Sulle strade del Lodigiano e Cremonese ancora un bilancio di sangue(18 novembre) Non c?è tregua sulle strade lodigiane e cremonesi. Le stragi non hanno nessuna intenzione di rallentare, anzi, il loro numero resta praticamente lo stesso: l?anno scorso, in provincia di Lodi, si sono registrati 526 incidenti, che hanno provocato 18 morti e 746 feriti. Sono 36 i casi che hanno coinvolto l?investimento di un pedone. Rispetto al 2008, solo il numero di coloro che ha riportato lesioni è leggermente calato, scendendo da 754 a 746. Se si dà uno sguardo al passato, dal 2007 al 2008 gli schianti sono invece aumentati, passando da 480 a 526; i decessi sono scesi da 25 a 18, mentre i feriti sono cresciuti da 732 a 754.
I dati fanno parte del rapporto elaborato dall?Istat, che prende in considerazione tutti gli incidenti rilevati sulle strade italiane. Gli schianti in provincia
Il peggio avviene spesso sulle strade provinciali, che vantano il triste record del maggior numero di vittime, pari a 10, per un totale di 117 incidenti. Tra le più temute dagli automobilisti ci sono la Bergamina, la 235 (che collega Lodi al casello dell?autostrada del Sole, ma anche Lodi a Crema) e la Cremasca, soprattutto nel tratto compreso tra Codogno e Castiglione.
Anche le strade urbane, però, non sono da meno: i sinistri sono stati 261 e hanno provocato 2 vittime. A mandare in crisi i conducenti sono gli incroci (48 incidenti), le intersezioni segnalate (23), gli incroci con semaforo (20), oppure le rotatorie (20), tuttavia i guai più gravi avvengono lungo il rettilineo, dove solitamente si tende a schiacciare sull?acceleratore. Per quanto riguarda invece le extraurbane, a causare problemi sono soprattutto le rotonde e gli incroci, punti nei quali si sono registrati rispettivamente 32 e 20 scontri.
I casi più frequenti riguardano lo scontro tra due veicoli (314).
I numeri della città
I numeri che riguardano la città del Barbarossa sono piuttosto ?importanti?. L?anno scorso si sono verificati duecento incidenti, con un tragico bilancio di 6 morti e 268 feriti: l?episodio più grave in tangenziale a San Grato, lungo il tratto urbano della via Emilia, dove hanno perso la vita quattro ragazzi. Tra le strade più pericolose si contano viale Europa, dove da qualche tempo l?amministrazione comunale ha posizionato un altro semaforo per frenare la corsa degli automobilisti, la super trafficata viale Milano, via Sforza e via Cadamosto, via Secondo Cremonesi e via Defendente, quest?ultima conosciuta soprattutto per la pericolosità dei suoi attraversamenti pedonali.
Come detto a Lodi il 2009 è stato segnato dallo schianto avvenuto nella notte di sabato 5 dicembre nella frazione di San Grato, lungo la via Emilia, un dramma che è costato la vita a quattro giovani tra i 18 e i 21 anni, a bordo di una Fiat Bravo. La vettura si è completamente accartocciata contro il guard-rail che protegge il pilone d?acciaio della segnaletica, situato allo svincolo per San Grato, in direzione sud. Quella sera gli amici si erano messi in macchina per raggiungere una discoteca di San Colombano, dove avrebbero partecipato a una festa.
Gli incidenti in Italia
In tutto lo Stivale l?anno scorso sono stati rilevati 215.405 incidenti, che hanno causato il decesso di 4.237 persone, mentre altre 307.258 hanno subito lesioni di diversa gravità. Questo significa che ogni giorno sulla strada si sono verificati in media 590 schianti, provocando lesioni a conducenti e passeggeri.
Rispetto al 2008, però, si riscontra una diminuzione del numero dell?1,6 per cento, i feriti sono diminuiti dell?1,1 per cento per cento, ma il numero più consistente riguarda i morti, -10,3 per cento. Tra il 2001 e il 2009, i sinistri sono passati da 263.100 a 215.405, con un calo del 18,1 per cento; i decessi sono diminuiti da 7.096 a 4.237 (-40,3 per cento) e i feriti da 373.286 a 307.258 (-17,7 per cento).
Nello stesso periodo, il parco macchine in circolazione è cresciuto del 18 per cento.
L?Unione Europea, che conta 35.435 morti sulle strade nel 2009 (-10 per cento rispetto al 2008), ha però fissato un obiettivo: il Libro Bianco redatto nel 2001 prevede una riduzione dei decessi pari al 50 per cento entro il 2010. L?Italia è arrivata a -40,3 per cento, superando di cinque punti i colleghi del vecchio continente.