<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Migranti Italiani | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Migranti Italiani

Epme ha scritto:
vucomeviagra ha scritto:
Gunsite ha scritto:
occhio che a volte sono errori giudiziari in parte, per esempio sacco e vanzetti non erano pollicino e la fatina dei denti, ma due anarchici anche violenti, di belle cosine ne combinarono, che poi abbiano pagato "anche" per cose che potrebbero non aver commesso ok, ma a quei tempi la giustizia era più rude, come più rude era la gente.....
errori giudiziari in parte che vorrebbe dire scusa? non ti do la sedia elettrica per un?omicidio che potresti (e che realmente non avevano commesso)aver commesso, ma perchè sei comunque un anarchico e quindi hai sicuramente commesso qualcos?altro e dunque la meriti. apperò..........tu sei uno di quelli a favore della pena di morte se non sbaglio....

Beh. Al Capone alla fine l'hanno ingabbiato per frode fiscale ...
Alla fine si potrebbe discutere se era "giustizia" che rimanesse libero visto che faceva ammazzare tutti i possibili testimoni contro di lui .. e secondo "giustizia" non si poteva dimostrare che era colpevole degli omicidi ..
Imho condannare qualcuno senza prove è un abominio, fosse pure al capone.
Si può discutere quanto si vuole del perchè e del per come ma la sostanza non cambia, uno stato che commina pene senza avere le prove è uno stato che peggiore di chi condanna.
 
vucomeviagra ha scritto:
Gunsite ha scritto:
occhio che a volte sono errori giudiziari in parte, per esempio sacco e vanzetti non erano pollicino e la fatina dei denti, ma due anarchici anche violenti, di belle cosine ne combinarono, che poi abbiano pagato "anche" per cose che potrebbero non aver commesso ok, ma a quei tempi la giustizia era più rude, come più rude era la gente.....
errori giudiziari in parte che vorrebbe dire scusa? non ti do la sedia elettrica per un?omicidio che potresti (e che realmente non avevano commesso)aver commesso, ma perchè sei comunque un anarchico e quindi hai sicuramente commesso qualcos?altro e dunque la meriti. apperò..........tu sei uno di quelli a favore della pena di morte se non sbaglio....

vuol dire che gli anarchici non sono belle e buone persone, sono responsabili di attentati, omicidi ecc nel corso della storia, ad esempio quello che scatenò la I WW (anche se fu una scusa...) intendo dire che non sono andati a prendere due immigrati che semplicemente si spaccavano la schiena da mattina a sera per tirare avanti, ma due ANARCHICI di cui uno aveva dei precedenti penali. Poi che sia stato un errore va bene, ma farlo passare per una persecuzione antitaliana.....
PEr la pena di morte si se vuoi dire che non sono contrario a prescindere è vero, ma che centra?
 
Gunsite ha scritto:
vucomeviagra ha scritto:
Gunsite ha scritto:
occhio che a volte sono errori giudiziari in parte, per esempio sacco e vanzetti non erano pollicino e la fatina dei denti, ma due anarchici anche violenti, di belle cosine ne combinarono, che poi abbiano pagato "anche" per cose che potrebbero non aver commesso ok, ma a quei tempi la giustizia era più rude, come più rude era la gente.....
errori giudiziari in parte che vorrebbe dire scusa? non ti do la sedia elettrica per un?omicidio che potresti (e che realmente non avevano commesso)aver commesso, ma perchè sei comunque un anarchico e quindi hai sicuramente commesso qualcos?altro e dunque la meriti. apperò..........tu sei uno di quelli a favore della pena di morte se non sbaglio....

vuol dire che gli anarchici non sono belle e buone persone, sono responsabili di attentati, omicidi ecc nel corso della storia, ad esempio quello che scatenò la I WW (anche se fu una scusa...) intendo dire che non sono andati a prendere due immigrati che semplicemente si spaccavano la schiena da mattina a sera per tirare avanti, ma due ANARCHICI di cui uno aveva dei precedenti penali. Poi che sia stato un errore va bene, ma farlo passare per una persecuzione antitaliana.....
PEr la pena di morte si se vuoi dire che non sono contrario a prescindere è vero, ma che centra?
in effetti ho frainteso, ho preso il discorso un po troppo ?alla larga? senza capire che la tua era una risposta indirizzata alla persecuzione antiitalina. comnque nel fine ?800 e primi ?900 ?l?anarchia? era una vera corrente politica e filosofica che nulla ha a che vedere con la lotta armata anni ?70 a cui siamo abituati a pensare adesso.
 
jaccos ha scritto:
Imho condannare qualcuno senza prove è un abominio, fosse pure al capone.
Si può discutere quanto si vuole del perchè e del per come ma la sostanza non cambia, uno stato che commina pene senza avere le prove è uno stato che peggiore di chi condanna.
Certo. In teoria.
Poi se uno rimane vittima di un reato vero e il vero colpevole può farla franca per un vizio di forma va bene così.
 
vucomeviagra ha scritto:
Epme ha scritto:
[ non dimentichiamo comunque che nel ?77 Dukakis governatore del Massachussets riconobbe gli errori commessi nel processo a carico dei due e ne riabilitò completamente la memoria.
Quello che voleva farsi eleggere presidente e sperava di ingraziarsi il voto "italiano" ???
 
vucomeviagra ha scritto:
se si va sui singoli episodi............. la mia esperienza personale è che ho sempre lavorato con immigrati delle più svariate etnie e non ho mai avuto problemi, o meglio non più di quanti ne abbia avuti con italiani.
io ho massimo rispetto per chiunque cerchi un futuro migliore per se e per i suoi cari. quando si parla di ?disperati? io preferisco pensare a questi. se poi ci sono in mezzo , e obbiettivamente ce ne sono molti, anche le mele marce non vedo perchè bisognerebbe negare la speranza a chi cerca davvero un futuro migliore.

Il problema è che - nello specifico caso dei tunisini - di "singoli episodi" sono piene le pagine di nera e gli schedari della polizia. E per quanto riguarda quelli che cercano un futuro migliore, ti assicuro che hanno da me più rispetto di quanto ne abbiano da qualche "progressista da salotto buono". Quelli che cercano un futuro migliore, che non sono certo questi....
 
Riprendo il topic perchè sabato sera un piccolo episodio mi ha ispirato una riflessione.
Stavo accompagnando mia figlia ad un incontro pre-pasquale con tutta la scuola. Siamo arrivati prestino e ho chiesto alla pargola se c'era già qualcuno dei suoi compagni. Lei mi ha risposto "No, c'è solo Tesfayeh, di terza....è quello là, col giubbotto rosso". Ora, Tesfayeh è l'unico ragazzo di colore che frequenta la scuola - privata e cattolica, per inquadrare - dove va mia figlia. E' stato adottato da una famiglia che sta abbastanza bene e parla il polentonese meglio di me (che ho influssi lumbard in mezzo ;) ), per cui ovviamente è integratissimo. Premetto che in casa mia l'atteggiamento verso gli immigrati è quello di "accoglienza condizionata" che traspare dai miei interventi qui in forum, ossia porte aperte a chi si guadagna pane e companatico onestamente, fora dai cojoni tutti gli altri, e ovviamente l'educazione della figlia è improntata in questa direzione. Per cui, il fatto che la piccola mi abbia indicato il suo compagno come "quello col giubbotto rosso" e non come "quello negro" non è banale. Quando per indicare una persona ti viene spontaneo riferirti a cosa indossa invece al colore della sua pelle vuol dire che non esiste diversità, che è "uno dei tuoi". E come dicevo, non è banale e non è automatico. Ci sono processi che si possono proporre e agevolare, ma non imporre ope legis o manu militari ('azz, come parlo stamattina....). Non si può esportare la democrazia con gli F16 e non si può stabilire l'integrazione per legge. Le comunità ospitanti possono e devono "accogliere", ma chi viene accolto ha il dovere di fare il primo passo rispettando innanzitutto le regole di chi accoglie. Se no, è solo uno spreco di tempo e risorse.
 
a_gricolo ha scritto:
Riprendo il topic perchè sabato sera un piccolo episodio mi ha ispirato una riflessione.
Stavo accompagnando mia figlia ad un incontro pre-pasquale con tutta la scuola. Siamo arrivati prestino e ho chiesto alla pargola se c'era già qualcuno dei suoi compagni. Lei mi ha risposto "No, c'è solo Tesfayeh, di terza....è quello là, col giubbotto rosso". Ora, Tesfayeh è l'unico ragazzo di colore che frequenta la scuola - privata e cattolica, per inquadrare - dove va mia figlia. E' stato adottato da una famiglia che sta abbastanza bene e parla il polentonese meglio di me (che ho influssi lumbard in mezzo ;) ), per cui ovviamente è integratissimo. Premetto che in casa mia l'atteggiamento verso gli immigrati è quello di "accoglienza condizionata" che traspare dai miei interventi qui in forum, ossia porte aperte a chi si guadagna pane e companatico onestamente, fora dai cojoni tutti gli altri, e ovviamente l'educazione della figlia è improntata in questa direzione. Per cui, il fatto che la piccola mi abbia indicato il suo compagno come "quello col giubbotto rosso" e non come "quello negro" non è banale. Quando per indicare una persona ti viene spontaneo riferirti a cosa indossa invece al colore della sua pelle vuol dire che non esiste diversità, che è "uno dei tuoi". E come dicevo, non è banale e non è automatico. Ci sono processi che si possono proporre e agevolare, ma non imporre ope legis o manu militari ('azz, come parlo stamattina....). Non si può esportare la democrazia con gli F16 e non si può stabilire l'integrazione per legge. Le comunità ospitanti possono e devono "accogliere", ma chi viene accolto ha il dovere di fare il primo passo rispettando innanzitutto le regole di chi accoglie. Se no, è solo uno spreco di tempo e risorse.

vuole anche dire che è stata tirata su in un certo modo.
che non è poco.
 
Epme ha scritto:
jaccos ha scritto:
Imho condannare qualcuno senza prove è un abominio, fosse pure al capone.
Si può discutere quanto si vuole del perchè e del per come ma la sostanza non cambia, uno stato che commina pene senza avere le prove è uno stato che peggiore di chi condanna.
Certo. In teoria.
Poi se uno rimane vittima di un reato vero e il vero colpevole può farla franca per un vizio di forma va bene così.
Sempre allergico ai quote eh. :D

Il mio pensiero a riguardo è che ritengo errata la pena di morte tanto quanto una gestione della giustizia blanda e lassista.
Il fatto è che non sono una alternativa all'altra. Il saggio insegna che la virtù sta nel mezzo.... ;)
 
a_gricolo ha scritto:
Riprendo il topic perchè sabato sera un piccolo episodio mi ha ispirato una riflessione.
Stavo accompagnando mia figlia ad un incontro pre-pasquale con tutta la scuola. Siamo arrivati prestino e ho chiesto alla pargola se c'era già qualcuno dei suoi compagni. Lei mi ha risposto "No, c'è solo Tesfayeh, di terza....è quello là, col giubbotto rosso". Ora, Tesfayeh è l'unico ragazzo di colore che frequenta la scuola - privata e cattolica, per inquadrare - dove va mia figlia. E' stato adottato da una famiglia che sta abbastanza bene e parla il polentonese meglio di me (che ho influssi lumbard in mezzo ;) ), per cui ovviamente è integratissimo. Premetto che in casa mia l'atteggiamento verso gli immigrati è quello di "accoglienza condizionata" che traspare dai miei interventi qui in forum, ossia porte aperte a chi si guadagna pane e companatico onestamente, fora dai cojoni tutti gli altri, e ovviamente l'educazione della figlia è improntata in questa direzione. Per cui, il fatto che la piccola mi abbia indicato il suo compagno come "quello col giubbotto rosso" e non come "quello negro" non è banale. Quando per indicare una persona ti viene spontaneo riferirti a cosa indossa invece al colore della sua pelle vuol dire che non esiste diversità, che è "uno dei tuoi". E come dicevo, non è banale e non è automatico. Ci sono processi che si possono proporre e agevolare, ma non imporre ope legis o manu militari ('azz, come parlo stamattina....). Non si può esportare la democrazia con gli F16 e non si può stabilire l'integrazione per legge. Le comunità ospitanti possono e devono "accogliere", ma chi viene accolto ha il dovere di fare il primo passo rispettando innanzitutto le regole di chi accoglie. Se no, è solo uno spreco di tempo e risorse.
Questo è il punto focale, la condizione necessaria. Sono d'accordo con te. ;)
 
complimenti ad a_gricolo e belpietro per come educano i figli.

da mezzo italiano migrato e rimigrato in ogni dove posso solo dire che ovunque mi sia trovato (regno unito, eire, svizzera, germania, austria, olanda, francia, germania, pakistan, malta, bangladesh, sudafrica e sicuramente mi dimentico qualche luogo...) sono sempre stato giudicato come persona/lavoratore e non come " italiano ".
per dire che una testa di vitello è una testa di vitello a prescindere dal suo credo religioso o dalla città di provenienza.
vero è che in certi luoghi per gli italiani hanno sempre un occhio di riguardo e ci considerano dei gran lavoratori sopratutto nel settore edile.
 
a_gricolo ha scritto:
..... Le comunità ospitanti possono e devono "accogliere", ma chi viene accolto ha il dovere di fare il primo passo rispettando innanzitutto le regole di chi accoglie. Se no, è solo uno spreco di tempo e risorse.

:thumbup:
 
Ad onor del vero queste cose a_gricolo, e non solo lui, le va dicendo mica da oggi.

Fa piacere che finalmente questo sia un pensiero condiviso .... meglio tardi che mai.
 
vucomeviagra ha scritto:
Gunsite ha scritto:
vucomeviagra ha scritto:
Gunsite ha scritto:
occhio che a volte sono errori giudiziari in parte, per esempio sacco e vanzetti non erano pollicino e la fatina dei denti, ma due anarchici anche violenti, di belle cosine ne combinarono, che poi abbiano pagato "anche" per cose che potrebbero non aver commesso ok, ma a quei tempi la giustizia era più rude, come più rude era la gente.....
errori giudiziari in parte che vorrebbe dire scusa? non ti do la sedia elettrica per un?omicidio che potresti (e che realmente non avevano commesso)aver commesso, ma perchè sei comunque un anarchico e quindi hai sicuramente commesso qualcos?altro e dunque la meriti. apperò..........tu sei uno di quelli a favore della pena di morte se non sbaglio....

vuol dire che gli anarchici non sono belle e buone persone, sono responsabili di attentati, omicidi ecc nel corso della storia, ad esempio quello che scatenò la I WW (anche se fu una scusa...) intendo dire che non sono andati a prendere due immigrati che semplicemente si spaccavano la schiena da mattina a sera per tirare avanti, ma due ANARCHICI di cui uno aveva dei precedenti penali. Poi che sia stato un errore va bene, ma farlo passare per una persecuzione antitaliana.....
PEr la pena di morte si se vuoi dire che non sono contrario a prescindere è vero, ma che centra?
in effetti ho frainteso, ho preso il discorso un po troppo ?alla larga? senza capire che la tua era una risposta indirizzata alla persecuzione antiitalina. comnque nel fine ?800 e primi ?900 ?l?anarchia? era una vera corrente politica e filosofica che nulla ha a che vedere con la lotta armata anni ?70 a cui siamo abituati a pensare adesso.

no, no era come adesso, dice niente l'attentato di Sarajevo?
anarchia significa il contrario di democrazia e di qualsiasi altra forma di governo
 
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