<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Malessere Soggettivo od Oggettivo? | Il Forum di Quattroruote

Malessere Soggettivo od Oggettivo?

Oggi c'è un malessere che parte dalla particolarità delle Persone che lo esternano ed è quindi una espressione soggettiva dell'Essere Umano che si trova in uno stato di Malattia Interiore.

Oppure c'è un malessere oggettivo che colpisce indistintamente, come una falce che miete in un campo di grano, tutti coloro che vivono su questo pianeta :?: :?: :?: :?: :?: :?: :?:

Non tutti stiamo male allo stesso modo, ma un certo senso di insoddisfazione è ormai parte comune del nostro essere persone :?: :?:
 
E' come se improvvisamente ci avessero pompati fino a scoppiare e poi improvvisamente siamo esplosi svuotandoci completamente.

Ci siamo resi conto all'improvviso di essere rotelline di un ingranaggio che tritura e rumina tutto ciò che gli capita davanti.

Un mondo in cui l'essere umano non è più artefice del suo destino e delle sue scelte. Ma subisce supinamente ciò che la "macchina" produce, incapace di opporsi e di dire no! Un no che lo riporti padrone di se stesso e non espressione di un consenso che si esprime anche attraverso la negazione utilitaristica della "macchina" e della competizione a cui ci costringe, rendendoci mannichei anche nella nostra opposizione ad essa.

Non siamo Fratelli, Esseri Umani Solidali, ma gusci svuotati della loro essenza di persone, dei frutti spremuti che la raccolta differenziata utilizza come concime e mangime per gli animali delle stalle ad allevamento intensivo.
 
Il mio sogno era imparare a volare, grande fu la mia delusione quando compresi che non era realizzabile. Ma poi mi rincuorai quando mi spiegarono che non c'era tutta quella libertà che immaginavo.

Tutto è catalogato e procedurale, niente è lasciato al caso, ed anche quando sembra fuori dai canoni capisci che è tutto previsto, tutto studiato a tavolino. Percentuali con margini d'errore nulli, quasi perfetti, quasi come divinità, che controllano tutto l'ordine fino all'infinitesimale, fin dal primo vaggito, compresi ovuli e spermatozoi.

E contare i girini è cosa da matti. Ma a questo ci ha portati la macchina, a far le pulci a noi stessi, al nostro particolare.
 
Le aride percentuali della statistica non spiegano come uscire dalle crisi, ma servono proficuamente per esercitare il controllo da parte del potere dominante un particolare territorio, una particolare regione, uno stato, una nazione.

Come già nel passato, lo scontro è tra il "Dividi ed Impera", attraverso il quale assoggettare tutte le parti potenzialmente ostili, solleticando e portando le persone, e non solo esse, verso una società individualista priva di solidarietà, tra individui e parti sociali, al suo interno, così da bloccare la dialettica e la mobilità sociale, che assicura uno scambio di esperienze ed amicizia tra settori differenti e potenzialmente antagonisti, se non anche ostili tra loro.

Dall'altra parte c'è il richiamo "all'unità solidale" delle parti sociali, che solo in questo modo sono in grado di ridurre, chi detiene il potere, al servizio della comunità e non il contrario, cioè la società al servizio del potere.

Per quanto possa sembrare assurdo, la società dei consumi con tutti i suoi accessori e modelli pubblicitari ha reso più facile esercitare il controllo, dividendo e comandando le varie frammentazioni di una società spinta al particolare ed all'individualismo parossistico del privato.

Da ciò consegue che, anche ove vi è una omogeneità etnica, non abbiamo una nazione unità, ma un insieme frammentato di gruppi e gruppuscoli privi di un idem solidaristico che li faccia incontrare, al contrario sono antagonisti tra loro ed al loro stesso interno.
 
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