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DareAvere(exTDI89) ha scritto:La stragrande maggioranza delle persone è convinta che tagliando semplicemente generici "sprechi", spese della politica e spese militari sia possibile risparmiare centinaia di miliardi, e addirittura risolvere il problema del debito pubblico.
Direi piuttosto che la stragrande maggioranza delle persone ne ha il tessuto scrotale teso come la pelle di un tamburo di continuare a pagare tasse su tutto il tassabile e in non tassabile, a fronte di una classe politica (e tecnica) che continua imperterrita a costare quanto la corte del Re Sole. Che poi il risparmio non sia determinante per rimettere a posto i conti se ne rendono conto tutti, ma proprio per questo bisogna cominciare: PRIMA taglino gli sprechi, POI la gente paga le tasse con un po' meno fastidio
Impossibile, almeno non tutto insieme. Tremonti aveva già iniziato una politica di non turnover del personale in uscita dalla PA, che di fatto ha già ridotto non di poco il numero di dipendenti pubblici. Se metti per strada mezzo milione di famiglie ti trovi davvero con i forconi per strada. Peraltro, abbiamo già dimostrato che gli statali in Italia NON sono troppi, sono mal gestiti. Cominciamo a far lavorare i netturbini di Napoli e i forestali calabresi, tanto per fare due esempi. Poi, per inciso, qualcuno mi spiegherà come fa un viglie del fuoco, un agente di polizia o un infermiere di pronto soccorso a lavorare fino a 67 anni in piena efficienza......DareAvere(exTDI89) ha scritto:La realtà è ben diversa. Se si vuole veramente un taglio della spesa pubblica consistente è necessario che lo Stato alleggerisca la sua struttura e riduca i livelli di assistenza in maniera considerevole. E quindi una riduzione degli organici della Amministrazione Pubblica(centrale e periferica) di almeno 500mila unità,
DareAvere(exTDI89) ha scritto:un taglio deciso al fondo che finanzia la sanità pubblica(riducendo la possibilità di accedere alle prestazioni), una riduzione dell'assistenza ai lavoratori che perdono il lavoro, ai malati, ai disabili, alle vedove e agli orfani, un ridimensionamento dei finanziamenti a scuola e università pubblica(compensando con una triplicazione delle tasse universitarie, come in Inghilterra) e forse anche un taglio ai trattamenti previdenziali in essere(la spesa per la previdenza è enorme).
Ma anche no. Di nuovo, bisogna prendere in mano la questione e iniziare un processo graduale. Iniziamo a sforbiciare enti inutili, comunità montane a 100 km dalla prima collina, consigli di amministrazione improduttivi etc, e una volta tappati i buchi vedremo quanto bisogna aprire i rubinetti. Ma se non si comincia, tra vent'anni siamo ancora qui a parlarne, se nel frattempo i cinesi non hanno comprato tutto il Paese.