto nei suoi confronti e soprattutto
non lo aiuterei affatto a
risolvere sul serio i suoi problemi.
...stimolarla senza deturpare il paesaggio e credo che non sia affatto impossibile. Perchè per esempio non incrementare il restauro...
Restauro, riqualificazione energetica, recupero di costruzioni già esistenti ma abbandonate (costruiamo nuovi capannoni industriali nonostante siano sempre più numerosi quelli "vecchi" che sono vuoti) e anche, perché no, demolizione di tante porcherie realizzate per scopi lontani anni luce dalla rispettabilità.
Se avessimo un briciolo di senno, non costruiremmo più nemmeno un solo nuovo edificio prima di aver utilizzato a dovere quelli già esistenti.
A quanto pare, però, il senno è diventato dannoso, nemico dello "sviluppo" (di cosa, poi?), della "crescita", dei posti di lavoro ecc. ecc.
...nessuno vuole tornare alla povertà e semi-povertà e mi sembra pure più che giusto...
Sul
"più che giusto" ho delle riserve. Nessuno vuole prendere la medicina, specie se è amara, ma ciò non significa che sia giusto, quando si è ammalati, rifiutare di prendere la medicina.
Poi bisogna anche vedere cosa si intende per povertà e per "uscita dalla povertà". Tenersi la macchina "vecchia" anziché indebitarsi per anni per "comprare" una macchina nuova non mi sembra classificabile come povertà, eppure è proprio quello che molti da tanti anni si sono rifiutati di fare, a giudicare dall'enorme successo che hanno avuto gli acquisti
finti (auto, elettrodomestici, vacanze...), ovvero fondati sul debito, su una sorta di gioco d'azzardo, sull'impiego di denari che
forse si guadagneranno in futuro.