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Ciao Giampi!giampi47 ha scritto:Kren ha scritto:Alfa Romeo MontrealNel 1967, Centenario della Federazione Canadese, tutte le nazioni del mondo parteciparono all'Esposizione Universale di Montreal presentando le migliori realizzazioni nei vari campi della scienza e della tecnica. Come unica casa automobilistica ad essere invitata, l'Alfa Romeo si presentò con una dream car, definita testualmente "la massima aspirazione dell'uomo in fatto di automobili".
Nelle iniziali intenzioni dell'Alfa Romeo, si trattava di una mera operazione d'immagine. I due prototipi inviati all'Expo canadese, commissionati alla Carrozzeria Bertone su meccanica della "Giulia", sarebbero dovuti rimanere una sorta di "prova d'artista", da esporre nei vari saloni, per poi essere conservati nel museo aziendale.
In quegli anni, l'Alfa Romeo godeva di grande prestigio presso il pubblico americano e l'eleganza della vettura suscitò un vivo interesse che, contrariamente alle previsioni, non si spense nei mesi successivi. Le richieste dei concessionari canadesi e statunitensi furono tanto pressanti e reiterate da costringere l'azienda del Portello a decidere la produzione del prototipo.
Per tener fede all'idea originale della presentazione, la vettura venne dotata di un motore derivato dall'otto cilindri a V a carter secco della Alfa Romeo 33 Stradale che, nonostante la riduzione di potenza specifica da 125 a 80 CV/litro, si dimostrò surdimensionato rispetto alle caratteristiche di rigidità del telaio.
Produzione in serie
Così nel 1970 venne presentata al Salone dell'automobile di Ginevra la versione definitiva della "Montreal". Le consegne iniziarono nei primi mesi del 1972 al prezzo di L. 5.700.000 e con la possibilità di arricchirla con accessori pensati per un maggior comfort, quali gli alzacristalli elettrici (L. 100.000), la vernice metallizzata (L. 140.000) ed il condizionatore d'aria (L. 290.000). La gamma di colori disponibili variava dalle tinte normali blu medio, verde, grigio, rosso, arancio e nero, alle tinte metallizzate marrone, argento, arancio, oro e verde.
Esteticamente la vettura risultò leggermente più alta e con il cofano più ingombrante per accogliere l'otto cilindri. Il motore, pur derivando da quello da corsa Tipo 33, venne sostanzialmente modificato al fine di renderlo più "docile" e adatto all'uso stradale. La cilindrata definitiva è 2593cc, l'albero motore ha la disposizione delle manovelle a 90 gradi anziché a 180, i pistoni perdono il cielo convesso tipico della vettura sport, è diversa la fasatura ed è diversa l'iniezione meccanica, ora SPICA derivata dalle vetture a quattro cilindri esportate in America anziché Lucas. Il gruppo propulsore fu abbinato ad un raffinato cambio ZF invertito, quanto di meglio disponibile all'epoca, anche in considerazione del fatto che in Alfa non era disponibile una trasmissione in grado di gestire la poderosa coppia del V8 - e i bassi numeri non ne rendevano conveniente la messa in produzione-. Interessante, questo proposito, ricordare che il gruppo differenziale, derivato direttamente dalle 2000 Gt e Spider, era stato dotato di una coppa maggiorata in magnesio, col duplice scopo di aumentare la quantità d'olio e fornire un migiore raffreddamento. In effetti, la trasmissione era il punto più vulnerabile, tanto che le vetture preparate per correre (soprattutto in USA e in Sud Africa) erano spesso costrette al ritiro proprio dalla rottura del differenziale. La visione d'insieme della vettura dà più l'idea di una velocissima e confortevole gran turismo anziché di una derivata dalle corse strettamente sportiva. Infatti, a fronte di un motore esuberante quale il V8 di Arese, l'autotelaio si dimostrava inadeguato per una sportiva: la base della Giulia mostrava, infatti, tutti i limiti connessi allo schema "ruote anteriori indipendenti e ponte posteriore rigido". Il risultato era tutt'altro che disprezzabile, anzi, ma alla prova dei fatti la Montreal soffriva di un marcato rollio in curva - che consente, però, di apprezzare l'approssimarsi dei limiti dei tenuta del mezzo e, comunque, non inificiava l'efficacia nel seguire la traiettoria impostata -. L'impianto frenante, a dischi autoventilanti di produzione Girling, su tutte le ruote, forniva prestazioni in linea con le gt dell'epoca e, sebbene non sia un punto forte della Montreal, ancora oggi, se ben mantenuto, garantisce spazi d'arresto di tutto rispetto.
Le prestazioni, come si può immaginare, sono di prim'ordine: 200 cavalli a 6500 giri, 24kgm di coppia a 4750 giri, 224 km/h di velocità massima e 28 secondi per percorrere il chilometro con partenza da fermo. Le versioni da corsa venivano poteziate con configurazioni che,anche in base ai regolamenti, raggiungevano i 3000 cc e i 340 CV. Da questo motore fu derivata anche una versione marinizzata per le gare di entrobordo.
Ovviamente è un'automobile destinata ad una clientela di un certo rango ed anche il prezzo di listino lo dimostrava, così come i molti equipaggiamenti disponibili in opzione.
Nel 1972 la rivista Quattroruote organizzò, per sondare le doti di resistenza ed affidabilità della Montreal, una tirata da Reggio Calabria fino a Lubecca impiegando poco meno di venti ore. Considerando che il percorso misurava ben 2.574 km i tester riuscirono a percorrerlo, soste e rifornimenti compresi, ad una velocità media di 130 km/h circa.
Ciao caro " Kren "
Molto bello quanto hai postato ed io , se me lo permetti , desidero aggiungere qualcosa in piu'.
Grazie.
Le Concessionarie ALFA avevano la facolta' di prendere ordinazioni per la 105.64 - Montreal - gia' dal mese di Aprile dell'anno 1970 pure se informavano il cliente che le primissime consegne slittavano all' anno 1971.
Circa i colori della vettura , gli interni ecc. ecc., gli stessi Concessionari (quantomeno nel mese di Aprile 1970 - per i mesi successivi non lo so )- essi sapevano nulla.
Era quindi una ordinazione " al buio " come si dice in gergo.
Ed io ebbi il coraggio di farla.
Si conoscevano comunque le caratteristiche tecniche e cio' faceva aumentare il desiderio all'appassionato Alfista.
Circa il prezzo, sempre nell'Aprile 1970, i Concessionari vociferavano su un prezzo di Lit. 4.750.000. Ma anche per questo si era in alto mare.
Le primissime consegne - che io sappia - furono effettuate verso meta' Maggio del 1971 ed il prezzo era di Lit. 5.250.000.
La mia vettura mi fu consegnata nel Luglio 1971 con n°telaio 1425 . . .
Il prezzo lievito' a Lit. 5.700.000 per le vetture consegnate nel 1972.
Ora vado leggermente in O.T. =
Per quanto riguarda la " cavalcata " organizzata nel 1972 da Quattroruote sul percorso Reggio Calabria - Lubecca con 1 Montreal di serie, ricordo che fra le foto che apparvero sul fascicolo o di Luglio oppure di Agosto '72 , ce n'era 1 in
particolare che mi resto' impressa.
In una foto risaltava leggermente un parafango anteriore che, dalla sua forma, risulterebbe essere di una ALFA 2000 GTV e mi pare anche che il colore fosse il Faggio (marrone scuro dell'epoca) - ( non avendo sottomano ora il fascicolo menzionato, posso sbagliare circa il colore).
Cio' mi fece pensare che la vettura accompagnatrice della Montreal in quella avventura fosse questo modello.
Questo e' oltremodo lusinghiero perche' se non hanno risparmiato la Montreal durante il suo tragitto, e' altrettanto vero che a maggior ragione non risparmiarono nemmeno la 2000 GTV che comunque nell'arco della sua vita si e' sempre dimostrata una grande auto.
Ciao carissimo-grazie per l'attenzione ed al piacere di rileggerti presto.![]()
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Kren ha scritto:Ciao Giampi!giampi47 ha scritto:Kren ha scritto:Alfa Romeo MontrealNel 1967, Centenario della Federazione Canadese, tutte le nazioni del mondo parteciparono all'Esposizione Universale di Montreal presentando le migliori realizzazioni nei vari campi della scienza e della tecnica. Come unica casa automobilistica ad essere invitata, l'Alfa Romeo si presentò con una dream car, definita testualmente "la massima aspirazione dell'uomo in fatto di automobili".
Nelle iniziali intenzioni dell'Alfa Romeo, si trattava di una mera operazione d'immagine. I due prototipi inviati all'Expo canadese, commissionati alla Carrozzeria Bertone su meccanica della "Giulia", sarebbero dovuti rimanere una sorta di "prova d'artista", da esporre nei vari saloni, per poi essere conservati nel museo aziendale.
In quegli anni, l'Alfa Romeo godeva di grande prestigio presso il pubblico americano e l'eleganza della vettura suscitò un vivo interesse che, contrariamente alle previsioni, non si spense nei mesi successivi. Le richieste dei concessionari canadesi e statunitensi furono tanto pressanti e reiterate da costringere l'azienda del Portello a decidere la produzione del prototipo.
Per tener fede all'idea originale della presentazione, la vettura venne dotata di un motore derivato dall'otto cilindri a V a carter secco della Alfa Romeo 33 Stradale che, nonostante la riduzione di potenza specifica da 125 a 80 CV/litro, si dimostrò surdimensionato rispetto alle caratteristiche di rigidità del telaio.
Produzione in serie
Così nel 1970 venne presentata al Salone dell'automobile di Ginevra la versione definitiva della "Montreal". Le consegne iniziarono nei primi mesi del 1972 al prezzo di L. 5.700.000 e con la possibilità di arricchirla con accessori pensati per un maggior comfort, quali gli alzacristalli elettrici (L. 100.000), la vernice metallizzata (L. 140.000) ed il condizionatore d'aria (L. 290.000). La gamma di colori disponibili variava dalle tinte normali blu medio, verde, grigio, rosso, arancio e nero, alle tinte metallizzate marrone, argento, arancio, oro e verde.
Esteticamente la vettura risultò leggermente più alta e con il cofano più ingombrante per accogliere l'otto cilindri. Il motore, pur derivando da quello da corsa Tipo 33, venne sostanzialmente modificato al fine di renderlo più "docile" e adatto all'uso stradale. La cilindrata definitiva è 2593cc, l'albero motore ha la disposizione delle manovelle a 90 gradi anziché a 180, i pistoni perdono il cielo convesso tipico della vettura sport, è diversa la fasatura ed è diversa l'iniezione meccanica, ora SPICA derivata dalle vetture a quattro cilindri esportate in America anziché Lucas. Il gruppo propulsore fu abbinato ad un raffinato cambio ZF invertito, quanto di meglio disponibile all'epoca, anche in considerazione del fatto che in Alfa non era disponibile una trasmissione in grado di gestire la poderosa coppia del V8 - e i bassi numeri non ne rendevano conveniente la messa in produzione-. Interessante, questo proposito, ricordare che il gruppo differenziale, derivato direttamente dalle 2000 Gt e Spider, era stato dotato di una coppa maggiorata in magnesio, col duplice scopo di aumentare la quantità d'olio e fornire un migiore raffreddamento. In effetti, la trasmissione era il punto più vulnerabile, tanto che le vetture preparate per correre (soprattutto in USA e in Sud Africa) erano spesso costrette al ritiro proprio dalla rottura del differenziale. La visione d'insieme della vettura dà più l'idea di una velocissima e confortevole gran turismo anziché di una derivata dalle corse strettamente sportiva. Infatti, a fronte di un motore esuberante quale il V8 di Arese, l'autotelaio si dimostrava inadeguato per una sportiva: la base della Giulia mostrava, infatti, tutti i limiti connessi allo schema "ruote anteriori indipendenti e ponte posteriore rigido". Il risultato era tutt'altro che disprezzabile, anzi, ma alla prova dei fatti la Montreal soffriva di un marcato rollio in curva - che consente, però, di apprezzare l'approssimarsi dei limiti dei tenuta del mezzo e, comunque, non inificiava l'efficacia nel seguire la traiettoria impostata -. L'impianto frenante, a dischi autoventilanti di produzione Girling, su tutte le ruote, forniva prestazioni in linea con le gt dell'epoca e, sebbene non sia un punto forte della Montreal, ancora oggi, se ben mantenuto, garantisce spazi d'arresto di tutto rispetto.
Le prestazioni, come si può immaginare, sono di prim'ordine: 200 cavalli a 6500 giri, 24kgm di coppia a 4750 giri, 224 km/h di velocità massima e 28 secondi per percorrere il chilometro con partenza da fermo. Le versioni da corsa venivano poteziate con configurazioni che,anche in base ai regolamenti, raggiungevano i 3000 cc e i 340 CV. Da questo motore fu derivata anche una versione marinizzata per le gare di entrobordo.
Ovviamente è un'automobile destinata ad una clientela di un certo rango ed anche il prezzo di listino lo dimostrava, così come i molti equipaggiamenti disponibili in opzione.
Nel 1972 la rivista Quattroruote organizzò, per sondare le doti di resistenza ed affidabilità della Montreal, una tirata da Reggio Calabria fino a Lubecca impiegando poco meno di venti ore. Considerando che il percorso misurava ben 2.574 km i tester riuscirono a percorrerlo, soste e rifornimenti compresi, ad una velocità media di 130 km/h circa.
Ciao caro " Kren "
Molto bello quanto hai postato ed io , se me lo permetti , desidero aggiungere qualcosa in piu'.
Grazie.
Le Concessionarie ALFA avevano la facolta' di prendere ordinazioni per la 105.64 - Montreal - gia' dal mese di Aprile dell'anno 1970 pure se informavano il cliente che le primissime consegne slittavano all' anno 1971.
Circa i colori della vettura , gli interni ecc. ecc., gli stessi Concessionari (quantomeno nel mese di Aprile 1970 - per i mesi successivi non lo so )- essi sapevano nulla.
Era quindi una ordinazione " al buio " come si dice in gergo.
Ed io ebbi il coraggio di farla.
Si conoscevano comunque le caratteristiche tecniche e cio' faceva aumentare il desiderio all'appassionato Alfista.
Circa il prezzo, sempre nell'Aprile 1970, i Concessionari vociferavano su un prezzo di Lit. 4.750.000. Ma anche per questo si era in alto mare.
Le primissime consegne - che io sappia - furono effettuate verso meta' Maggio del 1971 ed il prezzo era di Lit. 5.250.000.
La mia vettura mi fu consegnata nel Luglio 1971 con n°telaio 1425 . . .
Il prezzo lievito' a Lit. 5.700.000 per le vetture consegnate nel 1972.
Ora vado leggermente in O.T. =
Per quanto riguarda la " cavalcata " organizzata nel 1972 da Quattroruote sul percorso Reggio Calabria - Lubecca con 1 Montreal di serie, ricordo che fra le foto che apparvero sul fascicolo o di Luglio oppure di Agosto '72 , ce n'era 1 in
particolare che mi resto' impressa.
In una foto risaltava leggermente un parafango anteriore che, dalla sua forma, risulterebbe essere di una ALFA 2000 GTV e mi pare anche che il colore fosse il Faggio (marrone scuro dell'epoca) - ( non avendo sottomano ora il fascicolo menzionato, posso sbagliare circa il colore).
Cio' mi fece pensare che la vettura accompagnatrice della Montreal in quella avventura fosse questo modello.
Questo e' oltremodo lusinghiero perche' se non hanno risparmiato la Montreal durante il suo tragitto, e' altrettanto vero che a maggior ragione non risparmiarono nemmeno la 2000 GTV che comunque nell'arco della sua vita si e' sempre dimostrata una grande auto.
Ciao carissimo-grazie per l'attenzione ed al piacere di rileggerti presto.![]()
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Grazie per i complimenti. I tuoi fanno sempre un enorme piacere perché la tua competenza è davvero elevatissima
Non ho molto tempo ultimamente e quindi non posso partecipare attivamente alle discussioni.
A presto e grazie di nuovo![]()
vecchioAlfista ha scritto:fpaol68 ha scritto:Merosi1910 ha scritto:fpaol68 ha scritto:Merosi1910 ha scritto:Lo vogliamo riaprire sto museo, ?? stramaledetta la fiat, gli agnelli e i loro amministratori delegati
Ciao Merosi,
ovviamente quoto in pieno.
Ciao. Ultimamente non seguo il forum. Non mi interessa niene di fiat-alfa, mi interessa solo la questione del museo,e ogni tanto vengo a leggere se ci sono novità: veramente io non so più cosa scrivere, a parte gli insulti per questi sciagurati non ci sono più parole.
Non so se ci hai fatto caso. Ma visto la totale e colpevole assenza di QR nel prendere una posizione, visto che anche la mia richiesta di tenere questo forum sempre in prima pagina, come segno minimo di disapprovazione, non è stata accolta, abbiamo deciso di impegnarsi per aggiornare sempre questo topic con ricordi personali o citando ogni volta un'auto del museo.
Invito anche te a partecipare a questa protesta.
Secondo me 4R non se la sta passando cmq benissimo con il gruppazzo. Sensazione personale, magari sbagliata.
Prima l'articolo sulla fine di Arese, poi i remember su ruoteclassiche, il "dovrebbe" su G10, la Maseratina motorizzata pentastar che contraddice in intervista Wester, poi la nuova Y dalla recensione "non eccelsa"...
Insomma, la nostra rivista "qualcosa di scomodo" scrive, nei limiti del politicamente corretto. Certo, non si potrà pretendere che vadi "alla guerra".
Però qualcosina in più sul museo si dovrebbe fare. Forza 4R, siamo con te!! :-o
nicolapak ha scritto:vecchioAlfista ha scritto:fpaol68 ha scritto:Merosi1910 ha scritto:fpaol68 ha scritto:Merosi1910 ha scritto:Lo vogliamo riaprire sto museo, ?? stramaledetta la fiat, gli agnelli e i loro amministratori delegati
Ciao Merosi,
ovviamente quoto in pieno.
Ciao. Ultimamente non seguo il forum. Non mi interessa niene di fiat-alfa, mi interessa solo la questione del museo,e ogni tanto vengo a leggere se ci sono novità: veramente io non so più cosa scrivere, a parte gli insulti per questi sciagurati non ci sono più parole.
Non so se ci hai fatto caso. Ma visto la totale e colpevole assenza di QR nel prendere una posizione, visto che anche la mia richiesta di tenere questo forum sempre in prima pagina, come segno minimo di disapprovazione, non è stata accolta, abbiamo deciso di impegnarsi per aggiornare sempre questo topic con ricordi personali o citando ogni volta un'auto del museo.
Invito anche te a partecipare a questa protesta.
Secondo me 4R non se la sta passando cmq benissimo con il gruppazzo. Sensazione personale, magari sbagliata.
Prima l'articolo sulla fine di Arese, poi i remember su ruoteclassiche, il "dovrebbe" su G10, la Maseratina motorizzata pentastar che contraddice in intervista Wester, poi la nuova Y dalla recensione "non eccelsa"...
Insomma, la nostra rivista "qualcosa di scomodo" scrive, nei limiti del politicamente corretto. Certo, non si potrà pretendere che vadi "alla guerra".
Però qualcosina in più sul museo si dovrebbe fare. Forza 4R, siamo con te!! :-o
ma possibile che si può criticare ma non troppo, che addirittura 4R, un giornale tematico tra i più diffusi e autorevoli del settore, non possa esprimere un'opinione chiara? questa sorta di "vorrei ma non posso" non solo può lasciare disorientata una parte dei lettori, ma temo possa alla lunga allontanarli. mi dispiace pensare che in italia persino il giornalismo automobilistico non possa mai esprimere opinioni chiare sul gruppo fiat. con tutto il rispetto x 4R ovviamente, ma il "detto non detto" personalmente non mi piace, anzi sono moooooooooolto più sicuro che una posizione ben chiara possa stappare le orecchie a certe teste pensanti che ci propinano la nuova thema, la nuova y, l'alfa tapiromeo (questa è bella!), per non parlare della calandra orizzontale sulle lancia, che aldilà dell'effetto estetico rende anche la delta una simil-crysler.
daje 4R, tira fuori gli zebedei!!
p.s. spero che non stiamo andando troppo OT.
Merosi1910 ha scritto:5 anni fa, per vari motivi, mi sono abbonato a 4R. Prima lo leggevo solo saltuariamente. Abbonamento che questa volta sicuramente non rinnoverò. Nell'ultimo numero l'unico articolo che ho letto con interesse è quello sul rapimento di Fangio.
Non so se 4R è meglio o peggio di altre riviste, non le seguo con attenzione. Molto meglio i libri e la documentazione storica.
Il silenzio di 4R sulla chiusura del museo è a dir poco imbarazzante. Non darò più i miei soldi a chi sputa sopra all'Alfa.
Kren ha scritto:
fpaol68 ha scritto:Kren ha scritto:
UP
ALGEPA - 11 giorni fa
AKA_Zinzanbr - 11 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 8 mesi fa