Botto88
0
http://www.corriere.it/esteri/11_dicembre_19/morto-kim-jong-il_45529dec-2a08-11e1-88bd-433b1e8e4c01.shtml
MILANO - Il «caro leader» non c'è più. Così veniva chiamato Kim Jong-il, presidente della Corea del Nord morto sabato a 69 anni per un attacco cardiaco. L'annuncio è stato dato prima dall'agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang, la Kcna, e poi dalla televisione di stato da un'annunciatrice vestita di nero che è scoppiata a piangere in diretta. Immediate le ripercussioni in tutta l'area. La Corea del Sud ha messo in allarme le forze armate e il governo giapponese si è immediatamente riunito e ha deciso di tenere contatti «serrati» con Usa, Cina e Corea del Sud, oltre che di avviare ogni preparativo «per fronteggiare» gli scenari possibili. Quanto agli Stati Uniti, tradizionali alleati dei sud coreani, stanno «monitorando la situazione: «Il presidente (Barack Obama) è stato messo al corrente, e siamo in stretto contatto con i nostri alleati in Corea del Sud e in Giappone. Restiamo impegnati alla stabilità nella penisola coreana, e per la libertà e la sicurezza dei nostri alleati», ha affermato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney in un breve comunicato. Le borse asiatiche hanno risentito negativamente della notizia, nel timore che la morte del leader nord coreano possa influenzare negativamente la stabilità dell'area: il mercato di Tokio ha ceduto l'1,26%
MILANO - Il «caro leader» non c'è più. Così veniva chiamato Kim Jong-il, presidente della Corea del Nord morto sabato a 69 anni per un attacco cardiaco. L'annuncio è stato dato prima dall'agenzia di stampa ufficiale di Pyongyang, la Kcna, e poi dalla televisione di stato da un'annunciatrice vestita di nero che è scoppiata a piangere in diretta. Immediate le ripercussioni in tutta l'area. La Corea del Sud ha messo in allarme le forze armate e il governo giapponese si è immediatamente riunito e ha deciso di tenere contatti «serrati» con Usa, Cina e Corea del Sud, oltre che di avviare ogni preparativo «per fronteggiare» gli scenari possibili. Quanto agli Stati Uniti, tradizionali alleati dei sud coreani, stanno «monitorando la situazione: «Il presidente (Barack Obama) è stato messo al corrente, e siamo in stretto contatto con i nostri alleati in Corea del Sud e in Giappone. Restiamo impegnati alla stabilità nella penisola coreana, e per la libertà e la sicurezza dei nostri alleati», ha affermato il portavoce della Casa Bianca Jay Carney in un breve comunicato. Le borse asiatiche hanno risentito negativamente della notizia, nel timore che la morte del leader nord coreano possa influenzare negativamente la stabilità dell'area: il mercato di Tokio ha ceduto l'1,26%