<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> percezione rischio.... | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

percezione rischio....

arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Ci deve essere comunque un qualche cosa nella mente umana.....
Tanti vanno in aereo, ma molti di questi tanti hanno comunque paura.
E altri non ci andranno mai perche' ne hanno ddirittura il terrore.
Eppure in aereo muoiono passeggeri in numero relativamente
modesto rispetto all' auto

E' sempre un discorso di danno associato al verificarsi dell'evento. In auto ci sono più probabilità che si verifichi un incidente, ma ci sono anche buone probabilità di cavarsela. In aereo gli incidenti sono pochi, ma quella volta che capita quasi certamente ci resti. Anch'io qualche volta volo, ma ho sempre un po' di scaga (anche se la dissimulo benino.... ;) )

.....Soprattutto l' auto fa routine....
diversamente dall' aereo, piu' raro, ma molto piu' d' impatto
scenografico

ciò che fa paura è l'imponderabile, chi va in auto sa bene che è pericoloso, ma sa che con una buona dose di attenzione è abbastanza probabile che torni a casa. Il passeggero dell'aereo si trova praticamente inerme in balia di eventi che non può controllare,
come la vittima del furto in casa, chi riceve un sasso dal cavalcavia, o trova un kamikaze al mercato rionale :cry:
 
maxressora ha scritto:
arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Ci deve essere comunque un qualche cosa nella mente umana.....
Tanti vanno in aereo, ma molti di questi tanti hanno comunque paura.
E altri non ci andranno mai perche' ne hanno ddirittura il terrore.
Eppure in aereo muoiono passeggeri in numero relativamente
modesto rispetto all' auto

E' sempre un discorso di danno associato al verificarsi dell'evento. In auto ci sono più probabilità che si verifichi un incidente, ma ci sono anche buone probabilità di cavarsela. In aereo gli incidenti sono pochi, ma quella volta che capita quasi certamente ci resti. Anch'io qualche volta volo, ma ho sempre un po' di scaga (anche se la dissimulo benino.... ;) )

.....Soprattutto l' auto fa routine....
diversamente dall' aereo, piu' raro, ma molto piu' d' impatto
scenografico

ciò che fa paura è l'imponderabile, chi va in auto sa bene che è pericoloso, ma sa che con una buona dose di attenzione è abbastanza probabile che torni a casa. Il passeggero dell'aereo si trova praticamente inerme in balia di eventi che non può controllare,
come la vittima del furto in casa, chi riceve un sasso dal cavalcavia, o trova un kamikaze al mercato rionale :cry:

a mio modesto avviso è l'ignoranza che mette paura.Non pretendo che quando si prenda un aereo si debba conoscere il veivolo, il perchè vola o l'esperienza del comandante o del primo ufficiale, ma sono sicuro che se uno avesse queste competenze probabilmente avrebbe molta più paura ad andare in auto con uno persona che è al volonta senza nessuna conoscenza delle tecniche di guida e con un auto in cui non si fa manutenzione.
Ieri come al solito ho assistito ad una discussione surreale tra il ministro della Difesa e Salvini, sarà che non ci arrivo io probabilmente e forse le loro discussioni erano di una logica ultraterrena che non arrivo a comprendere ma avevo l'idea che mi prendessero per un cretino...
 
ALGEPA ha scritto:
a mio modesto avviso è l'ignoranza che mette paura.Non pretendo che quando si prenda un aereo si debba conoscere il velivolo, il perchè vola o l'esperienza del comandante o del primo ufficiale, ma sono sicuro che se uno avesse queste competenze probabilmente avrebbe molta più paura ad andare in auto con uno persona che è al volonte senza nessuna conoscenza delle tecniche di guida e con un auto in cui non si fa manutenzione.
Ieri come al solito ho assistito ad una discussione surreale tra il ministro della Difesa e Salvini, sarà che non ci arrivo io probabilmente e forse le loro discussioni erano di una logica ultraterrena che non arrivo a comprendere ma avevo l'idea che mi prendessero per un cretino...

Stiamo parlando di due cose diverse. Il terrorista che si fa saltare in aria al mercato NON E' un pericolo individuabile che puoi scegliere scientemente di affrontare o no.
 
a_gricolo ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
a mio modesto avviso è l'ignoranza che mette paura.Non pretendo che quando si prenda un aereo si debba conoscere il velivolo, il perchè vola o l'esperienza del comandante o del primo ufficiale, ma sono sicuro che se uno avesse queste competenze probabilmente avrebbe molta più paura ad andare in auto con uno persona che è al volonte senza nessuna conoscenza delle tecniche di guida e con un auto in cui non si fa manutenzione.
Ieri come al solito ho assistito ad una discussione surreale tra il ministro della Difesa e Salvini, sarà che non ci arrivo io probabilmente e forse le loro discussioni erano di una logica ultraterrena che non arrivo a comprendere ma avevo l'idea che mi prendessero per un cretino...

Stiamo parlando di due cose diverse. Il terrorista che si fa saltare in aria al mercato NON E' un pericolo individuabile che puoi scegliere scientemente di affrontare o no.

concordo, io mi riferivo al confronto tra prendere un aereo e andare in auto, in effetti il mio discorso partiva invece dal confronto tra i rischi percepiti dopo i fatti in Francia e gli episodi di guerriglia urbano dopo la partita di domenica che forse credo che tra di loro invece siano più attinenti.
 
Vorrei sapere se i sentimenti che provo io ormai sessantaquattrenne riguardo al terrorismo islamico ed ai rischi corsi nel periodo della mia infanzia sono comuni agli altri miei coetanei.
Ricordo ancora bene il finire degli anni 50 e l'inizio dei 60 con la guerra fredda e la crisi dei missili a Cuba e la cappa di piombo che veniva percepita benissimo anche da noi bambini. Credo che mai come allora si sia stati ad un passo dal baratro ed i rischi, intesi come il prodotto tra la probabilità che si verificasse un evento e la sua gravità, fossero enormemente superiori a quelli che corriamo ora.
Eppure il clima di paura e' molto più elevato ora che non allora e credo che ciò sia dovuto principalmente a due fattori. Il primo e' legato alla sapiente regia del terrore ed all'utilizzo della tecnologia allora non esistente per portarcelo quotidianamente fin nelle nostre case. Il secondo in realtà e' dovuto al fatto che i potenziali terroristi possono essere già tra noi, mentre 50 anni or sono gli stranieri erano vere rarità.
Se poi consideriamo che a quei tempi eravamo in boom economico mentre ora, pur avendo molta più ricchezza di allora, il trend e' negativo credo che questo fatto influisca in modo da amplificare l'impatto emotivo che i recenti fatti causano su di noi.
 
Vorrei sapere se i sentimenti che provo io ormai sessantaquattrenne riguardo al terrorismo islamico ed ai rischi corsi nel periodo della mia infanzia sono comuni agli altri miei coetanei.
Ricordo ancora bene il finire degli anni 50 e l'inizio dei 60 con la guerra fredda e la crisi dei missili a Cuba e la cappa di piombo che veniva percepita benissimo anche da noi bambini. Credo che mai come allora si sia stati ad un passo dal baratro ed i rischi, intesi come il prodotto tra la probabilità che si verificasse un evento e la sua gravità, fossero enormemente superiori a quelli che corriamo ora.
Eppure il clima di paura e' molto più elevato ora che non allora e credo che ciò sia dovuto principalmente a due fattori. Il primo e' legato alla sapiente regia del terrore ed all'utilizzo della tecnologia allora non esistente per portarcelo quotidianamente fin nelle nostre case. Il secondo in realtà e' dovuto al fatto che i potenziali terroristi possono essere già tra noi, mentre 50 anni or sono gli stranieri erano vere rarità.
Se poi consideriamo che a quei tempi eravamo in boom economico mentre ora, pur avendo molta più ricchezza di allora, il trend e' negativo credo che questo fatto influisca in modo da amplificare l'impatto emotivo che i recenti fatti causano su di noi.
 
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