wilderness ha scritto:Cavoli, giampi47!
Che disegno! Dove l'hai trovato?
Comunque sono dei normali doppi triangoli sovrapposti, con ammo fissato al triangolo inferiore.
automoto3 ha scritto:43 anni fà ..
E' attualissima!
Ma dico .. di ingenieri ne escono ancora, oppure li hanno finiti proprio?
E dacci col monostella
:!:
giampi47 ha scritto:wilderness ha scritto:Cavoli, giampi47!
Che disegno! Dove l'hai trovato?
Comunque sono dei normali doppi triangoli sovrapposti, con ammo fissato al triangolo inferiore.
Fu materiale regalatomi dagli amici di ALFA e da amici di AUTODELTA oltre 40 anni fa. :thumbup:
Comunque Auto Italiana del 1969 riporta:
ALFA 33 Stradale =
Sospensioni anteriori: A ruote indipendenti a quadrilatero deformabile con braccio superiore singolo e braccio inferiore a trapezio.
Gruppo molla ammortizzatore coassiale con molla ad elica ed ammortizzatori idropneumatici Billstein (Koni registrabili). Barra antirollio.
Sospensioni posteriori : A ruote indipendenti a quadrilatero deformabile con quadrilatero inferiore, bielletta superiore, puntoni longitudinali di reazione.
Gruppo molla ammortizzatore coassiale con molla ad elica ed ammortizzatori idropneumatici Billstein (Koni registrabili). Barra antirollio.
Appena posso metto foto del telaio ed altro.
Ciao![]()
automoto3 ha scritto:Mega schemi .. 8) 8)
quando sento parlare di Qa o doppi bracci mi scatta una molla: però mi sembra un pò tirata definirli dei Push-rod, o sbaglio?
fpaol68 ha scritto:automoto3 ha scritto:Mega schemi .. 8) 8)
quando sento parlare di Qa o doppi bracci mi scatta una molla: però mi sembra un pò tirata definirli dei Push-rod, o sbaglio?
Si ho detto tipo, nel senso che il gruppo molla ammortizzatore lavora in compressione come il puntone del push rod
giampi47 ha scritto:automoto3 ha scritto:43 anni fà ..
E' attualissima!
Ma dico .. di ingenieri ne escono ancora, oppure li hanno finiti proprio?
E dacci col monostella
:!:
Caro " automoto3 " , fregatene della monostella !!
L'importante e' la passione !!!
Ciao.![]()
giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:automoto3 ha scritto:43 anni fà ..
E' attualissima!
Ma dico .. di ingenieri ne escono ancora, oppure li hanno finiti proprio?
E dacci col monostella
:!:
Caro " automoto3 " , fregatene della monostella !!
L'importante e' la passione !!!
Ciao.![]()
E sempre a proposito di passione .........per i camion......andiamo avanti !!!
Ecco le ultime 2 foto inerenti il ROMEO =
giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:automoto3 ha scritto:43 anni fà ..
E' attualissima!
Ma dico .. di ingenieri ne escono ancora, oppure li hanno finiti proprio?
E dacci col monostella
:!:
Caro " automoto3 " , fregatene della monostella !!
L'importante e' la passione !!!
Ciao.![]()
E sempre a proposito di passione .........per i camion......andiamo avanti !!!
Ecco le ultime 2 foto inerenti il ROMEO =
Ora, tralasciando magari per un po' i camion che riprenderemo, vediamo di scrivere qualcosa circa il progetto 105-33 di cui si accennava parlando del telaio 33 ecc.
Permettetemi pero' di fare un "cappelletto" parlando di un "gentleman".
Il Dott. Enrico Sala e poi piano piano vedrete che arriveremo al "sodo".
Nel 1971 le consegne della Montreal latitavano.
A primavera iniziata di quell'anno nessuno ne era ancora in possesso.
Chiesi appuntamento allora con il Direttore Commerciale ALFA che era il Dott. Enrico Sala.
Mi ricevette il Mercoledi' Santo del 1971.
Fu un incontro molto cordiale e ci lasciammo con la promessa che entro il mese di luglio del 1971 io sarei entrato in possesso della vettura.
E cosi' fu' !!!
Ho citato il Dott. Enrico Sala perche' egli ha stilato la Prefazione del libro di Busso - " Nel cuore dell'ALFA " - che chi possessore del libro puo' leggere a pag.9-10-11.
Mi colpi' 1 frase : " La delusione piu' grande, che Busso visse come una vera ingiustizia, fu la creazione dell' Autodelta : si senti' come una madre cui vengono sottratti i figli.
Altro motivo di rammarico fu l'impossibilita' di realizzare una vettura a trazione anteriore e motore centrale ecc.ecc. "
Ecco ; l'Autodelta. !!
A pag. 118 sempre del libro di Busso, il grande progettista scrive .
--- " La prima 105-33 ancora con un vecchio 4 cilindri, mosse i suoi passi iniziali nel cortile dell' ALFA il giorno 8 Gennaio 1966 , ma il 14 dello stesso mese Livio Nicolis, per volere di Luraghi, consegnava tutto all' Autodelta ecc ".
---Ed ancora : " In principio del 1966 la 33 era stata consegnata all' Autodelta
e con essa anche i pezzi staccati del motore 8 cilindri,progettato e costruito in casa da noi.
Il nuovo motore ( l' 8 - V ) comincio' a girare al banco in Autodelta il 25 Febbraio ed in vettura a Balocco il 28 Maggio 1966 ".
---Ed ancora : " Nell'illusione che una vettura sportiva di minore impegno potesse essere lasciata completamente a noi, a neppure 1 mese da quel triste 14 Gennaio 1966 io tornavo alla carica presso Satta proponendogli di studiare un'altra vettura a motore posteriore, ma stavolta con il nostro sempreverde 4 cilindri disposto " trasversalmente". Il si' di Satta fu immediato.
Mia anche l'idea di rivolgerci per la carrozzeria ad una casa di cui avevo imparato ad apprezzare l'intraprendenza e la fulmineita' delle realizzazioni :
La OSI di Borgaro Torinese, diretta dal caro Ing. Bianco.
Fulmineo anche il nostro studio del gruppo posteriore e la sua realizzazione.
Per farla breve,la prima edizione della SCARABEO, cosi' come io l'avevo concepito e con un vestito di sogno, veniva esposta al Salone di Parigi gia' nell' Ottobre del 1966.
La piu' bella vettura del Salone, commento' Luraghi.
Un mese piu' tardi, il bis al Salone di Torino : uno dei miei tanti sogni destinati a rimanere tali, ma non per questo meno caro per me, per Bianco e per i miei
" ragazzi " ".
Ecco cio' che scrive Busso.
Ed ora le prime 3 foto del prototipo ALFA 33 ma con motore 1600 cc. della
TZ-2 doppia accensione. La 3° foto propone al volante il grande Sanesi.
giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:automoto3 ha scritto:43 anni fà ..
E' attualissima!
Ma dico .. di ingenieri ne escono ancora, oppure li hanno finiti proprio?
E dacci col monostella
:!:
Caro " automoto3 " , fregatene della monostella !!
L'importante e' la passione !!!
Ciao.![]()
E sempre a proposito di passione .........per i camion......andiamo avanti !!!
Ecco le ultime 2 foto inerenti il ROMEO =
Ora, tralasciando magari per un po' i camion che riprenderemo, vediamo di scrivere qualcosa circa il progetto 105-33 di cui si accennava parlando del telaio 33 ecc.
Permettetemi pero' di fare un "cappelletto" parlando di un "gentleman".
Il Dott. Enrico Sala e poi piano piano vedrete che arriveremo al "sodo".
Nel 1971 le consegne della Montreal latitavano.
A primavera iniziata di quell'anno nessuno ne era ancora in possesso.
Chiesi appuntamento allora con il Direttore Commerciale ALFA che era il Dott. Enrico Sala.
Mi ricevette il Mercoledi' Santo del 1971.
Fu un incontro molto cordiale e ci lasciammo con la promessa che entro il mese di luglio del 1971 io sarei entrato in possesso della vettura.
E cosi' fu' !!!
Ho citato il Dott. Enrico Sala perche' egli ha stilato la Prefazione del libro di Busso - " Nel cuore dell'ALFA " - che chi possessore del libro puo' leggere a pag.9-10-11.
Mi colpi' 1 frase : " La delusione piu' grande, che Busso visse come una vera ingiustizia, fu la creazione dell' Autodelta : si senti' come una madre cui vengono sottratti i figli.
Altro motivo di rammarico fu l'impossibilita' di realizzare una vettura a trazione anteriore e motore centrale ecc.ecc. "
Ecco ; l'Autodelta. !!
A pag. 118 sempre del libro di Busso, il grande progettista scrive .
--- " La prima 105-33 ancora con un vecchio 4 cilindri, mosse i suoi passi iniziali nel cortile dell' ALFA il giorno 8 Gennaio 1966 , ma il 14 dello stesso mese Livio Nicolis, per volere di Luraghi, consegnava tutto all' Autodelta ecc ".
---Ed ancora : " In principio del 1966 la 33 era stata consegnata all' Autodelta
e con essa anche i pezzi staccati del motore 8 cilindri,progettato e costruito in casa da noi.
Il nuovo motore ( l' 8 - V ) comincio' a girare al banco in Autodelta il 25 Febbraio ed in vettura a Balocco il 28 Maggio 1966 ".
---Ed ancora : " Nell'illusione che una vettura sportiva di minore impegno potesse essere lasciata completamente a noi, a neppure 1 mese da quel triste 14 Gennaio 1966 io tornavo alla carica presso Satta proponendogli di studiare un'altra vettura a motore posteriore, ma stavolta con il nostro sempreverde 4 cilindri disposto " trasversalmente". Il si' di Satta fu immediato.
Mia anche l'idea di rivolgerci per la carrozzeria ad una casa di cui avevo imparato ad apprezzare l'intraprendenza e la fulmineita' delle realizzazioni :
La OSI di Borgaro Torinese, diretta dal caro Ing. Bianco.
Fulmineo anche il nostro studio del gruppo posteriore e la sua realizzazione.
Per farla breve,la prima edizione della SCARABEO, cosi' come io l'avevo concepito e con un vestito di sogno, veniva esposta al Salone di Parigi gia' nell' Ottobre del 1966.
La piu' bella vettura del Salone, commento' Luraghi.
Un mese piu' tardi, il bis al Salone di Torino : uno dei miei tanti sogni destinati a rimanere tali, ma non per questo meno caro per me, per Bianco e per i miei
" ragazzi " ".
Ecco cio' che scrive Busso.
Ed ora le prime 3 foto del prototipo ALFA 33 ma con motore 1600 cc. della
TZ-2 doppia accensione. La 3° foto propone al volante il grande Sanesi.
Ed ancora = Ecco la Primissima ALFA 33 -quella cosiddetta PERISCOPICA con motore 2000 cc. ed 8-V che Autodelta sviluppo (come da narrazione di Busso ).
Quindi foto del telaio ALFA 33 Stradale e ALFA 33 Corsa
Ultima , la foto della conusciutissima ALFA 33 Stradale 2000 cc. V-8.
giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:giampi47 ha scritto:automoto3 ha scritto:43 anni fà ..
E' attualissima!
Ma dico .. di ingenieri ne escono ancora, oppure li hanno finiti proprio?
E dacci col monostella
:!:
Caro " automoto3 " , fregatene della monostella !!
L'importante e' la passione !!!
Ciao.![]()
E sempre a proposito di passione .........per i camion......andiamo avanti !!!
Ecco le ultime 2 foto inerenti il ROMEO =
Ora, tralasciando magari per un po' i camion che riprenderemo, vediamo di scrivere qualcosa circa il progetto 105-33 di cui si accennava parlando del telaio 33 ecc.
Permettetemi pero' di fare un "cappelletto" parlando di un "gentleman".
Il Dott. Enrico Sala e poi piano piano vedrete che arriveremo al "sodo".
Nel 1971 le consegne della Montreal latitavano.
A primavera iniziata di quell'anno nessuno ne era ancora in possesso.
Chiesi appuntamento allora con il Direttore Commerciale ALFA che era il Dott. Enrico Sala.
Mi ricevette il Mercoledi' Santo del 1971.
Fu un incontro molto cordiale e ci lasciammo con la promessa che entro il mese di luglio del 1971 io sarei entrato in possesso della vettura.
E cosi' fu' !!!
Ho citato il Dott. Enrico Sala perche' egli ha stilato la Prefazione del libro di Busso - " Nel cuore dell'ALFA " - che chi possessore del libro puo' leggere a pag.9-10-11.
Mi colpi' 1 frase : " La delusione piu' grande, che Busso visse come una vera ingiustizia, fu la creazione dell' Autodelta : si senti' come una madre cui vengono sottratti i figli.
Altro motivo di rammarico fu l'impossibilita' di realizzare una vettura a trazione anteriore e motore centrale ecc.ecc. "
Ecco ; l'Autodelta. !!
A pag. 118 sempre del libro di Busso, il grande progettista scrive .
--- " La prima 105-33 ancora con un vecchio 4 cilindri, mosse i suoi passi iniziali nel cortile dell' ALFA il giorno 8 Gennaio 1966 , ma il 14 dello stesso mese Livio Nicolis, per volere di Luraghi, consegnava tutto all' Autodelta ecc ".
---Ed ancora : " In principio del 1966 la 33 era stata consegnata all' Autodelta
e con essa anche i pezzi staccati del motore 8 cilindri,progettato e costruito in casa da noi.
Il nuovo motore ( l' 8 - V ) comincio' a girare al banco in Autodelta il 25 Febbraio ed in vettura a Balocco il 28 Maggio 1966 ".
---Ed ancora : " Nell'illusione che una vettura sportiva di minore impegno potesse essere lasciata completamente a noi, a neppure 1 mese da quel triste 14 Gennaio 1966 io tornavo alla carica presso Satta proponendogli di studiare un'altra vettura a motore posteriore, ma stavolta con il nostro sempreverde 4 cilindri disposto " trasversalmente". Il si' di Satta fu immediato.
Mia anche l'idea di rivolgerci per la carrozzeria ad una casa di cui avevo imparato ad apprezzare l'intraprendenza e la fulmineita' delle realizzazioni :
La OSI di Borgaro Torinese, diretta dal caro Ing. Bianco.
Fulmineo anche il nostro studio del gruppo posteriore e la sua realizzazione.
Per farla breve,la prima edizione della SCARABEO, cosi' come io l'avevo concepito e con un vestito di sogno, veniva esposta al Salone di Parigi gia' nell' Ottobre del 1966.
La piu' bella vettura del Salone, commento' Luraghi.
Un mese piu' tardi, il bis al Salone di Torino : uno dei miei tanti sogni destinati a rimanere tali, ma non per questo meno caro per me, per Bianco e per i miei
" ragazzi " ".
Ecco cio' che scrive Busso.
Ed ora le prime 3 foto del prototipo ALFA 33 ma con motore 1600 cc. della
TZ-2 doppia accensione. La 3° foto propone al volante il grande Sanesi.
Ed ancora = Ecco la Primissima ALFA 33 -quella cosiddetta PERISCOPICA con motore 2000 cc. ed 8-V che Autodelta sviluppo (come da narrazione di Busso ).
Quindi foto del telaio ALFA 33 Stradale e ALFA 33 Corsa
Ultima , la foto della conusciutissima ALFA 33 Stradale 2000 cc. V-8.
Ed ancora =
Numero 2 Foto ALFA SCARABEO Prototipo anno 1966 con motore GTA-1600 "di serie" ed 1 foto del grande Ing. CHITI
wilderness ha scritto:Grazie giampi47.
Manca una foto del Chiti coi cani.![]()
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'Così hanno distrutto un mito'
12 ottobre 2002 ? pagina 2 sezione: MILANO
«La morte dell' Alfa Romeo, il calvario di Arese, sono cominciati nel 1973». Non ha dubbi Enrico Sala, 75 anni, ex direttore commerciale dell' Alfa Romeo, in fabbrica dal ' 55 all' 80. Genero di Guseppe Luraghi (lui e Liliana Luraghi si sposarono nel ' 54) il mitico presidente della casa del biscione negli anni del miracolo economico, Sala è in grado di raccontare da vicino una storia che ha segnato il destino dell' azienda. Dottor Sala come mai l' Alfa sarebbe morta nel ' 73? Cosa accadde in quell' anno? «Tutto iniziò il 7 agosto. Luraghi era a Madonna di Campiglio quando mi raccontò di aver ricevuto una strana telefonata dalla Finmeccanica, il nostro azionista». Un' azionista pubblico, non è vero? «Sì, e come vedremo non si trattava di un dettaglio. A ogni modo la Finmeccanica disse a Luraghi che il Cipe aveva bocciato il nostro piano industriale che prevedeva 112 miliardi di investimenti ad Arese per il potenziamento della verniciatura. Luraghi mi disse: "è molto strano. Non riesco a capire il perché di questa cosa"». E poi scopriste cosa stava accadendo? «Altroché! Intanto quel "no" era la bocciatura dell' ampliamento di Arese: un errore grande così perché minava l' economicità dell' impianto. Ma in realtà si trattava semplicemente di un pretesto per affermare degli interessi politici. Come è raccontato nel libro di Rinaldo Gianola dedicato a Luraghi il siluro ad Arese arrivava da Ciriaco De Mita e Nino Gullotti, allora ministro delle Partecipazioni Statali». Cosa c' entra De Mita? «De Mita e Gullotti volevano che l' Alfa Romeo costruisse uno stabilimento nella zona di Avellino (la provincia di De Mita ndr) dove trasferire la produzione dell' Alfetta. Si trattava di una follia: spostare 70 mila vetture da Arese ad Avellino voleva dire perdere un mucchio soldi. E condannare la fabbrica milanese a lavorare in perdita». Non è che il Cipe voleva semplicemente evitare un buco nei bilanci del' Alfa? «Dal ' 61, l' anno in cui Giuseppe Luraghi arrivò alla presidenza dell' Alfa fino al ' 72 i bilanci furono sempre in attivo. E questo nonostante si facessero forti investimenti e robusti ammortamenti. Anche l' Alfasud di Pomigliano fu un successo. Nel ' 73 l' Alfa produceva 200 mila vetture, più della Bmw che ne produceva 182 mila». Ci furono altri segnali dei desideri dei politici? «Fu lo stesso Gullotti a dire a Luraghi che bisognava costruire un nuovo stabilimento in provincia di Avellino. Mentre il presidente dell' Iri Giuseppe Petrilli e i vertici della Finmeccanica cercavano di convincerlo a dirsi d' accordo con la costruzione della fabbrica in Irpinia. E poi a temporeggiare senza prendere impegni sui tempi del progetto». Perché Luraghi non accettò il compromesso? «Era convinto che in questo modo, come era già avvenuto per il centro siderurgico mai costruito di Gioia Tauro, si sarebbero create delle aspettative irrealizzabili nel Mezzogiorno». Come andò a finire? «Luraghi si rivolse a Fanfani spiegandogli le irragionevoli richieste dei politici che avrebbero portato l' Alfa alla rovina. Allora Fanfani prese il telefono e chiamò Gullotti davanti a Luraghi. Gullotti disse che tutto dipendeva dall' Iri di Petrilli che voleva costruire la fabbrica in Irpinia. Fanfani riattaccò e chiamò Petrilli che rispose addossando tutte le responsabilità su Gullotti... Fu uno squallido scaricabarili». Intanto nel novembre del 1973 si consumava la guerra del Kippur con la crisi energetica e le domeniche a piedi. «In quella situazione la fabbrica ad Avellino sarebbe stata una follia. Comunque a gennaio del '74 ci fu l' imboscata in consiglio di amministrazione: sette consiglieri fedeli alla Finmeccanica si dimisero a sorpresa estromettendo poi Luraghi dalla presidenza». Insomma, per lei Sala la morte dell' Alfa e lo smantellamento di Arese cominciano in quei giorni. Perché? «Insieme a Luraghi se ne andò quasi tutta la squadra: una ventina di dirigenti molto bravi e coesi che sarebbero stati sostituiti poco a poco da un nuovo management politicizzato, attento a non scontentare i partiti. Da allora l' Alfa Romeo cominciò a perdere sempre di più fino alla vendita alla Fiat». E poi si costruì anche lo stabilimento di Avellino, non è vero? «Si, ma venne costruito dopo un decennio per produrre l' Alfa Nissan. Fu un disastro: invece di 50 mila auto all' anno ne vennero fabbricate 23 mila. E dopo un paio d' anni la fabbrica venne chiusa. Per forza: la Nissan ci aveva dato la Cherry, una brutta auto che in Giappone non era più in produzione». E della vendita alla Fat cosa ne pensa? «Io ero favorevole alla Ford. Pensavo che in questo modo l' Alfa Romeo sarebbe diventata il marchio sportivo della Ford e che in questo modo avremmo salvato Arese e le altre fabbriche. Luraghi, no, lui preferiva la Fiat». Perché? «Luraghi temeva che con la vendita alla Ford sarebbe successo quello che sta accadendo in questi giorni. E cioè la fine dell' industria automobilistica nazionale e l' arrivo degli stranieri. Se penso che la Fiat ha comprato l' Alfa nel 1987 per soli 1.050 miliardi a tasso zero pagati in cinque anni a partire dal 1992... è stato un regalo: ci pensa? Ai tassi di quegli anni».
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