Era seduto sul divano di casa mia mentre ascoltava la musica che avrei raccolto su un cd per il suo viaggio di ritorno.
Forse era stanco per il viaggio o per aver mangiato come suo solito :lol:
Era ghiotto di quei biscotti salati e della salsina che mia moglie preparava quando ricevevo la telefonata : " presidente ! ma se vengo a fare un giro dalle tue parti disturbo o hai da fare ? ".
E via con la salsina
La musica da scegliere era tanta e la palpebra scendeva :lol:
Io, bastardone nato, prendo il cellulare e inizio a filmare il tracollo.
Il braccio che supporta e sopporta la testa di Paolone si arrende lentamente nonostante alcuni tentativi di resistenza vani :lol:
Scende e scende fino al rimbalzo fisiologico e gli occhi sembrano aprirsi col " ? ".
Mi fissa e capisce che quel maledetto ha filmato l'accaduto e sa bene che cosa ne farebbe :XD:
" presidente ti spezzo tutti i braccini se lo divulghi " :lol: :lol:
Sta suonando di nuovo : http://www.youtube.com/watch?v=8Cyebg5DX_s
La mia solita musica che sicuramente intristisce ma che regala un abbraccio di quelli che hai bisogno quando sei solo e senti che manca qualcosa.
Manca sempre qualcosa o qualcuno e ce ne accorgiamo quando finiamo di recitare la parte di quelli forti, vissuti e padroni di noi stessi.
L'umiltà di ammettere la propria fragilità è un dono spesso mal interpretato, più facile leggere tra le righe una mancata volontà di reagire.
Mi domando a cosa pensasse quando tornava a casa nei suoi 450 km.
La nebbia più volte avvolgeva la sua " casa " viaggiante e sono certo che si sentisse un tutt'uno con la sua macchina, al suo interno provava quell'intimità dalla quale non voleva separarsi.
Nella notte la sua rs nera percorreva una strada che passava dal posto dove una parte della sua vita aveva preso una direzione diversa, Vicolungo.
La memoria tradisce e sono amareggiato per non saper raccontare, per non saper ricordare i momenti del viaggio a Catania.
Solo Ivan può capire quanto siamo stati fortunati nell'aver potuto relizzarlo.
Chiudo gli occhi e sento il vento tra i capelli, mi volto e li vedo uno a sinistra e uno a destra, i miei amici.
La nave parte e vorrei dire tante cose delle quali, in altre circostanze, mi vergognerei.
Ma perche vergognarsi nel dire " vi voglio bene " ?
Forse era stanco per il viaggio o per aver mangiato come suo solito :lol:
Era ghiotto di quei biscotti salati e della salsina che mia moglie preparava quando ricevevo la telefonata : " presidente ! ma se vengo a fare un giro dalle tue parti disturbo o hai da fare ? ".
E via con la salsina
La musica da scegliere era tanta e la palpebra scendeva :lol:
Io, bastardone nato, prendo il cellulare e inizio a filmare il tracollo.
Il braccio che supporta e sopporta la testa di Paolone si arrende lentamente nonostante alcuni tentativi di resistenza vani :lol:
Scende e scende fino al rimbalzo fisiologico e gli occhi sembrano aprirsi col " ? ".
Mi fissa e capisce che quel maledetto ha filmato l'accaduto e sa bene che cosa ne farebbe :XD:
" presidente ti spezzo tutti i braccini se lo divulghi " :lol: :lol:
Sta suonando di nuovo : http://www.youtube.com/watch?v=8Cyebg5DX_s
La mia solita musica che sicuramente intristisce ma che regala un abbraccio di quelli che hai bisogno quando sei solo e senti che manca qualcosa.
Manca sempre qualcosa o qualcuno e ce ne accorgiamo quando finiamo di recitare la parte di quelli forti, vissuti e padroni di noi stessi.
L'umiltà di ammettere la propria fragilità è un dono spesso mal interpretato, più facile leggere tra le righe una mancata volontà di reagire.
Mi domando a cosa pensasse quando tornava a casa nei suoi 450 km.
La nebbia più volte avvolgeva la sua " casa " viaggiante e sono certo che si sentisse un tutt'uno con la sua macchina, al suo interno provava quell'intimità dalla quale non voleva separarsi.
Nella notte la sua rs nera percorreva una strada che passava dal posto dove una parte della sua vita aveva preso una direzione diversa, Vicolungo.
La memoria tradisce e sono amareggiato per non saper raccontare, per non saper ricordare i momenti del viaggio a Catania.
Solo Ivan può capire quanto siamo stati fortunati nell'aver potuto relizzarlo.
Chiudo gli occhi e sento il vento tra i capelli, mi volto e li vedo uno a sinistra e uno a destra, i miei amici.
La nave parte e vorrei dire tante cose delle quali, in altre circostanze, mi vergognerei.
Ma perche vergognarsi nel dire " vi voglio bene " ?