Buongiorno, vorrei raccontarvi questa.
Mia moglie, di prima mattina, ha sbandato in auto su una lastra di ghiaccio lungo una provinciale ed è finita contro un albero. Nessun altro veicolo è stato coinvolto e lei se l’è cavata con uno spavento e qualche contusione. L’auto era partita da poco da un incrocio con un semaforo rosso e non andava veloce, come confermato da un testimone e dal fatto che l’auto ha riportato solo danni alla carrozzeria e non alle parti meccaniche (non si sono nemmeno aperti gli airbag).
Chiamati i vigili urbani, questi hanno constatato tutto quanto e hanno anche riportato nella relazione la presenza della lastra di ghiaccio. Tutto bene dunque? NO: multa! Perché “il conducente del veicolo non era in grado di conservare il controllo del suo veicolo” (art.141.2).
Osservo che l’articolo citato non obbliga nessuno a fare miracoli perché dice che il conducente deve controllare il veicolo “dinanzi a qualsiasi ostacolo PREVEDIBILE”. Inoltre l’agente, sopraggiunto successivamente sul luogo dell’incidente, non ha potuto ACCERTARE che a causare l’incidente sia stata proprio la condotta scorretta del guidatore, escludendo possibili guasti meccanici o altre cause, ma ha solo potuto immaginarlo sulla base del solo fatto che l’auto era andata fuori strada.
L’agente in questione e il capo della polizia municipale, da me interpellati, hanno confermato la correttezza del loro operato e che se ritengo che la causa dell’incidente sia diversa posso fare ricorso. Ben sapendo che il ricorso al giudice di pace costa circa € 60 (il doppio della multa) a fondo perduto e che il ricorso al prefetto è inutile perché il verbale è formalmente corretto.
Sul piano etico penso che un agente che dichiara di aver accertato una violazione che in realtà ha solo potuto supporre compia un falso e un abuso di potere. Di certo ci sono modi più dignitosi per guadagnarsi da vivere.
Saluti a tutti.
Mia moglie, di prima mattina, ha sbandato in auto su una lastra di ghiaccio lungo una provinciale ed è finita contro un albero. Nessun altro veicolo è stato coinvolto e lei se l’è cavata con uno spavento e qualche contusione. L’auto era partita da poco da un incrocio con un semaforo rosso e non andava veloce, come confermato da un testimone e dal fatto che l’auto ha riportato solo danni alla carrozzeria e non alle parti meccaniche (non si sono nemmeno aperti gli airbag).
Chiamati i vigili urbani, questi hanno constatato tutto quanto e hanno anche riportato nella relazione la presenza della lastra di ghiaccio. Tutto bene dunque? NO: multa! Perché “il conducente del veicolo non era in grado di conservare il controllo del suo veicolo” (art.141.2).
Osservo che l’articolo citato non obbliga nessuno a fare miracoli perché dice che il conducente deve controllare il veicolo “dinanzi a qualsiasi ostacolo PREVEDIBILE”. Inoltre l’agente, sopraggiunto successivamente sul luogo dell’incidente, non ha potuto ACCERTARE che a causare l’incidente sia stata proprio la condotta scorretta del guidatore, escludendo possibili guasti meccanici o altre cause, ma ha solo potuto immaginarlo sulla base del solo fatto che l’auto era andata fuori strada.
L’agente in questione e il capo della polizia municipale, da me interpellati, hanno confermato la correttezza del loro operato e che se ritengo che la causa dell’incidente sia diversa posso fare ricorso. Ben sapendo che il ricorso al giudice di pace costa circa € 60 (il doppio della multa) a fondo perduto e che il ricorso al prefetto è inutile perché il verbale è formalmente corretto.
Sul piano etico penso che un agente che dichiara di aver accertato una violazione che in realtà ha solo potuto supporre compia un falso e un abuso di potere. Di certo ci sono modi più dignitosi per guadagnarsi da vivere.
Saluti a tutti.