<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ore di lavoro | Il Forum di Quattroruote

Ore di lavoro

Aumenta l'Iva ordinaria, bloccata l'aliquota del 10%
L'aliquota ordinaria dell'Iva sale dal 21 al 22% a partire dal 1° luglio 2013; resta invece invariata al 10% quella ridotta. Introdotta una tassa una tantum di 500 euro sulle macchinette "acchiappa-pupazzi".
Più detrazioni per i figli a carico
Salgono a 1.220 euro, rispetto agli attuali 900, le detrazioni per i figli sotto i tre anni, e da 800 a 950 euro per i figli superiori a tre anni.

Tobix Tax
Viene istituita la tassa dello 0,05% sulle transazioni finanziarie riguardanti compravendite di azioni e altri strumenti partecipativi, e grazie a un emendamento approvato contro il parere del governo anche sulle operazioni sui derivati.

Esenzione Irap
Dal 2014 scatta l'esenzione dall'Irap per le micro imprese che svolgono attività commerciali, arti e professioni senza la collaborazione di altri lavoratori. Aumentano poi da 4.600 a 7.500 euro le deduzioni per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato, che salgono anche da 10.600 a 13.500 per l'assunzione di donne e giovani sotto i 35 anni.

Fondo per la ricerca
Nel 2013 nascerà il fondo per concedere un credito d'imposta alla ricerca, in particolare per le piccole e medie imprese, e per ridurre il cuneo fiscale.

Cala la deducibilità per le auto aziendali
La percentuale deducibile per i mezzi di trasporto utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni scende dal 27,5 al 20%.

Salvaguardati altri 10mila esodati
Viene nuovamente ampliata la platea di esodati salvaguardati: sono "salve" altre 10.130 persone, portando a 130mila il totale di esodati che potranno andare in pensione con le regole pre-Fornero.

Professori al lavoro per 18 ore
L'orario di lezione dei professori di scuole medie e superiori resta fermo a 18 ore settimanali: bocciato l'aumento a 24 inizialmente previsto.

Meno fondi per il Mose
Per il sistema Mose di Venezia è previsto un finanziamento di 100 milioni inferiore al previsto. Confermate invece le autorizzazioni di spesa per la Tav e rimodulate le risorse per il ponte sullo Stretto.

Tagli per i ministeri
Nel triennio 2013-2015 arrivano tagli lineari per le amministrazioni centrali, per un totale di 1,375 miliardi nel 2013, 1,173 nel 2014 e 1,2 dal 2015.

Più tagli a Regioni e Comuni
Passano a un miliardo l'anno per le regioni a statuto ordinario e a 500 milioni l'anno per quelle a statuto speciale e per le province autonome l'incremento dei risparmi fissato dalla spending review. Dal 2013 scatta anche la riduzione di 500 milioni annui del fondo sperimentale di riequilibrio per i comuni e di 200 milioni per le province.

Accise sulla benzina a favore del trasporto pubblico
Nel 2013 parte il nuovo fondo nazionale per il concorso dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale: sarà alimentato da una quota delle accise su benzina e gasolio.

Falsi invalidi
Introdotta una norma che stabilisce che l'Inps realizzi un piano di 150mila verifiche annue straordinarie per scovare i falsi invalidi.

Meno tasse con la lotta all'evasione
Viene anticipata di un anno, al 2013, l'entrata in vigore del fondo per la riduzione della pressione fiscale alimentato dai proventi della lotta all'evasione.
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Queste sono i punti chiave della legge di stabilità approvata.

Sugli orari degli insegnanti sono rimasto veramente perplesso: 18 ore settimanali ???????????????
Ma stiamo scherzando????????????
Cosa dovrebbero dire tutti quelli che ne lavorano 40 e guadagnano meno di loro ??????????????????????''
 
biasci ha scritto:
.

Sugli orari degli insegnanti sono rimasto veramente perplesso: 18 ore settimanali ???????????????
Ma stiamo scherzando????????????
Cosa dovrebbero dire tutti quelli che ne lavorano 40 e guadagnano meno di loro ??????????????????????''

Se ne è parlato a lungo. Le 18 ore sono solo una parte del lavoro degli insegnati. Poi ci sono compiti da correggere, aggiornamento professionale, consigli di classe, consigli di istituto, colloqui con i genitori.....se un professore fa il suo lavoro con coscienza lavora più fuori che in classe.
 
Non starei 18 ore alla settimana in classe neppure se mi pagassero 3000? al mese, non ho mai fatto domanda per l'insegnamento anche se avrei potuto.
 
a_gricolo ha scritto:
biasci ha scritto:
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Sugli orari degli insegnanti sono rimasto veramente perplesso: 18 ore settimanali ???????????????
Ma stiamo scherzando????????????
Cosa dovrebbero dire tutti quelli che ne lavorano 40 e guadagnano meno di loro ??????????????????????''

Se ne è parlato a lungo. Le 18 ore sono solo una parte del lavoro degli insegnati. Poi ci sono compiti da correggere, aggiornamento professionale, consigli di classe, consigli di istituto, colloqui con i genitori.....se un professore fa il suo lavoro con coscienza lavora più fuori che in classe.

Se sono il 10% sono anche troppi.
E poi 3 non si devono dimenticare che tra estate, natale, pasqua, ferie, permessi ecc. lavorano circa 30/35 settimane all' anno (5 giorni alla settimana).
Quasi la metà di chiunque altro.
 
norbig ha scritto:
Non starei 18 ore alla settimana in classe neppure se mi pagassero 3000? al mese, non ho mai fatto domanda per l'insegnamento anche se avrei potuto.
Quello è un altro discorso. Se non ti piace quel lavoro ......

E bisogna ricordarsi anche che gli insegnanti (dalle medie in su) spesso svolgono una professione e fanno le ripetizioni RIGOROSAMENTE IN NERO !!!!!!!!!
 
Con la differenza che un professore è laureato. Quindi si è fatto un mazzo tanto pagandosi gli studi, più diversi anni di mancato guadagno dal fatto di aver rinunciato a lavorare per studiare. Il tutto, per prendere come un operaio, il quale, se ha iniziato a lavorare a 16 anni, avrà visto almeno 35-40.000? in più. Le ore che fanno gli insegnanti, per quella miseria che prendono in Italia, sono fin troppe.
 
Continuare o no gli studi sono scelte.
Come sono scelte accettare o no un lavoro di insegnante con la paga che è.

Non ti va bene quello stipendio? Non fai quel lavoro !!!!!!!!!
Oppure ti adatti come fanno molti laureati che, pur di lavorare, fanno anche i lavori più umili.
 
biasci ha scritto:
Se sono il 10% sono anche troppi.

Non credere.

biasci ha scritto:
E poi 3 non si devono dimenticare che tra estate, natale, pasqua, ferie, permessi ecc. lavorano circa 30/35 settimane all' anno (5 giorni alla settimana).
Quasi la metà di chiunque altro.
[/quote]

Non è vero. Il mondo della scuola lo conosco abbastanza bene e ti posso assicurare che - sempre con riferimento a chi lavora come Cristo comanda - il lavoro che non si vede è almeno pari a quello "frontale".
 
http://nonvolevofarelaprof.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/10/12/lettera-molto-seria-di-una-insegnante-al-ministro-profumo/

Egregio Signor Ministro,
ho letto come tutti la sua proposta di aumentare dall?anno prossimo a noi professori l?orario a 24 ore di docenza in classe. Gratis, naturalmente, nel senso che queste ore in più non saranno seguite da alcun aumento di stipendio. Ce lo chiede l?Europa, dice lei, per adeguarci agli standard degli altri paesi comunitari. E sarà vero, se Lei lo dice. Ma, da docente, non capisco perché, a questo punto, anche il mio stipendio non si dovrebbe adeguare a quello dei colleghi stranieri, che è notevolmente più alto.
Ma anche lasciando stare i soldi, Egregio Signor Ministro, a farmi star male è proprio tutto il tono delle interviste da Lei rilasciate sull?argomento, a cominciare da quel ?Con gli insegnanti ci vuole il bastone e la carota? citato nell?incipit. A casa mia il bastone e la carota sono cose che si usano con gli asini. Se Lei per primo, signor Ministro, ha una così alta considerazione della nostra categoria da considerare gli insegnanti equiparabili ai somari, cominciamo bene.
Entrando però nello specifico del Suo provvedimento, ci sono parecchie cose che non mi tornano (del resto sono un asino, me l?ha cortesemente fatto capire Lei).
Per esempio mi sfugge come alzare per tutti a 24 ore la presenza in classe dovrebbe portare automaticamente un miglioramento della qualità dell?insegnamento. A scuola, e sono la prima a riconoscerlo, ci sono anche docenti che fanno poco o nulla. Ma non certo per una questione di orario. Ora poltriscono per 18 ore, fategliene fare 24, poltriranno per 24 in classe, esattamente allo stesso modo.
Chi invece si troverà nelle peste causa aumento dell?orario di docenza saranno quegli insegnanti che lavorano bene. Perché vede, Egregio Signor Ministro, da quanto si capisce queste ore in più, che farò gratis et amore dei, non saranno ore aggiuntive nelle mie classi. Fosse così, sarei anche contenta. Attualmente io alle medie ho 6 ore di italiano, 4 di storia e geografia. Vogliamo aumentare la qualità dell?insegnamento? Concedetemi di farne almeno 8 di Storia e Geografia e due in più di Italiano per classe. Potrei lavorare meglio, approfondire il programma, avere più tempo per i recuperi di chi rimane indietro e per fare esercitazioni.
No, quelle 6 ore in più serviranno ad ammollarmi un?altra classe da seguire, e risparmiare così i soldi dello stipendio di un collega. Il che vuole dire, Egregio Signor Ministro, che io già oggi, con le classi stipate di 27/30 alunni, ho circa 90 ragazzini da seguire con le mie 18 ore; con 24 ne avrò circa 120. non voglio neanche pensare ai colleghi di altre materie, tipo lingue. Secondo lei, facendo anche un mero conto a spanne, la qualità del mio insegnamento migliorerà?
No, peggiorerà. Perché adesso le ore a casa, nel pomeriggio, quelle che tutti credono dedicate al riposo, le passo a correggere pacchi di compiti, temi, test di grammatica: sono almeno quattro a quadrimestre, tacendo di quelli che assegno per casa e dei compitini di Storia e Geografia. E altro tempo lo spendo perché, pensi un po?, mi devo preparare le lezioni che tengo in classe: sono asina, che vuole, non sono capace di entrare alla mattina improvvisando. Ho bisogno, la sera prima, di prepararmi gli schemi, il materiale da consegnare, pensare a cosa dire perché poi ogni classe è diversa, e la lezione va impostata in modo differente.
Tutto questo, Egregio Signor Ministro, lo faccio oltre alle ore in cui sono in classe, ma è sempre lavoro. E sono costretta a farlo a casa non perché sono privilegiata, ma per un semplice motivo logistico: a scuola, dove è la mia sede di lavoro, non ho né un ufficio né una scrivania, e il computer che uso per trovare i materiali o crearli è quello che mi sono comprata con i miei soldi, perché la scuola non me lo dà.
Evidentemente ai tecnici del suo Ministero e a Lei tutto questo sfugge, perché pare che mi sia computato come ?lavoro? solo il tempo che passo in classe, e tutto il resto non esista. Bene, ne prendo atto. Ma la conseguenza di tutto ciò è che, aumentandomi il tempo di docenza e il numero di alunni, avrò meno spazio per fare il resto. Il che vuole dire, Egregio Signor Ministro, che ridurrò giocoforza il numero di compiti scritti, riciclerò i materiali uguali per ogni classe senza personalizzarli. Finirò per lavorare di meno a casa e sicuramente peggio a scuola: non per cattiva volontà mia o per deliberata voglia di sabotare il Suo meraviglioso progetto, ma per forza di cose. Quindi il grande risultato della Sua idea non sarà, come dice, aumentare l?efficienza della scuola e la qualità, ma peggiorarla: chi non ha mai fatto un tubo continuerà a non fare nulla, chi invece riusciva bene o male a insegnare qualcosa, si vedrà costretto a ridurre quanto prima era sempre riuscito a fare, perché lo sforzo fisico di stare anche solo cinque ore di fila in classe con ragazzi adolescenti e preadolescenti, con i quali non ti puoi distrarre un attimo, si farà sentire.
Per cui, Egregio Signor Ministro, da docente che ogni giorno entra in classe, questo le volevo dire. Approvi pure il nostro aumento di ore di docenza, per altro passando a tutti il messaggio che noi insegnanti siamo degli scansafatiche privilegiati che fino ad oggi han lavorato poco. Avrà il plauso popolare e Le riuscirà di certo, perché la società, dopo anni di martellamento mediatico, ne è già convinta, e la applaudirà. Ma non gabelli questo taglio per uno strumento per aumentare la qualità della scuola, o migliorare l?efficienza di noi docenti. E? solo l?ennesimo taglio imposto ad una categoria che al momento non ha la forza di opporsi, né i mezzi, perché non facciamo neppure un lavoro considerato socialmente fondamentale, come i tassisti, ad esempio. In fondo siamo solo quelli che formano le prossime generazioni: degli asini che meritano un po? di bastone e manco la carota, ha ragione Lei.
 
biasci ha scritto:
Continuare o no gli studi sono scelte.
Come sono scelte accettare o no un lavoro di insegnante con la paga che è.

Non ti va bene quello stipendio? Non fai quel lavoro !!!!!!!!!
Oppure ti adatti come fanno molti laureati che, pur di lavorare, fanno anche i lavori più umili.

In Europa, a parità di orario, sono pagati quasi tutti di più, Spagna compresa. Evidentemente, la pensano di più al futuro dei propri giovani. E ciò deriva dalla mentalità tipicamente italiana. Cosa serve la cultura e la qualità dell'educazione, se tanto conosco tizio o caio che ti raccomanda? Allora, viene reso poco attraente il posto di insegnante, con la conseguenza che chi fa questo lavoro, in moltissimi casi, lo fa senza passione, per obbligo, oppure come lavoro di transizione in attesa di altro più remunerativo. Quindi, salvo eccezioni, il lavoro non viene svolto con la giusta dedizione, e tutto ciò va a riflettersi sul futuro e sulla preparazione delle nuove generazioni. Ma in Italia, questo non si capisce, qui è impossibile fare un programma a medio-lungo termine.
 
Edo, io sono d'accordo con te al 100% ma, come hai detto, siamo in italia e le cose funzionano così.
Dato che il mondo del lavoro è duro e non guarda in faccia a nessuno, bisogna adattarsi e cercare di crearci la propria strada.

Per quello che riguarda la passione .............. ce ne sarebbe da parlare per ore.
Spesso, le passioni, costano invece di farti guadagnare.

Io sono sempre stato il primo a dire che un lavoro fatto con entusiasmo rende di più, viene meglio e pesa meno.

Qui, l' entusiasmo te lo risucchiano con un aspiratore industriale.
 
Agri, la lettera che hai postato non è che mi fa cambiare idea.
Chi ha scritto, non lavora 18 ore in classe. Ne lavora 10.
Chi ne lavora davvero 18 cosa deve fare?
Io conosco personalmente una insegnante che lavora 4 ore a settimana e prende quasi 900? al mese. E si lamenta pure !!!!!!!!
Secondo te è guisto?

E' chiaro che in itaglia viene sempre fatta di tutta l' erba un fascio e quindi chi è serio ci rimette a favore dei mangiasoldi a tradimento.

Cambia il sistema? NO
 
EdoMC ha scritto:
biasci ha scritto:
Continuare o no gli studi sono scelte.
Come sono scelte accettare o no un lavoro di insegnante con la paga che è.

Non ti va bene quello stipendio? Non fai quel lavoro !!!!!!!!!
Oppure ti adatti come fanno molti laureati che, pur di lavorare, fanno anche i lavori più umili.

In Europa, a parità di orario, sono pagati quasi tutti di più, Spagna compresa. Evidentemente, la pensano di più al futuro dei propri giovani. E ciò deriva dalla mentalità tipicamente italiana. Cosa serve la cultura e la qualità dell'educazione, se tanto conosco tizio o caio che ti raccomanda? Allora, viene reso poco attraente il posto di insegnante, con la conseguenza che chi fa questo lavoro, in moltissimi casi, lo fa senza passione, per obbligo, oppure come lavoro di transizione in attesa di altro più remunerativo. Quindi, salvo eccezioni, il lavoro non viene svolto con la giusta dedizione, e tutto ciò va a riflettersi sul futuro e sulla preparazione delle nuove generazioni. Ma in Italia, questo non si capisce, qui è impossibile fare un programma a medio-lungo termine.

nello specifico il fatto che gli insegnanti siano
pagati di piu' all' estero non vuol dire nulla.
E' notorio che TUTTI gli stipendi degli Italiani LAVORATORI
sono agli ultimi posti in Europa
 
Banalmente.
I professori insegnano 18 ore. giusto.
Le restanti (18 altro che 8) stanno a scuola a fare il resto del lavoro. correzione dei compiti, colloqui con i genitori, etc etc.
A casa si fanno i beep loro. ;)
 
E' evidente che in molti non conoscete per nulla la professione di insegnante.

Se c'è un vantaggio che gli si può riconosce è sulla certezza del periodo di ferie.

Certo che se si prende a riferimento l'insegnante di motoria ex educazione fisica ..
 
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