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obiezione di coscienza

ALGEPA

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ma da quando un sindaco , a prescindere dalla legge che deve applicare, può ricorrere all'obiezione di coscienza riguardo all'applicazione di questa?
Secondo me non è proprio previsto nel nostro ordinamento..magari mi sbaglio
 
ALGEPA ha scritto:
ma da quando un sindaco , a prescindere dalla legge che deve applicare, può ricorrere all'obiezione di coscienza riguardo all'applicazione di questa?
Secondo me non è proprio previsto nel nostro ordinamento..magari mi sbaglio

ho letto che se il sindaco si rifiuta deve delegare qualcuno altro che lo faccia al posto suo. L'importante é che il "matrimonio" si celebri.
 
bumper morgan ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma da quando un sindaco , a prescindere dalla legge che deve applicare, può ricorrere all'obiezione di coscienza riguardo all'applicazione di questa?
Secondo me non è proprio previsto nel nostro ordinamento..magari mi sbaglio

ho letto che se il sindaco si rifiuta deve delegare qualcuno altro che lo faccia al posto suo. L'importante é che il "matrimonio" si celebri.

ma su quali basi si può rifiutare?
leggevo anche io quello che riporti tu , è un poco l'esempio di un primario che per obiezione di coscienza non pratica aborti ma deve comunque garantire che il suo reparto offra il servizio, però in quel caso è un obiezione credo gestita dalla legge, in questo caso invece non mi sembra che ci sia una regolamentazione a riguarda, e quindi allo stesso tempo non c'è neanche un sanzione se un sindaco non ottempera ad una legge
 
ALGEPA ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma da quando un sindaco , a prescindere dalla legge che deve applicare, può ricorrere all'obiezione di coscienza riguardo all'applicazione di questa?
Secondo me non è proprio previsto nel nostro ordinamento..magari mi sbaglio

ho letto che se il sindaco si rifiuta deve delegare qualcuno altro che lo faccia al posto suo. L'importante é che il "matrimonio" si celebri.

ma su quali basi si può rifiutare?
leggevo anche io quello che riporti tu , è un poco l'esempio di un primario che per obiezione di coscienza non pratica aborti ma deve comunque garantire che il suo reparto offra il servizio, però in quel caso è un obiezione credo gestita dalla legge, in questo caso invece non mi sembra che ci sia una regolamentazione a riguarda, e quindi allo stesso tempo non c'è neanche un sanzione se un sindaco non ottempera ad una legge

su quali basi non lo so. Comunque non é che se non c'é il sindaco il matrimonio non si ha da fare, lo celebrerá un assessore.
tuttavia non metterei sullo stesso piano l'aborto (che puó essere per taluni un omicidio) con lo sposare una coppia omo.
 
no certo, il discorso dell'aborto l'ho messo in mezzo solo perchè credo che li l'obiezione è gestita da una legge, e credo che l'obiezione si configura li dove legiferata quando c'è di mezzo un discorso di vita o di morte.
 
ALGEPA ha scritto:
no certo, il discorso dell'aborto l'ho messo in mezzo solo perchè credo che li l'obiezione è gestita da una legge, e credo che l'obiezione si configura li dove legiferata quando c'è di mezzo un discorso di vita o di morte.
L'aborto meriterebbe davvero un capitolo a parte. Non è pensabile nel 2016 non trovare quasi nessuno, in certi ospedali pubblici, che non sia obiettore (quasi tutte persone che poi non sono religiosi praticanti, ovviamente.... :rolleyes: ).

Per quanto rigurda la legge, che la si ritenga personalmente giusta o sbagliata, poco interessa. La legge è tale e il pubblico ufficiale deve rispettarla.
Spero non si crei un precedente legale, altrimenti ci saranno anche gli impiegati dell'anagrafe che rifiuteranno di rilasciare carte d'identità o altri certificati, ecc...
 
NEWsuper5 ha scritto:
Spero non si crei un precedente legale, altrimenti ci saranno anche gli impiegati dell'anagrafe che rifiuteranno di rilasciare carte d'identità o altri certificati, ecc...

questo per me è il fulcro della questione, a prescindere dal caso che è uscito ora in merito alle unioni civili, creiamo un precedente per cui un qualsiasi pubblico ufficiale può appellarsi all'obiezione di coscienza per non fare una cosa.
 
bumper morgan ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
ma da quando un sindaco , a prescindere dalla legge che deve applicare, può ricorrere all'obiezione di coscienza riguardo all'applicazione di questa?
Secondo me non è proprio previsto nel nostro ordinamento..magari mi sbaglio

ho letto che se il sindaco si rifiuta deve delegare qualcuno altro che lo faccia al posto suo. L'importante é che il "matrimonio" si celebri.

Mi sembra il minimo

Cosa non si fa ( dice ) per razzolare qualche voto extra
strappandolo ai nazional popolari :D :D :D :D
 
un sindaco non può rifiutare di compiere un atto previsto dalla legge se ci sono i requisiti, nel caso di specie per l'unione civile è previsto l'intervento dell'ufficiale dello Stato civile che può essere il sindaco o un altro soggetto appositamente delegato (assessore, consigliere, anche un cittadino). Ovviamente, in un grande comune il ricorso alla delega è più frequente perché il sindaco ha un carico di lavoro significativo.

Il caso dell'aborto è ben diverso perché l'obiezione di coscienza è prevista dalla legge. Le dichiarazioni del candidato in questione vanno quindi lette in chiave prettamente politica.
 
Credo anch'io che questa sia solo una sparata indice del grado di sciacallaggio politico di chi l'ha espressa e del suo scarso rispetto delle leggi (e delle regole del vivere civile).
Penso anche che la obiezione di coscienza, dove prevista, nella fattispecie per l'interruzione di gravidanza dovrebbe comportare una qualche forma di penalizzazione che sia di tipo economico o di avanzamento di carriera mentre, al contrario, sono proprio quei pochi che non vi si sottraggono ad essere penalizzati ritrovandosi a svolgere quasi solo tali prestazioni che reputo comunque stressanti da un punto di vista psicologico e penalizzanti per possibili avanzamenti di carriera.
Ricordo quando feci il militare che gli obiettori di coscienza (anni '70) andavano sotto processo ed erano veramente pochi, poco prima del l'abolizione della naja invece ad optare per il servizio civile diventò una parte consistente dei ragazzi di leva.
Insomma credo che una reale testimonianza dell'obiezione di coscienza sia l'accettare una contropartita, un prezzo da pagare, al contrario del meccanismo premiante per i medici obiettori.
 
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