<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Poveri orafi... | Page 10 | Il Forum di Quattroruote

Poveri orafi...

dubbioso80 ha scritto:
era per spiegare come a volte un autonomo può farsi un anno a guadagno 0 o si trovi costretto ad evadere
io per esempio se potessi lo farei, su quei 30mila ci ho già pagato tutto

di stipendiati truffati dai proprii datori di lavoro ne è piena la cronaca. Purtroppo. E questi manco possono evadere come dici tu.

Siamo alle solite, gli onesti pagano e a volte pagano e se la prendono nel qlo.
I disonesti hanno molti problemi in meno.
 
Grattaballe ha scritto:
HomerJ-2 ha scritto:
Ovviamente c'è autonomo e autonomo, era per non mettersi a fare infinite precisazioni sulla "categoria". Ma, sarà anche un parere personale e figlio di mancanza di esperienza nel settore (che non nego), continuo a non credere allo stipendio netto di 600 euro. Come detto, non vedo come possa una persona campare con 600 euro di stipendio netto, e questo indipendentemenre dal fatto che sia un armatore, un ciabattino, un dirigente o un operaio di catena di montaggio; significa che li ha messi da parte prima, quindi se sei dipendente, significa che sei stato bravo a metterli da parte, e se sei autonomo, significa che sei stato bravo a metterli da parte.

Ti sfugge che a volte (e durante le crisi sono molte le volte...) la scelta è tra così e nulla. Non so cosa faresti tu, ma... :rolleyes:
L'invito è sempre valido. ;)

Però nei tempi di grassa te li tieni, o dai il doppio di stipendio ai tuoi dipendenti? Perchè se è così, faccio ufficiale domanda di lavoro :D

Per quel che riguarda il diverbio autonomo/dipendente, io vedo il voler aprire una propria attività un esercizio con presupposti e fini molto semplici e definiti: ci metto dei soldi e mi prendo dei rischi al fine di ottenere un guadagno in termini di moneta e di autonomia rispetto al fare il dipendente.
Se non ci si riesce l'attività non funziona, meglio stare dipendente.
Personalmente ci ho pensato più di una e più di due volte, ma aprire una attività nel mio campo (produzione elettronica) significa tirare fuori almeno un mezzo milione di euro per macchinari e impianti, mettersi in un campo dove la concorrenza è altissima, e lavorare a gratis (e stavolta per davvero) per almeno una 5 anni, giorno e notte per ripagare le macchine. E dico lavorare gratis perchè le macchine poi mica le rivendi, vanno in ammortamento, e una volta ammortate hanno valore nullo, o quasi. Non è una licenza che, sempre se non cambia la legge, rivendo ALMENO allo stesso prezzo a cui l'ho comprata.
 
HomerJ-2 ha scritto:
Ovviamente c'è autonomo e autonomo, era per non mettersi a fare infinite precisazioni sulla "categoria". Ma, sarà anche un parere personale e figlio di mancanza di esperienza nel settore (che non nego), continuo a non credere allo stipendio netto di 600 euro. Come detto, non vedo come possa una persona campare con 600 euro di stipendio netto

perché non è uno stipendio. per esempio.
perché potrebbe non essere l'unica fonte di reddito familiare. anche.
perché i "poveri" in senso relativo sono ovunque.
e perché la statistica è la faccenda del mezzo pollo a testa;
fanno statistica anche quelli che lavorano nei ritagli, o solo per brevi periodi stagionali.

esempio: la famiglia di montagna che affitta l'appartamento della nonna per quindi giorni l'anno tra Natale e Epifania, per arrotondare (esempio vero), finisce in statistica per quei mille/millecinquecento euro in un anno (sempre che lo dichiari, cosa non garantita; o che sia accertato, cosa già meno improbabile).
nella statistica ha un reddito di 120 euro al mese; in realtà non è così.
fa il paio invece con chi affitta camera tutto l'anno.
magari quello che le affitta per vivere lo fa in nero
uno è un evasore, l'altro no.
uno ha un reddito che deve essere credibile (se è una attività esercitata in modo principale per sostentamento), l'altro può anche solo arrotondare.

parlo del mio settore, che conosco (e che non è "sotto attacco"; la categoria in generale ha una media di 58mila l'anno dichiarati)
ci sono avvocati, soprattutto in certe aree del Paese, con dichiarazioni minime.
alcuni saranno dei mascalzoni fiscali, ma altri lavorano davvero nei ritagli di tempo, li trovi due giorni la settimana dalle 19 alle 21 (di giorno insegnano, o lavorano presso pubbliche amministrazioni); è ovvio che non si può aspettarsi un reddito elevato.
alcuni giovani sono biecamente sfruttati dagli studi, finché non riescono a farsi o una clientela loro o una posizione contrattuale "di forza" nello studio.

parlo per me: io il primo anno di abilitzione la patrocinio (che non è ancora l'abiltazione piena professionale) fiscalmente ero un aytonomo, economicamente ho ricevuto alla fine dell'anno (alla fine, non in anticipo) la folle somma di 6 milioni lordi, cioè 3mila euro e rotti diviso 12 = circa 251 al mese
da cui detrarre la quota di spese generali di studio che mi hanno richiesto; oltre le mie spese vive.
ho fatto media con Taormina ... :lol:
 
belpietro ha scritto:
HomerJ-2 ha scritto:
Ovviamente c'è autonomo e autonomo, era per non mettersi a fare infinite precisazioni sulla "categoria". Ma, sarà anche un parere personale e figlio di mancanza di esperienza nel settore (che non nego), continuo a non credere allo stipendio netto di 600 euro. Come detto, non vedo come possa una persona campare con 600 euro di stipendio netto

perché non è uno stipendio. per esempio.
perché potrebbe non essere l'unica fonte di reddito familiare. anche.
perché i "poveri" in senso relativo sono ovunque.
e perché la statistica è la faccenda del mezzo pollo a testa;
fanno statistica anche quelli che lavorano nei ritagli, o solo per brevi periodi stagionali.

esempio: la famiglia di montagna che affitta l'appartamento della nonna per quindi giorni l'anno tra Natale e Epifania, per arrotondare (esempio vero), finisce in statistica per quei mille/millecinquecento euro in un anno (sempre che lo dichiari, cosa non garantita; o che sia accertato, cosa già meno improbabile).
nella statistica ha un reddito di 120 euro al mese; in realtà non è così.
fa il paio invece con chi affitta camera tutto l'anno.
magari quello che le affitta per vivere lo fa in nero
uno è un evasore, l'altro no.
uno ha un reddito che deve essere credibile (se è una attività esercitata in modo principale per sostentamento), l'altro può anche solo arrotondare.

parlo del mio settore, che conosco (e che non è "sotto attacco"; la categoria in generale ha una media di 58mila l'anno dichiarati)
ci sono avvocati, soprattutto in certe aree del Paese, con dichiarazioni minime.
alcuni saranno dei mascalzoni fiscali, ma altri lavorano davvero nei ritagli di tempo, li trovi due giorni la settimana dalle 19 alle 21 (di giorno insegnano, o lavorano presso pubbliche amministrazioni); è ovvio che non si può aspettarsi un reddito elevato.
alcuni giovani sono biecamente sfruttati dagli studi, finché non riescono a farsi o una clientela loro o una posizione contrattuale "di forza" nello studio.

parlo per me: io il primo anno di abilitzione la patrocinio (che non è ancora l'abiltazione piena professionale) fiscalmente ero un aytonomo, economicamente ho ricevuto alla fine dell'anno (alla fine, non in anticipo) la folle somma di 6 milioni lordi, cioè 3mila euro e rotti diviso 12 = circa 251 al mese
da cui detrarre la quota di spese generali di studio che mi hanno richiesto; oltre le mie spese vive.
ho fatto media con Taormina ... :lol:

Ma qui il problema è come sono calcolate le medie, mica il resto :rolleyes:
 
HomerJ-2 ha scritto:
Però nei tempi di grassa te li tieni, o dai il doppio di stipendio ai tuoi dipendenti? Perchè se è così, faccio ufficiale domanda di lavoro :D

Per quel che riguarda il diverbio autonomo/dipendente, io vedo il voler aprire una propria attività un esercizio con presupposti e fini molto semplici e definiti: ci metto dei soldi e mi prendo dei rischi al fine di ottenere un guadagno in termini di moneta e di autonomia rispetto al fare il dipendente.
Se non ci si riesce l'attività non funziona, meglio stare dipendente. Personalmente ci ho pensato più di una e più di due volte, ma aprire una attività nel mio campo (produzione elettronica) significa tirare fuori almeno un mezzo milione di euro per macchinari e impianti, mettersi in un campo dove la concorrenza è altissima, e lavorare a gratis (e stavolta per davvero) per almeno una 5 anni, giorno e notte per ripagare le macchine. E dico lavorare gratis perchè le macchine poi mica le rivendi, vanno in ammortamento, e una volta ammortate hanno valore nullo, o quasi. Non è una licenza che, sempre se non cambia la legge, rivendo ALMENO allo stesso prezzo a cui l'ho comprata.

Gran peccato che a questo punto saresti già autonomo e tornare (non stare, quello si può solo se si fa a meno di andarsene) dipendente non è scontato e men che meno nello stesso mestiere di prima. Tralaltro leggo che ci hai già pensato ma non ci hai provato. Come mai? Forse ti è balenato in testa che il rischio d'impresa non è un plus come ho letto più indietro ma uno svantaggio (vedi etimologia della parola)? E allora? Tutti autonomi col Qlo degli altri? :D
 
silverrain ha scritto:
Grattaballe ha scritto:
Tutti autonomi col Qlo degli altri? :D

autonomi se ne vale la pena.
altrimenti si cambia.
non vedo vie alternative...

Il problema rimane quello: non sempre si può sapere prima. Oltretutto tra le due ipotesi che hai citato ci sono svariate sfumature intermedie. Facile incappare anche in queste, se uno non è deciso sono razzi. D'altra parte se tutti scegliessero di non rischiare saremmo un popolo di impiegati sotto uno stato fallito da tempo. Saremmo in Russia nel 1950, insomma...
 
HomerJ-2 ha scritto:
...Ognuna delle due categorie presenta i suoi pro e contro...
Ecco: basterebbe tenere sempre presente questo piccolo dettaglio per ridimensionare assai, con vantaggi per tutti, la maggior parte delle discussioni, arrabbiature, invettive, proteste.

Sembra invece che la maggior parte delle persone si dia un gran da fare proprio per dimenticare quel dettaglio oppure per... addomesticarlo allineandolo alle proprie convenienze del momento, scegliendo di puntare il fucile verso i soli "pro" o i soli "contro" a seconda del contesto e dell'interesse.
Il che ovviamente a livello psicologico può essere gratificante, liberatorio e anche divertente, ma a nulla di complessivamente buono può portare. Anche perché, come minimo, se io ho le "amnesie" quando osservo e giudico la realtà altrui, devo aspettarmi lo stesso identico trattamento.
 
silverrain ha scritto:
...rischio di impresa, più alto il rischio più alto il guadagno (si spera). Quando facevo il dipendente per guadagnare quello che guadagno adesso minimo minimo dovevo lavorare il triplo di ore...
Più alto il rischio, più alte le possibilità teoriche di guadagno, non le certezze.
Quando facevi il dipendente non dovevi preoccuparti di procurarti il lavoro e sapevi che in ogni caso il tuo stipendio a fine mese ci sarebbe stato. Non avevi teoriche possibilità di guadagnare di più ma nemmeno avevi possibilità di guadagnare meno.

Come si diceva, ogni scelta ha i suoi pro e i suoi contro, che NON andrebbero... addomesticati e distorti a seconda del momento, né da una parte né dall'altra.

Indubbiamente negli ultimi anni la situazione ha reso sempre più vistosi i "contro", per moltissimi lavoratori autonomi, anche per quelli che magari non hanno iniziato a lavorare molti anni fa e quindi NON hanno avuto modo di sfruttare i "pro" del periodo precedente.
Non credo sia giusto, insomma, dare per scontato che l'autonomo che oggi dichiara di guadagnare meno di un dipendente abbia per anni guadagnato a bizzeffe e oggi si stia ipocritamente lamentando. Nemmeno credo sia giusto che l'autonomo che sostiene di guadagnare poco (senza necessariamente "lamentarsi" ma anche solo dichiarandolo) venga automaticamente considerato un lavativo bugiardo che in realtà (senz'altro, per forza, "per principio"...) guadagna o ha già guadagnato valanghe di quattrini.

Finché questo tipo di "obiettività" continuerà ad essere in cima alle classifiche, mi sa che continueremo a somigliare a marinai che si danno un gran da fare nel praticare tanti piccoli fori, dall'interno, nella parte sommersa dello scafo.
 
arizona77 ha scritto:
...se l'introito ( tassinaro ) è 14.000 di media, io sono Nabuccodonosor...
Beh, bisogna anche vedere se quei 14mila sono lordi o netti, perché ovviamente il mutuo per la licenza sarà messo in detrazione...
 
silverrain ha scritto:
...gli onesti pagano e a volte pagano e se la prendono nel qlo.
I disonesti hanno molti problemi in meno.
Ecco, perfetto. Hai detto benissimo.

Onesti e disonesti, corretti e scorretti, leali e sleali, sinceri e bugiardi, NON autonomi e dipendenti, tassisti e imbianchini, avvocati e idraulici, nordisti e sudisti, pandisti e suvvisti, automobilisti e pedoni ecc. ecc.

MAGARI imparassimo su larga scala a parlare (e anche a ragionare, a giudicare, a protestare, a "manifestare") sempre e solo in QUESTO linguaggio.
Le cose non potrebbero fare altro che migliorare, per tutti. O sbaglio?
 
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