Tutto ciò è figlio dell'incancrenimento di situazioni non gestite adeguatamente nel corso degli anni. Che il giornalista che va a intervistare un delinquente e viene pestato, o la ragazza che gira in shorts e canotta e viene stuprata "se la sono cercata", purtroppo è vero. Ma la colpa è solo ed esclusivamente di chi nel corso degli anni ha lasciato che quel delinquente continuasse imperterrito a fare affari illegali senza muovere un dito, o di chi non ha mai fatto vedare le strìe (vedere le streghe per i non polentofagi) ai primi che si sono permessi di guardare una ragazza con la lingua di fuori. Come noto, il rischio che si verifichi un danno, per definizione, è dato dal prodotto tra pericolo intrinseco ed esposizione al pericolo; se l'ambiente è intrinsecamente pericoloso, se non vuoi rischiare che si verifichi un danno devi ridurre l'esposizione, che significa che il giornalista non deve intervistare uno che si sa che è un farabutto, e la ragazza non deve andare in giro mezza nuda in certi contesti. Il che non significa che sia giusto: compito delle istituzioni dovrebbe essere appunto quello di eliminare il pericolo, nello specifico mettendo sistematicamente in galera i delinquenti e castrando gli stupratori, non costringere i cittadini a limitare l'esposizione. Ma so che sto parlando di un altro mondo.