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Osservatorio costo carburanti, rifornimenti, ricariche, report consumi forumers QR

Non mi riferisco tanto all'utenza, quanto alla produzione, o, meglio, al suo aspetto strategico nel panorama energetico/industriale nazionale.
P. S. Come già ampiamente scritto, ero particolarmente interessato ad usarlo, ma il mio amato boxerone diesel non fu mai certificato come idoneo...
L'opinione di Gemini:

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L'Italia è uno dei leader europei nella produzione di
HVO (Hydrotreated Vegetable Oil), posizionandosi come il quarto produttore di biocarburanti in Europa. La capacità produttiva è in forte espansione, trainata da conversioni di raffinerie tradizionali in bioraffinerie.
Il Sole 24 ORE +2

Capacità Produttiva in Italia
La produzione italiana è dominata da Eni (attraverso Enilive), che gestisce attualmente due bioraffinerie principali, con nuovi progetti in fase avanzata:
Global Market Insights Inc. +2
  • Venezia (Porto Marghera): La prima raffineria al mondo convertita in bioraffineria.
  • Gela: Raffineria convertita che contribuisce significativamente alla capacità nazionale.
  • Livorno: Conversione annunciata nel 2024 per una nuova unità da 500.000 tonnellate/anno, prevista operativa entro il 2026.
  • Sannazzaro de' Burgondi: Eni ha recentemente ricevuto un finanziamento di 500 milioni di euro dalla BEI (aprile 2026) per realizzare una nuova bioraffineria.
  • Obiettivi Futuri: Eni punta a raggiungere una capacità di 5 milioni di tonnellate/anno entro il 2030 a livello globale, con una parte rilevante situata in Italia.
    Eni +5

Capacità Produttiva in Europa
L'Europa rappresenta uno dei mercati più dinamici per l'HVO, con una rete di distribuzione che conta migliaia di stazioni (circa 1.300 solo in Italia).
UTA Edenred +1
  • Leader di Mercato: Oltre all'italiana Enilive (secondo produttore mondiale di HVO), l'azienda finlandese Neste è il principale player europeo e globale.
  • Tendenze: Il mercato europeo del biodiesel e HVO è segmentato tra grandi produttori in Germania, Francia, Paesi Bassi e Finlandia. Molte società energetiche integrate stanno seguendo il modello Eni, convertendo impianti tradizionali per produrre HVO e SAF (Sustainable Aviation Fuel).
  • Filiera: In Italia la filiera dei biocarburanti gestisce circa 2 milioni di tonnellate di prodotto complessivo.
    Eni +4
 
L'opinione di Gemini:
Non ne dubito, nemmeno intendo mettere in discussione. Resta da capire, poiché non è una mera questione tecnico-tecnologica, già ampiamente sviscerata, se si intende farne un combustibile prevalente, mi pare che dal lancio, ormai parecchi anni addietro, non ci siano stati incrementi tali da farlo prevalere sull'alternativa da greggio raffinato.
 
Ormai tutti i distributori Eni hanno l'Hvo, generalmente allo stesso prezzo del gasolio normale, tant'è vero che è difficile trovare il diesel Eni plus che uso ormai da diversi anni e che trovo ottimo. Quindi la disponibilità è ampia, come detto non lo uso perché non ho garanzie sul lungo periodo
 
Ormai tutti i distributori Eni hanno l'Hvo, generalmente allo stesso prezzo del gasolio normale, tant'è vero che è difficile trovare il diesel Eni plus che uso ormai da diversi anni e che trovo ottimo. Quindi la disponibilità è ampia, come detto non lo uso perché non ho garanzie sul lungo periodo
Vero, ma per diventare prevalente, almeno in Italia, ce ne passa, servono prezzi inferiori, compatibilità certificate, e battage promozionale. Peccato sia andato a discapito sia del diesel plus che della blue super
 
È sempre un metti in una tasca togliendo da un altra.
Non una soluzione accettabile, soprattutto se a scapito del welfare.
Meglio usare la testa negli spostamenti, che togliere la possibilità anche ad un solo paziente la possibilità di curarsi perché il signor Rossi deve farsi il weekend a forte dei marmi .
Se l'economia è in generale una disciplina molto complessa, scienza delle finanze e politica economica e finanziara lo sono ancora di più. A sentimento di pancia, personalmente andrei a sostenere il rasporto merci con interventi mirati sul rimborso accise (estendendolo anche ai mezzi commerciali sotto i 70 quintali, dopo di che qualche neurone ancora (mal)funzionante mi torna in mente che pure il weekend a Forte dei Marmi contribuisce al PIL e quindi al gettito fiscale.
Un bel rebus, a volerlo gestire con la testa e non con la pancia.
 
Lo abbiamo già visto, i prezzi sono scizzati da poco sopra 0.5, distributori no logo, fino a quasi 1, marchiato ed autostrada. Il best neighbor, da me, sta ancora, da sito, app, cartello elettronico e cartello sulla colonnina, a .589€/l, ma non è uno che aggiorna sempre istantaneamente rispetto alla pompa. Comunque l'altroieri mattina aveva la fila, posto che a Pasqua erano aperti in 2...
Dove mi fido a metterlo ha fatto due step in pochi giorni, da 0.585 a 0.695 passando per 0.655. Credo cresceranno ancora nel mese, andrebbe già bene se stessimo sotto 1, ma è difficile da prevedere.
Di questo passo anche la SP95RON rischia di arrivare a 2...
P. S. La questione più seria non sono neanche i prezzi, ma la disponibilità, già si parla di ridurre il traffico aereo o di rabboccare gli aeromobili non al pieno. Il peggio deve ancora venire, ma ieri tutti in giro, la mattina e la sera, credo di essere uno dei pochi che sia restato a casa...
Il prezzo attuale all'ingrosso del GPL algerino è di circa 750 euro a tonnellata quindi spannometricamente 40 centesimi al litro (ho ipotizzato densità = 0,520), cui aggiungere il costo di trasporto in Italia (immagino via nave), quello della distribuzione alle stazioni di servizio, i margini della filiera e la tassazione al consumo. temo che tra poco sarà difficile vederlo sotto 0,80 perfino dalle tue parti (che è una delle zone dove costa meno in assoluto, forse per la vicinanza a Genova dove arriva e/o per la presenza di un paio di raffinerie che ne producono parecchio)
 
Effettivamente da quando i prezzi sono saliti chi utilizza "troppo" l'auto viene additato come un terrorista ma a meno che uno non vada in giro a rubare che viaggi per lavoro o per diletto in genere la collettività ne trae anche qualche beneficio.
 
Anche su elettrico c'è stato qualche rincaro, non è diretto ma mediato come sempre dagli accordi di interoperabilità/roaming tra i vari operatori.

Scaduto l'accordo tra RePower ed a2a (con cui si pagava 0,6 €/kWh) adesso la tariffa più conveniente in pay-per-use è quella di a2a che è di 0,65 €/kWh.

In compenso, vicino all'ufficio, la DC che aveva 0,8 €/kWh è scesa a 0,7 €/kWh.

Attenderò che qualche altro operatore "abbracci" a2a proponendo di nuovo cifre tra 0,5 e 0,6 € kWh, vediamo poi se a2a proporrà di nuovo ricariche a 0,49 €/kWh come fatto da giugno a settembre scorsi e rifatto poi a dicembre. ;)
 
temo che tra poco sarà difficile vederlo sotto 0,80 perfino dalle tue parti
Come già scritto, già sarebbe un risultato non avere il picco oltre 1, considerando che l'autogrill più vicino lo mette già a 0.98. La guerra è guerra, e lo è per tutti. Anche se Sannazzaro e Busalla sono a poche decine di km.
 
Se l'economia è in generale una disciplina molto complessa, scienza delle finanze e politica economica e finanziara lo sono ancora di più. A sentimento di pancia, personalmente andrei a sostenere il rasporto merci con interventi mirati sul rimborso accise (estendendolo anche ai mezzi commerciali sotto i 70 quintali, dopo di che qualche neurone ancora (mal)funzionante mi torna in mente che pure il weekend a Forte dei Marmi contribuisce al PIL e quindi al gettito fiscale.
Un bel rebus, a volerlo gestire con la testa e non con la pancia.
Se il weekend a forte dei marmi non è on top al taglio delle accise ma già programmato, non aggiunge nulla. Toglie soltanto al già sofferente welfare.
Poi oh , opinione mia, felice se per sanità e ricerca questo togliere fondi è passante ai 2 settori.
 

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