<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Piano cottura | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Piano cottura

A casa dei miei ho avuto, da quando mi ricordo, tre forni a gas mentre nella mia ho dovuto mettere per forza un forno elettrico e non potete immaginare quanto mi pesi usarlo ancora oggi dopo 9 anni che ce l'ho (e non era tutt'altro che economico).

Forse cambierò casa e questa volta, visto che tanto devo ristrutturarla, il forno sarà a gas.(punto)

Per i fornelli sono indeciso ma credo che userò un 4 fuochi a gas e due piastre ad induzione (mi piacciono, anche se li ho usati poco, soprattutto per le cotture delicate e lente).

Ciao.
 
arizona77 ha scritto:
waganama ha scritto:
Parte elettrica

Non era perche' non m i fidassi, figurati.....
Solo l' ennesima conferma che in italia si paga l' energia una follia.
Ps.: MKA :D contrattura di famosa esclamazione Sicula :D

No figurati lo so che ti fidi ma cosi potete vedere anche gli altri dati
 
Vivo in una palazzina di nuova realizzazione in classe energetica alta no-gas. Tra l'altro da me costruita. La scelta no-gas ha ovviamente comportato l'ipossibilità di istallare dei comuni fornelli a gas, di conseguenza ho montato quelli a induzione, in quanto le due soluzioni alternative sono queste, i semplici fornelli elettrici sono obsoleti. Dopo un paio di anni di utilizzo posso elencarti pregi e difetti.

Induzione:
Alta efficienza, basso assorbimento energia in rapporto a quella trasferita alla pentola o padella.
Possibilità di bloccare il fornello elettronicamente prevenendo ogni eventuale accidentale uso da parte di un bambino.
Massima versatilità della potenza dei fuochi con tanto di opzione Bust, massima potenza (fa bollire 1 L d'acqua in 1,5 minuti)
L'induzione scalda solo e unicamente la pentola con cui è a contatto il resto del piano rimane freddo, o si scalda molto lentamente per semplice conducibilità.
Impossibile dimenticarsi accesso il fornello se non vi è sopra una pentola, dopo un tot si spegne da solo e nel mentre non scalda nulla evitando la possibilità che qualcuno toccandolo si ustioni.
Non si hanno tubi del gas con punti di saldatura in casa ed è impossibile dimenticarsi il gas aperto.
Sembra sciocco ma in fine un grande vantaggio che non mi farebbe mai tornare indietro al gas è la semplicità nel pulirli. Perfettamente in piano basta una passata di spugna e sgrassatore e tornano perfetti, senza stare a sgrassare angoli e conche.

Il costo dell'elettricità è più alto di quello del gas. Ad ogni modo ho appurato che nonostante questo, grazie al basso assorbimento di un buon fornello a conti fatti in bolletta il costo di utilizzo di un fornello a induzione è molto simile a quello di uno a gas. Si risparmia o si spende qualcosa in più in base ai contratti.
Funziona solo con pentole apposite e magnetiche. Non devi andare in giro con la calamita. Tutte le pentole e padelle che funzionano sui piano a induzione presentano sul fondo il simbolo di un'aspirale, tipo una molla.Ad ogni modo non è del tutto necessario rifarsi tutto il set di pentole. Esistono degli adattatori, sottili piattini di metallo di varie circonferenze da mettere tra il fornello e la pentola comune.
L'utilizzo è meno intuitivo e immediato di quello di un fornello a gas sopratutto se li si usa da una vita, ma ci si abitua in fretta.
Il costo di un fornello a induzione di buona qualità e di una marca rinomata è solitamente leggermente maggiore di quello di qualitativamente pari fornello a gas.
Più fuochi utilizzi e più consumi, maggiore è la potenza sui cui li imposti ed esponenziale è il consumo. Usare più di due fuochi a potenza medio alta e in contemporanea altri elettrodomestici ad alto assorbimento può far saltare il contatore, sopratutto se piccolo. (Ho il contatore più piccolo da 3 Kw che salta a 3,3. Con due fuochi entrambi a 8 e uno a 5, Tv e Fon per capelli più luci varie a me salta la corrente)
 
waganama ha scritto:
Mi ripeto io per cucinare intendo tutto il processo dalla scelta degli ingredienti all'impiattamento, per me la cottura e' solo una fase ed ebollizione flambatura o infornatura sono solo una fase della cottura
Probabilmente io ho un approccio diverso dal tuo, a casa son guidato prevalentemente dalla passione, a lavoro dalla praticita' e gli attrezzi usati seguono questa linea, non e' detto che le cucine professionali siano migliori ma sono sicuramente piu' pratiche e piu' resistenti
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari
 
Dalekit ha scritto:
Vivo in una palazzina di nuova realizzazione in classe energetica alta no-gas. Tra l'altro da me costruita. La scelta no-gas ha ovviamente comportato l'ipossibilità di istallare dei comuni fornelli a gas, di conseguenza ho montato quelli a induzione, in quanto le due soluzioni alternative sono queste, i semplici fornelli elettrici sono obsoleti. Dopo un paio di anni di utilizzo posso elencarti pregi e difetti.

Induzione:
Alta efficienza, basso assorbimento energia in rapporto a quella trasferita alla pentola o padella.
Possibilità di bloccare il fornello elettronicamente prevenendo ogni eventuale accidentale uso da parte di un bambino.
Massima versatilità della potenza dei fuochi con tanto di opzione Bust, massima potenza (fa bollire 1 L d'acqua in 1,5 minuti)
L'induzione scalda solo e unicamente la pentola con cui è a contatto il resto del piano rimane freddo, o si scalda molto lentamente per semplice conducibilità.
Impossibile dimenticarsi accesso il fornello se non vi è sopra una pentola, dopo un tot si spegne da solo e nel mentre non scalda nulla evitando la possibilità che qualcuno toccandolo si ustioni.
Non si hanno tubi del gas con punti di saldatura in casa ed è impossibile dimenticarsi il gas aperto.
Sembra sciocco ma in fine un grande vantaggio che non mi farebbe mai tornare indietro al gas è la semplicità nel pulirli. Perfettamente in piano basta una passata di spugna e sgrassatore e tornano perfetti, senza stare a sgrassare angoli e conche.

Il costo dell'elettricità è più alto di quello del gas. Ad ogni modo ho appurato che nonostante questo, grazie al basso assorbimento di un buon fornello a conti fatti in bolletta il costo di utilizzo di un fornello a induzione è molto simile a quello di uno a gas. Si risparmia o si spende qualcosa in più in base ai contratti.
Funziona solo con pentole apposite e magnetiche. Non devi andare in giro con la calamita. Tutte le pentole e padelle che funzionano sui piano a induzione presentano sul fondo il simbolo di un'aspirale, tipo una molla.Ad ogni modo non è del tutto necessario rifarsi tutto il set di pentole. Esistono degli adattatori, sottili piattini di metallo di varie circonferenze da mettere tra il fornello e la pentola comune.
L'utilizzo è meno intuitivo e immediato di quello di un fornello a gas sopratutto se li si usa da una vita, ma ci si abitua in fretta.
Il costo di un fornello a induzione di buona qualità e di una marca rinomata è solitamente leggermente maggiore di quello di qualitativamente pari fornello a gas.
Più fuochi utilizzi e più consumi, maggiore è la potenza sui cui li imposti ed esponenziale è il consumo. Usare più di due fuochi a potenza medio alta e in contemporanea altri elettrodomestici ad alto assorbimento può far saltare il contatore, sopratutto se piccolo. (Ho il contatore più piccolo da 3 Kw che salta a 3,3. Con due fuochi entrambi a 8 e uno a 5, Tv e Fon per capelli più luci varie a me salta la corrente)
parli di cotture lente ad induzione? le vere cotture lente sono a fiamma o meglio su braci e con attrezzi in coccio, prova un ragù, magari arricchito con salsiccia e funghi che cuoce lentamente in un bel tegame di coccio, o un arrosto in forno dorato o uno stracotto o brasato... tutta roba che non deve topccare il metallo in cottura e che non può essere cucinato ad induzione
 
pi_greco ha scritto:
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari
sei un talebano dei fornelli, allora :D ;)
 
NEWsuper5 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari
sei un talebano dei fornelli, allora :D ;)
No, io ho il rispetto sacrale del cibo e degli alimenti che sono un dono divino o della natura, come volete, detesto chi snatura il pasto come una esibizione coreografica o di capacità esecutiva, come chi assaggia cibi e vini ma solo allo scopo di valutare e poi come minimo avanza e butta nel migliore dei oltre al metà della portata o del bicchiere per poi degustarne un'altra/o etcetcetc ma anche spesso sputando il prezioso bene. Credo che per la cucina occorrano sempre tre ingredienti conoscere e rispettare la materia prima, usare e mantenere correttamente gli attrezzi e usarli con le tecniche corrette, e avere idee chiare sul risultato da ottenere. Sono tre elementi base di una cucina sana, ecnomica (non sciupona non nel senso del low cost tou court) e piacevole. Un' altra cosa sto insegando a mia figlia quando le insegno a cucinare, l' amore per quello che si sta cucinando e per chi lo si sta facendo, per questo diffido della ristorazione, troppo spesso orientata al facile profitto, o alle ambizioni narcisistiche del cuoco. Insomma cibo vero, sano e buono, puoi immaginare come amo i vari mastechef e prove varie o la cucina molecolare o altre corbellerie simili...
 
pi_greco ha scritto:
NEWsuper5 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari
sei un talebano dei fornelli, allora :D ;)
No, io ho il rispetto sacrale del cibo e degli alimenti che sono un dono divino o della natura, come volete, detesto chi snatura il pasto come una esibizione coreografica o di capacità esecutiva, come chi assaggia cibi e vini ma solo allo scopo di valutare e poi come minimo avanza e butta nel migliore dei oltre al metà della portata o del bicchiere per poi degustarne un'altra/o etcetcetc ma anche spesso sputando il prezioso bene. Credo che per la cucina occorrano sempre tre ingredienti conoscere e rispettare la materia prima, usare e mantenere correttamente gli attrezzi e usarli con le tecniche corrette, e avere idee chiare sul risultato da ottenere. Sono tre elementi base di una cucina sana, ecnomica (non sciupona non nel senso del low cost tou court) e piacevole. Un' altra cosa sto insegando a mia figlia quando le insegno a cucinare, l' amore per quello che si sta cucinando e per chi lo si sta facendo, per questo diffido della ristorazione, troppo spesso orientata al facile profitto, o alle ambizioni narcisistiche del cuoco. Insomma cibo vero, sano e buono, puoi immaginare come amo i vari mastechef e prove varie o la cucina molecolare o altre corbellerie simili...
:D
era inteso nel senso buono (e scherzoso), ammiro chi riesce a cucinare BENE e con il piacere di farlo, e come te non amo l'esibizionismo culinario.
come odio tantissimo vedere in tv lo spreco di risorse per preparare 10 spaghetti (10 di numero) e metterli su un piatto enorme, che rimamrrà rigorosamente vuoto e inutilmente sporco...
:thumbup:
 
pi_greco ha scritto:
waganama ha scritto:
Mi ripeto io per cucinare intendo tutto il processo dalla scelta degli ingredienti all'impiattamento, per me la cottura e' solo una fase ed ebollizione flambatura o infornatura sono solo una fase della cottura
Probabilmente io ho un approccio diverso dal tuo, a casa son guidato prevalentemente dalla passione, a lavoro dalla praticita' e gli attrezzi usati seguono questa linea, non e' detto che le cucine professionali siano migliori ma sono sicuramente piu' pratiche e piu' resistenti
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari

Prima si mangia con gli occhi e gli italiani lo fanno quanto e piu' degli altri, l'impiattamento e' sempre esistito nella cucina professionale solo che molti se ne accorgono adesso guardando masterchef o la nouvelle cousine e associando tout court la ristorazione a tv e giornali.

Non discuto che esistano bracieri o forni a legna ma come ho detto precedentemente una cucina deve essere pratica e funzionale.
Ad es. un forno a legna ha costi di esercizio abbastanza alti, devi avere quel tipo di legna garantita tutto l'anno, devi avere personale altamente specializzato (e ti assicuro che e' difficile trovarne anche non specializzato) e devi fare volume. Se non ci sono tutte queste condizioni cambio tecnologia e magari uso il gas.

E se non lo si fosse capito, le cucine non solo le visito ma ci lavoro da parecchi anni e a diversi livelli
 
pi_greco ha scritto:
NEWsuper5 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari
sei un talebano dei fornelli, allora :D ;)
No, io ho il rispetto sacrale del cibo e degli alimenti che sono un dono divino o della natura, come volete, detesto chi snatura il pasto come una esibizione coreografica o di capacità esecutiva, come chi assaggia cibi e vini ma solo allo scopo di valutare e poi come minimo avanza e butta nel migliore dei oltre al metà della portata o del bicchiere per poi degustarne un'altra/o etcetcetc ma anche spesso sputando il prezioso bene. Credo che per la cucina occorrano sempre tre ingredienti conoscere e rispettare la materia prima, usare e mantenere correttamente gli attrezzi e usarli con le tecniche corrette, e avere idee chiare sul risultato da ottenere. Sono tre elementi base di una cucina sana, ecnomica (non sciupona non nel senso del low cost tou court) e piacevole. Un' altra cosa sto insegando a mia figlia quando le insegno a cucinare, l' amore per quello che si sta cucinando e per chi lo si sta facendo, per questo diffido della ristorazione, troppo spesso orientata al facile profitto, o alle ambizioni narcisistiche del cuoco. Insomma cibo vero, sano e buono, puoi immaginare come amo i vari mastechef e prove varie o la cucina molecolare o altre corbellerie simili...

Io ho fatto ristorazione a diversi livelli dai gastropub alle pizzerie agli stellati, mi dispiace che tu abbia questa visione del settore ma non ti biasimo, e' quello che leggete e vedete in tv.

Un ristorante non e' un ente benefico e' ovvio che guarda al profitto, io ho 42 stipendi da pagare, ho alternative secondo te?
Ma per farlo devo distinguermi, devo offrire qualita', servizio e avere costanza nel farlo, capisco che esistano posti in cui si cerca un profitto esagerato ma non durano molto.
Se esistano altri tipi di cucina che a me possono anche non piacere ben vengano, stimolano la concorrenza e la ricerca di novita'.

Si io sono anche di quelli che sputano i vini, in un wine tasting o una fiera assaggi almeno 40 bottiglie di vino, se li bevi tutti credi che il tuo palato possa capirci qualcosa dopo il decimo? Credi che io o i produttori o distributori abbiamo tanto tempo libero da berci una bottiglia di vino alla volta e magari ricordarci dopo 2 mesi quale era il migliore? E non dirmi che questo non e' rispetto per la materia Credi che uno lavori 60 ore la settimana solo per denaro?
 
waganama ha scritto:
pi_greco ha scritto:
waganama ha scritto:
Mi ripeto io per cucinare intendo tutto il processo dalla scelta degli ingredienti all'impiattamento, per me la cottura e' solo una fase ed ebollizione flambatura o infornatura sono solo una fase della cottura
Probabilmente io ho un approccio diverso dal tuo, a casa son guidato prevalentemente dalla passione, a lavoro dalla praticita' e gli attrezzi usati seguono questa linea, non e' detto che le cucine professionali siano migliori ma sono sicuramente piu' pratiche e piu' resistenti
Orrore! L' impiattamento imperante in cucina negli ultimi anni ha distorto il senso dell'alimento, dissento nel modo più totale e rimarco che nelle cucine professionali dei ristoranti italiani e francesi che ho visitato esistono solo cucine a gas o addirittura bracieri o forni a legna, e poco altro di tecnologico per casi particolari

Prima si mangia con gli occhi e gli italiani lo fanno quanto e piu' degli altri, l'impiattamento e' sempre esistito nella cucina professionale solo che molti se ne accorgono adesso guardando masterchef o la nouvelle cousine e associando tout court la ristorazione a tv e giornali.

Non discuto che esistano bracieri o forni a legna ma come ho detto precedentemente una cucina deve essere pratica e funzionale.
Ad es. un forno a legna ha costi di esercizio abbastanza alti, devi avere quel tipo di legna garantita tutto l'anno, devi avere personale altamente specializzato (e ti assicuro che e' difficile trovarne anche non specializzato) e devi fare volume. Se non ci sono tutte queste condizioni cambio tecnologia e magari uso il gas.

E se non lo si fosse capito, le cucine non solo le visito ma ci lavoro da parecchi anni e a diversi livelli
Benissimo, probabilmente lavori in uno di quei ristoranti ove un pranzo completo (e non dico cenone o banchetto nuziale) cosa come una spesa per uan famiglia per una settimana. Io ho sempre badato al sodo e se mi portano due cucchiai di riso o una forchettata un un piatto con striatire di salse e polverine strane me ne frego, il contenuto deve essere buono, sano e suffuciente.

Comunque per frequentare intendo che ho fatto in gioventù il cameriere e/o aiuto (ovvero dallo sguattero e lavapiatti al vero aiuto). E tutt'ora frequento alcune cucine per ragioni professionali per varie ragioni "semiprofessionali".

Per mia fortuna seguo poco la TV e purtroppo i giornali, ma la crisi almeno sta distinguendo chi fa pagare troppo per quanto e per cosa ti mette nel piatto, anche se dopo ci disegna la gioconda
 

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