<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> O prefette ha trovato &#34; un seguace &#34;....i Napoletani.... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

O prefette ha trovato &#34; un seguace &#34;....i Napoletani....

PanDemonio ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Permettimi di dissentire, e' come se tu sentissi uno che bestemmia....
Vai in giro e cominci
" Dio......" e poi ci ridi su

Sabato invece sono andato alla mia prima partita di rugby.

un altro mondo.

con le sue extraterritorialità: quando si giocava a Lumezzane, le touche non le voleva lanciare nessuno perché da dietro la rete del pubblico ti sputavano addosso.
parlo di tornei giovanili; in serie C ho sentito parlare di lattine. :lol: :lol: :lol:
 
PanDemonio ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Permettimi di dissentire, e' come se tu sentissi uno che bestemmia....
Vai in giro e cominci
" Dio......" e poi ci ridi su
Ognuno ci veda quel che vuole.

Io so solo che sono decenni che non entro in uno stadio di calcio, e i sedicenti "servizi" giornalistici fuori e dentro gli spogliatoi mi interessano ancora meno.

Sabato invece sono andato alla mia prima partita di rugby.
La squadra di casa si sfidava con una inglese, in un torneo internazionale.
In tribuna c'erano giovani e anziani, donne e bambini. Molte famiglie con bebè al seguito.
Io ero con mio figlio, di 5 anni.
Non c'erano zone riservate per i tifosi della stessa squadra, eravamo tutti mischiati assieme. Dietro di me sentivo parlare solo inglese.
Al mio fianco una ragazza sui 25 anni, allevatrice di giovani rugbisti (compreso mio figlio) guardava la partita con mamma, papà e cane.
Ad ogni azione "meritevole" tutto lo stadio applaudiva. TUTTO. Indipendentemente dalla squadra che la effettuava.
Abbiamo perso per un punto, 32 a 31, negli ultimi secondi di partita, ma NESSUNO si è lasciato andare a escandescenze o devastazioni.

I 15 euro meglio spesi da decenni a questa parte...

Quando uno sport travalica la sua ragione di esistenza e assurge a modello sociale, a simulacro di battaglia tra "noi" e "gli altri", succede quello che succede con il calcio in Italia: tutto il sistema finisce per diventare solo una valvola di sfogo per persone frustrate e rabbiose, e la sana competizione sportiva esce dal campo e diviene barbarie.
In tutti gli sport dove si faccia per l'appunto ancora solo sport e non passerella di gente strapagata, viziata e conseguentemente deviata, le esibizioni sono vissute come la tua partita di rugby: si ci appassiona e si tifa finchè c'è la partita e pensando solo alla partita, quando tutto e finito si ci stringe la mano e si ritorna alle proprie vite, contenti del bel momento che si è vissuto in comunità, indipendentemente dalla vittoria o dalla sconfitta.
Per fortuna nel grosso degli sport la vita è ancora quella.
 
Matteo__ ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Permettimi di dissentire, e' come se tu sentissi uno che bestemmia....
Vai in giro e cominci
" Dio......" e poi ci ridi su
Ognuno ci veda quel che vuole.

Io so solo che sono decenni che non entro in uno stadio di calcio, e i sedicenti "servizi" giornalistici fuori e dentro gli spogliatoi mi interessano ancora meno.

Sabato invece sono andato alla mia prima partita di rugby.
La squadra di casa si sfidava con una inglese, in un torneo internazionale.
In tribuna c'erano giovani e anziani, donne e bambini. Molte famiglie con bebè al seguito.
Io ero con mio figlio, di 5 anni.
Non c'erano zone riservate per i tifosi della stessa squadra, eravamo tutti mischiati assieme. Dietro di me sentivo parlare solo inglese.
Al mio fianco una ragazza sui 25 anni, allevatrice di giovani rugbisti (compreso mio figlio) guardava la partita con mamma, papà e cane.
Ad ogni azione "meritevole" tutto lo stadio applaudiva. TUTTO. Indipendentemente dalla squadra che la effettuava.
Abbiamo perso per un punto, 32 a 31, negli ultimi secondi di partita, ma NESSUNO si è lasciato andare a escandescenze o devastazioni.

I 15 euro meglio spesi da decenni a questa parte...

Quando uno sport travalica la sua ragione di esistenza e assurge a modello sociale, a simulacro di battaglia tra "noi" e "gli altri", succede quello che succede con il calcio in Italia: tutto il sistema finisce per diventare solo una valvola di sfogo per persone frustrate e rabbiose, e la sana competizione sportiva esce dal campo e diviene barbarie.
In tutti gli sport dove si faccia per l'appunto ancora solo sport e non passerella di gente strapagata, viziata e conseguentemente deviata, le esibizioni sono vissute come la tua partita di rugby: si ci appassiona e si tifa finchè c'è la partita e pensando solo alla partita, quando tutto e finito si ci stringe la mano e si ritorna alle proprie vite, contenti del bel momento che si è vissuto in comunità, indipendentemente dalla vittoria o dalla sconfitta.
Per fortuna nel grosso degli sport la vita è ancora quella.

Eppure vedete.....
in GB ci sono riusciti
Per la serie " critichiamo pur sempre la Perfida II " ;) ;)
 
Certo, volendo si fa pure qui, quello che mettevo in evidenza è solo lo stato di fatto. Il problema è che temo non si voglia, 'sto Paese è sempre il solito, ma poi lo sanno i signori che governano lo sport in questione che in Albione gli introiti generati dal calcio con la tolleranza zero sono aumentati? Anche perchè allo stadio ci va un sacco di gente in più. Bah, vacci a capire qualcosa. Per fortuna che a me il calcio non piace.
 
Matteo__ ha scritto:
Stasera ho visto la cosa al telegiornale, in realtà non ho ben capito cosa gli frullasse per la testa, però la spiegazione che ha dato è proprio quella ipotizzata da Pandemonio nella prima parte del suo intervento. Personalmente credo che se iniziassero a dare meno peso a certe cretinate staremmo tutti meglio. Ormai i giornalisti sono talmente alla frutta che pur di aver qualcosa di cui parlare non esitano nemmeno a cannibalizzarsi. Ma se avessero lasciato quel servizio dove quasi sicuramente stava (sullo scaffale della roba mai andata in onda), a prendere la polvere, non sarebbe stato meglio? Dubito che ci sia qualche napoletano a cui possano fare il minimo effetto certe cose, eccettuati ovviamente coloro che al San Paolo e altrove ci vanno solo per attaccar briga, che meritano la stessa considerazione elargibile alle persone di cui su e a chi in qualunque altro stadio del mondo fa quelle cose: nessuna.

Quoto assolutamente e al 100%!
Da quasi napoletano (zona Campi Flegrei, 10 km a nord di Napoli) non posso che sorridere davanti a un servizio talmente demente e fazioso da non poter essere etichettato come razzista o offensivo.
D'altra parte, come già scritto anni fa, avendo girato un pò per lavoro, non posso che confermare quel che chiunque può intuire: le persone per bene e, purtroppo, quelle che hanno il cervello posto a semplice separè fra le orecchie, sono ampiamente e uniformemente diffuse.
Al Nord ho conosciuto colleghi straordinari, per simpatia, cultura, considerazione degli altri, etc...., che del razzismo sono l'esatta antitesi, così come ne ho incontrati ovunque.
Il nostro vero problema? Pensare e vedere sempre quei pochi e dimenticare i tanti che fanno o farebbero onore al nome del nostro paese.
Salutoni
 
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